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Addebito separazione violenza: ultime sentenze

14 Luglio 2022
Addebito separazione violenza: ultime sentenze

Separazione personale dei coniugi e addebito; intollerabilità della convivenza; azioni violente e lesive dell’incolumità fisica dell’altro coniuge; unico episodio di violenza fisica.

Quali tutele in caso di violenza consumata all’interno delle mura domestiche? Anche un solo episodio di violenza costituisce affermazione della supremazia di una persona su di un’altra. Può esserci l’addebito della separazione per violenza di un coniuge verso l’altro anche quando è provato un solo episodio di percosse. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

La violenza è sempre causa di addebito della separazione

Le condotte aggressive poste in essere da un coniuge in danno dell’altro costituiscano violazione di norme imperative ed inderogabili che tutelano diritti fondamentali della persona, quali l’incolumità e l’integrità fisica, oltrepassando quella soglia minima di solidarietà e di rispetto necessaria e doverosa per la personalità del partner. Per tale ragione le violenze da sole giustificano la pronuncia di separazione con addebito all’autore.

Tribunale Terni, 27/05/2022, n.448

Posteriorità temporale delle percosse rispetto al manifestarsi della crisi coniugale

Le violenze fisiche costituiscono violazioni talmente gravi dei doveri coniugali, da giustificare da sole la pronuncia di separazione con addebito all’autore, anche quando si siano concretizzate in un unico episodio di percosse ed indipendentemente dalla posteriorità temporale delle percosse rispetto al manifestarsi della crisi coniugale.

Tribunale Ancona sez. I, 07/03/2022, n.324

Reiterate violenze fisiche e morali

Le reiterate violenze fisiche e morali inflitte da un coniuge nei confronti dell’altro rappresentano violazioni talmente gravi dei doveri coniugali, da giustificare di per sé la dichiarazione di addebito della separazione coniugale, nonché esonerare il giudice dal compito di comparare i comportamenti di entrambi i coniugi, in quanto le condotte violente ed aggressive, proprio in ragione della loro estrema gravità, escludono qualsiasi possibilità di comparazione.

Tribunale Torino sez. VII, 11/02/2022, n.608

Violenza nelle mura domestiche

L’addebito può essere pronunziato in presenza anche un solo episodio di violenza consumato ai danni del coniuge e/o dei figli e ciò anche qualora manchi la prova diretta, come avviene di solito perché tali condotte si consumano normalmente all’interno delle mura domestiche ed in assenza di persone estranee che possano testimoniarle.

Tribunale Bari sez. I, 10/02/2022, n.527

Intollerabilità della convivenza

Le reiterate violenze fisiche e morali inflitte da un coniuge all’altro costituiscono violazioni talmente gravi dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole, non solo la pronuncia di separazione personale – in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza -, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all’autore di esse.

Tribunale Pisa sez. I, 28/01/2022, n.120

Violazioni gravi ed inaccettabili dei doveri nascenti dal matrimonio

Le violenze fisiche, anche se si concretizzino in un unico episodio di percosse, costituiscono violazioni talmente gravi ed inaccettabili dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare di per sé sole la pronuncia di separazione personale con addebito, in quanto atti lesivi della dignità della persona che determinano l’intollerabilità della convivenza.

Corte appello Torino sez. fallimentare, 24/01/2022, n.70

Addebito della separazione: basta un solo episodio di violenza

Ai fini del riconoscimento dell’addebito della separazione è sufficiente anche un solo episodio di percosse, risultando irrilevante il fatto che l’aggressione si sia verificata in un momento successivo al manifestarsi della crisi coniugale (nella specie, l’episodio di violenza era scaturito a seguito di un’accesa discussione per l’indebita intromissione della suocera nell’educazione dei figli, sfociata poi nell’aggressione violenta dell’uomo nei confronti della moglie).

