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Governo: approvata la norma salva-banche

27 Giugno 2019
Governo: approvata la norma salva-banche

Dl Crescita: il Senato approva con fiducia anche l’emendamento che regala un credito di imposta alle banche del Sud che si aggregano. Il riferimento è alla Banca Popolare di Bari che versava in brutte acque. 

Il Dl Crescita è legge. L’esecutivo capitanato da Conte, Salvini e Di Maio ha imposto la “fiducia” al Senato che ha così votato in buona parte a favore (158 voto favorevoli, 104 contrari e 15 astenuti). Numerose le novità (qui trovi l’elenco). A sorpresa, però, salta fuori la norma salva banche. Come dire: prima o poi tutti i governi ci cascano.

Oltre al finanziamento di 3 milioni per il 2019 per salvare Radio Radicale e al prestito Alitalia (in verità è stato cancellato termine concesso al 30 giugno per la restituzione dei 900 milioni concessi in passato alla compagnia aerea), il Dl Crescita contiene anche una norma «salva banche». Il riferimento contenuto nella normativa è a tutte le banche del Sud Italia, ma la diretta beneficiaria è innanzitutto la Banca Popolare di Bari.

In particolare, la nuova legge mira a favorire le aggregazioni bancarie nel Mezzogiorno. In che modo? Consentendo la trasformazione delle Dta (attività fiscali differite) in credito d’imposta per tutte le volte in cui avviene una aggregazione di  banche nelle regioni del Sud.

L’emendamento al Decreto Crescita è volto a favorire la fusione tra banche stanziate nel Mezzogiorno e sembra fatta apposta per la Popolare di Bari che, tra i numerosi istituti del Sud, si trova oggi in grosse difficoltà. La BPB ha, infatti, chiuso il 2018 con una perdita pari a circa 397 milioni di euro.

Naturalmente, non si tratta di una norma “ad personam” e, nel testo normativo ufficiale, non viene fatto il nome della Banca Popolare di Bari, ma è inevitabile l’applicazione a quest’ultima che, in questi ultimi tempi, ha esercitato forti pressioni sull’esecutivo per ottenere un sostegno. Sostegno che è arrivato con il credito di imposta. Tant’è che l’emendamento in questione è stato ribattezzato «norma salva Popolare di Bari».

La proposta di modifica approvata concede la possibilità di trasferire al soggetto derivante dall’aggregazione le attività fiscali differite dei singoli e trasformarle in credito di imposta, non superiore a 500 milioni, a fronte del pagamento di un canone annuo determinato applicando l’aliquota dell’1,5% alla differenza tra le Dta e le imposte versate.



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