L’esperto | Articoli

Lesione legittima: ultime sentenze

24 Febbraio 2022
Lesione legittima: ultime sentenze

Azione di riduzione; pericolo di rivendica; bene immobile proveniente da donazione; erede beneficiario della disposizione lesiva; qualità di erede.

Per l’accoglimento o meno della domanda di riduzione per la lesione della quota di legittima occorre prendere in considerazione l’intero patrimonio del de cuius.

Azione di riduzione: inammissibilità

In materia di successione testamentaria, l’azione di riduzione riconosciuta al legittimario che ritenga di essere stato leso dalle disposizioni testamentarie si fonda sui seguenti presupposti: la dimostrazione della qualità di legittimario e la dimostrazione della lesività della disposizione testamentaria o della donazione. Il legittimario che agisca in riduzione deve indicare entro quali limiti sia stata lesa la sua quota di riserva, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria, nonché quello della quota di legittima violata, dovendo, a tal fine, allegare e provare, anche ricorrendo a presunzioni semplici, purché gravi precise e concordanti, tutti gli elementi occorrenti per stabilire se, ed in quale misura, sia avvenuta la lesione della riserva.

Tribunale Bari sez. I, 03/01/2022, n.35

Possibilità di eliminare la lesione attraverso la collazione

In caso di lesione della quota di legittima, il legittimario, pur potendo eliminare la lesione attraverso la sola collazione, può altresì esercitare contestualmente l’azione di riduzione verso il coerede donatario, atteso che soltanto l’accoglimento di tale domanda può assicurargli l’assegnazione dei beni in natura, sia attraverso il subentro nella comunione ereditaria quando la disposizione testamentaria lesiva non riguardi singoli beni, sia attraverso il subentro nella comunione di singoli beni, come dimostrato dall’art. 560 c.c., che, nel disciplinarne lo scioglimento, prevede, in via preferenziale, la separazione della parte di bene necessaria per soddisfare il legittimario e, in caso di impossibilità della separazione in natura e dunque di non comoda divisibilità del bene, l’applicazione dei criteri preferenziali specificamente individuati dal comma 2, in deroga a quelli di carattere generale di cui all’art.720 c.c..

Cassazione civile sez. II, 10/12/2021, n.39368

Limiti dell’azione del legittimario

L’azione di riduzione non dà luogo a litisconsorzio necessario, né dal lato attivo né dal lato passivo, e può, quindi, essere esercitata nei confronti di uno solo degli obbligati alla integrazione della quota spettante al legittimario; tuttavia, qualora quest’ultimo non abbia attaccato tutte le disposizioni testamentarie lesive, non potrà recuperare, a scapito dei convenuti, la quota di lesione a carico del beneficiario che egli non abbia voluto o potuto convenire in riduzione, e potrà pretendere dai donatari solo l’eventuale differenza tra la legittima, calcolata sul “relictum” e il “donatum”, e il valore dei beni relitti – giacché la loro sufficienza libera i donatari da qualsiasi pretesa – né potrà recuperare a scapito di un donatario anteriore quanto potrebbe pretendere dal donatario posteriore, giacché se la donazione posteriore è capiente le anteriori non sono riducibili, ancorché la prima non sia stata attaccata in concreto dall’azione.

Cassazione civile sez. VI, 05/11/2021, n.32197

Azione di riduzione per lesione della legittima

Il legittimario che propone l’azione di riduzione ha l’onere di indicare entro quali limiti è stata lesa la sua quota di riserva, determinando con esattezza il valore della massa ereditaria nonché il valore della quota di legittima violata dal testatore.

Tribunale Frosinone sez. I, 14/09/2021, n.865

Azione di riduzione ereditaria: obblighi dell’attore

L’azione di riduzione ha carattere personale, essendo finalizzata a rendere inefficaci nei confronti dell’attore le disposizioni ereditarie e di donazione che abbiano comportato una lesione della quota di legittima. Il legittimario che propone l’azione, però, è tenuto a determinare con esattezza il valore della massa ereditaria e la lesione della quota di riserva al fine di consentire al giudice di procedere alla reintegrazione.

