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Donazione indiretta: ultime sentenze

17 Luglio 2019
Donazione indiretta: ultime sentenze

Donazione indiretta; spirito di liberalità; configurabilità in costanza di matrimonio; esclusione della donazione indiretta; compravendita di un bene.

La donazione indiretta si configura a condizione che le parti abbiano stabilito un corrispettivo inferiore a quello che sarebbe dovuto. Si ha donazione indiretta quando il marito fornisce il denaro affinché la moglie divenga comproprietaria di un immobile.

Donazione indiretta: nozione 

Nella donazione indiretta la liberalità si realizza, anziché attraverso il negozio tipico della donazione, mediante il compimento di uno o più atti che, conservando la forma e la causa che è a essi propria, realizzano, in via indiretta, l’effetto dell’arricchimento del destinatario, sicché l’intenzione di donare emerge non già, in via diretta, dall’atto o dagli atti utilizzati, ma solo, in via indiretta, dall’esame, necessariamente rigoroso, di tutte le circostanze di fatto del singolo caso, nei limiti in cui risultino tempestivamente e ritualmente dedotte e provate in giudizio da chi ne abbia interesse.

Cassazione civile sez. II, 28/02/2018, n.4682

Donazione indiretta di un bene: in cosa consiste?

Si ha donazione indiretta di un bene (nella specie, un immobile) anche quando il donante paghi soltanto una parte del prezzo della relativa compravendita dovuto dal donatario, laddove sia dimostrato lo specifico collegamento tra dazione e successivo impiego delle somme, dovendo, in tal caso, individuarsi l’oggetto della liberalità, analogamente a quanto affermato in tema di vendita mista a donazione, nella percentuale di proprietà del bene acquistato pari alla quota di prezzo corrisposta con la provvista fornita dal donante.

Cassazione civile sez. II, 17/04/2019, n.10759

Configurabilità della donazione indiretta

Nei contratti di scambio, la donazione indiretta è configurabile solo a condizione che le parti abbiano volutamente stabilito un corrispettivo di gran lunga inferiore a quello che sarebbe dovuto, con l’intento, desumibile dalla notevole entità della sproporzione tra il valore reale del bene e la misura del corrispettivo, di arricchire la parte acquirente per la parte eccedente quanto pattuito.

Cassazione civile sez. II, 19/03/2019, n.7681

Donazioni dirette e indirette: differenze

In materia di donazioni, la differenza fra donazioni dirette e indirette risiede non nell’effetto pratico che da esse deriva, che è identico, bensì nel mezzo con il quale viene attuato il fine di liberalità. Nella donazione indiretta, infatti, fermo restando il fine di arricchimento di una parte, il mezzo può essere il più vario, nei limiti consentiti dall’ordinamento. Nella tipologia della liberalità indiretta può, quindi, rientrare anche l’accollo interno volto ad arricchire il debitore originario.

Tribunale Pordenone, 02/03/2018, n.185

Rinuncia alla quota di comproprietà di un immobile

La rinunzia alla quota di comproprietà di un immobile costituisce donazione indiretta e pertanto, avendo gli stessi effetti della donazione (acquisto dell’intera proprietà) l’atto è sottoposto alle imposte catastali ed ipotecarie con l’applicazione del regime agevolativo “prima casa”.

Comm. trib. reg. Venezia, (Veneto) sez. I, 20/02/2019, n.105

Collazione di beni mobili e del denaro donato

La collazione dei beni mobili si fa per imputazione e del denaro donato si fa prelevando una minore quantità del denaro che si trova nell’eredità e se non ve ne è o quello presente non è sufficiente, il donatario conferisce denaro, secondo il valore legale della somma. La norma è stata interpretata dalla giurisprudenza nel senso che va imputata la somma ricevuta tramite donazione diretta o indiretta, secondo il suo valore nominalistico.

Tribunale Pisa, 08/01/2019, n.5

Versamento su conto corrente cointestato: è donazione indiretta?

L’atto di cointestazione, con firma e disponibilità disgiunte, di una somma di denaro depositata presso un istituto di credito che risulti essere appartenuta ad uno solo dei cointestatari, può essere qualificato come donazione indiretta solo quando sia verificata l’esistenza dell’animus donandi, consistente nell’accertamento che il proprietario del denaro non aveva, nel momento della detta cointestazione, altro scopo che quello della liberalità.

