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Invalidità per la pensione

27 Giugno 2019 | Autore:
Invalidità per la pensione

Quale percentuale e tipologia di riduzione della capacità lavorativa deve essere riconosciuta per il diritto alla pensione?

Basta l’invalidità almeno pari al 74% o superiore ai due terzi per ottenere la pensione? Oppure ci vuole l’invalidità al 100%, o l’inabilità?

In materia d’invalidità ed inabilità c’è molta confusione: la legge non prevede, difatti, una sola tipologia d’invalidità, così come non prevede una sola tipologia d’inabilità, né una sola tipologia di pensione alla quale possono aver diritto gli invalidi o gli inabili.

L’invalido in misura superiore ai 2/3, la cui riduzione della capacità lavorativa è riconosciuta da un’apposita commissione medica, può difatti ottenere, in presenza di specifici requisiti contributivi, l’assegno ordinario d’invalidità, che è una prestazione previdenziale come la pensione. L’invalido civile in misura almeno pari al 74% può invece ottenere l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, che non è una prestazione previdenziale, ma assistenziale. È una prestazione di assistenza anche la pensione d’inabilità civile, riconosciuta dall’Inps agli invalidi civili in misura pari al 100%.

A chi possiede l’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa, assieme a specifici requisiti contributivi, è poi riconosciuta la pensione d’inabilità al lavoro, che è una prestazione previdenziale che dà diritto a delle maggiorazioni nel calcolo del trattamento. Ci sono poi, per i dipendenti pubblici, le pensioni per inabilità alle mansioni e a proficuo lavoro e, per tutti i lavoratori, le prestazioni riconosciute dall’Inail (l’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) per l’inabilità riportata a seguito di un infortunio o di una malattia professionale.

Non esiste dunque un’unica invalidità per la pensione, o inabilità per la pensione, ma la misura della riduzione della capacità lavorativa cambia a seconda della categoria di appartenenza dell’interessato, e degli specifici requisiti posseduti.

A seconda delle ipotesi cambia, peraltro, la valutazione che deve essere effettuata in merito alla diminuzione della capacità lavorativa. Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulle tipologie d’invalidità e inabilità necessarie per ottenere una pensione.

Che cos’è l’invalidità?

Con il termine invalidità s’intende, generalmente, la riduzione della capacità lavorativa: può trattarsi, a seconda delle ipotesi, della capacità lavorativa “generica” (normalmente accertata per il riconoscimento dell’invalidità civile), o della capacità lavorativa specifica, incentrata sulle mansioni svolte dal lavoratore (generalmente accertata per ottenere il riconoscimento di una pensione d’inabilità o invalidità specifica, per determinate categorie di lavoratori).

Se l’invalidità deve essere accertata in capo a una persona non più in età lavorativa, si ha invece riguardo alla capacità di portare a termine i compiti e le funzioni proprie dell’età.

Che cos’è l’inabilità?

Con il termine inabilità, genericamente, si indica la totale riduzione della capacità lavorativa. Con riguardo alle prestazioni erogate dall’Inail, si fa riferimento all’inabilità per indicare la riduzione della capacità lavorativa riportata in seguito a un infortunio o a una malattia professionale.

Invalidità per l’assegno di assistenza

Per ottenere la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali, pari a 285,66 euro mensili, è necessario che sia stata riconosciuta un’invalidità civile in misura almeno pari al 74%.

Non sono necessari requisiti di contribuzione minima, in quanto si tratta di una prestazione di assistenza, non di previdenza. È tuttavia necessario possedere un reddito annuo entro 4.906,72 euro (valore 2019).

L’accertamento dell’invalidità civile è effettuato da apposite commissioni mediche Asl integrate da un medico dell’Inps.

Invalidità per la pensione d’inabilità civile

È invece necessario l’accertamento dell’invalidità civile in misura pari al 100% per ottenere la pensione d’inabilità civile, o pensione per invalidi civili totali.

L’importo dell’assegno spettante è lo stesso della pensione d’invalidità civile, ma il limite di reddito per averne diritto è più alto, 16.814,34 euro annui.

