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Contratto di assicurazione: ultime sentenze

30 Luglio 2019
Contratto di assicurazione: ultime sentenze

In questo articolo, puoi trovare le ultime sentenze su: contratto di assicurazione; premio versato all’assicuratore in fondi d’investimento; corresponsione all’assicurato di una somma pari al valore delle quote del fondo mobiliare; polizza assicurativa sulla vita ovvero investimento in uno strumento finanziario; rifiuto del pagamento dell’indennizzo da parte dell’impresa di assicurazione; reticenza dell’assicurato in ordine al rischio; come provare per iscritto la stipula del contratto assicurativo.

Per dare prova del contratto di assicurazione non assume rilievo la produzione delle e-mail, ma rileva solo la polizza o un altro documento sottoscritto dall’assicuratore.

Liquidazione dell’assicurazione del veicolo utilizzato

Nel caso in cui venga posta in stato di liquidazione l’impresa che copre l’assicurazione del veicolo utilizzato, il danneggiato non può in sede procedura di risarcimento diretto agire nei confronti dell’impresa designata per conto del Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Cassazione civile sez. III, 31/05/2019, n.14910

Polizza: è prova tipica del contratto di assicurazione?

La polizza costituisce il documento probatorio tipico, anche se non esclusivo, del contratto di assicurazione ed il suo rilascio, che forma oggetto di uno specifico obbligo dell’assicuratore, presuppone logicamente e giuridicamente l’accettazione della proposta dell’assicurato. Pertanto i documenti di polizza integrano a tutti gli effetti una idonea prova scritta del contratto tra le parti, sicché si appalesa pienamente rispettato l’onere della forma scritta ad probationem ex art. 1888 c.c.

Tribunale Milano sez. VI, 30/05/2019, n.5147

Patto di gestione della lite e garanzia di tutela legale: differenza

Occorre distinguere il patto di gestione della lite dalla cd “garanzia di tutela legale”. Il patto di gestione della lite è un negozio atipico ed accessorio al contratto di assicurazione, in base al quale l’assicuratore, a fronte di un evento che coinvolge la responsabilità civile dell’assicurato nei confronti di terzi, assume, fino a quando ne abbia interesse, la gestione diretta della vertenza di danno, arrogando a sé, tutti i diritti e le azioni spettanti all’assicurato, tra cui quello di nominare legali o tecnici esperti.

In tale ambito l’assicuratore agisce come un mandatario senza rappresentanza nell’interesse di entrambe le parti contraenti: ivi infatti, l’assicuratore, nel tutelare l’assicurato, tutela anche se stesso, riservandosi la facoltà di sostenere i costi del contenzioso che egli abbia deciso di seguire in via diretta. Istituto diverso è invece quello regolato dall’art. 173 del codice delle assicurazioni private (cd assicurazione di tutela legale).

Tale norma stabilisce che “l’assicurazione di tutela legale è il contratto con il quale l’impresa di assicurazione, verso il pagamento di un premio, si obbliga a prendere a carico le spese legali peritali o a fornire prestazioni di altra natura, occorrenti all’assicurato per la difesa dei suoi interessi in sede giudiziale, in ogni tipo di procedimento, o in sede extragiudiziale, soprattutto allo scopo di conseguire il risarcimento dei danni subiti o per difendersi contro una domanda di risarcimento avanzata nei suoi confronti, purché non proposta dall’impresa che presta la copertura assicurativa di tutela legale. Il successivo art. 174 prevede espressamente che l’assicurato abbia la facoltà di scelta del professionista, purché quest’ultimo sia abilitato secondo la normativa applicabile.

Ciò significa, quindi, che nei casi in cui sia stata prevista la cd. tutela legale, è preclusa all’assicuratore la possibilità di sindacare detta scelta dell’assicurato, se non eccependo la carenza del titolo abilitativo in capo al professionista designato.