Tribunale Teramo, 26/11/2021, n.1052

Violazione di norme di condotta imperative ed inderogabili

In tema di addebitabilità della separazione personale, ove i fatti accertati a carico di un coniuge costituiscano violazione di norme di condotta imperative ed inderogabili, e si traducano nell’aggressione a diritti fondamentali della persona, quali l’incolumità e l’integrità fisica, oltrepassando quella soglia minima di solidarietà e di rispetto comunque necessaria e doverosa per la personalità del partner, si ravvisano invero elementi di per sé sufficienti per l’accoglimento della domanda, non potendosi giustificare neppure un solo episodio che assuma caratteristiche di violenza fisica.

Tribunale Pistoia, 22/11/2021, n.953

Comportamento idoneo a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia

In tema di separazione dei coniugi, la pronuncia di addebito richiesta da un coniuge per le violenze perpetrate dall’altro non è esclusa qualora risulti provato un unico episodio di percosse, trattandosi di comportamento idoneo comunque a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia, poiché lesivo della pari dignità di ogni persona.

Tribunale Torino sez. VII, 26/10/2021, n.4727

Comportamento del coniuge vittima delle violenze

Le violenze fisiche rappresentano violazioni dei doveri nascenti dal matrimonio talmente gravi, da giustificare di per sé non solo la pronuncia di separazione personale, ma anche la dichiarazione di addebitabilità all’autore, anche se si siano concretate in un unico episodio di percosse; una violazione di tale gravità esonera altresì il giudice dal dovere di comparare, ai fini dell’adozione delle relative pronunce, il comportamento del coniuge vittima delle violenze, restando altresì irrilevante la posteriorità temporale delle violenze rispetto al manifestarsi della crisi coniugale.

Tribunale Ancona sez. I, 08/10/2021, n.1225

Unico episodio di percosse

Le violenze fisiche costituiscono violazioni talmente gravi ed inaccettabili dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole – quand’anche concretantisi in un unico episodio di percosse -, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all’autore e da esonerare il giudice del merito dal dovere di comparare con esse il comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, restando altresì irrilevante la posteriorità temporale delle violenze rispetto al manifestarsi della crisi coniugale.

Tribunale Torino sez. VII, 17/02/2021, n.783

Percosse e allontanamento dalla casa familiare

L’allontanamento dalla casa familiare senza il consenso dell’altro coniuge è causa di addebito poiché porta all’impossibilità di coabitazione, ma tale violazione non sussiste qualora risulti giustificato da giusta causa, quali le violenze fisiche, che costituiscono violazioni talmente gravi ed inaccettabili dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole – quand’anche concretantisi in un unico episodio di percosse –, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all’autore, e da esonerare il giudice del merito dal dovere di comparare con esse, ai fini dell’adozione delle relative pronunce, il comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, restando altresì irrilevante la posteriorità temporale delle violenze rispetto al manifestarsi della crisi coniugale.

Tribunale Frosinone, 08/07/2020, n.475

Singolo atto di violenza e addebito della separazione

Le reiterate violenze fisiche e morali, inflitte da un coniuge all’altro, costituiscono violazioni talmente gravi dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti la intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all’autore di esse, e da esonerare il giudice del merito, che abbia accertato siffatti comportamenti, dal dovere di comparare con essi, ai fini dell’adozione delle relative pronunce, il comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, trattandosi di atti che, in ragione della loro estrema gravità, sono comparabili solo con comportamenti omogenei.

Sulla base di tanto, la pronuncia di addebito richiesta da un coniuge per le violenze perpetrate dall’altro non è esclusa qualora risulti provato un unico episodio di percosse, trattandosi di comportamento idoneo comunque a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia, poiché lesivo della pari dignità di ogni persona.

Tribunale Vicenza sez. II, 11/11/2019, n.2330

Riparto dell’onere probatorio

Nel giudizio di separazione, il coniuge che richiede l’addebito a carico dell’altro coniuge è gravato dall’onere di provare la relativa condotta e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la convivenza. È, invece, onere dell’altro coniuge eccepire l’inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda e provare le circostanze su cui l’eccezione si fonda. Pertanto, ove sia dedotto ma non dimostrato il comportamento del coniuge violativo dei doveri derivanti dal matrimonio, è esclusa l’adozione della pronuncia di separazione con addebito.