Tribunale Nocera Inferiore sez. I, 16/07/2021, n.996

Sentenza di accoglimento della domanda di riduzione di legittima

La sentenza di accoglimento della domanda di riduzione della quota di legittima racchiude due statuizioni, l’una, sempre uguale, consistente nell’accertamento della lesione della predetta quota e nella risoluzione, con effetto costitutivo limitato alle parti, delle disposizioni negoziali lesive, l’altra, avente contenuto di condanna, che si pone con la statuizione costitutiva in rapporto variabile, a seconda che la reintegra richieda la previa divisione di beni ereditari, con conseguente condanna di uno dei condividenti al pagamento del conguaglio, oppure unicamente il versamento da parte del donatario del controvalore della quota, ai sensi dell’art.560 c.c; pertanto, solo nel secondo caso, integrandosi un rapporto di “dipendenza” tra capo costitutivo e capo condannatorio, quest’ultimo è immediatamente eseguibile, ex art. 282 c.p.c., indipendentemente dal passaggio in giudicato del primo, mentre, nel primo caso, venendo in considerazione un rapporto di “corrispettività” tra i due capi della sentenza, l’esecuzione di quello di condanna ne presuppone il passaggio in giudicato.

Cassazione civile sez. III, 13/05/2021, n.12872

Azione di riduzione: effetti

L’azione di riduzione, disciplinata dagli artt. 553 ss. c.c., è un’azione personale di accertamento costitutivo della lesione della quota di legittima, il cui positivo esperimento comporta la dichiarazione di inefficacia relativa e sopravvenuta degli atti lesivi.

Tribunale Nuoro sez. I, 29/04/2021, n.200

Azione di riduzione: natura e fasi

L’azione di riduzione è un’azione di accertamento, che presuppone, appunto, l’accertamento della lesione della legittima, nonché la sussistenza delle altre condizioni previste dalla legge. Tale azione ha inoltre natura costitutiva, perché essa modifica il regolamento successorio, previa dichiarazione di inefficacia ‘relativa’ della disposizione lesiva, determinando l’apertura della successione necessaria nella quota nella quota di riserva. Il procedimento di calcolo è descritto analiticamente nell’art. 556 c.c. e si articola in tre fasi: prima occorre calcolare il valore dei beni relitti secondo il valore che essi hanno alla data di apertura della successione; poi alla massa ereditaria accertata devono sottrarsi i debiti facenti capo al de cuius alla data della sua morte; si deve quindi procedere alla c.d. ‘riunione fittizia’ che tiene conto del valore di tutti i beni donati in vita dal de cuius. Infine sull’asse così formato si determina la quota di cui il defunto poteva liberamente disporre.

Tribunale Patti sez. I, 02/04/2021, n.272

Successione mortis causa e azione di riduzione: funzione

In tema di successione mortis causa, e l’azione di riduzione è il mezzo specifico concesso al legittimario per far dichiarare nei suoi confronti l’inefficacia delle disposizioni testamentarie e delle donazioni che hanno leso i suoi intangibili diritti alla quota di legittima. La funzione di tale azione, in senso stretto, si esaurisce nel rendere inefficaci nei confronti del legittimario attore le disposizioni testamentarie e le donazioni lesive dei suoi diritti di legittima. Essa viene qualificata come azione di accertamento costitutivo perché accerta l’esistenza della lesione di legittima e delle altre condizioni dell’azione e dall’accertamento consegue automaticamente la modificazione giuridica del contenuto del diritto del legittimario.

Tribunale Vibo Valentia sez. I, 02/04/2021, n.266

Azione di riduzione e ricostruzione della massa ereditaria

In tema di azione di riduzione, il legittimario che assume essere stato leso dalle disposizioni testamentarie deve offrire al giudice un quadro soddisfacente della situazione patrimoniale del de cuius, precisando entro quali limiti sia stata lesa la sua quota di riserva, indicando gli elementi patrimoniali che costituiscono la massa ereditaria nonché, di conseguenza, il valore della quota di legittima violata, senza che sia necessaria l’indicazione in termini numerici del valore dei beni interessati dalla riunione fittizia e della conseguente lesione.