Tribunale Piacenza, 29/05/2019, n.327

Prova del contratto di assicurazione

Il contratto di assicurazione può essere concluso anche in forma orale ma, a norma dell’art. 1888 c.c., lo stesso, in caso di contestazione proveniente da una delle parti, deve essere necessariamente provato per iscritto mediante la produzione della polizza o di altro documento sottoscritto dall’assicuratore. La polizza, in particolare, integra un’idonea prova del contratto anche quando risulti sottoscritta dal solo assicuratore in quanto documenta in modo diretto l’accettazione di quest’ultimo ed in modo indiretto la proposta ricevuta.

L’esigenza di provare per iscritto la stipula del contratto assicurativo non può, invece, ritenersi soddisfatta dalla produzione delle tradizionali e-mail, in quanto esse, risultando prive di firma elettronica certificata, non hanno l’efficacia probatoria propria delle scritture private e non possono documentare in via diretta la stipula del contratto risultando liberamente valutabili dal giudice.

(Nel caso concreto, peraltro, anche sotto il profilo contenutistico si potrebbe giungere, per via indiretta e solo attraverso una serie di considerazioni di ordine logico ed indiziario, ad attribuire alla e-mail il valore di un’accettazione della proposta contrattuale per fatti concludenti ma, in tal modo, si violerebbe l’art. 1888 e c.c. ammettendo una prova presuntiva della stipula del contratto assicurativo.)

L’obbligatorietà di una prova scritta si traduce, peraltro, nel divieto di prova testimoniale e di prova per presunzioni della stipula del contratto di assicurazione ai sensi degli artt. 2725 e 2729 c.c.

Tribunale Napoli sez. XI, 20/05/2019, n.5145

Surroga nell’assicurazione

In materia di surroga nel contratto di assicurazione contro i danni la sentenza penale irrevocabile di condanna ai sensi dell’art. 651 c.p.p. ha efficacia di giudicato nel processo civile di risarcimento del danno quanto all’accertamento della sussistenza del fatto e della sua illiceità penale ed all’affermazione che l’imputato lo ha commesso.

Tribunale Bergamo sez. IV, 26/04/2019, n.979

Oggetto del contratto e rischio dell’assicuratore

Nel contratto di assicurazione sono da considerare clausole limitative della responsabilità, agli effetti dell’art. 1341 c.c. (con conseguente necessità di specifica approvazione preventiva per iscritto), solo quelle che limitano le conseguenze della colpa o dell’inadempimento o che escludono il rischio garantito; non sono, invece, assoggettate al regime previsto dalla suddetta norma le clausole che riguardano il contenuto ed i limiti della garanzia assicurativa e, pertanto, specificano il rischio garantito.

Tribunale Milano sez. VI, 01/04/2019, n.3198

Sinistro stradale e assicurazione

In materia di assicurazione per la r.c. auto, colui il quale si limiti a sottoscrivere il contratto di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di un dato veicolo ed a pagare il relativo premio, ma non sia proprietario del mezzo, avrà stipulato un’assicurazione per conto altrui se non prevede di condurre il mezzo assicurato, ed un’assicurazione per conto di chi spetta se preveda di guidarlo alternandosi con altri conducenti. Nell’uno come nell’altro caso, se al momento del sinistro il veicolo era condotto da persona diversa dal contraente, questi non va incontro ad alcuna responsabilità civile nei confronti del terzo danneggiato e, non essendo responsabile, non può nemmeno assumere la qualità di “assicurato” ai sensi dell’art. 1904 c.c., ne’ pertanto trovarsi esposto all’eventuale regresso dell’assicuratore.

