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Condono edilizio: ultime sentenze

5 Maggio 2021
Condono edilizio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: domanda di condono edilizio; concessione del condono edilizio; data di realizzazione dell’opera edilizia; manufatto abusivo; onere della prova; data di realizzazione dell’opera edilizia abusiva; demolizione dell’immobile abusivo; responsabile dell’abuso edilizio; documentazione prevista per la sanatoria.

Presentazione istanza di sanatoria

In tema di condono edilizio disciplinato dalla legge 24 novembre 1994, n. 724, nel caso di unico immobile, rispetto al quale non sia stata effettuata alcuna divisione né siano stati costituiti diritti di proprietà o di godimento su singole porzioni, non sono legittimati a presentare distinte istanze di sanatoria coloro che abbiano la mera disponibilità di fatto di specifiche porzioni del bene, configurando ciò un artificioso frazionamento della domanda volto ad eludere il limite legale di volumetria dell’opera per la concedibilità della sanatoria.

Cassazione penale sez. IV, 03/03/2021, n.10017

Domanda di condono completa

Affinché possa formarsi il silenzio assenso sulle istanze di condono edilizio, il termine di 24 mesi decorre dalla presentazione della medesima domanda, purché risulti completa in ogni sua parte, non essendo peraltro l’Amministrazione tenuta a chiedere l’integrazione della documentazione incompleta nel predetto termine biennale.

Consiglio di Stato sez. II, 18/02/2021, n.1474

Chi ha l’onere di provare l’avvenuta ultimazione dei lavori in tempo utile?

In materia di condono edilizio, l’onere di provare l’avvenuta ultimazione dei lavori in tempo utile, grava esclusivamente sul richiedente; in quanto solo l’interessato può fornire inconfutabili documenti che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell’epoca di realizzazione dell’abuso.

Consiglio di Stato sez. II, 15/02/2021, n.1403

Condono edilizio e ordine di demolizione

La presentazione della domanda di condono entro il termine statuito ma comunque in data successiva all’emissione dell’ordinanza di demolizione, fa venir meno la validità del provvedimento demolitorio e pertanto l’amministrazione dovrà provvedere ad emanare altra ordinanza di demolizione.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 10/02/2021, n.225

Diniego del condono edilizio

In tema di diniego del condono, il contraddittorio risulta rispettato se la parte interessata è stata previamente messa a conoscenza delle ragioni ostative ed ha potuto presentare le proprie osservazioni nella fase endoprocedimentale.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 02/02/2021, n.192

La presentazione dell’istanza di condono edilizio

La presentazione dell’istanza di condono edilizio non autorizza l’interessato né a completare né a trasformare o ampliare i manufatti oggetto della richiesta, che dunque, fino al momento dell’eventuale concessione della sanatoria, restano comunque abusivi.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 18/01/2021, n.411

Rigetto istanza di condono edilizio

Spetta all’Amministrazione Pubblica il compito di controllare i dati forniti dal richiedente il condono edilizio e, qualora non siano assistiti da attendibile consistenza, implicano la reiezione della relativa istanza, spettando al privato che versa in una situazione di illecito provare la sussistenza dei presupposti e requisiti normativamente previsti.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. II, 12/01/2021, n.203

Prova della data di ultimazione dei lavori abusivi

In tema di condono edilizio, la costante giurisprudenza ribadisce, in coerenza con la regola generale sulla distribuzione dell’onere della prova, ex art. 2697 c.c., che incombe sul richiedente l’onere di provare l’ultimazione dei lavori entro la data prevista dalla normativa sul condono.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 22/12/2020, n.2576

Condono edilizio: concessione

Ai fini della concessione del condono edilizio, spetta al proprietario l’onere di provare la data di ultimazione delle opere edilizie, essendo l’unico in grado di fornire inconfutabili atti, documenti ed elementi probatori, mediante i quali sia possibile stabilire con certezza l’epoca di realizzazione del manufatto.

Consiglio di Stato sez. VI, 18/04/2019, n.2529

A chi spetta dimostrare la data di ultimazione dei lavori?

In tema di condono edilizio, è onere dell’interessato dimostrare la data di ultimazione dei lavori, essendo lo stesso l’unico soggetto in grado di fornire inconfutabili atti, documenti ed elementi probatori in grado di radicare la ragionevole certezza dell’epoca di realizzazione del manufatto abusivo.