Invalidità per l’Ape sociale

Per ottenere l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, oltre ai requisiti contributivi prescritti ed alle ulteriori condizioni previste, è necessario appartenere a una categoria tutelata dalla normativa.

Tra i lavoratori tutelati ci sono gli invalidi civili in misura almeno pari al 74%.

Invalidità per pensione anticipata precoci

Per ottenere la pensione anticipata dei lavoratori precoci, oltre a possedere 41 anni di contributi, 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro versata prima del compimento dei 19 anni e gli ulteriori requisiti prescritti, è necessaria l’appartenenza a una categoria tutelata dalla normativa.

Tra i lavoratori tutelati ci sono, anche in questo caso, gli invalidi civili in misura almeno pari al 74%.

Invalidità per assegno ordinario

Per ottenere l’assegno ordinario d’invalidità, una prestazione previdenziale riconosciuta dall’Inps sulla base della contribuzione versata, è necessario possedere un’invalidità lavorativa riconosciuta in misura superiore ai 2/3.

È inoltre necessario possedere:

  • almeno 5 anni di contributi;
  • almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio.

Pensione per inabilità al lavoro

Per ottenere la pensione d’inabilità al lavoro è necessario che sia riconosciuta un’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa.

Questa pensione è calcolata dall’Inps sulla base dei contributi versati, ma riconoscendo delle maggiorazioni sino al compimento del 60° anno di età, sino a un massimo di 40 anni di contributi.

È inoltre necessario possedere, anche in questo caso:

  • almeno 5 anni di contributi;
  • almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio.

La prestazione è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa e con l’iscrizione ad albi ed elenchi.

Pensione per inabilità alle mansioni e a proficuo lavoro

Le pensioni per inabilità alle mansioni e l’inabilità a proficuo lavoro sono delle prestazioni di previdenza riconosciute dall’Inps (ex Inpdap) ai dipendenti pubblici, in presenza:

  • dei requisiti contributivi (15 o 20 anni di anzianità di servizio, a seconda della gestione previdenziale e della specifica inabilità riconosciuta;
  • di una riduzione della capacità lavorativa: la riduzione è più limitata per l’inabilità alle mansioni (deve trattarsi di riduzione totale della capacità lavorativa con riguardo alle sole specifiche mansioni ricoperte) e più ampia nel secondo (il dipendente è impossibilitato a qualsiasi proficuo lavoro).

In ogni caso, l’inabilità non è estesa in modo assoluto, come nel caso dell’inabilità a qualsiasi attività lavorativa.

Inabilità per pensione Inail

Se il lavoratore, a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale, diventa inabile, cioè subisce una riduzione della capacità lavorativa, ha diritto a specifiche prestazioni da parte dell’Inail.

La pensione da parte dell’Inail è riconosciuta solo se l’inabilità riportata risulta permanente, ma in diversi casi sono riconosciute delle prestazioni anche quando risulta temporanea, cioè di durata limitata.

La pensione per inabilità permanente, poi, può essere riconosciuta sia nell’ipotesi in cui questa risulti assoluta (cioè quando il lavoratore perde completamente e per tutta la vita l’attitudine al lavoro), sia quando risulta parziale (la capacità lavorativa, pur diminuendo per tutta la vita, si perde soltanto in parte).

La pensione, o più precisamente la rendita per inabilità permanente, viene corrisposta se la capacità lavorativa è ridotta in misura superiore al 10% ed è rapportata al grado di inabilità; è riconosciuta a partire dalla cessazione dell’indennità di inabilità temporanea assoluta.

La rendita Inail per inabilità permanente non deve essere confusa con l’indennizzo per danno biologico: questa è una prestazione che può essere corrisposta dall’Inail in forma di rendita, ma è conseguente al danno alla persona nella sua totalità.

L’indennizzo, in particolare è liquidato in forma di rendita se il grado di invalidità è superiore dal 16% ed in capitale se fra il 6 ed il 15%.

L’Inail, comunque, non riconosce solo la rendita per inabilità e l’indennizzo, ma può erogare ulteriori prestazioni economiche, come la rendita unificata, l’assegno personale continuativo e la rendita di passaggio. Per saperne di più: Pensioni Inail



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