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Si possono pagare le tasse coi miniBot?

24 Giugno 2019
Si possono pagare le tasse coi miniBot?

I miniBot aumenteranno il contante, ma si tratta di moneta che non potrà essere utilizzata facilmente dalle aziende.

Il 28 maggio scorso è stata votata una mozione sull’introduzione dei miniBot, ossia titoli di Stato di piccolo taglio impiegati per pagare debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti di aziende e privati. Questi ultimi, a loro volta, potranno utilizzare i miniBot per altri pagamenti. Già, quali tipi di pagamento? Ad esempio, ci si è subito chiesto: si possono pagare le tasse coi miniBot? E, in tal caso, quali sarebbero i rischi per la nostra economia? Cerchiamo di capire come stanno le cose alla luce di ciò che il Governo stesso ha dichiarato.

I miniBot sono illegali?

Mario Draghi ha detto: «I minibond? O sono uno strumento illegale, o è nuovo debito».

Perché, secondo Draghi, i miniBot sono illegali? È molto semplice. Chi riceverà dallo Stato i miniBot al posto del bonifico potrà, a sua volta, cederli ad altri soggetti, magari ai propri fornitori. Il tutto proprio come succede nei pagamenti con cambiale, tramite la girata.

In questo modo, il miniBot diventerebbe una nuova carta moneta (sono infatti cartacei e non telematici) e quest’ultima non è possibile, visto che, per legge, l’unica moneta con corso legale in Italia è l’euro.  Se l’Italia volesse usare i miniBot dovrebbe prima uscire dall’euro.

Se allora i miniBot non sono moneta, sono nuovo debito pubblico. Ma se così fosse, le conseguenze non sarebbero più lievi. Dell’emissione dei miniBot si dovrà tenere conto ai fini del calcolo del debito pubblico e dello sforamento dei patti con l’Ue. In secondo luogo, i miniBot saranno un nuovo debito per pagare vecchi debiti, ma ad un tasso di interesse superiore: quindi, il costo dei miniBot ricadrà, alla relativa scadenza, sulla popolazione italiana così come per tutti gli altri titoli di Stato i cui interessi non riusciamo ancora a smaltire. Insomma, è il vecchio gioco dell’indebitato che, non riuscendo a pagare un mutuo con una banca, ne accende uno nuovo – ed a condizioni più svantaggiose – con un’altra banca.

Coi miniBot si possono pagare le tasse?

Nella mozione approvata dalle forze politiche, si prevede che con i miniBot si possano pagare le tasse. Ma qui, interviene un paradosso. Vediamo perché.

Oggi, le imposte si possono pagare solo con un addebito sul conto corrente soltanto telematicamente via F24. Il miniBot è, invece, esclusivamente cartaceo non in formato elettronico. Dunque, il contribuente che intende versare l’Irpef con i miniBot dovrebbe prima portarli “fisicamente” in banca e qui – ammesso che vengano accettati (la banca potrebbe rifiutarsi) – cambiarli con moneta sonante. Moneta che andrebbe poi versata sul conto corrente. E, da lì, poi andrebbero pagate le tasse con l’addebito dell’F24.

Le banche poi dovrebbero raccogliere i miniBot e girarli al Tesoro. Ma come detto, non essendo telematici, questi nuovi titoli andrebbero raccolti con furgoni e vigilantes per essere trasportati al Tesoro, ossia al suo mittente. Che a quel punto sarebbe costretto a rimborsali.

Fra l’altro, a quel punto, le banche sarebbero legittimate a chiedere una commissione per il loro lavoro».

Insomma, abbiamo fatto tanto per ridurre l’uso dei contanti e, con il miniBot, si farebbe un salto indietro.

Perché i miniBot possono essere un fallimento?

Se un tuo cliente, che ti deve 50mila euro, ti proponesse di pagarti con miniBot, accetteresti? Se dovessi dirgli di sì, al momento del pagamento dei dipendenti ti accorgeresti che non potrai rifilare loro i miniBot, essendo obbligato per legge a fare un bonifico, sul conto corrente, di denaro liquido. E nessuna compagnia della luce o del gas accetterà miniBot come pagamento. Ed allora andresti in crisi finanziaria. Qualche lavoratore ti farà causa e magari, se non avrai come pagarlo, ti farà fallire.

Allora, vista la difficile utilizzabilità per la gestione ordinaria dell’impresa, potresti accettare i miniBot solo a un valore inferiore a quello nominale. Ad esempio, a fronte di un credito di 50mila euro potresti accettare un controvalore in miniBot di 70mila euro. O, viceversa, costretto a riceverli potresti rivenderli a un importo inferiore al loro valore nominale, ad esempio a 30mila euro. Questo, però, significa l’immediata svalutazione dei titoli e, quindi, della presunta moneta che il Governo vorrebbe introdurre.



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