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Cognome materno: quando?

26 Giugno 2019 | Autore:
Cognome materno: quando?

Quando si può dare il cognome della madre? Quando è possibile il doppio cognome? Cosa ha stabilito la Corte Costituzionale a proposito del cognome materno?

Il cognome, unito al nome, serve ad identificare in maniera certa e univoca una persona. Come è ben noto, il cognome che in genere tutti possiedono è quello paterno, come se fosse un segno identificativo che fa da contraltare all’antico detto latino “mater semper certa est”. È un po’ come dire che la paternità del figlio che la donna ha partorito appartiene a un determinato uomo. In realtà, in Italia non esiste nessuna norma che espressamente impone il cognome paterno: si tratta più che altro di una consuetudine, avallata però dal disposto di diverse norme giuridiche. Questo vuol dire che non è possibile attribuire il cognome materno?

Da qualche anno, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale, portare il cognome della madre è diventato molto più semplice; in passato, ciò era possibile solamente a determinate condizioni. A dire il vero, resta la prevalenza per il cognome paterno, il quale, anche quando si sceglie per entrambi i cognomi dei genitori, precede quello della madre. Con questo articolo vorrei spiegarti quando è legittimo il cognome materno, cioè in quali circostanze può essere attribuito al figlio. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo cosa dice la legge italiana a riguardo.

Cognome: cosa dice la legge?

Quando si può dare il cognome materno? Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente partire dal principio e vedere cosa stabilisce la legge in merito. Il Codice civile [1] dice che ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito; nel nome si comprendono il prenome e il cognome.

Per il diritto, quindi, il “nome” di una persona è composto da prenome e cognome; ad esempio: il nome “Mario Rossi” è costituito dal prenome “Mario” e dal cognome “Rossi”.

Cognome paterno: perché?

Come anticipato, all’interno dell’ordinamento italiano non esiste una norma che impone il cognome paterno; si tratta di una consuetudine tramandata da tempo e confermata dalla lettura di alcune disposizioni legislative.

Ad esempio, il regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile [2] diceva che il figlio legittimato ha il  cognome  del  padre. Il Codice civile [3], a proposito del cognome del figlio nato fuori del matrimonio, dice che il figlio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto; se, tuttavia, il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del padre.

Da un punto di vista sociale, il cognome è quella parte del nome che indica a quale famiglia appartiene una persona. Poiché, come detto nell’introduzione, la maternità è sempre certa, l’attribuzione del cognome paterno rappresenta il riconoscimento formale della paternità.

D’altronde, su questo punto la legge è molto chiara: poiché per i figli nati in costanza di matrimonio opera la presunzione di paternità a favore del marito della madre, il bambino nato da coppia sposata porterà senza ombra di dubbio il cognome del padre. Come vedremo più avanti, la Corte Costituzionale, con una sentenza del 2016, ha stabilito che, quando c’è l’accordo di entrambi i genitori, al cognome del padre si può far seguire quello della madre.

Cognome della madre: quando si può?

Da quanto detto sinora, si evince che la legislazione in qualche modo predilige il cognome del padre a quello della madre. Il ragionamento sotteso a questa preferenza è quello sopra illustrato: con il cognome la paternità viene rivendicata in modo giuridico.

Tuttavia, ciò non vuol dire che in Italia non ci sia spazio per il cognome materno. Quando è possibile attribuire il cognome della madre? Cosa dice la legge a riguardo? Scopriamolo insieme.

Sostanzialmente, prima della sentenza della Corte Costituzionale del 2016 di cui ti parlerò a breve, c’era spazio per il cognome materno solamente per i figli nati fuori del matrimonio: ed infatti, per quelli nati in costanza di matrimonio, opera la presunzione di paternità del marito della madre.

Una norma fondamentale a tal proposito è già stata citata sopra: il figlio nato al di fuori del matrimonio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Ciò significa che, se la madre riconosce il figlio come proprio prima del padre, gli potrà attribuire il proprio cognome. Come già detto, se il riconoscimento è contestuale da parte di entrambi i genitori, prevale il cognome paterno, in perpetuazione di quel favore del nostro ordinamento giuridico verso il patronimico che appartiene anche alle regole dell’attribuzione del cognome nella famiglia fondato sul matrimonio.

