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Donazione senza atto pubblico: conseguenze

24 Giugno 2019
Donazione senza atto pubblico: conseguenze

Come contestare una donazione di non modico valore avvenuta senza notaio: il caso della donazione di una somma di denaro o di un conto corrente.

Si può regalare un oggetto o una somma di denaro senza andare dal notaio a patto che il relativo valore, rapportato alle condizioni economiche del donante, sia esiguo. In tutti gli altri casi, è necessario l’atto pubblico, ossia il rogito notarile.

Ma quando si può parlare di valore esiguo (o “modico”, per usare l’esatta dizione utilizzata dalla legge)? E quali sono le conseguenze della donazione senza atto pubblico? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Donazione: come avviene

Nel momento in cui fai un regalo a qualcuno, ti impoverisci: ti spogli cioè di qualcosa che ti appartiene per darla a qualcun altro.

Proprio per evitare atti d’impulso, dettati magari da un momentaneo stato d’animo, la legge impone una particolare forma per le donazioni di non modico valore: il donante deve recarsi dal notaio, con due testimoni, per firmare un atto pubblico di donazione. In questo modo, si vuol fare in modo che il donante ponga la massima attenzione al gesto che compie e alle ricadute che avrà sul suo patrimonio.

Per stabilire se una donazione è di valore «modico» si rapporta il valore del bene da donare alle condizioni patrimoniali del donante. Tanto per fare un esempio, è di modico valore la donazione al figlio di un conto corrente con 10mila euro se il padre ha un reddito molto elevato; viceversa, non lo è se il donante ha solo una pensione di poche centinaia di euro al mese.

Qualsiasi donazione di immobile (una casa, un terreno, un magazzino, ecc.) si considera sempre di “non modico valore” e deve sempre avvenire dinanzi a un notaio, non fosse altro per la necessità di procedere poi alla trascrizione nei pubblici registri immobiliari.

Viceversa, quando si tratta di una donazione di beni mobili, come ad esempio un arredo per una casa, si esclude la necessità dell’atto notarile, anche per via della facile trasmissione della proprietà di tali beni (che avviene tramite lo scambio del possesso).

Donazione di modico valore

Chi intende donare beni mobili di modico valore può farlo consegnando materialmente il bene al donatario, senza necessità di concludere il contratto davanti a un notaio alla presenza di testimoni o di specificare i beni donati indicando il loro valore. Il valore modico del bene è da rapportare alle condizioni economiche del donante, nel senso che la donazione non deve incidere in modo apprezzabile sul suo patrimonio.

Anche in questa donazione è necessaria l’accettazione da parte del donatario che può essere desunta dall’avvenuta ricezione del bene donato o dal fatto che l’abbia trattenuto presso di sé.

Donazione di una somma di denaro: come avviene?

La donazione di una somma di denaro non sfugge alla regola appena detta. Così, se il padre, prima di morire, intende effettuare una divisione del proprio patrimonio tra i vari figli e a uno di questi intende regalare dei soldi, dovrà per forza avvalersi dell’atto pubblico notarile se l’importo è considerevole rispetto alle sue ricchezze. La legge non dà criteri per determinare se la donazione è di modico valore o meno: spetta perciò al giudice stabilire caso per caso.

C’è, tuttavia, un’eccezione per la donazione indiretta. Quando la donazione di denaro avviene per una finalità ben precisa, ossia consentire al donatario di acquistare uno specifico bene, non è mai necessario l’atto pubblico, neanche se il valore della donazione è elevato. Tanto per fare un esempio, se il padre vuol consentire al figlio di acquistare una casa e gli bonifica il prezzo sul conto corrente o lo versa direttamente sul conto del venditore, egli non dovrà farlo tramite il notaio ma potrà agire da solo. La donazione è, infatti, valida a condizione però che risulti chiara la finalità della stessa. Il che avviene in due modi:

  • da un lato specificando correttamente la causale del bonifico (ad esempio «donazione per acquisto casa»);
  • dall’altro lato indicando, nel successivo atto di acquisto, la provenienza del denaro usato per pagare il prezzo (ad esempio il rogito dovrà contenere una formula simile alla seguente: «Le parti danno atto che l’acquirente paga il prezzo della compravendita immobiliare con una donazione di denaro pervenuta sul proprio conto corrente tramite bonifico del padre, sig… dell’importo di euro…»).

Donazione senza atto pubblico: conseguenze

La donazione di non modico valore fatta senza atto pubblico è nulla. La nullità può essere eccepita da chiunque (non solo il donante, ma anche eventuali terzi come i suoi creditori o i familiari) senza limiti di tempo. Qualsiasi persona, cioè, può contestare, anche a distanza di molti anni, la validità dell’atto. La conseguenza di un’azione di nullità della donazione è la seguente: la donazione si considera come mai avvenuta e il bene rientra nel patrimonio del donante.