Tribunale Torino sez. II, 30/03/2021, n.1530

Lesione di legittima e reintegra del diritto alla legittima

In tema di successioni, qualora il legittimario abbia subito una lesione della quota ad esso riservata, a causa di un’attribuzione testamentaria o donativa, può chiederne la riduzione ai fini della reintegra del suo diritto alla legittima, a norma degli artt. 553 ss. c.c.

Tribunale Pavia sez. III, 21/01/2021, n.75

Azione di riduzione: contenuto

L’azione di riduzione è finalizzata alla verifica, attraverso la determinazione della quota di legittima e della quota disponibile, dell’eventuale lesione della quota riservata ai legittimari, per stabilire la misura della riduzione delle disposizioni lesive. Si tratta di una azione personale di accertamento costitutivo della lesione di legittima e di inefficacia relativa dell’atto lesivo, la cui efficacia viene meno unicamente nei confronti del legittimario che abbia esperito vittoriosamente l’azione medesima: in sostanza, la disposizione lesiva non è affetta da vizi di invalidità, originari e/o sopravvenuti, ma viene resa sostanzialmente inoperante nei confronti del solo legittimario vittorioso, sì che rispetto allo stesso quei beni si considerano come mai usciti dal patrimonio del de cuius ed il legittimario acquista la quota di legittima sin dal momento dell’apertura della successione (c.d. retroattività reale dell’inefficacia dell’atto lesivo).

Dall’accertamento della lesione della legittima consegue, in presenza degli ulteriori presupposti dell’azione, la modificazione giuridica del contenuto del diritto del legittimario, vale a dire l’integrazione della quota a lui riservata.

Tribunale Marsala sez. I, 13/01/2021, n.15

Condizioni dell’azione di riduzione

L’azione di riduzione (art. 557 c.c.) si distingue dalle azioni dirette ad impugnare il testamento o le donazioni per vizi di volontà o di forma e si configura propriamente come un’azione a carattere costitutivo, con la quale il legittimario, leso nel suo diritto di legittima dalle disposizioni testamentarie o dagli atti di donazione posti in essere dal de cuius, può ottenere la pronuncia di inefficacia, nei suoi confronti, delle disposizioni del defunto lesive della sua quota di riserva.

L’azione di riduzione, quindi, ha come causa petendi la qualità di erede necessario e l’avvenuta lesione della quota di legittima per effetto delle disposizioni testamentarie ovvero degli atti di liberalità posti in essere in vita dal de cuius, e come petitum la diminuzione quantitativa od anche la totale eliminazione delle attribuzioni patrimoniali compiute in favore degli eredi, o dei terzi, mirando a far dichiarare inefficaci nei confronti del legittimario che agisce in giudizio le disposizioni testamentarie o le donazioni nella misura necessaria per reintegrare la quota di riserva e ciò con effetto retroattivo al momento dell’apertura della successione.

Tribunale Teramo, 16/11/2020, n.910

Calcolo della lesione della legittima

In tema di successione necessaria, per accertare la lesione della quota di riserva va determinato il valore della massa ereditaria, quello della quota disponibile e della quota di legittima. A tal fine, occorre procedere alla formazione del compendio dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell’apertura della successione; quindi, alla detrazione dal “relictum” dei debiti, da valutare con riferimento alla stessa data; e, ancora, alla riunione fittizia, cioè meramente contabile, tra attivo netto e “donatum”, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare, in relazione ai beni immobili ed ai beni mobili, secondo il loro valore al momento dell’apertura della successione (artt. 747 e 750 cod. civ.) e, con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 cod. civ.).

Tribunale Bolzano sez. I, 10/09/2020, n.696

Lesione della legittima

Il legittimario che allega la lesione della legittima deve definirne il valore e a tal fine occorre individuare il patrimonio relitto specificando e dimostrando che non vi sono altri beni oltre quelli che formano oggetto dell’azione; individuare le disposizioni lesive da riunire fittiziamente al patrimonio relitto (art. 556 c.c.); precisare le donazioni e i legati ricevuti e per cui non vi sia stata dispensa (art. 564, comma 2, c.c.).

