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Pedinamento: ultime sentenze

21 Luglio 2022
Pedinamento: ultime sentenze

Reato di atti persecutori e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa; investigazioni della polizia giudiziaria nei confronti di imputati e indagati.

Stalking: serialità dei comportamenti intrusivi

Ai fini della sussistenza del reato di stalking, ex art. 612 bis c.p., non si richiede l’accertamento di uno stato patologico ma è sufficiente che gli atti ritenuti persecutori, quali minacce, pedinamenti ed insulti alla persona offesa, inviati con messaggi telefonici o, comunque, espressi nel corso di incontri imposti, abbiano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima. Ed infatti, il predetto reato non costituisce una duplicazione del reato di lesioni, il cui evento è configurabile sia come malattia fisica che come malattia mentale e psicologica. È la serialità dei comportamenti intrusivi ed il loro succedersi in maniera non sporadica nel tempo, più che la gravità delle singole condotte isolatamente considerate, che rappresenta il dato qualificante del reato ex art. 612 bis c.p., proprio perché tale serialità è idonea a determinare un’autonoma e riconoscibile offesa alla libertà morale della persona, grave e perdurante stato di ansia e di paura, fondato timore per la propria incolumità, alterazione delle proprie abitudini di vita.

Tribunale Torino, 10/03/2021, n.463

Stalking: elemento oggettivo e soggettivo

Condotte ingiuriose e moleste successive alla cessazione della convivenza, consistenti in accuse di infedeltà dinanzi a più persone – compresi i figli -, pedinamenti e intercettazioni abusive della vita privata della p.o., cono idonee ad integrare il reato di stalking dal punto di vista oggettivo, confermato nell’elemento soggettivo dalla consapevolezza dall’aver indotto nella vittima un mutamento delle abitudini e un perdurante stato d’ansia e agitazione. (nel caso di specie, la donna aveva deciso di lasciare il proprio paese d’origine, per traferirsi a causa della vergogna provata a seguito della diffusione delle registrazioni illegittime e private)

Tribunale Frosinone, 28/10/2020, n.1020

Stalking: pedinamenti, telefonate e messaggi 

È integrato l’elemento materiale del reato di stalking da una serie reiterata di molestie consumatesi in minacce, ingiurie, percosse, lesioni, pedinamenti, telefonate e messaggi continui, tali da assumere una connotazione idonea a ledere la serenità della vittima, determinando un comprensibile timore per la propria incolumità, che costituisce, invece, l’elemento psicologico del reato.

Tribunale Lecce sez. I, 24/09/2020, n.996

Continui pedinamenti ed aggressioni

La condotta costantemente minatoria, aggressiva e violenta assunta in costanza di matrimonio integra il reato di maltrattamenti in famiglia, per poi tramutarsi, dopo lo scioglimento del vincolo coniugale, tale atteggiamento di vessazione si è manifestato in continui pedinamenti ed aggressioni, se corroborata, ovviamente, sotto il profilo soggettivo da gravi conseguenze psicologiche nei confronti della p.o., causandole un grave stato di ansia, paura e soggiogazione.

Tribunale Genova sez. I, 16/09/2020, n.1639

Atti persecutori: configurabilità

I continui tentativi di accesso all’abitazione della vittima accompagnati da frasi offensive, minacce e atteggiamenti fisicamente violenti, nonché pedinamenti e numerose telefonate, posti in essere da un soggetto estremamente geloso, che abbiano determinato uno stato di timore nella vittima tale da spingerla a trasferirsi presso altra dimora, nonché comportando nella stessa remore nell’uscire di casa per timore di incontrare l’imputato e subire i suoi atteggiamenti persecutori, integrano gli elementi costitutivi, oggettivi e soggettivi, propri del reato di cui all’art. 612-bis c.p.

Tribunale Ferrara, 03/08/2020, n.396

Pedinamento della persona offesa

Costituisce reato di molestie la condotta di pedinamento della persona offesa in modo da interferire nella sfera di libertà di lei e da arrecarle fastidio o turbamento e non quella di atti persecutori.

Cassazione penale sez. I, 18/02/2020, n.11198

Grave e perdurante stato di ansia e di paura

Per la sussistenza del delitto di atti persecutori la prova dell’evento del delitto, in riferimento alla causazione nella persona offesa di un grave e perdurante stato di ansia o di paura, deve essere ancorata ad elementi sintomatici di tale turbamento psicologico ricavabili dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato, dai suoi comportamenti conseguenti alla condotta posta in essere dall’agente ed anche da quest’ultima, considerando tanto la sua astratta idoneità a causare l’evento, quanto il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata e che non è necessario che la vittima prospetti espressamente e descriva con esattezza uno o più degli eventi alternativi del delitto, potendo la prova di essi desumersi dal complesso degli elementi fattuali altrimenti acquisiti e dalla condotta stessa dell’agente.