Tribunale Parma sez. I, 13/03/2019, n.431

Assicurazione sulla vita

In tema di contratto di assicurazione sulla vita stipulato prima dell’entrata in vigore della l. n. 262 del 2005 e del d.lgs. n. 303 del 2006, nel caso in cui sia stabilito che le somme corrisposte dall’assicurato a titolo di premio vengano versate in fondi di investimento interni o esterni all’assicuratore e che, alla scadenza del contratto o al verificarsi dell’evento in esso dedotto, l’assicuratore sarà tenuto a corrispondere all’assicurato una somma pari al valore delle quote del fondo mobiliare in quel momento (polizze denominate “unit linked”), il giudice di merito, al fine di stabilire se l’impresa emittente, l’intermediario e il promotore abbiano violato le regole di leale comportamento previste dalla specifica normativa e dall’art. 1337 c.c., deve interpretare il contratto, e tale interpretazione non è censurabile in sede di legittimità se congruamente e logicamente motivata, al fine di stabilire se esso, al di là del “nomen iuris” attribuitogli, sia da identificare come polizza assicurativa sulla vita (in cui il rischio avente ad oggetto un evento dell’esistenza dell’assicurato è assunto dall’assicuratore) oppure si concreti nell’investimento in uno strumento finanziario (in cui il rischio di “performance” sia per intero addossato all’assicurato).

Cassazione civile sez. III, 05/03/2019, n.6319

Premio dovuto dall’assicurato all’assicuratore

Il premio dovuto dall’assicurato all’assicuratore (art. 1882 c.c.) è la somma intascata dal secondo, e diretta, insieme a quelle versate dagli altri assicurati, a coprire il rischio proprio della causa negoziale.

Ne consegue che esso non può comprendere somme che l’assicuratore è obbligato a versare ad altri soggetti, tra le quali i contributi dovuti ad enti pubblici. Integra, pertanto, errore di diritto, l’aver incluso nella nozione giuridica di detto premio somme di danaro, quali i contributi obbligatori dovuti al Servizio sanitario nazionale ed al Fondo di garanzia per le vittime della strada, non costituenti corrispettivo del contratto di assicurazione e per di più destinate a soggetti diversi dall’assicuratore.

Corte appello Potenza, 20/02/2019, n.83

Condizioni per l’annullamento del contratto di assicurazione

In tema di contratto di assicurazione, l’inesattezza o la reticenza dell’assicurato in sede di rappresentazione del rischio sono causa di annullamento ovvero mancato pagamento dell’indennizzo, ai sensi dell’art. 1892 c.c. quando sia accertata la presenza di tre condizioni cumulative: 1) che la rappresentazione del rischio da parte dell’assicurato sia inesatta o reticente; 2) che la reticenza sia stata determinante nella formazione del consenso dell’assicuratore a stipulare il contratto; 3) che l’assicurato abbia reso la dichiarazione con dolo o colpa grave.

Tribunale Bari sez. III, 05/02/2019, n.487

Mancata dichiarazione precedenti sinistri

È legittimo l’operato dell’impresa di assicurazioni che, venuta a conoscenza, dopo la denuncia del sinistro, di precedenti sinistri occorsi all’assicurato e dal medesimo non dichiarati all’atto della stipula del contratto di assicurativo, nonostante espressamente richiesti, rifiuti il pagamento dell’indennizzo dichiarando di voler annullare il contratto di assicurazione ai sensi e per gli effetti dell’art. 1892 c.c..

Le dichiarazioni dell’assicurato, secondo quanto emerge dall’esame congiunto degli artt. 1892 e 1893 c.c., hanno, invero, la specifica finalità di porre l’assicuratore a conoscenza, prima della conclusione del contratto, di tutte le circostanze che possano influire sulla determinazione concreta del rischio assicurato e che difficilmente l’assicuratore medesimo può desumere aliunde, di talché le stesse assumono valore essenziale in quanto la corrispondenza tra rischio reale e rischio rappresentato dal contraente costituisce presupposto per la validità del contratto, stabilito a tutela e nell’interesse dell’assicuratore.

Tribunale Ascoli Piceno sez. I, 28/01/2019, n.42



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