Tribunale Savona, 25/02/2019, n.171

Azione di riduzione e domanda di divisione

L’erede che agisca per la nullità del contratto di compravendita stipulato dal de cuius perché dissimulante una donazione e per la ricostruzione del patrimonio ereditario e la conseguente divisione dello stesso, senza anche far valere, rispetto alla donazione impugnata, la lesione del suo diritto di legittimario, non propone, nemmeno per implicito, una domanda di riduzione della donazione per lesione di legittima in particolare l’azione di divisione e quella di riduzione sono nettamente distinte e autonome, atteso che la seconda tende, indipendentemente dalla divisione dell’asse ereditario, al soddisfacimento dei diritti dei legittimari nei limiti in cui siano lesi dalle disposizioni testamentarie, con la conseguenza che non può ritenersi implicitamente proposta con la domanda di divisione, la quale presuppone il già avvenuto recupero alla comunione ereditaria dei beni che a essa siano stati eventualmente sottratti dal testatore con un atto che abbia violato la riserva per legge in favore dei legittimari.

Cassazione civile sez. II, 07/01/2019, n.125

Successione: giudizio di riduzione o divisione

Nel giudizio di riduzione per lesione della legittima, come anche in quello di divisione, è esclusa la possibilità di allegare ovvero provare, per la prima volta in appello, l’esistenza di altri beni idonei ad incidere sulla determinazione del “relictum” e, conseguentemente, dell’effettiva entità della lesione, dovendo il potere di specificazione della domanda manifestarsi nel rispetto delle preclusioni previste dal codice di rito.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha chiarito che, in appello, le richieste di ricostruzione del “relictum” e del “donatum” mediante l’inserimento di beni e liberalità o l’indicazione di pesi o debiti del “de cuius” sono ammissibili nei limiti consentiti dagli elementi tempestivamente acquisiti con l’osservanza delle summenzionate preclusioni, trattandosi di operazioni alle quali il giudice è tenuto d’ufficio).

Cassazione civile sez. II, 06/11/2018, n.28272

Azione di riduzione: come integrare la quota di riserva lesa?

La disposizione di cui all’art. 560 comma 1 cod. civ. disciplina l’ipotesi in cui la riduzione abbia ad oggetto legati e donazioni, ossia i casi in cui il valore del bene donato o legato eccede il valore della disponibile: in tale ipotesi la restituzione che consegue alla riduzione ha funzione divisoria, comportando lo scioglimento della comunione sul bene legato o donato, sorta fra il legittimario o il legatario o donatario per effetto dell’esperimento vittorioso dell’azione di riduzione.

Questa norma non si applica, invece, all’ipotesi in cui la riduzione riguardi una disposizione testamentaria a titolo universale, perché in tal caso lo stato di comunione ereditaria che si crea, a seguito del vittorioso esperimento dell’azione di riduzione, fra l’erede beneficiario della disposizione lesiva ed il legittimario completamente pretermesso dal testatore o che si accresce quando la lesione della legittima è parziale e non totale – in quanto i legittimari lesi sono stati chiamati all’eredità per testamento in una quota tale da non garantire loro il conseguimento della legittima ed ottengono, con la riduzione, la devoluzione di una ulteriore quota di eredità che, sommata a quella nella quale essi sono già chiamati, permette loro di conseguire per intero la riserva – può sciogliersi solo attraverso l’esperimento dell’azione di divisione ereditaria sull’intero patrimonio della persona defunta.

Corte appello Venezia sez. II, 31/10/2018, n.2962

Azione di riduzione: presupposti

L’azione di riduzione ha come causa petendi, la qualità di erede necessario e l’avvenuta lesione della quota di legittima per effetto delle disposizioni testamentarie ovvero degli atti di liberalità posti in essere in vita dal de cuius, e come petitum la diminuzione quantitativa od anche la totale eliminazione delle attribuzioni patrimoniali compiute in favore degli eredi, o dei terzi, mirando a far dichiarare inefficaci nei confronti del legittimario che agisce in giudizio, le disposizioni testamentarie o le donazioni nella misura necessaria per reintegrare la quota di riserva e ciò con effetto retroattivo al momento dell’apertura della successione.

