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Quando viene concesso il DURC pur in presenza di debiti contributivi

25 Novembre 2013
Quando viene concesso il DURC pur in presenza di debiti contributivi

Se le imprese hanno ottenuto la certificazione dei propri crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni gli Istituti previdenziali e/o la Cassa Edile sono tenuti a rilasciare il DURC.

 

Una recente circolare del Ministero del Lavoro [1] ha fornito i primi chiarimenti operativi sulle modalità di rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva agli imprenditori in debito con gli enti previdenziali assistenziali.

Oggi [2], infatti, è prevista la possibilità per le imprese di ottenere il (DURC) [3] anche se in debito con il pagamento dei contributi INAIL o INPS o della Cassa Edile. Ma a due condizioni:

–  le imprese, devono essere in possesso di certificazione che attesti l’importo dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni;

–  tale importo deve essere almeno pari al debito contributivo.

In presenza di tale certificazione sui crediti, gli istituti preposti al rilascio devono emettere il DURC e annotandovi sopra: a) una speciale dicitura (ossia l’indicazione che il rilascio del DURC è avvenuto “ai sensi del comma 5 dell’art. 13 bis del D.L. 7 maggio 2012, n. 52”); b) l’indicazione dell’importo del debito contributivo; c) gli estremi della certificazione esibita per il rilascio del DURC.

L’attuale normativa vuole superare i problemi degli imprenditori che non riuscivano a ottenere un DURC, in quanto debitrici nei confronti di Inps e/o Inail e/o Cassa Edile, sebbene fossero a loro volta creditori nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Non era raro imbattersi nel seguente paradosso, che oggi si vuole evitare: 1) l’imprenditore titolare di appalti pubblici non otteneva il DURC per le proprie pendenze contributive; 2) le pubbliche amministrazioni non potevano pagare il medesimo imprenditore proprio perché senza DURC; 3) l’imprenditore non riusciva a incassare le somme e, con queste, pagare i propri debiti contributivi. Il meccanismo diveniva luciferino per i notori ritardi nel pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni. Così si creavano situazioni di stallo tali da mettere in rischio la stessa esistenza delle imprese.

Tra le particolarità della procedura, si segnala che la richiesta di rilascio del DURC nel caso in esame potrà essere effettuata solo dall’impresa interessata. Qualora, invece, la richiesta sia avanzata direttamente dalla pubblica amministrazione appaltante, l’impresa dovrà: a) fare presente all’appaltante dell’esistenza della certificazione dei propri crediti; b) esibire tale certificazione all’INP, INAIL o Cassa Edile entro il termine normalmente previsto per sanare le irregolarità contributive [4].

Saranno poi l’INPS, l’INAIL o la Cassa Edile a dover verificare l’esistenza dei crediti certificati [5].


note

[1] Circolare n. 40 del 21 ottobre 2013, di chiarimenti al Decreto Ministeriale del 13.3.2013. Tale decreto ministeriale, a sua volta, mira ad attuare a normativa di cui alla sottostante nota [2].

[2] Per effetto del D.L. n. 52/2012, art. 13 bis, comma 5, convertito con L. n. 94/2012.

[3] E’ indispensabile per le imprese che vogliano partecipare agli appalti (o subappalti) pubblici. Affinché tale documento possa essere rilasciato dagli enti preposti (INPS, INAIL e Cassa edile), la stessa impresa richiedente deve essere perfettamente in regola con il pagamento degli oneri contributivi/previdenziali. Esso, inoltre, è indispensabile per le imprese appaltanti nel momento in cui devono ricevere pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.

[4] Detto termine è pari a 15 giorni, per come previsto dall’art. 7 del D.M. 24 ottobre 2007.

[5] Detta verifica avviene per mezzo di una apposita piattaforma informatica in base a un codice assegnato al creditore da parte dell’amministrazione che certifica il credito.


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