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Quando fare denuncia all’Asl

28 Giugno 2019 | Autore:
Quando fare denuncia all’Asl

Azienda sanitaria: quali sono le sue competenze? Quando si può fare segnalazione all’Asl? Come si prepara una denuncia all’Asl? Si può fare in forma anonima?

Quando si parla di denuncia si pensa sempre ai carabinieri oppure alla polizia; in realtà, una denuncia potrebbe essere sporta anche presso altre autorità: tra queste rientra senz’altro l’azienda sanitaria locale presente sul territorio. Hai capito bene: l’asl non si occupa solamente di erogare cure mediche e servizi sanitari, ma anche di effettuare idonei accertamenti volti a prevenire o a contrastare la commissione di illeciti, a volte anche di natura penale. Quando fare denuncia all’Asl?

Non si può pensare di sporgere denuncia all’asl ogni volta che si vuole: questa azienda, infatti, ha delle competenze ben specifiche entro cui operare. Ad esempio, se hai assistito ad un furto oppure ad una violenza fisica non potrai certamente chiamare l’asl; al contrario, se in gioco c’è la salute pubblica oppure quella degli animali, allora sarà possibile fare denuncia all’asl. Vediamo i casi in cui è possibile segnalare un illecito (o sospetto tale) all’azienda sanitaria locale più vicina.

Asl: cos’è?

L’Asl (oppure Ausl, acronimo che sta per Azienda Unità sanitaria locale) è un ente pubblico il cui compito è quello di erogare servizi sanitari. Più nel dettaglio, l’azienda sanitaria locale si occupa di garantire le prestazioni tipiche del Servizio sanitario nazionale. Ma non solo. Ogni Asl è divisa internamente in unità operative che si occupano di specifici settori: pensa alle unità operative veterinarie, oppure all’ufficio igiene.

In sintesi, dunque, le Asl sono strutture dotate di strumenti e personale idonei a svolgere molteplici mansioni, tutte in qualche modo legate al mondo della sanità. Vediamo allora in quali casi è possibile fare denuncia all’Asl.

Denuncia all’Asl per scarse condizioni igieniche

È possibile denunciare all’asl territorialmente competente i casi di scarsa igiene, quando questa condizione possa rappresentare un pericolo per la salute pubblica. Ad esempio, è possibile fare denuncia all’Asl nei casi in cui, dall’appartamento del vicino, provengano cattivi odori o veri e propri miasmi, i quali si propagano anche nelle abitazioni vicine.

Pensa ancora alle case semi-abbandonate divenute ricovero per animali; agli alloggi in cui la sporcizia si è accumulata per anni; ai raccoglitori della nettezza urbana, se collocati pericolosamente troppo vicino alle abitazioni. In tutti questi casi e in quelli simili è possibile fare denuncia all’Asl affinché mandi personale idoneo ad effettuare un sopralluogo.

Fare denuncia all’Asl per l’igiene alimentare

È possibile sporgere denuncia all’Asl competente nel caso in cui le scarse condizioni igieniche riguardino il settore alimentare: pensa alla cucina di un ristorante, la quale non rispetta le norme igieniche imposte dalla legge; oppure ad una pizzeria che non garantisce la pulizia del proprio locale.

Nei casi in cui sia in gioco la salute e l’igiene alimentare, i veri esperti del settore sono i Nas (acronimo che sta per Nuclei Antisofisticazioni e Sanità), cioè il comando carabinieri per la tutela della salute. I Nas sono specializzati nella sicurezza alimentare e farmaceutica: pertanto, essi si occuperanno delle indagini esclusivamente in questo settore, nel caso di segnalazioni che riguardino la loro materia di competenza.

Una denuncia all’Asl nel caso di scarse condizioni igieniche, però, è sempre opportuna, anche nel caso in cui si tratti del settore alimentare: ed infatti, l’Asl potrà sempre contattare essa stessa i Nas, nel caso in cui siano necessarie indagini più approfondite.

Autorizzazioni sanitarie: cosa fa l’Asl?

L’Asl ha competenza non soltanto nel caso in cui vengano denunciate ipotesi di scarsa igiene, ma anche quando un nuovo locale si accinge ad aprire. Chiunque intende avviare un’attività artigianale ed industriale deve richiedere l’autorizzazione sanitaria, che viene rilasciata a seguito di sopralluogo dell’azienda sanitaria locale che abbia accertato la rispondenza alle norme legislative e regolamentari in materia applicabile, dei locali, dei sistemi di lavorazione e degli impianti, delle installazioni igienico sanitarie e dei mezzi di prevenzione da danni e molestie agli abitanti del vicinato.

Non solo: ogni variazione della ragione sociale, della sede di attività, dei sistemi di lavorazione, dei locali, dei mezzi e delle attrezzature, comporta la necessità del rilascio di nuova autorizzazione.

L’autorizzazione sanitaria è un provvedimento della pubblica amministrazione, rilasciato a richiesta degli interessati, che comporta il superamento di una verifica sulle condizioni igienico sanitarie di particolari tipi di attività commerciali: quelle che trattano le sostanze alimentari.

Ottenere l’autorizzazione sanitaria è necessario per tutti coloro che intendano iniziare un’attività commerciale in cui vengano trattati alimenti, sia che questi vengano preparati, manipolati, confezionati, consegnati (anche nel caso in cui siano preconfezionati) o immagazzinati.