Ciò è accaduto nel caso di specie, ove in assenza di una prova circa l’infedeltà o la violenza perpetrata all’interno delle mura domestiche, la rottura dell’unione matrimoniale è stata ricondotta alla obiettiva impossibilità della prosecuzione della convivenza matrimoniale, caratterizzata da tempo da incomprensioni e incompatibilità che avevano portato ad un continuo stato di tensione e a litigi con progressivo deterioramento dei legami familiari.

Corte appello Ancona sez. II, 04/11/2019, n.1572

Violenza al coniuge: giustifica l’addebito della separazione?

Comportamenti reattivi del coniuge che sfociavano in azioni violente e lesive dell’incolumità fisica dell’altro coniuge, rappresentano, in un giudizio di comparazione al fine di determinare l’addebito della separazione, causa determinante dell’intollerabilità della convivenza, nonostante la conflittualità fosse risalente nel tempo ed il fatto che l’altro coniuge contribuisse ad esasperare la relazione.

Cassazione civile sez. VI, 21/03/2018, n.6997

Violenze fisiche: violazioni gravi e inaccettabili dei doveri matrimoniali

Le violenze fisiche costituiscono violazioni talmente gravi ed inaccettabili dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole – quand’anche concretantisi in un unico episodio di percosse –, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all’autore, e da esonerare il giudice del merito dal dovere di comparare con esse, ai fini dell’adozione delle relative pronunce, il comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, restando altresì irrilevante la posteriorità temporale delle violenze rispetto al manifestarsi della crisi coniugale.

Cassazione civile sez. VI, 22/03/2017, n.7388

Pronuncia di addebito della separazione

Ai fini della pronuncia di addebito deve essere fornita la prova non solo della sussistenza di comportamenti contrari agli obblighi derivanti dal matrimonio, ma anche del nesso causale tra tali comportamenti e la fine dell’unione matrimoniale.

Se è vero che talvolta, specialmente laddove vi siano comportamenti eclatanti quali la violenza domestica o l’infedeltà, il nesso causale può essere dimostrato anche attraverso il ricorso a presunzioni o a massime di comune esperienza, è altrettanto vero che quando sia accertata una crisi sentimentale tra i coniugi protrattasi per lungo tempo prima dei comportamenti illegittimi, i comportamenti stessi non possono essere visti in termini di antecedente causale rispetto alla separazione.

Tribunale Pavia, 10/08/2016, n.1191

Abbandono della casa coniugale

In tema di addebito della separazione, non è ingiustificato il comportamento della moglie che abbia scelto di non fare ritorno a casa dopo l’ennesimo litigio del marito, anche qualora questo non abbia usato violenza fisica, essendo indubitabile una situazione di confitto permanente che ben può essere indicativa della definitiva rottura della comunione spirituale tra i coniugi.

Cassazione civile sez. VI, 12/04/2016, n.7163

Convivenza coniugale intollerabile

L’allontanamento della moglie dalla casa familiare, dalle stesse deduzioni di ambo le parti si desume che avvenne in situazione in cui la convivenza coniugale era ormai già divenuta intollerabile, di tal che detto allontanamento non può reputarsi comportamento contrario ai doveri derivanti dal matrimonio, e la domanda di addebito del resistente dev’essere respinta.

L’episodio di violenza in danno della moglie, pur abbastanza grave, risale ormai ad anno remoto, e non risultando affatto che sia stato seguito da altri episodi analoghi e più recenti (mentre è certo che proseguì per lunghi anni la convivenza dei coniugi), è da escludere che lo stesso abbia provocato l’intollerabilità della loro convivenza, per anche tale domanda deve respingersi.

Tribunale Bari sez. I, 10/03/2016, n.1344

Prova di un unico episodio di percosse

In tema di separazione personale dei coniugi, la pronuncia di addebito richiesta da un coniuge per le violenze perpetrate dall’altro non è esclusa qualora risulti provato un unico episodio di percosse, trattandosi di comportamento idoneo comunque a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia, poiché lesivo della pari dignità di ogni persona.

