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Si può contrattare lo stipendio all’assunzione?

1 Luglio 2019 | Autore:
Si può contrattare lo stipendio all’assunzione?

Il colloquio di lavoro è andato bene, ora si può parlare di stipendio. Ecco qualche consiglio per contrattare la retribuzione e far valere le proprie competenze

Hai fatto un colloquio di lavoro, è andato bene e ora sei pronto per essere assunto. Vorresti però provare a contrattare lo stipendio che ti è stato proposto, ma non sai fino a che punto ciò sia possibile, o comunque su quali parametri basarti per fare una proposta sensata e come in concreto negoziare in modo efficace. Magari hai delle competenze specifiche e riconosciute e vorresti che venissero economicamente valorizzate, oppure saresti disponibile a richiedere dei benefit all’azienda.

Vediamo allora, in questa breve guida se si può contrattare lo stipendio all’assunzione e quali accortezze seguire per una contrattazione efficace.

La retribuzione minima

Ogni lavoratore deve essere pagato in proporzione all’opera prestata e in misura tale da poter vivere dignitosamente.

Lo stipendio viene dunque pagato in base all’orario del dipendente, alla sua qualifica e alle mansioni assegnate.

La retribuzione essa viene determinata sulla base delle tabelle retributive contenute nei singoli contratti collettivi di categoria (CCNL). Queste tabelle specificano, per ogni settore merceologico e per le diverse qualifiche contrattuali, quanto spetta come stipendio minimo al lavoratore. L’azienda, dunque, non può scendere al di sotto degli importi indicati nei contratti collettivi, ma certamente può proporre importi più alti.

Le tabelle retributive contenute nei CCNL, facilmente reperibili su internet, sono dunque un valido punto di partenza per capire se la proposta di lavoro che ti è stata fatta è ben remunerata o meno.

Come contrattare lo stipendio

In fase di assunzione è certamente possibile avanzare proposte in aumento, rispetto alla retribuzione prospettata dal datore di lavoro: ciò, in particolare, quando si possiedono – ad esempio – particolari titoli, competenze elevate o specifiche, notevole esperienza nel settore.

Come detto, infatti, i contratti collettivi indicano gli importi minimi dello stipendio al di sotto dei quali non è possibile scendere, ma che possono certamente essere aumentati dalle parti, di comune accordo.

Ecco dunque alcuni consigli per contrattare lo stipendio, senza rischiare il posto di lavoro.

L’atteggiamento

E’ sempre consigliabile, in fase di trattativa, avere un atteggiamento fermo, ma non pretenzioso; chiedere, motivando le ragioni della propria proposta, senza risultare troppo intransigenti. Diversamente il tuo atteggiamento potrebbe indisporre il potenziale datore di lavoro e farti perdere l’opportunità di essere assunto.

Conoscere la situazione economica aziendale

Sicuramente può essere utile, in prima istanza, fare un controllo o una ricerca per capire se l’azienda si trova in difficoltà economiche, se ha appena avviato l’attività, oppure se è economicamente solida e se ha una buona posizione sul mercato: è evidente che, in tale ultima ipotesi, potrai permetterti di contrattare con maggiore sicurezza lo stipendio che ti viene proposto.

Stabilire quali sono le tue spese, le tue competenze e il tuo grado di esperienza

Fare una valutazione globale della tua situazione finanziaria e del tuo bagaglio professionale è molto utile per quantificare una proposta economica da sottoporre all’azienda: sarà importante tenere conto di eventuali spese che dovrai sostenere, ad esempio, per recarti al lavoro, per pranzare fuori casa qualora la sede sia lontana dalla tua abitazione, dei tuoi titoli di studio e delle competenze specifiche maturate negli anni in quel settore. Tutti questi elementi ti saranno utili per negoziare lo stipendio

Benefit e incentivi

Ci sono molti benefit e incentivi che l’azienda può offrire, oltre allo stipendio fisso.

Si pensi all’auto aziendale, ai buoni benzina, ad un orario flessibile, al telefono o pc aziendali, a giorni di ferie in più, a concrete prospettive di carriera. Tutte queste opportunità non immediatamente monetizzate, possono certamente compensare una retribuzione più bassa rispetto a quella che ti aspettavi.

Quando contrattare lo stipendio

E’ consigliabile lasciare che sia il potenziale datore di lavoro a parlare per primo di stipendio. Se nel corso del colloquio dovessero chiederti quali sono le tue aspettative, ti consiglio di rispondere che prima vorresti avere maggiori informazioni su quello che sarà il tuo ruolo e sulle caratteristiche del tuo lavoro.


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