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Permessi Legge 104: si possono convertire in soldi?

27 Giugno 2019 | Autore:
Permessi Legge 104: si possono convertire in soldi?

I permessi per l’assistenza di familiari portatori di handicap grave sono monetizzabili e convertibili in un’indennità?

Oltre alle ferie minime previste dalla legge [1], nella misura di 4 settimane l’anno, il lavoratore può fruire di giornate di ferie aggiuntive, se lo prevede il contratto collettivo applicato, oppure di permessi. Questi ultimi sono dei brevi riposi, la cui spettanza è determinata dalla contrattazione collettiva, in base all’inquadramento del lavoratore, all’anzianità e alle dimensioni dell’azienda.

Sia le ferie aggiuntive che i permessi disposti dalla contrattazione collettiva, a differenza delle ferie minime spettanti per legge, sono monetizzabili: possono, cioè, essere convertiti in un’indennità.

Ci sono poi degli ulteriori permessi previsti dalla legge per specifiche finalità: è il caso, ad esempio, dei permessi legge 104, che spettano al lavoratore che assiste un familiare disabile grave.

Ma queste assenze possono essere monetizzate? I permessi Legge 104 si possono convertire in soldi?

Per dare una risposta a questa domanda, è prima opportuno fare il punto su queste assenze retribuite, per comprendere, così, la loro finalità e capire se, convertendo i permessi in denaro, si viola lo scopo di questo beneficio concesso al lavoratore.

È importante, a tal fine, sottolineare che, quando la finalità di un’assenza retribuita viene disattesa dal lavoratore (ad esempio, il dipendente utilizza i permessi per l’assistenza del disabile per andare al mare per conto proprio), questi può subire pesanti sanzioni disciplinari, fino al licenziamento. Ma procediamo con ordine.

Che cosa sono i permessi Legge 104?

I cosiddetti permessi Legge 104 sono dei riposi mensili retribuiti, che spettano, normalmente, nella misura di 3 giorni al mese (ma sono frazionabili anche a ore), al lavoratore che assiste un familiare portatore di handicap in situazione di gravità. L’handicap grave deve essere riconosciuto dall’apposita commissione medica: per sapere come inviare la richiesta di riconoscimento dell’handicap, ti consiglio di leggere Domanda legge 104, invalidità, accompagno.

A chi spettano i permessi Legge 104?

Nel dettaglio, i permessi Legge 104 spettano al lavoratore che assiste i seguenti familiari:

  • un genitore;
  • il coniuge o il partner dell’unione civile;
  • il convivente more uxorio: è sufficiente la convivenza di fatto, con dichiarazione di convivenza anagrafica al Comune di residenza, mentre non è necessaria la firma di un patto di convivenza;
  • un parente o affine entro il 2° grado;
  • un parente o affine entro il terzo grado, solo nell’ipotesi in cui il genitore o il coniuge (o il partner dell’unione civile, o il convivente) del disabile:
    • abbiano compiuto i 65 anni;
    • siano invalidi a carattere permanente;
    • siano deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

Non è necessario convivere col disabile per aver diritto ai permessi; questi, comunque, possono essere concessi ad un solo lavoratore dipendente, detto referente unico, per assistere lo stesso disabile (fanno eccezione i soli genitori).

Come funzionano i permessi Legge 104?

I permessi Legge 104 sono, nella generalità dei casi, retribuiti in busta paga dal datore di lavoro, ma risultano sempre a carico dell’Inps. Per questo motivo il lavoratore, per fruire dei riposi retribuiti, deve inviare un’apposita domanda all’istituto.

La finalità di questa particolare tutela prevista dalla legge è chiara: permettere al dipendente di conciliare l’attività lavorativa con le particolari esigenze di assistenza del portatore di handicap.

Per questo motivo, se il dipendente è sorpreso ad utilizzare i permessi per altre finalità, oltre a dover restituire l’indennità illegittimamente percepita, può anche subire pesanti sanzioni disciplinari, sino al licenziamento.

I permessi Legge 104 sono monetizzabili?

La maggior parte dei permessi previsti dalla contrattazione collettiva, come i rol (riduzione orario di lavoro), può essere monetizzata, cioè convertita in denaro.

Possono, dunque, essere convertiti in soldi anche i permessi Legge 104? Il lavoratore, cioè, può rinunciare ai permessi in cambio di un’indennità con la quale, magari, pagare le spese di assistenza del disabile?

Convertire i permessi in un’indennità finalizzata all’assistenza, in effetti, sembrerebbe non violare quello che è lo scopo dell’istituto, cioè, appunto, agevolare il lavoratore nel curare e nell’assistere il familiare portatore di handicap.

Tuttavia, la legge non prevede la possibilità di convertire i permessi Legge 104 in denaro: in primo luogo, in quanto la normativa ha lo scopo di offrire al disabile la possibilità di essere aiutato da un suo familiare (considerando anche le spese elevate che l’assistenza da parte di personale esterno comporta).

In secondo luogo, sarebbe molto difficile controllare l’utilizzo concreto dell’indennità da parte del lavoratore che segue il disabile. Peraltro, la legge prevede già delle agevolazioni economiche per chi assiste un familiare disabile; ne abbiamo parlato in: Legge 104, guida alle agevolazioni.


note

[1] D.lgs. 66/2003.


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