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Disabili: diritti e agevolazioni

30 Giugno 2019 | Autore:
Disabili: diritti e agevolazioni

Detrazioni fiscali, esenzione dal ticket, contrassegno per la sosta, barriere architettoniche, istruzione, voto: i benefici per i portatori di handicap.

Assegni, permessi, pensioni, supporti fisici e morali. Sono (o, almeno, dovrebbero essere) le quattro gambe su cui poggia il tavolo dei diritti dei disabili. Reggono le agevolazioni che devono essere riconosciute nei diversi ambiti della vita quotidiana: il lavoro, la casa, la salute, il tempo libero, il modo di vivere la città, il modo di vivere la propria condizione, il modo di vivere la propria vita.

Diritti ed agevolazioni per i disabili cominciano fin dalla nascita, nel caso delle persone che vengono al mondo con una minorazione. Si presentano, poi, nell’arco degli anni nelle persone che, per motivi di lavoro, per un incidente o per una malattia, hanno bisogno di un supporto per continuare a svolgere un’attività o, nei casi più gravi, per portare avanti la loro esistenza con la massima dignità.

Troverai in questa guida, dunque, ciò che deve essere garantito ai cittadini con disabilità e cosa bisogna fare per ottenerlo. Dal diritto al riconoscimento dell’invalidità alle agevolazioni per frequentare la scuola. Dai benefici per accedere al mondo del lavoro ai permessi o ai congedi a favore di chi lavora con disabilità o di chi deve accudire un parente invalido. Dalle agevolazioni fiscali per l’acquisto dell’auto alle spese che si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi. Dall’esenzione dal pagamento dei ticket sanitario ai benefici sulle bollette. Passando per l’assegnazione del contrassegno per il parcheggio riservato o per il diritto di voto, l’amministratore di sostegno, il diritto all’assegno di invalidità o alla pensione di inabilità e all’accompagnamento. Per i disabili, diritti e agevolazioni interessano praticamente qualsiasi settore. Vediamo quali e come.

Che cosa si intende per disabilità

Non ci sono diritti o agevolazioni per i disabili se prima non viene riconosciuta l’invalidità civile dell’interessato. A seconda della gravità dell’handicap accertato viene assegnata una percentuale che darà diritto o meno ad agevolazioni in base a quanto e come la patologia riscontrata limita la normale vita quotidiana del soggetto.

In termini generali, per la legge [1] una persona è disabile se ha una minorazione fisica, psichica o sensoriale stabile o progressiva in grado di compromettere negativamente l’apprendimento, le relazioni e l’inserimento e l’integrazione nel mondo del lavoro e nella società.

Se si parla, invece, dell’ambito del lavoro, la legge [2] considera un soggetto disabile e, quindi, appartenente alle categorie protette:

  • chi ha una minorazione fisica, psichica o sensoriale nonché una disabilità intellettiva con una conseguente riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • chi è invalido da lavoro con una riduzione della capacità del 33%;
  • chi è non vedente o non udente;
  • chi è invalido di guerra.

Per quanto riguarda il diritto all’assistenza sociosanitaria ed economica, la legge [3] riconosce come invalido civile chi ha una minorazione fisica, psichica o sensoriale acquisita oppure congenita che comporta una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 33%. Nei soggetti che hanno già compiuto i 65 anni la disabilità viene riconosciuta se ci sono delle continue difficoltà a svolgere le attività proprie della sua età.

A proposito di età: per avere diritto alle agevolazioni previste dalle diverse percentuali occorre avere tra 18 e 65 anni. Chi non arriva al minimo o supera il massimo di questa soglia gode, comunque, delle agevolazioni particolari per i minori o per le persone anziane.

La domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile va trasmessa telematicamente all’Inps dietro certificazione del medico. In questo articolo puoi trovare tutta la procedura per chiedere lo status di disabile che dà diritto alle agevolazioni.