Nell’ambito dell’autorizzazione sanitaria, l’Asl lavoro d’intesa con l’ufficio igiene del Comune territorialmente competente. Il dirigente dell’ufficio comunale preposto, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della domanda, rilascia l’autorizzazione dopo aver ottenuto parere favorevole da parte dell’azienda sanitaria locale, la quale deve effettuare adeguati accertamenti delle condizioni igienico – sanitarie dei locali e degli impianti.

È pertanto l’asl ad occuparsi della fase istruttoria tecnica, fornendo un parere tecnico di tipo sanitario il cui risultato (positivo o negativo) risulta essere di necessità vincolante per il Comune e per ottenere il rilascio dell’autorizzazione sanitaria. Se ne vuoi sapere di più su questo specifico argomento, ti invito a leggere l’articolo dal titolo Chi rilascia l’autorizzazione sanitaria?

Denuncia Asl veterinaria: quando farla?

L’Asl non si occupa solamente dell’igiene pubblica e della sanità, ma anche della lotta al randagismo e della tutela della salute degli animali. Più nel dettaglio, le unità operative veterinarie si occupano di:

  • prevenzione delle malattie degli animali, soprattutto se trasmissibili agli uomini;
  • tenuta dell’anagrafe animali (ad esempio, quella canina);
  • sorveglianza e gestione dei focolai di malattie infettive e conseguenti abbattimenti obbligatori (pensa ai capi di bovini infetti);
  • igiene urbana veterinaria;
  • vigilanza e controllo sulle strutture veterinarie;
  • rilascio di pareri tecnico-sanitari;
  • riconoscimento degli stabilimenti di alimenti di origine animale;
  • rilascio di attestazioni di idoneità al consumo degli animali macellati;
  • monitoraggio e campionamento dei suddetti alimenti;
  • emanazione di provvedimenti di sequestro ufficiale ed esecuzione dell’eventuale distruzione degli alimenti non idonei;
  • rilascio di certificazioni sanitarie sui prodotti destinati all’esportazione;
  • controlli degli stabilimenti di macellazione;
  • accertamenti di illeciti amministrativi.

Denuncia all’Asl: cosa fare se c’è reato?

Abbiamo visto come è possibile fare denuncia all’Asl ogni volta in cui vi sia pericolo per la salute pubblica, siano violate le norme igieniche oppure si tratti di igiene veterinaria. Cosa succede con la denuncia all’Asl? Se c’è reato, cominciano le indagini? Procediamo con ordine.

Una denuncia all’Asl non è l’equivalente di una denuncia alle forze dell’ordine oppure alla Procura della Repubblica: ciò significa che la segnalazione all’Azienda sanitaria locale non comporta automaticamente l’inizio di un procedimento penale.

Dopo aver sporto la denuncia, l’unità operativa competente dell’Asl compie un sopralluogo per verificare se quanto denunciato sia conforme al vero: ad esempio, se vengono segnalate le scarse condizioni igieniche di un locale, l’Asl provvederà ad inviare il proprio personale per le verifiche del caso.

L’Asl, se constata l’infrazione di qualche norma, cioè se accerta che sia commesso un illecito, provvede a segnalare il fatto alle altre autorità competenti. Ad esempio, se le cucine di un ristorante effettivamente violano le norme in materia di igiene, l’Asl contatterà il Comune affinché adotti i provvedimenti necessari, come ad esempio l’ordinanza che determina la chiusura del locale fino a che il livello delle condizioni igieniche non sarà ripristinato.

Se l’Asl dovesse accertare la sussistenza di qualche reato, allora ne farà prontamente denuncia alle autorità competenti, ad esempio ai Nas o ai carabinieri, di modo che si possa dare avvio alle indagini preliminari.

In sintesi, quindi, l’Asl lavora in collaborazione con l’autorità competente e, se dovesse ravvisare un reato, senza dubbio ne farà segnalazione alla Procura o alla polizia giudiziaria.

Denuncia all’Asl: come si fa?

La denuncia all’Asl deve essere fatta per iscritto, indicando in maniera dettagliata la vicenda che si intende segnalare ed, eventualmente, allegando la documentazione che comprova quanto affermato nella denuncia stessa.

Una denuncia anonima è una denuncia priva di valore: ciò significa che i dipendenti dell’azienda sanitaria potranno tranquillamente ignorarla senza incorrere in nessuna responsabilità di tipo omissivo. Pertanto, se vuoi che davvero l’Asl intervenga, dovrai sottoscrivere la denuncia ed indicare le tue generalità. Ovviamente, l’ente tratterà con riservatezza i tuoi dati.

La denuncia può essere presentata di persona presso la struttura sanitaria competente e, in particolare, presso l’ufficio che dovrà gestire la segnalazione (unità operativa veterinaria, ufficio igiene pubblica, ecc.), oppure inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

È possibile fare una denuncia orale all’Asl: tuttavia, in questo caso, non è detto che il responsabile cui ci si rivolge la riporterà per iscritto. In altre parole, a differenza di quanto avviene con la classica denuncia penale la quale, se sporta oralmente, viene comunque raccolta e posta per iscritto dall’ufficiale, per la denuncia all’Asl non c’è alcuna norma che imponga che la stessa venga trascritta. Di conseguenza, è sempre opportuno, quando ci si rivolge all’azienda sanitaria locale, fare denuncia scritta.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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