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Come lavorare in una biblioteca universitaria

2 Agosto 2019 | Autore:
Come lavorare in una biblioteca universitaria

La professione di bibliotecario richiede un percorso determinato: la laurea e le esperienze formative, le mansioni e l’accesso al lavoro, la retribuzione.  

In cosa consiste la professione di bibliotecario universitario? Qual è il corso di laurea consigliato? Come si intraprende questa attività? I libri sono stati da sempre la tua passione. Perderti tra gli scaffali polverosi di una biblioteca alla ricerca del sapere, ti ha affascinato fin da bambino. Perciò vorresti fare il bibliotecario. Ma qual è il percorso da seguire? Come lavorare in una biblioteca universitaria o comunale? Rispetto al passato, oggi l’accesso a tale tipo di lavoro prevede un iter ben definito. Infatti, fino alla fine degli anni ’90 si poteva arrivare a svolgere questa professione superando dei concorsi generici, che non richiedevano alcuna competenza specifica. Più che altro quello che contava era l’esperienza acquisita quotidianamente sul campo.

In alcuni casi, nelle biblioteche venivano mandati i dipendenti che non erano graditi altrove o che non avevano molta voglia di lavorare, quasi dovessero scontare una punizione. Ma oggi le cose sono cambiate e per diventare bibliotecario è necessaria un’adeguata preparazione oltre ad avere delle conoscenze ben determinate. Vediamo allora in cosa consiste questa professione oltre ai vari passaggi da compiere e le modalità di accesso all’attività di bibliotecario.

Chi è il bibliotecario

Definire un bibliotecario genericamente come colui che “lavora” con i libri è molto riduttivo poiché in tal modo non si rende giustizia a chi svolge questo lavoro con coscienza, passione e abnegazione. Vuol dire, infatti, non conoscere appieno le diverse e numerose mansioni che tale soggetto è chiamato a svolgere. E’ vero che la sua attività principale consiste nel catalogare i libri, le riviste, le enciclopedie, ecc. attraverso l’individuazione del titolo, dell’autore, della data di edizione, dei codici identificativi e delle dimensioni nonché nella loro conservazione e collocazione negli appositi scaffali. Tuttavia, svolge molti altri compiti ancora tra i quali:

  • l’organizzazione e la gestione in generale di una biblioteca e dei vari impiegati;
  • l’acquisizione documentaria. In base alle politiche di acquisti della biblioteca, alla disponibilità di budget e alle necessità espresse dagli utenti, il bibliotecario seleziona i materiali da acquisire per allargare e aggiornare la raccolta di documenti;
  • l’assistenza alla ricerca di un testo;
  • lo sviluppo di programmi culturali pubblici come nel caso delle biblioteche comunali o di eventi formativi per studenti e ricercatori.

Al bibliotecario è richiesto un aggiornamento continuo necessario per la gestione delle biblioteche multimediali che oggi giorno stanno prendendo il posto di quelle classiche, oltre alla conoscenza di alcuni programmi scientifici per la classificazione dei testi e per l’ammodernamento delle vecchie collezioni.

Non va dimenticato che i libri presenti in una biblioteca non sono solo quelli che si trovano impilati negli scaffali delle librerie, nelle stanze aperte al pubblico, ma ci sono anche quelli che non si possono esporre e che è consigliato tenere negli archivi, quelli che possono essere solo consultati, i nuovi arrivi che bisogna registrare e sistemare nell’apposita sezione, i testi antichi che vanno organizzati e custodi in maniera diversa rispetto a quelli di più recente pubblicazione. Insomma, si tratta di un lavoro complesso, ma allo stesso tempo molto interessante.

I bibliotecari lavorano non solo nelle biblioteche comunali e in quelle universitarie e scolastiche, ma anche nei musei, negli istituti di ricerca, nelle cliniche, nei tribunali, negli enti religiosi, nelle fondazioni e nelle imprese dotate di una biblioteca.