Disabili: le percentuali di invalidità

È, dunque, la percentuale di riduzione della capacità lavorativa che dà diritto a certe prestazioni piuttosto che ad altre agevolazioni. Tali soglie partono dal 33%, cioè da un terzo, il che dà la possibilità di avere dei presidi sanitari gratuiti, come ad esempio l’apparecchio di ventilazione notturna per chi ha problemi respiratori.

Le altre percentuali sono:

  • il 45%: dà diritto, come accennato, a far parte delle categorie protette create dai Centri per l’impiego per l’inserimento agevolato nel mondo del lavoro;
  • il 50%: da diritto a congedi per cure mediche, sempre che siano contemplati dai contratti nazionali di categoria;
  • il 66%: dà diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per visite ed esami;
  • il 74%: dà diritto all’assegno mensile il cui importo varia a seconda del reddito;
  • il 100%: dà diritto alla pensione di inabilità il cui importo varia se ci sono delle rendite e può scendere fino al 50% se il paziente disabile è ricoverato in una struttura sanitaria pubblica. Inoltre, se a questa percentuale di invalidità si aggiunge l’impossibilità di deambulare o riguarda una patologia psichica come il morbo di Alzheimer che impedisce di svolgere gli atti quotidiani della vita, dà diritto all’assegno di accompagnamento.

Se vuoi conoscere la percentuale di invalidità attribuita alla tua particolare patologia, leggi questa guida oppure quest’altra in cui sono riportate le tabelle con tutte le malattie invalidanti e tutti i punteggi.

Disabili: diritti al lavoro

Entrando più nello specifico nei diritti e nelle agevolazioni per i disabili nel mondo del lavoro, oltre alla possibilità di entrare nelle categorie protette, ai lavoratori o ai loro familiari spettano:

  • due ore di permesso giornaliero retribuito per il padre o per la madre di un bambino disabile fino al terzo anno di età del piccolo, oppure un’ora (sempre retribuita) se il genitore lavora fino a sei ore al giorno;
  • tre giorni di permesso retribuito al mese, sempre per il padre o per la madre del bambino disabile, dopo che il figlio ha compiuto i 3 anni ed anche dopo che è diventato maggiorenne. I tre giorni possono essere richiesti pure dai parenti e dagli affini fino al terzo grado sempre ché questi garantiscano assistenza in via esclusiva e continuativa;
  • 10 o 11 mesi di congedo parentale prolungato per i genitori con un figlio disabile di non più di 8 anni di età. Il congedo può arrivare a 3 anni se il figlio è affetto da un handicap grave (accertato dall’apposita commissione dell’Asl) e non è ricoverato in un centro specializzato. Al genitore spetta il 30% della retribuzione;
  • due anni di congedo retribuito anche frazionabile per uno dei genitori, anche adottivi, o – dopo il loro decesso – ad un fratello o ad una sorella della persona disabile che ha bisogno di continua assistenza;
  • prepensionamento del lavoratore disabile o di chi assiste una persona con disabilità, purché abbia almeno 63 anni di età, non percepisca una pensione diretta, abbandoni qualsiasi tipo di attività lavorativa e maturi entro il 31 dicembre 2019 almeno 30 anni di contributi (36 per le mansioni gravose) con uno sconto massimo di due anni per le madri [4]. Chi presta assistenza (i caregiver familiari) possono chiedere la pensione anticipata per il coniuge, parte dell’unione civile o parente di primo grado convivente della pensiona invalida (in questo articolo tutte le informazioni su come accedere all’Ape social);
  • precedenza nell’assegnazione della sede di lavoro.