Tribunale Lucca, 02/01/2019, n.1

Conferimenti in danaro eseguiti da un coniuge in favore dell’altro

L’attività con la quale il marito fornisce il denaro affinché la moglie divenga con lui comproprietaria di un immobile è riconducibile nell’ambito della donazione indiretta, così come sono ad essa riconducibili, finché dura il matrimonio, i conferimenti patrimoniali eseguiti spontaneamente dal donante, volti a finanziare lavori nell’immobile, giacché tali conferimenti hanno la stessa causa della donazione indiretta.

Tuttavia, dopo la separazione personale dei coniugi, analoga finalità non può automaticamente attribuirsi ai pagamenti fatti dal marito o alle spese sostenute per l’immobile in comproprietà, poiché in tale ultimo caso non può ritenersi più sussistente la finalità di liberalità e tali spese dovranno considerarsi sostenute da uno dei comproprietari in regime di comunione, con l’applicazione delle regole ordinarie ad essa relative. Conseguentemente, il coniuge comproprietario potrà ripetere il 50% delle spese che ha sostenuto per la conservazione ed il miglioramento della cosa comune, purché abbia avvisato preliminarmente l’altro comproprietario e purché questi, a fronte di un intervento necessario, sia rimasto inerte.

Cassazione civile sez. III, 04/10/2018, n.24160

Causa della vendita: può qualificarsi come donazione?

Nel negotium mixtum cum donatione, la causa del contratto è onerosa, ma il negozio commutativo scelto è posto in essere dai contraenti per raggiungere, pur se in via indiretta, attraverso la voluta sproporzione delle prestazioni corrispettive, una finalità diversa ed ulteriore rispetto a quella di scambio, consistente nell’arricchimento, per puro spirito di liberalità, di quello del contraente che riceve la prestazione di maggior valore, con ciò venendo il negozio inter partes a realizzare una donazione indiretta.

E’ necessario, non solo che sussista una sproporzione tra le prestazioni ma anche che questa sia di entità significativa. Infatti, affinché un atto dispositivo possa qualificarsi come donazione non è sufficiente che il medesimo sia compiuto a titolo gratuito, ma occorre anche che la disposizione patrimoniale sia animata da “spirito di liberalità”, ossia effettuata a titolo di mera e spontanea elargizione, fine a se stessa.

Corte appello Torino sez. II, 13/06/2018, n.1146

Trust autodichiarato: è riconducibile alla donazione indiretta?

In tema d’imposta ipotecaria e catastale, l’istituzione di un “trust autodichiarato”, con conferimento di immobili e partecipazioni sociali per una durata predeterminata o fino alla morte del disponente, i cui beneficiari siano i discendenti di quest’ultimo, è riconducibile alla donazione indiretta ed è soggetto all’imposta in misura fissa, atteso che la “segregazione”, quale effetto naturale del vincolo di destinazione, non comporta, però, alcun reale trasferimento o arricchimento, che si realizzeranno solo a favore dei beneficiari, successivamente tenuti al pagamento dell’imposta in misura proporzionale.

Comm. trib. reg. Cagliari, (Sardegna) sez. IV, 20/03/2018, n.263



5 Commenti

  1. Desidero acquistare una seconda casa da destinare ad abitazione per mio nipote e la madre, attualmente in fase di separazione con mio figlio: vorrei intestarla a mio nipote. Vorrei sapere come procedere, se sono necessari il consenso di mio figlio e l’autorizzazione del giudice tutelare e cosa cambierebbe in caso di cointestazione dell’immobile tra mio nipote e la madre.