Se, invece, la filiazione nei confronti del padre è stata accertata o riconosciuta successivamente al riconoscimento da parte della madre, il figlio può assumere il cognome del padre aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre.

Ad esempio, se la Sig.ra Verdi, non sposata, partorisce il figlio Giuseppe, questi potrà chiamarsi Giuseppe Verdi; se, successivamente, il padre Bianchi lo riconosce (spontaneamente o con sentenza dichiarativa della filiazione), il bambino potrà chiamarsi Giuseppe Bianchi Verdi, oppure Giuseppe Bianchi, ma non più solamente Giuseppe Verdi (il cognome della madre).

I figli di persone ignote, ai quali il cognome è stato attribuito direttamente dall’ufficiale di stato civile, si attribuirà il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto, come detto sopra (cognome del genitore che riconosce il figlio o cognome paterno in caso di riconoscimento congiunto da parte di entrambi i genitori), ma il figlio, ove il cognome attribuitogli dall’ufficiale di stato civile sia divenuto segno autonomo della sua identità personale, può mantenere il cognome precedentemente attribuitogli, aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo al nuovo cognome.

Come si evince da queste norme, è possibile per il figlio assumere il cognome materno, ma solo al di fuori del matrimonio e a determinate condizioni; inoltre, al ricorrere di alcune circostanze, questo può essere comunque affiancato a quello paterno oppure addirittura sostituito con quest’ultimo.

Cognome materno: la sentenza della Corte Costituzionale

Una svolta sulla disciplina del cognome materno si è avuta con una sentenza della Corte Costituzionale del 2016 [4]: con tale pronuncia è stata dichiarata l’incostituzionalità delle norme che contemplano la disciplina del cognome, nella parte in cui non consentono ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno.

In pratica, oggi i genitori possono, se d’accordo, attribuire al figlio appena nato entrambi i cognomi, facendo seguire quello materno a quello del padre. Si tratta di una svolta importantissima visto che, prima di tale sentenza, era possibile attribuire il cognome materno solamente per le nascite che avvenivano al di fuori del matrimonio.

La Consulta ha definitivamente riconosciuto il diritto del figlio ad essere identificato, sin dalla nascita, attraverso l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori. Tale diritto, però, non è pieno e assoluto, in quanto è subordinato all’accordo tra i genitori, in assenza del quale continuerà a prevalere quello paterno.

Cognome paterno e cognome materno: stesse possibilità?

Da quanto sinora detto si evince come, grazie alla Corte Costituzionale, sia stato fatto un importante passo avanti a tutela della dignità della donna all’interno della famiglia e del diritto del figlio a portare il cognome di entrambi i genitori.

La rivoluzione inaugurata dalla Consulta, però, non è totale e anzi, per certi versi, desta qualche perplessità. Sicuramente, rispetto alla previgente disciplina che dava dignità al cognome materno solamente nel caso di figlio nato fuori del matrimonio, oggi il cognome della madre fa il suo ingresso anche in quella che, un tempo, veniva definita come “filiazione legittima”, cioè nata durante l’unione matrimoniale. Oggi, invece, il cognome materno può essere attribuito sempre, purché ci sia l’accordo con il padre.

È proprio questo, però, il punto più problematico: la prevalenza del patronimico persiste ancora, visto che, se non c’è il consenso del padre, il cognome della madre non potrà essere attribuito: l’ultima parola, insomma, spetta sempre all’uomo.

Per non parlare del fatto che la scelta del cognome, lasciata così com’è alla determinazione delle parti, potrebbe innescare sin da subito polemiche all’interno della famiglia. Insomma, come auspicato dalla stessa Corte Costituzionale, si auspica un intervento risolutore del legislatore.

Disconoscimento paternità: quale cognome?

Possiamo quindi dire, in definitiva, che il solo cognome materno può essere attribuito solamente nei casi in cui il figlio sia nato fuori del matrimonio (altrimenti opererebbe la presunzione di paternità) e non si sappia chi sia il padre biologico. Anche nel caso di disconoscimento della paternità, il figlio potrebbe continuare a conservare il cognome di quello che riteneva essere il padre naturale, se lo ritiene: secondo la Corte di Cassazione [5], infatti, il diritto al nome è diritto di natura personalissima e pertanto solo il figlio, diretto interessato può decidere se mantenere il vecchio cognome.