Disabili: diritti a scuola

Lo studente disabile e la sua famiglia hanno diritto ad alcune agevolazioni che interessano l’istruzione e l’educazione del ragazzo. Nello specifico:

  • l’istituto scolastico deve agevolare l’integrazione del disabile elaborando un profilo dinamico dell’alunno ed un piano educativo personalizzato, verificando i progressi dello studente;
  • esonero delle tasse scolastiche per gli alunni iscritti dal primo al terzo anno dell’istruzione secondaria di secondo grado. Le altre tasse possono essere oggetto di esonero in base al reddito. In caso di invalidità superiore ai due terzi, c’è l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, anche se alcuni atenei possono disporre la stessa misura per una disabilità inferiore;
  • i Comuni devono garantire agli studenti che frequentano dalla materna fino alle medie il trasporto da casa a scuola e viceversa, mentre per chi frequenta le superiori o l’università il trasporto è affidato alle Province;
  • le scuole devono garantire un’assistenza di base, mentre ai Comuni spetta quella specialistica, per l’autonomia e la comunicazione fino alle medie. Dalle superiori in poi, il compito ricade sulle Province. Nei casi in cui occorra personale paramedico o psicosociale, l’assistenza dovrà essere a carico delle Asl;
  • gli ospedali devono disporre di apposite sezioni scolastiche distaccate per i bambini disabili ricoverati anche in regime di day hospital;
  • gli studenti disabili hanno diritto all’istruzione domiciliare quando devono essere sottoposti a delle terapie domestiche che impediscono di frequentare la scuola per non più di 30 giorni;
  • la scuola deve mettere a disposizione dei ragazzi disabili i sussidi didattici e le attrezzature necessari all’integrazione dello studente. Fino alle medie, i Comuni devono garantire gli arredi necessari, mentre per le superiori questi saranno a carico delle Province;
  • gli studenti disabili hanno diritto a partecipare alle visite didattiche accompagnati dall’insegnante di sostegno o, nella scuola secondaria di secondo grado, da un compagno di classe disponibile.

Disabili: agevolazioni fiscali

Il cittadino con disabilità ha diritto ad agevolazioni fiscali, a cominciare dall’acquisto di un’auto. In sintesi, si tratta di:

  • Iva agevolata al 4%;
  • detrazione del 19% sulle spese per l’acquisto e per l’adattamento del veicolo;
  • esenzione dal pagamento del bollo auto;
  • esenzione dal pagamento delle tasse sul passaggio di proprietà per chi acquista un’auto usata.

Chi ha dei figli a carico ha diritto a determinate detrazioni fiscali in base al reddito, sempre che questo non superi i 95mila euro annui. Nello specifico, la detrazione è:

  • di 1.620 euro se il figlio è minore di 3 anni;
  • di 1.350 euro se il figlio ha un’età pari o superiore a 3 anni;
  • aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo se si ha più di 3 figli a carico.

È possibile, inoltre, detrarre il 19% delle spese per:

  • l’assistenza personale, su un totale di 2.100 euro e per redditi complessivi inferiori a 40mila euro;
  • le spese mediche specialistiche per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro;
  • trasporto medico in ambulanza;
  • acquisto di poltrone per non deambulanti;
  • acquisto di arti artificiali;
  • abbattimento di barriere architettoniche;
  • adattamento dell’ascensore alla carrozzella;
  • acquisto di sussidi tecnici o informatici;
  • mezzi per l’accompagnamento, la deambulazione o il sollevamento;
  • interpretariato per sordomuti;
  • acquisto e mantenimento di un cane guida per non vedenti fino ad un importo forfettario di 516,46 euro.

Infine, si possono portare in deduzione:

  • le spese mediche in caso di grave e persistente disabilità;
  • le spese mediche ed infermieristiche in caso di ricovero del disabile in un centro specializzato;
  • i contributi versati agli assistenti domiciliari e personali per un massimo di 2.100 euro.

Puoi vedere nel dettaglio tutte queste agevolazioni fiscali per i disabili in questa nostra guida.

Disabili: diritto all’assicurazione agevolata

Tra le agevolazioni a cui ha diritto un disabile c’è la detrazione del 19% sulla spesa sostenuta per le polizze assicurative che coprono i rischi di morte, di non autosufficienza o di invalidità permanente pari o superiore al 5% derivante da qualsiasi causa. In questi termini:

  • 530 euro di detrazione per polizze su morte o invalidità permanente;
  • 750 euro per polizze su morte di persone con disabilità grave;
  • 291,14 euro al netto dei premi per rischio morte o invalidità permanente per le polizze su non autosufficienza.