    1. Nel quesito viene prospettata l’intenzione di acquistare un immobile per poi intestarlo ad un soggetto terzo: si tratta, come da lei giustamente intuito, di una donazione indiretta, poiché la persona che impiega il denaro per il compimento di questa operazione realizza, anche se indirettamente, una vera e propria donazione, con conseguente depauperamento del donante e contestuale incremento patrimoniale del beneficiario/intestatario dell’immobile così acquistato.Il contratto così concluso si allontana dallo schema tipico della donazione, normalmente stipulata per atto pubblico e con la presenza di due testimoni, tuttavia è inequivocabile che stiamo parlando di un negozio giuridico pienamente ammesso nel nostro ordinamento, come confermano:il vigente codice civile. Esso riconosce le cosiddette donazioni indirette, precisando e stabilendo, altresì, come a queste siano applicabili alcune norme che si riferiscono alle donazioni tipiche;la giurisprudenza corrente. Essa chiarisce che la donazione indiretta consiste, comunque, nell’elargizione di una liberalità. Questa verrebbe eseguita, non con lo schema standard previsto in questi casi, ma piuttosto con un contratto oneroso che produce, contestualmente con gli effetti che gli appartengono, l’arricchimento del destinatario della stessa liberalità. Inoltre, a proposito dell’acquisto di un immobile da parte di un soggetto con denaro appartenente ad un altro, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che questa operazione integra gli estremi di una donazione indiretta, sole se il corrispettivo della compravendita viene erogato completamente dal donante al donatario allo scopo esclusivo di acquistare il bene oppure attraverso il pagamento diretto dell’importo pattuito al venditore. Viceversa se il donante consegna al donatario una somma di denaro che questi decide di impiegare per l’acquisto di un immobile, non si ha donazione indiretta di quest’ultimo, ma soltanto una semplice donazione diretta della cifra in questione.
      Chiarito, quindi, che l’operazione paventata in quesito rientra nello schema della donazione indiretta e che questa è teoricamente fattibile senza alcun problema, diventa fondamentale esaminare il secondo aspetto molto importante della vicenda qui in esame: l’acquisto di un bene da parte di un minore.
      A questo riguardo, è bene ricordare che la donazione di un bene (diretta o indiretta che sia) a favore di un minorenne è pacificamente considerata dalla legge italiana un atto di straordinaria amministrazione.Per questa ragione, l’acquisto della nuova casa, con denaro proprio e contestuale intestazione a favore di suo nipote (anche se dovesse essere parziale e in comproprietà con la madre) necessita di autorizzazione ad opera del giudice tutelare nonché di specifica accettazione da parte dei rispettivi genitori e intervento dei medesimi nel procedimento dinanzi al Tribunale competente.
      Un minorenne, infatti, non ha la capacità giuridica per partecipare ad un atto di compravendita come quello prospettato in quesito, ma necessita dell’accettazione dei propri genitori in luogo e per conto del medesimo, in quanto congiuntamente rappresentanti del proprio figlio in tutti gli atti civili. Il padre e la madre, infatti, per esplicita previsione normativa, non possono vendere un bene del medesimo, accettare donazioni oppure realizzare altri atti eccedenti la cosiddetta ordinaria amministrazione, se non per necessità o utilità evidente del figlio e solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione dal giudice tutelare.Nel suo caso, pertanto, sarà necessario avviare un procedimento giudiziale (definito tecnicamente di volontaria giurisdizione), con ricorso da depositare presso il Tribunale competente nel territorio di domicilio del minore, per ottenere il requisito indispensabile alla realizzazione della donazione indiretta da lei voluta. Potrebbe essere lo stesso notaio, incaricato per la stipula dell’atto, ad assistervi nell’intero compimento del procedimento appena descritto (sempreché vi sia pieno accordo tra la parte donante e quella donataria), che dovrebbe concludersi in poche settimane, fatte salve le esigenze d’ufficio del Tribunale coinvolto.Detto ciò, sembra opportuno affrontare ed approfondire un argomento non di poco conto che caratterizzerebbe l’operazione che intende realizzare e che potrebbe condizionare l’intera vicenda: i futuri diritti ereditari di suo figlio.Questi è, infatti, considerato dalla legge come un suo potenziale erede legittimario. In termini più semplici, ciò significa che suo figlio avrà diritto ad una quota minima del suo patrimonio; e poiché, secondo la legge stessa, il patrimonio ereditario di una persona defunta deve essere calcolato considerando non soltanto i beni rimasti, ma anche quelli che sono stati oggetto di donazione in vita, suo figlio, alla sua dipartita, potrebbe chiedere conto della donazione indiretta da lei realizzata a favore di suo nipote.
      In pratica suo figlio potrebbe agire in riduzione nei confronti della predetta liberalità, ove mai la stessa fosse necessaria per ripristinare la quota minima ereditaria a lui spettante: ad esempio potrebbe pretendere dal figlio la somma di denaro necessaria ad integrare quanto dovutogli a titolo ereditario (ovviamente non è detto che lo faccia, ma per compiuta informazione, devo chiarirle questo aspetto).Questa situazione potrebbe altresì incidere sul compimento della stessa donazione ipotizzata in quesito. Suo figlio, infatti, per le ragioni appena esposte, sarebbe in conflitto di interessi patrimoniale con suo nipote. Per questa ragione, la rappresentanza di suo nipote spetterebbe esclusivamente alla madre, così come prevede la legge in questi casi, che, in sostanza, una volta autorizzata dal giudice tutelare, procederebbe ad accettare la donazione indiretta in luogo e per conto del minore. Circostanza questa che, però, non impedirebbe all’altro genitore (cioè suo figlio) di fare reclamo avverso il provvedimento del Tribunale adito. In sostanza, quindi, appare chiaro che la donazione indiretta immobiliare qui esaminata sarebbe fattibile, ma potrebbe risultare complicata e da lei ritenuta poco opportuna, soprattutto in presenza di dissapori e contrasti tra i genitori di suo nipote e di disaccordo con suo figlio.Infine non manchi di considerare che di fronte a tali potenziali difficoltà, l’ipotetico venditore potrebbe preferire un acquirente e una procedura di vendita del proprio immobile più agevole e meno tortuosa di quella si prospetterebbe.D’altra parte se intende intestare un immobile al bambino, anche solo in comproprietà con la madre, non c’è altra strada per farlo oltre quella qui descritta.Pertanto, se in relazione alla prospettata separazione della coppia, il suo scopo è quello di investire in un immobile in grado di assicurare a suo nipote un’abitazione stabile dove vivere con la madre, ma nel contempo vuole aggirare ogni tipo di contrasto di fatto con suo figlio, una soluzione potrebbe essere quella di acquistare personalmente la casa desiderata, per poi successivamente destinarla in comodato d’uso gratuito a favore di sua nuora, con termine di durata del contratto, ad esempio, sino alla maggiore età di suo nipote.Si tratterebbe di un’operazione fattibile, senza ricorrere al giudice tutelare, e che non comporterebbe alcuna conseguenza sul piano ereditario. La Cassazione ha infatti escluso che la concessione in comodato d’uso gratuito di un immobile possa rientrare nello schema della donazione indiretta e che, pertanto, possa essere oggetto di un’eventuale azione di riduzione. In tal caso, infatti, sostengono gli Ermellini, l’obbligo di restituzione della cosa comodata:sarebbe incompatibile con la perdita definitiva del bene, tipica della donazione;sarebbe indice dell’assenza della volontà di donare (cosiddetto animus donandi) in capo al soggetto comodante.Resta pertanto a lei decidere come procedere, anche alla luce delle varie considerazioni espresse nella presente consulenza.

