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Si può evitare la legittima?

23 Giugno 2019
Si può evitare la legittima?

Come tutelare il patrimonio ereditato dal pignoramento dei creditori; le contromosse per evitare la rinuncia all’eredità o la lesione della legittima.

«A caval donato non si guarda in bocca». Perché mai allora rifiutare una casa o un conto in banca lasciato da un familiare prima di morire? Probabilmente – ed è questa la ragione che spinge spesso le persone a rinunciare all’eredità o un lascito testamentario – è perché, insieme al patrimonio “attivo”, ci sono anche i debiti. Ed allora il timore che i creditori del defunto possano pignorare quel poco che si riceve con la successione, estendendo peraltro il pignoramento anche ai propri beni personali, porta gli eredi ad assumere un atteggiamento prudente. Meglio niente che passare la notte in bianco.

Ma non è l’unica ipotesi. A volte, il pericolo proviene dai propri debiti, quelli cioè dell’erede: i suoi creditori potrebbero andare a pignorare i beni di famiglia, lasciati da un genitore o da un fratello, e di cui l’erede diventa proprietario proprio con l’accettazione dell’eredità. Di qui la domanda: si può evitare la legittima? Un esempio servirà a chiarire meglio come stanno le cose.

Il patrimonio familiare ereditato può essere pignorato?

Immagina Mario che, dopo una vita di sacrifici, ha costruito una casa e l’ha divisa in due unità immobiliari distinte per lasciarle ai suoi due figli. Uno dei due, Giuseppe, è tuttavia soffocato dai debiti. I suoi creditori gli hanno più volte notificato gli atti giudiziari; ma lui è nullatenente e vive beatamente nonostante i tentativi (infruttuosi) di pignoramento.

La situazione preoccupa tanto Mario, quanto l’altro fratello, Antonio: i due temono che, con il passaggio dell’eredità, i creditori di Giuseppe possano mettere la casa all’asta. Cosa che potrebbero certamente fare: il patrimonio familiare ereditato può essere pignorato tanto dai creditori del defunto, rimasti insoddisfatti alla morte del loro debitore, tanto dai creditori individuali dei singoli eredi.

Ci sono soluzioni per evitare questa situazione? Assolutamente sì, anche se – come vedremo a breve – esistono anche le “contromosse”. Ne avevamo già parlato in La truffa dell’eredità per non pagare i debiti, ma l’argomento è di particolare interesse. Sono in molti, infatti, a chiedersi se si può evitare la legittima. Ed ecco allora alcuni chiarimenti. Risponderemo alle domande più frequenti che ci si può porre in ipotesi del genere.

Cos’è la legittima?

La legittima è la quota del patrimonio di una persona defunta che, per legge, deve andare necessariamente ai suoi familiari più stretti. Questi sono il coniuge e i figli. In assenza dei figli, subentrano i genitori.

I diritti dei legittimari vengono valutati non solo sulla base dei beni residui al momento della morte del soggetto della cui eredità si discute, ma tenendo anche conto delle donazioni che questi ha fatto in vita. Così, se prima di morire un genitore ha regalato a uno dei suoi due figli le sue due case e, col testamento, ha lasciato solo un piccolo magazzino all’altro, quest’ultimo può agire per la lesione della sua quota legittima.

La legittima rileva sia che la successione avvenga con testamento che senza. In entrambi i casi, seppur con meccanismi diversi, vengono garantite le quote dei legittimari.

Si può evitare di lasciare la legittima a uno degli eredi?

Nessuno può evitare di lasciare la legittima a uno dei propri familiari (coniuge, figli o genitori), salvo ricorrano casi di “indegnità” che consentano di diseredare una persona.

Ciascun erede può, dunque, rivendicare la quota di legittima che gli spetta per legge.

Se il titolare del patrimonio non può evitare il trasferimento della legittima, può evitarlo il legittimario. Quest’ultimo, infatti, potrebbe rinunciare all’eredità e, in questo modo, anche alla legittima. Oppure, dinanzi a un testamento che ne lede i diritti, potrebbe astenersi dall’impugnarlo, accettando la divisione del patrimonio – seppur iniqua e a lui sfavorevole – fatta dal testatore.

Torniamo all’esempio di poc’anzi. Se Mario dovesse lasciare tutto l’immobile al figlio senza debiti, l’altro potrebbe sì ricorrere in tribunale per ottenere l’annullamento del testamento e l’accertamento della lesione della legittima, ma potrebbe anche non farlo. E, in questo secondo caso, resterebbe valida la divisione fatta dal defunto.

Dunque, se anche la legge vieta di diseredare un figlio, nell’ipotesi in cui quest’ultimo dovesse decidere di non agire in tribunale per contestare la scelta del genitore, il testamento resterebbe valido.

Nell’esempio di poc’anzi, Mario potrebbe diseredare Giuseppe al solo scopo di evitare che i suoi creditori pignorino la casa passata i successione. Il tutto ovviamente con l’avallo di Giuseppe stesso che, magari, sottobanco ottiene qualche beneficio dal fratello.

Cosa possono fare i creditori per contestare la lesione della legittima?

I creditori dell’erede diseredato, che rinuncia a impugnare il testamento, possono però sostituirsi a lui nell’azione di lesione di legittima. Potrebbero cioè assumerne i panni nell’iniziativa processuale di contestare l’iniqua divisione del patrimonio del genitore solo al fine di acquisire i diritti sulla quota di legittima e pignorarne i beni.

In pratica, ciò che non ha fatto l’erede – contestare il testamento – lo possono fare i suoi creditori.

Come ha spiegato di recente la Cassazione [1], se il de cuius disereda (con donazioni o con il testamento) un suo legittimario, i creditori di quest’ultimo possono agire con l’azione surrogatoria al fine di potersi soddisfare sui beni che costituirebbero la quota di legittima del legittimario diseredato qualora questi esercitasse l’azione di riduzione contro le donazioni o il testamento che ledono la sua legittima.

Il caso è, ad esempio, quello del de cuius Tizio che nomina erede il figlio Caio (o gli dona tutto il suo patrimonio) senza lasciare nulla a favore dell’altro figlio Sempronio, sapendo bene che quest’ultimo si trova in una grave situazione debitoria (senza avere i mezzi sufficienti per farvi fronte): se, dunque, egli ricevesse una donazione o un’attribuzione ereditaria, i suoi personali creditori potrebbero approfittare di questo suo incremento patrimoniale per soddisfare le loro ragioni.

Rinunciare all’eredità per non farla pignorare ai creditori

La seconda carta per “evitare la legittima” è rinunciare all’eredità. L’erede indebitato così eviterà di accettare il lascito del genitore per evitare che, divenendo proprietario dei beni del genitore, i suoi creditori glieli possano pignorare. Anche in questo caso, però, i creditori possono tutelarsi con l’impugnazione della rinuncia all’eredità.

Il debitore non può rinunciare all’eredità se, con tale scelta, anche se fatta senza alcun intento fraudolento, finisce per pregiudicare le aspettative dei suoi creditori. A questi ultimi, pertanto, è consentito agire in tribunale con la cosiddetta azione revocatoria: essa ha lo scopo di rendere senza effetti la predetta rinuncia e poter così pignorare i beni dell’eredità, onde soddisfare i propri diritti di credito.


note

[1] Cass. sent. n. 16623/2019.


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