Disabili: diritto a successione e donazione agevolate

La legge agevola i disabili che beneficiano di una successione o di una donazione in questo modo:

  • viene applicata l’imposta dovuta dall’erede o dal beneficiario della donazione solo sula parte di quota che eccede i 1.500 euro;
  • esenzione dall’imposta su donazioni e successioni per beni e diritti conferiti in un trust o gravati da vincolo di destinazione e per quelli che finiscono in fondi speciali istituiti a favore dei disabili gravi. Il tutto, purché ci sia come finalità esclusiva l’inclusione sociale, l’assistenza e la cura dei destinatari con grave disabilità.

Disabili: diritto alla bolletta della luce agevolata

Chi ha una disabilità che lo costringe all’uso di apparecchiature elettromedicali ha diritto ad un’agevolazione sulla bolletta della luce.  Non è necessario, pertanto, presentare una dichiarazione Isee per beneficiare del bonus elettrico, ma soltanto il certificato con cui l’Asl attesta il bisogno di tali dispositivi e, in particolare, di attrezzature:

  • di supporto alla funzione cardio-respiratoria (ventilatori, polmoni d’acciaio, ecc.);
  • di supporto alla funzione renale (dispositivi per dialisi, ad esempio);
  • di supporto alla funzione alimentare e di somministrazione;
  • per la prevenzione e la terapia di piaghe da decubito;
  • di trasporto e per il sollevamento (carrozzine elettriche, sollevatori mobili, ecc.).

Per ottenere il bonus elettrico, occorre presentare questo modulo accompagnato dal certificato dell’Asl da cui risulti:

  • una situazione di grave condizione di salute;
  • il bisogno di dispositivi elettromedicali per supporto vitale;
  • quale tipo di attrezzatura e per quante ore di utilizzo;
  • l’indirizzo in cui l’apparecchio viene installato ed utilizzato.

Occorrerà allegare anche documento di identità e codice fiscale. Verranno, infine, richiesti:

  • il codice Pod della bolletta della luce;
  • la potenza di energia elettrica impegnata o disponibile.

Per quanto riguarda l’importo del bonus elettrico per i disabili, esso varia a seconda della potenza impegnata, ovvero:

  • fino a 3 kW: bonus da 204 a 486 euro;
  • oltre i 3 kW: bonus da 478 a 732 euro.

Il bonus viene applicato direttamente sulla bolletta.

Nessuna esenzione, invece, sul canone Rai incluso nella bolletta della luce: anche i non vedenti o i non udenti devono pagare l’abbonamento tv.

Disabili: diritto alla bolletta del telefono agevolata

Altra agevolazione per i disabili consiste nella riduzione del canone mensile dell’abbonamento telefonico. Uno sconto del 50% che viene applicato quando all’interno del nucleo familiare c’è un invalido civile. Il beneficio, comunque, è riconosciuto anche quando nella famiglia è presente:

  • un titolare di pensione sociale;
  • un anziano sopra i 75 anni;
  • un capofamiglia disoccupato.

Per avere diritto all’agevolazione sul canone telefonico, però, occorre avere un Isee non superiore a 6.713,93 euro e presentare ogni anno la richiesta. I sordomuti hanno diritto all’esenzione totale.

Disabili: diritto al contrassegno per la sosta

Chi è disabile ed ha una patente di guida o è proprietario di un veicolo ha diritto al cosiddetto contrassegno arancione, cioè al permesso di sosta negli spazi riservati ai portatori di handicap.

Per ottenerlo, bisogna fare domanda al proprio Comune allegando il certificato rilasciato dall’ufficio medico legale dell’Asl di competenza.

Il contrassegno ha una validità di 5 anni e deve essere esposto in modo ben visibile nella parte anteriore dell’auto. Oltre alla sosta negli appositi spazi, consente anche l’ingresso e la circolazione nelle zone a traffico limitato.