Qual è il corso di laurea consigliato per diventare bibliotecario

Non esiste un percorso formativo specifico per diventare bibliotecario. Non è ad esempio come per chi vuole diventare avvocato, il quale deve necessariamente conseguire la laurea in giurisprudenza ovvero per colui che vuole fare il cardiologo che deve laurearsi in medicina. Tuttavia, chi aspira a lavorare in biblioteca è preferibile che possieda una formazione di tipo umanistico. Esistono, infatti, dei corsi di laurea triennale più adatti a tale tipo di professione come quelli in Scienze dei beni culturali e in Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, che consentono di trattare le materie più importanti per lo svolgimento di questa attività.

Dopo aver conseguito la laurea di primo livello, è consigliato specializzarsi in Archivistica e Biblioteconomia: questi titoli permettono l’iscrizione ai concorsi pubblici e soprattutto forniscono le primissime conoscenze tecniche e storiche su come funziona il mondo delle biblioteche oggi.

Colui che aspira a diventare bibliotecario inoltre, deve possedere determinati requisiti quali precisione, capacità organizzativa, doti comunicative per approcciarsi in maniera adeguata all’utenza di riferimento, attenzione e cura per i dettagli.

Quali le esperienze precedenti e/o successive alla laurea

Al candidato bibliotecario può tornare utile anche avere conseguito un’esperienza precedente o successiva alla laurea come ad esempio l’aver svolto l’alternanza scuola lavoro oppure del volontariato o ancora il servizio civile in biblioteca.

Alternanza scuola lavoro

Già durante le scuole superiori è possibile entrare in contatto con il mondo dei libri mediante la cosiddetta “alternanza scuola lavoro”. In tal modo, si può effettuare uno stage nelle biblioteche così da sperimentare le varie mansioni, iniziando da quelle più semplici. Per gli studenti che decideranno di attuare tale tipo di esperienza sarà anche interessante vedere da vicino i bibliotecari all’opera.

Volontariato nelle biblioteche

Coloro che hanno già superato l’età del liceo, possono fare del volontariato nelle biblioteche comunali, in particolare in quelle dove sono tenuti gli albi dei volontari. Saranno chiamati a svolgere funzioni importanti che vanno, ad esempio, dalle aperture aggiuntive alla cura di alcune fasi di catalogazione dei libri senza potere in ogni caso sostituire l’operato dei bibliotecari veri e propri.

Servizio civile

Altra alternativa è rappresentata dal servizio civile: i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni non ancora compiuti al momento dell’apertura dei bandi nazionali o della pubblicazione degli avvisi regionali, possono fare domanda e partecipare alle selezioni. E’ ovvio che dovranno scegliere un progetto che preveda il lavoro in biblioteca. Potranno così partecipare ad almeno 50 ore di formazione in materie specifiche oltre ad affiancare i bibliotecari durante le loro mansioni quotidiane.

Come si accede al lavoro di bibliotecario

Per l’accesso al lavoro di bibliotecario si possono seguire due strade:

  • tramite una cooperativa;
  • ovvero mediante concorso pubblico.

Nel primo caso, bisogna inviare il proprio curriculum a una cooperativa o ad un’associazione tra quelle che operano nei servizi culturali. Più si ha esperienza nel campo, maggiori saranno le possibilità di essere selezionati. Le cooperative e le associazioni spesso si aggiudicano gli appalti per la gestione di servizi in biblioteca, si pensi ai servizi di accoglienza dell’utenza ovvero a quelli di archiviazione e catalogazione dei libri. Inoltre, un aiuto è anche rappresentato dalla frequentazione di corsi specifici (vedi ad esempio un corso di classificazione decimale Dewey) o dall’avere seguito una formazione precedente o successiva alla laurea. Senza dimenticare che pure lo studio continuo e l’aggiornamento sono fondamentali. In merito va ricordato come molto materiale si può trovare sia collegandosi al sito dell’Abi (Associazione italiana biblioteche) sia leggendo riviste specialistiche di settore come “Biblioteche oggi“.

La seconda strada consiste nel superamento di un concorso pubblico, indispensabile per poter lavorare in una biblioteca comunale o universitaria. In questo caso, la laurea nel settore specifico di riferimento, può sicuramente costituire la chiave di volta.

