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Pagamenti tracciabili: quali sono

27 Giugno 2019
Pagamenti tracciabili: quali sono

Come mettersi al riparo dalle contestazioni dell’Agenzia delle Entrate: ecco gli strumenti di pagamento tracciabile, alternativi ai contanti.

Avrai certamente sentito parlare di pagamenti tracciabili, soprattutto in questi ultimi anni in cui l’evasione fiscale si sta combattendo tramite il contrasto all’uso dei contanti e l’utilizzo di sistemi elettronici per lo scambio di denaro. Saprai anche che, attualmente, è vietato trasferire una somma in contanti pari o superiore a 3mila euro e che, in tali casi, è obbligatorio utilizzare “strumenti tracciabili”. Ed allora, per non cadere nelle sanzioni (che possono arrivare anche a 50mila euro) ti sarai chiesto  quali sono i pagamenti tracciabili.

Come dice la parola stessa, è “tracciabile” tutto ciò che lascia tracce e che, quindi, consente di ripercorrere a ritroso il cammino fatto sino a un certo punto da un determinato oggetto. Nel caso di scambio di beni immobili, esistono dei registri pubblici che devono essere aggiornati a seguito di ogni trasferimento: per cui, è possibile tracciare i vari passaggi di proprietà e risalire all’identità di tutti coloro che sono stati titolari di un determinato terreno, una casa, un appartamento, ecc.

Anche i soldi, passando di mano da un soggetto a un altro, compiono un lungo percorso. Ma per essi – così come per tutti i beni mobili – non esistono registri su cui annotare lo spostamento di proprietà. La possibilità di sapere da chi una persona ha ricevuto una determinata somma è quindi rimessa unicamente al mezzo di trasmissione del denaro utilizzato dalle parti. Se è stata fatta una consegna materiale delle banconote – ossia a mani – parleremo di un trasferimento non tracciabile. Invece, i mezzi elettronici e gli assegni garantiscono la tracciabilità del pagamento.

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i pagamenti tracciabili.

Bonifico bancario o postale

Il bonifico bancario o postale è certamente il metodo più sicuro per trasferire una somma di denaro senza subire contestazioni da parte del fisco o delle autorità. Chi non ha nulla da nascondere, troverà in questo strumento un valido ausilio per risalire, anche a distanza di molti anni, all’identità di chi ha effettuato un pagamento in proprio favore e in che data ciò è avvenuto. Lo stesso dicasi per i pagamenti in uscita. Il bonifico bancario o postale è quindi un mezzo di pagamento tracciabile.

La lista dei movimenti sul c/c fornita dalla banca o dalle Poste è del resto considerata, dalla nostra legge, una valida prova in un eventuale processo poiché infatti munita di «data certa» e non può essere contestata. Essa è infatti certificata dai circuiti delle reti bancarie, difficilmente suscettibili di manomissione.

La contestazione potrebbe invece investire le ragioni del pagamento: difatti la causale eventualmente indicata dalle parti non può certo vincolare le autorità essendo un’autodichiarazione che potrebbe anche essere falsificata.

Richiedendo alla tua banca gli estratti conto con la lista dei movimenti in entrata e in uscita avrai a disposizione la prova certa in merito alle operazioni eseguite e alla provenienza di denaro. Ad esempio, se l’Agenzia delle Entrate dovesse contestarti l’acquisto di un’auto perché incompatibile con il tuo reddito (accertamento tramite redditometro), grazie all’estratto conto potresti dimostrare che hai pagato il relativo prezzo grazie a una donazione ricevuta da tuo padre tramite bonifico sul tuo conto (cosiddetta donazione indiretta).

Bonifico via internet o cellulare

Del tutto identico al bonifico tradizionale, quello fatto allo sportello, è il bonifico tramite home-banking, ossia via internet. Anche questo è un mezzo di pagamento tracciabile.

Lo stesso dicasi per i pagamenti tramite dispositivi portatili come gli smartphone (i cosiddetti m-payments). Questi ultimi restano collegati al conto corrente bancario o alla carta di credito e, pertanto, registrati.

Carte di credito

Il pagamento con carta di credito è molto simile al bonifico bancario perché, seppur avviene per il tramite di un soggetto intermediario – la banca che gestisce le carte – è pur sempre riconducibile a un rapporto di conto corrente su cui viene addebitata la spesa fatta con la carta. Questo addebito viene registrato sulla movimentazione del conto corrente, con l’indicazione della data, dell’importo e del soggetto beneficiario; in questo modo è possibile risalire all’operazione anche a distanza di molto tempo. La carta di credito è quindi uno strumento di pagamento tracciabile.