Cassazione penale sez. V, 26/09/2018, n.1923

Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto

La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può trovare applicazione in relazione al reato di molestia ex art. 660 c.p. nel caso di reiterazione della condotta tipica (nella specie, pedinamento della persona offesa), senza necessità di esplicita motivazione sul punto.

Cassazione penale sez. I, 05/11/2018, n.1523

Reato di molestie

E’ integrato il reato di molestie pedinare per strada a piedi ed in auto una persona. (Nel caso di specie, si trattava di un datore di lavoro  che aveva pedinato la segretaria ed aveva affittato un appartamento di fronte all’abitazione della stessa seguendola anche al supermercato).

Tribunale Benevento, 15/12/2016, n.2346

Pedinamento e controllo dei soggetti intercettati

In tema di intercettazioni ambientali di colloqui in carcere, il decreto del pubblico ministero che autorizza l’uso di apparecchiature esterne rispetto a quelle in dotazione alla Procura della Repubblica è sufficientemente motivato mediante il richiamo alla necessità di programmare servizi di osservazione, pedinamento e controllo dei soggetti intercettati, nonché di ogni altra opportuna attività, con conseguente imprescindibilità di un raccordo immediato tra gli addetti all’ascolto e le rispettive centrali operative ed unità investigative territoriali.

(In applicazione del principio, la Corte ha rilevato che detta motivazione è assorbente rispetto a quella relativa ai profili tecnici di inidoneità funzionale degli impianti della Procura, la cui mancanza non è causa di nullità o inutilizzabilità delle intercettazioni).

Cassazione penale sez. I, 16/05/2018, n.39769

Stato di ansia e paura generato nella vittima

In tema di stalking lo stato di ansia e di paura può essere dedotto sia dai comportamenti assunti dalla vittima in conseguenza della condotta persecutoria che dall’astratta idoneità del comportamento dello stalker a causare l’evento in relazione alle condizioni di tempo e di luogo.

(Nel caso di specie, lo stato di agitazione conseguente alle reiterate condotte di pedinamento, appostamento, violenza avevano ingenerato nella vittima uno stato di ansia percepito anche dalle persone a lei vicine che avevano dichiarato che non usciva da sola e voleva essere accompagnata).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I, 18/10/2016, n.4781

Controllo datoriale esercitato mediante agenzie investigative

È illegittimo il controllo datoriale esercitato mediante agenzie investigative che si riduca a mero ed esasperante pedinamento del lavoratore. Affinché un controllo “difensivo” realizzato ricorrendo ad investigatori privati possa dirsi compatibile con gli artt. 4 e 8 st. lav. nonché con le specifiche disposizioni in materia di privacy, invero, è necessario che lo stesso sia rispettoso di alcuni requisiti.

Il controllo non dovrà essere invasivo, dovrà essere inevitabile e giustificato da un iniziale fondato sospetto sulla realizzazione di condotte illecite da parte del lavoratore controllato (condizioni tutte inesistenti nel caso di specie).

Tribunale Milano sez. lav., 23/04/2015, n.1221

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Il decreto con cui il pubblico ministero dispone l’esecuzione delle operazioni di intercettazione può prevedere anche procedure di tracciamento e localizzazione, senza necessità di una preventiva autorizzazione da parte del g.i.p., trattandosi di forme di pedinamento non assimilabili all’attività di intercettazione.

Cassazione penale sez. III, 27/02/2015, n.32699

Omissione di soccorso e fuga

Il reato di omissione di soccorso trova fondamento nella violazione del principio solidaristico espresso dall’art. 2 Cost., che s’impone indistintamente ai consociati, sempre che gli stessi non si siano già resi responsabili della sua violazione in termini ancor più radicali, attentando alla vita della persona cui dovrebbero portare soccorso, venendo in tali casi sanzionati a titolo di più diverse e più gravi figure di reato e sovvenendo, in caso di condotte analoghe a quelle prescritte dall’art. 593 c.p., quelle specifiche previsioni che contemplano diminuzioni di pena in caso di ravvedimento, quali l’art. 56 ult. comma c.p. nel caso di impedimento dell’evento a seguito di omicidio tentato e l’art. 62 n. 6 c.p. nel caso di spontanea ed efficace attivazione al fine di elidere o attenuare le conseguenze del reato (fattispecie relativa alla condotta dell’imputato che, nel pedinamento ossessivo della coniuge, l’aveva volontariamente urtata con lo specchietto retrovisore della propria autovettura, attingendola al braccio sinistro, scaraventandola contro un secchio di raccolta della nettezza urbana e facendole battere la testa ed il fianco destro, in tal modo provocandole lesioni guaribili in sette giorni).

Cassazione penale sez. VI, 18/03/2014, n.17621

Pedinamento e controllo effettuato durante le indagini

In tema di istruzione dibattimentale, il potere del giudice di disporre anche di ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di prova, ove risulti assolutamente necessario, ai sensi dell’art. 507 c.p.p., non può essere limitato dal principio della discovery, che opera esclusivamente nei rapporti fra le parti.