Cassazione civile sez. VI, 14/01/2016, n.433

Episodi di violenza e separazione giudiziale

In tema di separazione giudiziale, la stessa va addebitata al coniuge che abbia determinato episodi di violenza in danno dell’altro coniuge e dei figli.

Tribunale Velletri sez. I, 21/04/2015, n.1490

Aggressione ai diritti fondamentali della persona

In tema di separazione personale dei coniugi, qualora i fatti accertati a carico di un coniuge costituiscano violazione di norme di condotta imperative ed inderogabili, traducendosi in aggressione ai diritti fondamentali della persona, quali l’incolumità e l’integrità fisica, oltrepassando la soglia minima di solidarietà e rispetto reciproco, si ravvisano elementi sufficienti per l’accoglimento della domanda di addebito non potendosi giustificare neppure un solo episodio che assuma caratteristiche di violenza fisica.

Tribunale Roma sez. I, 27/01/2015, n.1821

Violenza nelle mura domestiche

In materia di separazione tra coniugi, la violenza consumata all’interno delle mura domestiche, assume rilevanza determinante anche quando si estrinsechi in un solo episodio di violenza fisica e a essa possa riconnettersi efficacia risolutiva del rapporto coniugale.

Invero, il fatto che risulti provato per testi, un solo episodio di percosse, non può far ritenere che l’episodicità del fatto presupponga in re ipsa che vi sia un contesto di normalità fisiologica del quadro relazionale interno alla coppia. Anche un solo episodio di violenza costituisce affermazione della supremazia di una persona su di un’altra, nonché disconoscimento della parità della dignità di ogni persona, quale principio posto alla base dei diritti fondamentali riconosciuti dalla costituzione ed è quindi comportamento idoneo a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia.

Corte appello Palermo sez. I, 12/06/2013, n.991

Chiedere la separazione personale dal coniuge con addebito

Anche un solo episodio di non lieve violenza, con percosse, consumato dal marito ai danni della moglie, per di più per un banale, futilissimo motivo (avere gettato nella spazzatura un tozzo di pane raffermo), legittima la moglie a chiedere la separazione personale dal coniuge con addebito a quest’ultimo, rendendo verosimile l’affermazione della moglie che il marito fosse solito “alzare le mani”, pur non potendo essere data la prova di ciò, trattandosi di condotte verificatesi all’interno delle mura domestiche ed in assenza di persone estranee.

Cassazione civile sez. I, 14/01/2011, n.817



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2 Commenti

  1. Mio marito è diventato molto violento da quando ha scoperto che un mio collega mi ha fatto delle avances dandomi la colpa di averlo provocato… Cioè anziché venirmi incontro e capire che ero vittima di molestie sul lavoro, lui mi picchiava… Sono stata doppiamente vittima e non ho trovato neppure nella mia “metà” una spalla di conforto. Così un giorno mi sono decisa a denunciare le violenze di cui ero vittima e sono andata a vivere dai miei familiari… Pur essendo casa mia, non volevo più stare fra quelle quattro mura che mi ricordavano le violenze e così ho deciso di vendere quella casa

  2. IL mio ex tornava dal lavoro di cui era scontento da un po’ e si ubriacava. Un giorno, ho “osato” a togliergli l’alcol dalla tavola perché stava proprio esagerando e allora mi ha scaraventata a terra. Ho avuto dei lividi e dei dolori tremendi, Lui si è scusato e si è ripromesso che non sarebbe più accaduto, ma io non ho voluto dormire accanto a lui così mi sono chiusa in camera. IL giorno dopo ha provato ancora a scusarsi ed io l’ho perdonato. Ero ancora scossa. Lui ha cercato di abbracciarmi ma l’ho respinto, si è arrabbiato ed ha iniziato a maltrattarmi. Io sono scappata e sono corsa prima in ospedale e poi mi hanno convinta a denunciarlo. Ero restia, ma visto che avevo paura e non volevo far ritorno a casa allora ho sporto querela e sono andata a casa di una mia amica che mi ha ospitato per un po’. La giustizia ha fatto il suo corso…

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