Il bancomat

Il bancomat è detto “carta di debito” perché viene usato come mezzo di pagamento con addebito diretto sul conto (senza l’intermediazione di una banca terza, come in caso di pagamento con carta di credito). Visto il funzionamento, molto simile ai due che abbiamo appena indicato, esso è un mezzo di pagamento tracciabile.

Carta prepagata

Anche la carta prepagata è un mezzo di pagamento tracciabile, anche se non collegata ad alcun conto corrente. Essa infatti consente di registrare sia il previo deposito della provvista in banca da parte del correntista, sia i successivi pagamenti effettuati utilizzando la carta stessa.

Assegno circolare

Se vuoi consegnare una grossa somma di denaro a una persona ma non vuoi circolare coi contanti in tasca, puoi depositarli in banca e farti rilasciare, in cambio, un assegno circolare, ossia un titolo già compilato con il nome del beneficiario e l’importo. La consegna di tale titolo consentirà al possessore di chiedere, in un momento successivo, il denaro contante in banca.

L’assegno circolare garantisce quindi l’esistenza del denaro a copertura dello stesso. Non è possibile un assegno circolare “scoperto”: senza infatti il previo deposito del denaro, l’assegno non viene emesso. Proprio per questo l’assegno circolare è già rilasciato con l’indicazione dell’importo (pari al denaro versato presso l’istituto di credito) e del nome del beneficiario.

Chi viene in possesso dell’assegno circolare è quindi sicuro del fatto che il titolo verrà certamente pagato.

Nel momento in cui depositi il denaro in banca e ti fai rilasciare l’assegno circolare, l’operazione viene registrata nei terminali della banca insieme al numero e alla matrice dell’assegno. Ragion per cui anche questo è un mezzo di pagamento tracciabile.

L’assegno bancario

L’assegno bancario invece fa parte del carnet di assegni che la banca consegna al proprio cliente nel momento in cui questi apre un conto corrente. Di volta in volta sarà il correntista a compilare l’assegno con la data di emissione e l’importo del pagamento. Egli dovrà però preoccuparsi che detto importo sia presente sul conto, altrimenti l’assegno sarà protestato.

L’assegno bancario è considerato un mezzo tracciabile solo se non è trasferibile (non deve cioè poter essere “girato” ad un altro soggetto in pagamento di un ulteriore debito).

Ad oggi è vietato emettere assegni bancari per cifre superiori a mille euro senza la clausola di non trasferibilità. Ma di fatto ormai tutti gli assegni, anche quelli bancari, per qualsiasi importo, non sono più trasferibili.

A che serve la tracciabilità dei pagamenti?

Grazie alla tracciabilità dei pagamenti è possibile ricostruire i passaggi di denaro tra le persone e contrastare tanto l’evasione fiscale quanto il riciclaggio del denaro sporco.

Immagina ad esempio di ricevere 2mila euro sul conto corrente e di non aver emesso fattura a fronte di tale pagamento. Proprio perché il mezzo di pagamento è tracciabile, l’Agenzia delle Entrate potrà ricostruire l’esistenza dell’accredito sul tuo c/c e applicarti le sanzioni. Leggi sul punto Controllo conti correnti bancari: come funziona.

Contanti: sono un mezzo di pagamento tracciabile?

Lo scambio di contanti è il mezzo di pagamento meno tracciabile che esista. Esso garantisce anche l’anonimato. È impossibile risalire a un pagamento in contanti a meno che le parti non abbiano lasciato traccia in documenti scritti come, ad esempio, una quietanza, una liberatoria, ecc. Immagina, ad esempio, di ricevere 5mila euro da un cliente senza rilasciargli fattura. L’Agenzia delle Entrate, un giorno, fa un’ispezione nel tuo negozio e acquisisce i documenti: da essi potrà rilevare l’operazione e sanzionarti sia per l’evasione fiscale che per la violazione della normativa sul riciclaggio (che vieta pagamenti in contanti per cifre pari o superiori a 3mila euro).

Eccezionalmente è possibile fare pagamenti in contanti anche per somme superiori a 3mila euro per il tramite di un istituto di credito. Ad esempio, se una persona deve consegnare 4mila euro può recarsi presso lo sportello di un istituto di credito che registrerà la consegna del denaro. In questo caso, l’operazione si considera tracciabile.


1 Commento

  1. mi capita spesso purtroppo di pagare gli onorari dei medici mediante assegno bancario non trasferibile. Vorrei sapere se tale forma di pagamento potrà consentirmi di ottenere le detrazioni fiscali previste per legge al momento della dichiarazione dei redditi.

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