Doppio cognome: come funziona in sintesi

Ad oggi, il cognome materno in Italia funziona così:

  • non è possibile dare al figlio il solo cognome della madre; la sentenza del 2016 della Corte Costituzionale consente solo di attribuire il doppio cognome, sempre che vi sia il consenso di entrambi i genitori;
  • l’accordo dei genitori ad attribuire al proprio figlio sia il cognome paterno che quello materno non deve risultare da atto scritto: è sufficiente la sola dichiarazione del padre di voler affiancare il cognome della madre dichiarata all’ufficiale dello stato civile;
  • il cognome della madre segue quello del padre, il quale non può mai essere sostituito solo da quello materno, né può essere preceduto da quest’ultimo. In poche parole, viene sempre prima il cognome del padre;
  • la scelta deve essere fatta al momento della registrazione della nascita del figlio in Comune; è preclusa questa possibilità in un secondo momento;
  • è possibile dare al figlio il doppio cognome sia che questi provenga da coppia sposata legittimamente che da coppia di fatto;
  • il doppio cognome vale anche in caso di adozione;
  • il doppio cognome è applicabile anche alle nascite avvenute all’estero di figli di cittadini entrambi esclusivamente italiani [6].

note

[1] Art. 6 cod. civ.

[2] Art. 33, D.P.R. n. 396/2000.

[3] Art. 262 cod. civ.

[4] Corte Cost., sent. n. 286/2016.

[5] Cass., sent. n. 4020/2017.

[6] Circolare n. 1/2017 del Ministero dell’Interno.


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5 Commenti

  1. Nato nel 62 mi è stato imposto un cognome dall’Ufficiale di Stato Civile. Solo nei primi anni 70 dopo una lunga battaglia giuridica è stato possibile attribuirmi il cognome di mia madre. L’Avvocato parlò di una grande vittoria perché non era ancora previsto da alcuna norma e per questo quella sentenza fece giurisprudenza. Da lì a poco cambiarono le norme sul Diritto di Famiglia che resero il nostro Paese un po’ più civile.

    1. Gent.mo Sig. Maurizio,
      La ringrazio per aver condiviso la Sua esperienza. La lotta per dare al cognome materno la stessa dignità di quello paterno non è ancora terminata. Sicuramente nei prossimi anni ci saranno ulteriori cambiamenti. Continui a seguirci.
      Avv. Mariano Acquaviva

  2. Grazie per la spiegazione esauriente.
    Io e il mio compagno siamo d’accordo a dare entrambi i nostri cognomi e che l’ordine debba essere prima quello materno e poi quello paterno, per semplici motivi di assonanza. Nonostante il nostro pieno accordo non potremo dare a nostri figli i cognomi nell’ordine da noi desiderato. C’è ancora molta strada da fare.

  3. Le nostre figlie furono registrate qualche anno fa, col solo gognome paterno. Ora vorremmo aggiungere quello materno, se ho ben capito non è possibile farlo in un secondo momento? Avevo capito che fosse possibile se motivato da “valide giustificazioni” come un forte legame affettivo nei confronti anche della madre (il chè è ridicolmente scontato!) o in caso di madre famosa (!!!!)

    1. Leggi i nostri articoli sull’argomento:
      -Doppio cognome al figlio https://www.laleggepertutti.it/429402_doppio-cognome-al-figlio
      -Doppio cognome al figlio: come fare? https://www.laleggepertutti.it/258977_doppio-cognome-al-figlio-come-fare
      -Cambio del cognome paterno con quello materno: ne viene a conoscenza il padre? https://www.laleggepertutti.it/200453_cambio-del-cognome-paterno-con-quello-materno-ne-viene-a-conoscenza-il-padre
      -Come aggiungere il cognome della madre a quello del padre https://www.laleggepertutti.it/90805_come-aggiungere-il-cognome-della-madre-a-quello-del-padre
      -Come fare per aggiungere o sostituire il cognome materno? https://www.laleggepertutti.it/105336_come-fare-per-aggiungere-o-sostituire-il-cognome-materno

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