Le implicazioni pratiche di questo principio sono notevoli, soprattutto in tema di successioni. L’erede che sia stato privato della sua quota di legittima da atti di donazione del defunto potrebbe impugnare queste ultime per difetto di forma senza ricorrere alla più difficoltosa azione di lesione di legittima (che invece richiede il calcolo di tutte le donazioni ricevute e delle quote di eredità spartite tra i vari eredi).

Anche i creditori, dicevamo, potrebbero contestare un’eventuale donazione di un importo di denaro consistente. Facciamo un esempio. Immaginiamo che Tizio sia titolare di un conto corrente con 100mila euro di deposito. Avendo però maturato una serie di debiti, un giorno decide di cointestare il conto al figlio. In questo modo – egli spera – un eventuale pignoramento dei creditori non potrà estendersi a più della metà del deposito. Ma secondo la giurisprudenza, cointestare un conto corrente equivale a effettuare una donazione del 50% della provvista. E se le condizioni reddituali di Tizio sono tali da dover ritenersi che tale donazione non è di modico valore, l’atto senza notaio è da considerarsi nullo. Con la conseguenza che i suoi creditori, dopo aver fatto dichiarare invalida la donazione, potrebbero pignorare tutto il conto corrente.

Non esistono termini di prescrizione per far dichiarare nulla la donazione avvenuta senza atto pubblico: l’azione, infatti, può essere fatta valere in qualsiasi momento, anche alla morte del donante e dopo l’apertura della successione.

Le finte donazioni

A volte, si eseguono finte donazioni solo per impedire agli eredi di agire con l’azione di lesione della legittima.

Secondo la giurisprudenza, si può parlare di donazione anche quando un contratto contiene prestazioni volutamente e oggettivamente sproporzionate, arricchendo il contraente che riceve la prestazione di maggior valore. È il caso, ad esempio, della vendita di un immobile per un prezzo irrisorio o notevolmente inferiore rispetto al suo valore di mercato. Si pensi alla vendita di una casa a solo 10mila euro di prezzo quando il suo valore è 20 volte tanto.

In questo caso, si potrà ricorrere per ottenere prima l’accertamento della natura di donazione dell’atto e poi la sua nullità in quanto avvenuta senza il rispetto della forma, ossia la presenza dei testimoni (per la vendita di immobile è comunque necessario il notaio).

Leggi Come dimostrare una vendita falsa e Finta compravendita immobiliare tra parenti.

Imposte donazione

L’imposta proporzionale di donazione si determina applicando le aliquote riportate nella tabella seguente, differenziate in funzione del grado di parentela esistente tra donante e beneficiario, al valore globale dei beni e dei diritti oggetto di donazione al netto dell’eventuale franchigia.

In caso di più beneficiari, l’imposta si determina separatamente sul valore delle quote dei beni o diritti singolarmente attribuiti.

In caso di più disposizioni, contenute in uno stesso atto di donazione, l’imposta si determina complessivamente su tutte.

Soggetti beneficiari

Franchigia

Aliquota

coniuge e i parenti in linea retta  (1)

euro 1.000.000

4%

fratelli e sorelle

euro 100.000

6%

altri parenti fino al 4°

6%

altri soggetti

8%

persona portatrice di handicap  (2)

euro 1.500.000

4%, 6% o 8% a seconda della parentela

(1)  parentela naturale  art. 5 D. Lgs. 346/90).
(2)  L.104/92. Si considerano tali  i soggetti che  certificazione deve evidenziare in modo esplicito la sussistenza dell’handicap grave ai sensi dell’art. 3 c. 3 L.104/92(Circ. AE 29 maggio 2013 n. 18/E).


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1 Commento

  1. Buongiorno, chissà se c’è una soluzione per la seguente squallida faccenda. Mio padre, allorquando vivo e vegeto, pur avendo sempre palesato l’uguaglianza dei figli non aveva però provveduto ad una suddivisione dei suoi risparmi conservati in casa. Successivamente, ormai alla soglia dei 90 anni, colpito da demenza senile ed un tumore al cervello, non essendo più in grado di intendere e volere, veniva defraudato dei suoi risparmi da una delle figlie che, dapprima negava, ma che poi, dopo il decesso di papà, a seguito di evidenze scaturite da acquisti esosi che legittimavano i restanti al sospetto, dichiarava ad amici e parenti che il povero papà sarebbe stato riconoscente solo con lei, giustificando, a suo modo, che non li aveva rubati ma bensì sarebbe stata una donazione del genitore fatta all’oscuro degli altri fratelli. Il povero papà si spense mesi dopo lo squallido saccheggio e le ultime cose che ricordo di lui era il ripudio verso la figlia ladra e la vergogna per non essere stato in grado di evitare tutto questo.

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