Norma reddito di cittadinanza incostituzionale: arriva il ricorso

24 Giugno 2019 | Autore:
Norma reddito di cittadinanza incostituzionale: arriva il ricorso

L’Enil denuncia la discriminazione nei confronti delle persone disabili nell’accesso al sussidio e promuove un’azione collettiva mirata al risarcimento.

La legge che ha istituito reddito e pensione di cittadinanza [1] fa infuriare i cittadini con disabilità. La sezione italiana della Rete europea per la vita indipendente (Enil), una Onlus nata nel 1989 a Strasburgo e operativa in Italia dal 1991, sta raccogliendo delle adesioni per promuovere un’azione collettiva contro quella che viene definita una legge «discriminatoria» nei confronti di chi vive con le difficoltà di un handicap. In sostanza, dice l’Enil, la norma sul reddito di cittadinanza è incostituzionale e, per questo, arriva il ricorso.

Che cosa contesta, nello specifico, quest’associazione? Secondo l’Enil, la legge tratta in modo meno favorevole i nuclei familiari a basso reddito nei quali è presente una persona con disabilità rispetto alle altre famiglie. In particolare, si punta il dito sul fatto che i supporti erogati dallo Stato ai disabili vengono considerati come reddito, il che penalizza questi nuclei familiari. Detto in altre parole: ho un reddito basso, ho una disabilità, devo chiedere allo Stato un supporto e questo supporto mi alza il reddito togliendomi la possibilità di accedere alla pensione o al reddito di cittadinanza. Un «meccanismo perverso», secondo i promotori del ricorso, che si traduce in «un attacco gravissimo allo Stato sociale e alla Costituzione italiana», la quale sancisce il principio di uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini davanti alla legge. Ecco perché si dice che la norma sul reddito di cittadinanza è incostituzionale ed arriva il ricorso.

Se ne deduce che più grave è la disabilità, maggiori sono i supporti erogati dallo Stato e, quindi, maggiore è anche la discriminazione. Una situazione – continua l’Enil – che colpisce non solo la prestazione ma interessa anche il sostegno ai caregivers familiari per chi ha una disabilità molto grave e vive in condizioni di povertà.

Inoltre, vengono conteggiati nel patrimonio gli accantonamenti obbligatori previsti dai contratti di lavoro per l’assistenza personale (13ma, Tfr, ecc.), così come i risparmi messi da parte per un caso di emergenza o le somme che transitano sui loro conti ed immediatamente spese per l’assistenza di un familiare con handicap.

In questo contesto, l’associazione lancia un appello alle famiglie interessate affinché aderiscano ad un’azione collettiva. Lo scopo del ricorso è quello di impugnare la normativa «discriminante e incostituzionale» ed ottenere dal Governo il risarcimento dei danni procurati dall’esclusione sociale dei disabili e dalla violazione dei loro diritti. Per partecipare a questa azione collettiva occorre contattare l’associazione scrivendo a info@enil.it e spiegare la propria situazione allegando la documentazione ricevuta dall’Inps relativa al conteggio per accedere alla pensione o al reddito di cittadinanza.

note

[1] Legge n. 26/2019 del 28.03.2019.


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