  2. Buongiorno, in merito alla rinuncia della quota di comproprietà dell’immobile vorrei rinunciare alla mia quota di 1/6 di un immobile posseduto insieme a mio fratello che ha i restanti 5/6.
    Ora mi chiedo se leggendo il riferimento ho capito bene che è necessaria comunque la redazione di un atto pubblico notarile o è possibile in altra forma cioè se, anche ai fini della registrazione può essere usata la forma dell’atto notorio.
    E per ultimo se le imposte catastali ed ipotecarie si possono versano in sede di registrazione dell’atto.
    Grazie per l’attenzione.

    1. Ti suggerisco la lettura dei seguenti articoli:
      -Rinuncia alla comproprietà: che succede? https://www.laleggepertutti.it/200548_rinuncia-alla-comproprieta-che-succede
      -Come rinunciare alla proprietà di immobili costosi senza pagare le spese https://www.laleggepertutti.it/82937_come-rinunciare-alla-proprieta-di-immobili-costosi-senza-pagare-le-spese
      -Rinuncia alla quota di eredità senza notaio https://www.laleggepertutti.it/81483_rinuncia-alla-quota-di-eredita-senza-notaio
      -Possibile rinunciare al diritto di proprietà? https://www.laleggepertutti.it/5126_possibile-rinunciare-al-diritto-di-proprieta
      -Come rinunciare alla proprietà di un immobile https://www.laleggepertutti.it/185798_come-rinunciare-alla-proprieta-di-un-immobile
      -Come rinunciare a quote di proprietà? https://www.laleggepertutti.it/167738_come-rinunciare-a-quote-di-proprieta

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