(Nella fattispecie, il tribunale aveva disposto l’acquisizione, ai sensi dell’art. 507 c.p.p., quali atti irripetibili, di fotografie formate da un teste di p.g. nell’imminenza dell’udienza in cui doveva essere esaminato, e, quindi non presenti nel fascicolo del pubblico ministero, attraverso la stampa di immagini estrapolate dal filmato che aveva documentato un servizio di osservazione, pedinamento e controllo effettuato durante le indagini).

Cassazione penale sez. II, 18/02/2014, n.13938

Forma di pedinamento eseguita con strumenti tecnologici

L’attività di indagine volta a seguire i movimenti di un soggetto ed a localizzarlo, controllando a distanza la sua presenza in un dato luogo in un determinato momento attraverso il sistema di rilevamento satellitare (cosiddetto GPS) costituisce una forma di pedinamento eseguita con strumenti tecnologici, non assimilabile in alcun modo all’attività di intercettazione prevista dagli artt. 266 e seguenti cod. proc. pen.; essa non necessita, quindi, di alcuna autorizzazione preventiva da parte del giudice per le indagini preliminari poiché, costituendo mezzo atipico di ricerca della prova, rientra nella competenza della polizia giudiziaria.

Cassazione penale sez. II, 13/02/2013, n.21644

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Sono utilizzabili i risultati della localizzazione mediante il sistema di rilevamento satellitare (cosiddetto GPS) degli spostamenti di una persona sul territorio, acquisiti attraverso le annotazioni di servizio della polizia giudiziaria circa le coordinate segnalate dal sistema di rilevamento, in quanto costituiscono il prodotto di un’attività di investigazione atipica assimilabile al pedinamento e non alle operazioni di intercettazione.

Cassazione penale sez. IV, 27/11/2012, n.48279

Localizzazione mediante il sistema satellitare

La localizzazione mediante il sistema satellitare (c.d. GPS) degli spostamenti di una persona nei cui confronti siano in corso indagini, si traduce in una sorta di pedinamento, non assimilabile all’attività di intercettazione di conversazioni o comunicazioni; si tratta di attività investigativa atipica che può entrare nella valutazione probatoria del giudice anche attraverso la testimonianza della polizia giudiziaria.

Cassazione penale sez. II, 11/07/2012, n.40611

Misure cautelari coercitive

In tema di misure cautelari personali, il provvedimento con cui il giudice dispone, ex art. 282 ter c.p.p., il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa o il mantenimento di una determinata distanza non deve necessariamente indicare i luoghi oggetto del divieto, ma può riguardare tutti i luoghi dallo stesso frequentati, quando le modalità della condotta aggressiva comprendono comportamenti quali il costante pedinamento della vittima, da parte del soggetto agente, anche in luoghi nei quali la prima si trovi occasionalmente.

Cassazione penale sez. V, 16/01/2012, n.13568

Stalking: presupposti

Se il delitto di atti persecutori è caratterizzato dal fatto che dalle condotte reiterate, previste dalla norma, debbono derivare tre tipologie di eventi, alternativamente raffigurati un perdurante stato di ansia e di paura, il timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona a cui si è legati da relazione affettiva, la costrizione della vittima ad alterare le proprie abitudini, allora le sole dichiarazioni della persona offesa, prive di qualsiasi riscontro medico-legale, e in mancanza di qualsiasi accertamento tecnico che corrobori la sussistenza di un grave disturbo psichico legato da un rapporto di causalità materiale alle reiterate condotte dell’imputato non consentono di fondare un accertamento positivo di responsabilità; né certo ci si può affidare al solo senso comune, perché, in assenza di parametri medico-psicologici, si correrebbe il rischio di costruire una ricostruzione giudiziale approssimativa dello stato di ansia, come condizione emotiva spiacevole, accompagnata da un senso di oppressione e da una notevole diminuzione dei poteri di controllo volontario e razionale, che solo se grave e non passeggera potrà assumere rilevanza penale anche se non si traduce in precise manifestazioni patologiche.

Corte appello Milano sez. V, 13/01/2012

Verbali di pedinamento e appostamento della polizia giudiziaria: atti irripetibili

Sono atti irripetibili, come tali acquisibili al fascicolo per il dibattimento, i verbali di pedinamento e appostamento della polizia giudiziaria.

Cassazione penale sez. III, 09/11/2011, n.44413

Condotte di pedinamento che avevano costretto la vittima a cambiare casa e città

Anche due soli episodi di minaccia o molestia possono valere ad integrare il reato di atti persecutori previsto dall’art. 612 bis c.p., se abbiano indotto un perdurante stato di ansia o di paura nella vittima, che si sia vista costretta a modificare le proprie abitudini di vita.

Cassazione penale sez. V, 02/03/2010, n.25527



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1 Commento

  1. Tribunale Milano sez. lav., 23/04/2015, n.1221

    a proposito di questa sentenza da voi citata, come potrei fare per averla?
    grazie

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