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Differenza disabile e portatore di handicap

28 Giugno 2019 | Autore:
Differenza disabile e portatore di handicap

Invalidità, disabilità e handicap: quali sono le differenze? Cos’è la riduzione della capacità lavorativa? Cosa dice la legge 104? Quali sono le agevolazioni?

La legge italiana, in ossequio a quanto stabilito dalla Costituzione, tutela le persone che, a causa della propria patologia, vivono in condizioni di disagio e non hanno le stesse opportunità lavorative di tutti gli altri. Per proteggere queste categorie di persone, la legge prevede una serie di istituti giuridici che aiutano i soggetti più svantaggiati a far fronte alle esigenze delle vita quotidiana e di quella lavorativa: pensa, ad esempio, agli aiuti economici (come l’assegno di invalidità e all’indennità di accompagnamento) oppure alle misura a sostegno dell’inclusione (l’iscrizione nelle categorie protette). Per la legge, però, non tutte le condizioni di svantaggio sono uguali: ad esempio, c’è differenza tra il disabile e il portatore di handicap?

Molte volte, in maniera piuttosto spiccia e generica, si è portati a confondere le nozioni e ad individuare tutte le persone affette da gravi patologie come invalidi oppure handicappati. In realtà non è così: la legge fa una specifica differenza tra invalidi, disabili e portatori di handicap. Vediamo qual è.

Invalido civile: chi è?

Cominciamo con la categoria dell’invalidità civile: secondo la legge, chi è l’invalido civile? Si considerano tali i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, compresi i ritardi mentali congeniti o acquisiti nella prima infanzia e le insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali, che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo.

Sono invalidi civili, altresì, i minori di diciotto anni e gli ultrasessantacinquenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età [1].

In sintesi, sono invalidi coloro che, a causa della propria patologia, fisica o psichica, non possono:

  • lavorare normalmente, in quanto hanno subito una riduzione della capacità lavorativa di almeno un terzo, se si tratta di invalidi in età da lavoro;
  • svolgere le attività tipiche della propria età, se sono minorenni oppure ultrasessantacinquenni (praticamente, non sono più in età da lavoro).

Disabili: chi sono?

Secondo la legge italiana, chi sono i disabili? Ebbene, devi sapere che la disabilità è intimamente connesso all’essere portatore di handicap: è nella Legge 104, infatti, che troviamo riportate le parole “disabilità” ed “handicap”, mentre nulla di tutto ciò c’è nella legge sull’invalidità civile.

La disabilità è una condizione connessa alla patologia: indica lo svantaggio personale che la persona disabile vive. La disabilità può presentarsi dalla nascita, ma può insorgere anche nel corso della vita: una menomazione fisica agli arti inferiori, ad esempio, comporta una disabilità nel camminare, mentre una menomazione psicologica comporta una disabilità relazionale.

In buona sostanza, perciò, per disabilità si intende la presenza di una menomazione fisica o psichica che indica lo svantaggio personale che la persona affetta da tale menomazione vive, non solo nel contesto lavorativo.

Chi è il portatore di handicap?

L’handicap è una conseguenza della disabilità: il disabile è handicappato perché costretto a patire uno svantaggio sociale derivante dalla difficoltà di inserirsi nella società. Secondo la legge [2], è persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

Invalidità, disabilità e handicap: quali sono le differenze?

Fornite le definizioni di invalidità, disabilità ed handicap, passiamo ad illustrare le differenze che ci sono tra queste tre condizioni solo apparentemente analoghe.

L’invalidità, per la legge, è uno status ricollegabile essenzialmente all’ambito lavorativo: come detto nel primo paragrafo, infatti, l’invalidità consiste nella riduzione (di almeno un terzo) della capacità lavorativa di una persona. L’invalidità è svincolata dal requisito lavorativo solamente nel caso in cui riguardi una persona minorenne o un ultrasessantacinquenne.

La disabilità e l’handicap, invece, riguardano la sfera sociale della persona affetta da patologia, pur rimanendo concetti differenti: mentre la disabilità individua la conseguenza dell’essere affetti da malattia o da menomazione, l’handicap indica lo svantaggio che si manifesta nel momento in cui la persona disabile si confronta con il mondo esterno.

Possiamo dire, dunque, che lo status di handicappato è di tipo relazionale, nel senso che si manifesta nel confronto con la realtà, laddove emergono difficoltà che altre persone non hanno: pensa al paraplegico che è costretto a girare in carrozzina e che non può scendere o salire dal marciapiede.

Le differenze tra invalido, disabile e handicappato sono anche di tipo economico: mentre l’invalidità dà diritto prestazioni economiche come la pensione di invalidità, l’assegno di inabilità e, nei casi più gravi, l’indennità di accompagnamento, la disabilità e l’handicap conferiscono il diritto a benefici di tipo diversi, tipo i permessi o il congedo straordinario.


note

[1] Art. 2, legge n. 118/1971.

[2] Art. 3, legge n. 104/1992.

Autore immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. La legge per tutti
    Sembra fatta appositamente per me!
    Non posso dare dettagli sarà mia cura
    inviare e-mail!

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