Disabili: diritto alle agevolazioni per il trasporto aereo

Il Regolamento europeo sul trasporto aereo [5] prevede i seguenti diritti per i passeggeri disabili:

  • la compagnia aerea, l’agenzia di viaggi o il tour operator presso i quali il passeggero disabile ha prenotato il volo devono comunicare al gestore degli aeroporti interessati (di partenza, di eventuale scalo e di arrivo) della presenza del portatore di handicap affinché gli venga prestata la dovuta assistenza. L’imbarco può essere negato solo quando non c’è più un posto disponibile per un disabile o quando sopraggiunge un giustificato motivo di sicurezza;
  • il personale dell’aeroporto è tenuto a prendere il passeggero disabile al punto di chiamata stabilito, ad aiutarlo ad effettuare il check-in e ad accompagnarlo fino all’imbarco;
  • il passeggero ha diritto ha imbarcare fino a due attrezzature utili alla sua mobilità oppure ad essere accompagnato in cabina e durante il volo da un cane guida;
  • l’equipaggio dell’aereo è obbligato ad assistere il passeggero durante il viaggio e, se fosse necessario, ad aiutarlo ad aprire le confezioni di cibo o di bevande, ad accompagnarlo alla toilette ed a supportarlo in altre situazioni di bisogno.

Disabili: diritto di voto

Il cittadino non vedente o con disabilità fisica che impedisce l’uso delle mani ha diritto al voto assistito, purché tale impedimento venga dimostrato con la dovuta documentazione medica rilasciata gratuitamente dall’Asl. È possibile anche chiedere al proprio ufficio elettorale di apporre sulla tessera elettorale dell’interessato l’annotazione permanente di tale diritto.

Gli elettori non vedenti possono esibire soltanto il libretto nominativo rilasciato dall’Inps.

È consentito, invece, il voto a domicilio agli elettori disabili:

  • affetti da gravissime patologie che, per tale motivo, non possono allontanarsi dalla loro abitazione nemmeno con l’aiuto dei servizi previsti dalla legge;
  • che dipendono in modo continuativo e vitale da apparecchiature elettromedicali e che, per questo motivo, non possono allontanarsi dalla loro abitazione.

Sarà necessario certificare tali condizioni attraverso l’attestato sanitario rilasciato gratuitamente dall’Asl non più tardi di 45 giorni prima della data della votazione. Le persone che non possono essere trasportate devono avere una prognosi non inferiore a 60 giorni dal momento in cui viene rilasciato il certificato.

La richiesta di voto domiciliare va presentata in Comune fino a 15 giorni prima delle elezioni, allegando:

  • copia della tessera elettorale;
  • copia di un documento di identità;
  • documentazione sanitaria rilasciata dall’Asl.

Disabili: diritti in condominio

Il disabile che abita in condominio non può pretendere che vengano eseguite delle opere volte all’abbattimento delle barriere architettoniche (rampe, montascale, ascensori interni, ecc.) nel caso in cui gli altri vicini siano in disaccordo. La normativa in vigore, infatti, riconosce il principio di maggioranza, per cui sarà necessario che l’avvio dei lavori venga approvato dalla maggioranza dei presenti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio.

Altro discorso è che il portatore di handicap voglia, comunque, realizzare le opere a proprie spese: in questo caso non dovrà chiederne autorizzazione ma semplicemente darne comunicazione all’amministratore del condominio, il quale informerà gli altri vicini. Avrà bisogno, comunque, del permesso di costruire e di tutte le necessarie concessioni rilasciate dal Comune.


note

[1] Art. 3 legge 104/1992 del 05.02.1992.

[2] Art. 1 co. 1 legge n. 68/1999 del 12.03.1999.

[3] Art. 2 legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[4] D. n. 4/2019 e messaggio Inps n. 402.

[5] Regolamento Ue 1107/2006.


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