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Segnaletica cambiata: si può essere multati?

26 Giugno 2019
Segnaletica cambiata: si può essere multati?

La legge non ammette ignoranza, ma l’ignoranza può essere scusabile in determinati casi di violazione del Codice della strada.

Sarà capitato anche a te di trovarti, nel bel mezzo del traffico, a fare una via contromano per via del fatto che, solo qualche giorno prima, la segnaletica è cambiata a tua insaputa. L’abitudine porta a fare gli stessi movimenti senza pensarci troppo. Immagina però che, proprio su quella strada, siano state installate delle telecamere che hanno ripreso la tua infrazione e ora temi che possa arrivarti una multa a casa. Ti chiederai allora se, nel caso di segnaletica modificata, si può essere multati. 

C’è un principio secondo cui le infrazioni amministrative vengono punite a prescindere dalla buona o malafede del conducente: questi è chiamato a controllare, di volta in volta, i cartelli stradali e a non violare il Codice della strada. Anche se il percorso è quello di tutti i giorni ed è normale dare per scontato che i sensi di marcia non cambino sul più bello, non è possibile evitare le multe quando non si ha alcuna intenzione di commettere l’infrazione. 

Insomma, per dirla in termini giuridici, la multa scatta sia in caso di dolo che di colpa. Questo significa che non potrai giustificarti e invocare, a tua discolpa, l’ignoranza. 

Ma esiste un’eccezione. Alle regole sul diritto amministrativo si applicano le stesse cause di giustificazione del diritto penale e, tra queste, non c’è solo la forza maggiore (ad esempio, l’auto si blocca in mezzo al traffico senza che tu potessi prevederlo) o lo stato di necessità (ad esempio, sei costretto a violare i limiti di velocità per accompagnare un ferito grave in ospedale), ma anche la cosiddetta «ignoranza scusabile». È proprio di quest’ultima che parleremo per comprendere se, in caso di segnaletica cambiata, si può essere multati.

Immagina di stare lontano dalla tua città per un paio d’anni, magari a causa di un trasferimento lavorativo. Al rientro, ti immetti nel centro urbano come hai sempre fatto. Senonché, proprio in tua assenza, il sindaco ha emesso un’ordinanza comunale con cui, in determinate vie, ha ristretto il traffico ai veicoli dei soli residenti. Così sono state piazzate dappertutto le telecamere Ztl che, inevitabilmente, ti multano. A questo punto, dinanzi a una serie di contravvenzioni notificate a casa tua, provi a far notare che non hai alcuna colpa: presenti tutti i documenti che attestano la tua assenza dalla città e l’impossibilità di conoscere le novità approvate dal Comune. 

Il comandante della polizia ti risponde, però, che la legge non ammette ignoranza. E di ciò sei consapevole anche tu, ragion per cui non insisti più di tanto. 

In realtà, non è detta l’ultima parola. Come anticipato sopra, secondo un principio valido per le norme penali – applicabile anche a quelle amministrative – è prevista la non punibilità nei confronti di chi ha violato una legge ma si è trovato nell’oggettiva incapacità di conoscerne la sua esistenza. Una deroga al principio secondo cui la legge non ammette ignoranza. 

Sono sicuro che, a questo punto, penserai a tutti gli immigrati che, venendo nel nostro Paese, non sono al corrente delle nostre norme e potrebbero aggrapparsi a questa eccezione per non essere mai puniti. In realtà, chi entra in uno Stato deve rispettarne le leggi e, quindi, deve farsi parte diligente per acquisirne conoscenza. Così, ad esempio, se decidi di guidare l’auto in Gran Bretagna devi sapere che il senso ordinario di marcia è il lato sinistro della strada e non quello destro.

Eppure c’è stato chi, proprio con riferimento a un extracomunitario, ha applicato il principio dell’ignoranza scusabile, stabilendo il perdono per la violazione di una norma. Leggi Sanzioni fiscali: salvo il contribuente ignorante.

Nel caso di specie, si trattava di violazioni di norme fiscali, in quanto particolarmente contorte e difficilmente comprensibili per gli stessi residenti, figuriamoci per gli stranieri.

Questo, però, ci serve per capire che il perdono va valutato caso per caso, sulla base della complessità della norma e della impossibilità di conoscenza da parte del cittadino. 

Tornando alla violazione del Codice della strada, bisognerà vedere se il divieto di transito sia stato ben segnalato e se la cartellonistica era tale da far percepire, anche al più distratto dei conducenti, la presenza del divieto. Del resto, se non fosse così e si dovesse giustificare ogni ignoranza in materia automobilistica, finiremmo per giustificare chi, per la prima volta, si reca in una città nuova e viola tutti i segnali solo perché non ha mai percorso prima quelle strade. 

Non può essere certamente questa la regola. D’altronde, che ci stanno a fare i cartelli? Ed allora è proprio sui cartelli che dobbiamo concentrarci per stabilire se, in caso di segnaletica cambiata, si può essere multati o meno. L’ignoranza scusabile si deve verificare, infatti, con riferimento a due elementi:

  • un presupposto soggettivo: l’impossibilità, per il responsabile, di conoscere la nuova norma;
  • un presupposto oggettivo: l’oggettiva difficoltà di conoscere la norma.

Nel caso di un nuovo divieto di sosta, un senso unico o qualsiasi altro mutamento delle regole sulla circolazione è necessario che l’utente della strada sia adeguatamente informato, specie nei giorni successivi alla modifica. Solo così la sanzione amministrativa può essere giustificata. Diversamente, si può annullare con un ricorso al giudice di pace.



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