Come lavorare in una biblioteca universitaria

L’assunzione in una biblioteca universitaria avviene per concorso così da garantire la selezione di personale qualificato a meno che non si sia obbligati ad attingere dall’avviamento degli iscritti alle liste di collocamento. Con lo stesso metodo sono previste anche delle selezioni interne che tengono conto dello sviluppo professionale che il dipendente ha raggiunto nei differenti percorsi formativi.

Le prove di esame nei concorsi per il personale dell’area biblioteche delle università consistono in:

  • prove scritte;
  • esercitazioni teorico-pratiche;
  • prove tecnico-pratiche;
  • prove orali.

Le prove scritte e le esercitazioni teorico-pratiche hanno ad oggetto le seguenti materie: biblioteconomia, bibliografia, organizzazione delle biblioteche e legislazione universitaria, storia.

Le prove tecnico-pratiche verificano la conoscenza dell’uso dei sistemi informatici per la gestione delle biblioteche.

Inoltre, vi sono le prove inerenti alle normative del diritto d’autore, sul funzionamento dei sistemi bibliotecari e sulla sicurezza e la privacy, un colloquio sulle materie delle prove scritte e sulla conoscenza di una lingua stranera.

Il vincitore del concorso è sottoposto ad un periodo di prova di tre mesi, superato il quale viene immesso in ruolo. Il periodo di prova viene considerato come servizio di ruolo a tutti gli effetti.

Disciplina del rapporto di lavoro nelle biblioteche universitarie

La normativa di riferimento che regola il rapporto di lavoro dei bibliotecari universitari è quella propria del rapporto di lavoro nel pubblico impiego e in particolare del rapporto di lavoro del personale tecnico-amministrativo delle università.

In sintesi, la normativa sul pubblico impiego prevede che:

  • i pubblici dipendenti siano assoggettati alla regolamentazione contenuta nel codice civile e nella legislazione speciale;
  • il rapporto di lavoro sia regolato dai singoli contratti di assunzione oltre che dalla disciplina dettata dalla contrattazione collettiva [1].

A quanto ammonta lo stipendio di un bibliotecario universitario

Lo stipendio di un bibliotecario universitario dipende da quanto stabilito nel contratto di assunzione e quindi, dal tipo di inquadramento. In genere se si ha un contratto full-time, lo stipendio si aggirerà  tra i € 900 e i € 1.000 mensili.

Per i professionisti con un contratto part-time la retribuzione sarà proporzionata alle effettive ore di lavoro prestate e potrà essere di circa € 400/500 al mese.

All’inizio non ci saranno grandi guadagni tuttavia in questo lavoro, le possibilità di carriera non mancano. Pertanto, avanzando di grado, si potrà arrivare a compensi maggiori rispetto a quelli dell’assunzione.

Come lavorare in una biblioteca comunale e relativa la retribuzione

Per diventare bibliotecario comunale è necessario superare un concorso pubblico per “impiegati ai servizi culturali e bibliotecari”, che normalmente viene indetto dal Comune in cui si verrà assunti.

I requisiti per partecipare a detto concorso sono: la cittadinanza italiana, il diploma di laurea di tipo umanistico, la frequentazione di corsi di formazione specialistici, la conoscenza dell’uso delle apparecchiature informatiche più consuete e di una lingua straniera, preferibilmente di quella inglese.

In linea di massima, le mansioni svolte in una biblioteca comunale sono simili a quelle che si compiono in una biblioteca universitaria. Quello fa la differenza è il tipo di utenza. Nel primo caso, infatti, l’attività è diretta nei confronti di chiunque desideri prendere in prestito dei libri. Inoltre, i bibliotecari comunali svolgono tra l’altro, programmi volti alla promozione della letteratura adulta e infantile e si impegnano nello sviluppo dei programmi culturali comunitari.

Nel caso delle biblioteche universitarie, i frequentatori sono nella stragrande maggioranza dei casi, laureandi alle prese con le tesi o studenti occupati in ricerche bibliografiche più o meno complesse.

La retribuzione di un bibliotecario comunale varia in base al contratto stipulato con l’ente dal quale dipende. I contratti full-time prevedono un compenso intorno ai € 900/1.000 mensili.

note

[1] D. Lgs. n. 29/1993, confluito nel D. Lgs. n.165/2001.


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