Si tratta, pertanto, di un’azione di accertamento costitutivo, in quanto diretta ad accertare l’esistenza della lesione di legittima e la sussistenza delle altre condizioni dell’azione, conseguendo automaticamente da tale accertamento la modificazione giuridica del contenuto del diritto del legittimario, ossia l’integrazione della quota a lui riservata.

Tribunale Viterbo, 10/10/2018, n.1352

Conseguenze dell’accertamento della simulazione 

L’erede legittimario che agisca per l’accertamento della simulazione di una vendita compiuta dal “de cuius”, siccome dissimulante una donazione affetta da nullità per difetto di forma, assume, rispetto ai contraenti, la qualità di terzo – con conseguente ammissibilità della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni – quando abbia proposto la domanda sulla premessa dell’avvenuta lesione della propria quota di legittima.

In tale situazione, infatti, detta lesione assurge a “causa petendi” accanto al fatto della simulazione ed il legittimario, benché successore del defunto, non può, pertanto, essere assoggettato ai vincoli probatori previsti per le parti dall’art. 1417 c.c., non rilevando la circostanza che egli, quale erede legittimo, benefici non solo dell’effetto di reintegrazione della summenzionata quota, ma pure del recupero del bene al patrimonio ereditario per intero, poiché il regime probatorio non può subire differenziazioni a seconda del risultato finale cui conduca l’accoglimento della domanda.

Cassazione civile sez. II, 13/06/2018, n.15510

Obbligo di collazione: sorge automaticamente?

L’obbligo della collazione sorge automaticamente e i beni donati in vita dal “de cuius” devono essere conferiti indipendentemente da una espressa richiesta, essendo sufficiente, a tal fine, la proposizione della domanda di accertamento della lesione della quota di legittima e di riduzione e la menzione in essa dell’esistenza di determinati beni facenti parte dell’asse ereditario da ricostruire.

Cassazione civile sez. II, 06/04/2018, n.8510

L’azione di riduzione del legittimario dopo la pretermissione del padre

L’azione di riduzione intrapresa da un legittimario a seguito della pretermissione del padre, in qualità di terzo e non in veste di erede o coerede, deve essere qualificata come azione di accertamento, in quanto l’attore ha interesse all’accertamento del suo diritto di legittima per affermare la sua legittimazione ad agire successivamente in qualità di erede.

Nel caso di specie, avente a oggetto l’azione esperita da un uomo nei confronti del fratello istituito erede universale per effetto del testamento del padre, una volta provata la lesione della quota di legittima, il Tribunale ha ridotto nella parte di un terzo eccedente la disponibile, a sua volta pari a un terzo del compendio ereditario, riconoscendo al legittimario il diritto a una quota di riserva pari a un terzo dell’asse, ai sensi dell’articolo 537 comma 2 del codice civile.

Tribunale Trieste, 03/03/2018, n.161

Scioglimento della comunione ereditaria

In considerazione dell’autonomia e della diversità dell’azione di divisione ereditaria rispetto a quella di riduzione, il giudicato sullo scioglimento della comunione ereditaria in seguito all’apertura della successione legittima non comporta un giudicato implicito sulla insussistenza della lesione della quota di legittima, sicché ciascun coerede condividente, pur dopo la sentenza di divisione divenuta definitiva, può esperire l’azione di riduzione della donazione compiuta in vita dal “de cuius” in favore di altro coerede dispensato dalla collazione, chiedendo la reintegrazione della quota di riserva e le conseguenti restituzioni.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2018, n.536

Patrimonio del de cuius

In tema di azione di riduzione, non è dato poter discutere di lesione della quota di legittimain assenza di un’indagine estesa all’intero patrimonio del “de cuius” giacché, quand’anche tale lesione fosse sussistente, alla stessa ben potrebbe porsi rimedio con una diversa distribuzione del patrimonio relitto, sia di natura immobiliare che mobiliare, come previsto dall’art. 553 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva rigettato una domanda di riduzione, cui era sottesa la lesione della quota di riserva calcolata con riferimento al solo patrimonio mobiliare del “de cuius” e non anche a quello immobiliare).

Cassazione civile sez. VI, 25/09/2017, n.22325



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube