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Vademecum per uno shopping natalizio “garantito”

4 Dicembre 2011
Vademecum per uno shopping natalizio “garantito”

Norme per tutelare il consumatore negli acquisti natalizi con garanzie, vendite promozionali, diritto di recesso, vendite a saldo.

È tempo di regali natalizi ed ecco qualche suggerimento per evitare di prendere “pacchi”.

Il Codice del Consumo [1] tutela l’acquirente con due strumenti: la garanzia di conformità e il diritto di recesso.

La prima copre eventuali difetti o malfunzionamenti dei beni mobili di consumo (es. elettrodomestici, abiti, ecc.) presenti al momento della consegna, per i primi 24 mesi dall’acquisto. Il venditore deve, infatti, garantire che il prodotto abbia tutte le caratteristiche promesse o indicate sull’etichetta o dallo spot pubblicitario e sia idoneo all’uso dichiarato.

Se il bene non ha tali requisiti l’acquirente deve denunciarne la non conformità, per iscritto, al venditore, entro 60 giorni dalla scoperta.

Se ci si accorge di un vizio entro i primi sei mesi dalla consegna del bene, il vizio si presume esistente al momento della consegna. Se invece si scopre un difetto dopo sei mesi dall’acquisto, è il consumatore che deve dimostrare di non aver manomesso o alterato il bene.

È il venditore a dover rispondere direttamente e personalmente nei confronti del cliente e delle sue lamentele.

Anche i prodotti acquistati in saldo o durante le vendite promozionali sono coperti dalla garanzia legale. Altrettanto dicasi per i beni usati (ma solo per i difetti non derivanti dall’uso normale e tenendo conto del tempo di utilizzo precedente), per i quali la garanzia potrà essere ridotta a un anno con accordo delle parti.

Nel caso dei contratti di vendita in cui sia compresa l’installazione, il venditore sarà responsabile anche dell’imperfetta installazione (anche da parte di terzi sotto la sua responsabilità) o, nel caso di installazione fai-da-te, qualora le istruzioni di montaggio siano carenti oppure ingannevoli.

Sono invece esclusi dalla garanzia, oltre a tutti i beni immobili (per es. i fabbricati), i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti dalle autorità giudiziarie (v. aste in tribunale), l’acqua e il gas quando non confezionati in un volume delimitato o in quantità determinata (es. in bottiglie o in bombole), nonché l’energia elettrica.

Vi sono inoltre delle eccezioni alla garanzia di conformità. Non si può invocare alcuna difformità del bene se, al momento dell’acquisto, il cliente era a conoscenza del difetto (per es. un elettrodomestico graffiato) o non poteva ignorarlo (per es. il difetto era evidente, ma non è stato constato) o se il guasto è stato causato da chi ha utilizzato l’oggetto (per es. una manomissione).

La garanzia legale è completamente gratuita e non può essere sostituita o derogata dalle garanzie convenzionali (cioè quelle convenute nel contratto con il venditore), siano esse gratuite o a pagamento (le cosiddette estensioni di garanzia).
Quanto ai rimedi, il consumatore può scegliere tra la riparazione o la sostituzione del bene. Qualora ciò sia inattuabile o difficilmente attuabile o non possa essere realizzato in tempi brevi, l’acquirente può domandare (bonariamente o attraverso una sentenza del tribunale) la risoluzione del contratto (restituzione dell’intero importo pagato, dietro riconsegna del bene ricevuto) o la riduzione del prezzo d’acquisto. Nessuna spesa extra dovrà essere addebitata al consumatore. La legge specifica che al venditore spettano i costi della spedizione, i materiali e la mano d’opera.

Occorre, pertanto, conservare le prove dell’acquisto (scontrino o fattura). In mancanza, può servire anche la ricevuta bancomat o il tagliando dell’assegno.

Infine, chi compra un prodotto fuori dal negozio (per es. su strada, a domicilio o in una fiera) o a distanza (per es. tramite internet) può recedere dall’acquisto, senza bisogno di addurre motivazioni, entro 10 giorni  dal ricevimento della merce: termine che una recente direttiva europea in materia dei diritti dei consumatori [2] intende estendere a 14 giorni.

 

 


note

[1] D.lgs. n.206/2005 che ha recepito la direttiva comunitaria  1999/44/CE.

[2] Direttiva 2011/83/UE.


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