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Prescrizione cartella esattoriale notificata e non pagata

13 Luglio 2019
Prescrizione cartella esattoriale notificata e non pagata

Cinque anni fa ho ricevuto una cartella per Iva e Irpef che non ho pagato. Da allora non ho ricevuto nulla. Ieri è arrivato il pignoramento del conto. È legittimo o la cartella è prescritta?

La cartella esattoriale è un titolo di natura amministrativa mediante il quale viene intimato al contribuente il pagamento dei tributi in essa indicati che non siano stati saldati nei termini previsti dalla legge. Se la cartella non viene impugnata davanti alla Commissione Tributaria competente nel termine indicato dalla legge (solitamente 60 giorni) diventa un titolo idoneo per poter iniziare una procedura esecutiva di recupero del credito fiscale, attraverso la notifica del pignoramento che, come nel Suo caso, è avvenuta presso la banca in cui lei possiede un conto corrente.

La giurisprudenza maggioritaria e consolidata ritiene che la cartella, non essendo un titolo formatosi a seguito di un giudizio, anche se non viene impugnata, non può passare in giudicato come una sentenza e quindi non si può applicare ad essa la prescrizione decennale prevista dall’art. 2953 c.c. ma si deve considerare, al fine di stabilire se è intervenuta la prescrizione, il termine previsto per ogni tributo del quale con la cartella viene chiesto il pagamento. (Cass. Sezioni Unite 23397/2016; Cass Civ. 930/2018).

Come sancito infatti anche dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione:
“Ciò premesso il principio, di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo, o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti – in ogni modo denominati – di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali, nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via” (Cass. n. 1997/2018).

Nel Suo caso quindi bisogna far riferimento al termine di prescrizione sia dell’Iva che dell’Irpef.

A tal proposito se è vero che nell’ordinamento delle norme tributarie manca una norma che indichi i termini di prescrizione per tali imposte è altrettanto vero che si può colmare questa lacuna facendo riferimento alla norma generale di cui all’art. 2948 n. 4 c.c. secondo cui si prescrivono in 5 anni: “gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”, proprio perché anche le imposte come iva ed irpef devono essere versate periodicamente ogni anno.

Come evidenziato da larga parte della giurisprudenza infatti “… l’imposta diretta, annualmente addebitata al contribuente, rientra perfettamente nel concetto di “obbligazione periodica” … : il debito di imposta infatti sorge annualmente, a seguito della dichiarazione che ogni soggetto passivo deve effettuare annualmente (art. l dpr. 29.9.197 3 n. 600) sia pure in presenza dei relativi presupposti … l’imposta diretta deve essere pagata “periodicamente” a seguito di una generale previsione legislativa, che stabilisce regole valide e efficaci per ogni anno futuro”. CTR Sicilia – Catania n. 496/2011 CTP Reggio Calabria 16-4- 2014 e da ultimo Cass. Civ n. 30362 del 23 novembre 2018.

L’interpretazione letterale della norma generale contenuta nell’art. 2948 n. 4 c.c. e quella sistematica delle norma specifiche sui termini di riscossione degli altri tributi (art. 25 e 26 DPR n. 602/1973 e art. 20 comma 3 dlgs 472/97) conducono infatti a ritenere che anche per l’iva e l’irpef il termine di prescrizione non può che essere cinque anni dalla notifica della cartella con la quale è stato richiesto il pagamento.

Salvo che non vi siano stati altri atti intermedi interruttivi della prescrizione, come ad esempio una intimazione di pagamento, nel suo caso, se sono trascorsi 5 anni ed un giorno dalla notifica della cartella, i tributi in essa indicati devono considerarsi prescritti.

Il consiglio che Le diamo è quello di proporre opposizione al pignoramento presso terzi a lei notificato eccependo l’intervenuta prescrizione e quindi la carenza in capo all’ente di riscossione del diritto a procedere al pignoramento nonché a riscuotere il credito fiscale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Gaetano Catalano


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