Consiglio di Stato sez. VI, 16/04/2019, n.2484

Nuove costruzioni con destinazione residenziale

La disciplina sul condono edilizio, prevista dall’art. 32, co. 25, del D.L. 269/2003, avente carattere eccezionale e di stretta interpretazione, è applicabile solo in presenza di nuove costruzioni aventi destinazione residenziale.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 10/04/2019, n.2023

Tempo trascorso tra presentazione condono e ordine di demolizione

E’ legittimo il provvedimento ingiuntivo di demolizione dell’immobile abusivo, per mancato accoglimento della domanda di condono edilizio, in quanto il comportamento del Comune, anche per il lungo tempo trascorso dal momento della presentazione della domanda di condono al momento in cui sono intervenuti prima il provvedimento di diniego e poi l’ordine di demolizione, non è idoneo a radicare in capo alla parte interessata alla sanatoria un legittimo affidamento sulla favorevole conclusione del procedimento attivato con la domanda di sanatoria.

Consiglio di Stato sez. VI, 08/04/2019, n.2292

Data di realizzazione dell’opera abusiva

L’onere di provare che l’opera è stata realizzata in epoca utile per fruire del condono edilizio incombe sul soggetto che richiede tale beneficio, potendo lo stesso procurarsi la documentazione necessaria per accertare che l’abuso sia stato realizzato entro la data prevista.

Consiglio di Stato sez. IV, 01/04/2019, n.2112

Archiviazione della domanda di condono

La disciplina relativa al condono edilizio postula la permanenza dell’immobile da regolarizzare, pertanto, nelle ipotesi di sostituzione edilizia, venendo a mancare la continuità tra vecchia e nuova costruzione, è legittima l’archiviazione della domanda di condono.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 21/03/2019, n.417

Abusi edilizi e responsabilità dell’usufruttuario non committente

In tema di reati edilizi, l’individuazione del comproprietario – ma lo stesso vale per l’usufruttuario – non committente quale soggetto responsabile dell’abuso edilizio può essere desunta da elementi oggettivi di natura indiziaria della compartecipazione, anche morale, alla realizzazione del manufatto, desumibili dalla presentazione della domanda di condono edilizio, dalla piena disponibilità giuridica e di fatto del suolo, dall’interesse specifico ad edificare la nuova costruzione, dai rapporti di parentela o affinità tra terzo e proprietario, dalla presenza di quest’ultimo in loco e dallo svolgimento di attività di vigilanza nell’esecuzione dei lavori o dal regime patrimoniale dei coniugi.

Cassazione penale sez. III, 14/03/2019, n.25546

Procedimenti di condono edilizio

Nell’ambito dei procedimenti di condono edilizio, il parere reso dalla Soprintendenza ha natura e funzioni identiche all’autorizzazione paesaggistica, di cui all’art. 7 della L. 1497/1939: entrambi gli atti, infatti, costituiscono il presupposto legittimante la trasformazione urbanistico edilizia della zona protetta, fermo restando il potere ministeriale di annullamento del parere favorevole alla sanatoria di un manufatto realizzato in zona vincolata, trattandosi di strumento affidato dall’ordinamento statale come estrema difesa del paesaggio.

Consiglio di Stato sez. VI, 07/03/2019, n.1581

Ultimazione delle opere da sanare

Spetta al privato l’onere di provare l’ultimazione delle opere da sanare entro i termini di cui all’art. 32, co. 25, del D.L. n. 269/2003, ovvero di quelle per cui il condono non è richiesto, perché realizzate legittimamente senza titolo, ciò in quanto soltanto l’interessato avere i documenti e gli elementi di prova, mediante i quali sia possibile dimostrare con ragionevole certezza l’epoca di realizzazione del manufatto.

Consiglio di Stato sez. VI, 04/03/2019, n.1498

Silenzio – assenso su istanza di condono edilizio

Ai fini della formazione del silenzio -assenso su un’istanza di condono edilizio, costituiscono condizioni necessarie il pagamento dell’oblazione, degli oneri di concessione dovuti e, inoltre, il deposito di tutta la documentazione prevista per la sanatoria.

Consiglio di Stato sez. VI, 21/02/2019, n.1210

Obblighi di pagamento e condono edilizio

La normativa sul condono, nel disciplinare le obbligazioni ad esso connesse, include gli aventi causa tra i soggetti in ogni caso legittimati dal punto di vista passivo, configurando una sorta di obbligazioni propter rem legate alla proprietà del bene, sia con riferimento alle somme dovute a titolo di oblazione sia per gli altri oneri concessori; sicché l’attuale proprietario del bene abusivo, così come è legittimato a presentare domanda di condono edilizio, avendo interesse alla conservazione del bene, del pari è legittimato passivo rispetto al pagamento degli oneri connessi al rilascio del titolo in sanatoria, quale diretto beneficiario del medesimo.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. IV, 08/02/2019, n.280

Costruzione abusiva: conseguenze

L’onere della prova in ordine alla data di realizzazione dell’opera edilizia — sia al fine di poter fruire del beneficio del condono edilizio sia al fine di poterne escludere la necessità di titolo abilitativo per essere realizzata al di fuori del centro abitato in epoca antecedente alla legge « ponte » n. 761 del 1967 — grava sul privato .

Consiglio di Stato sez. VI, 06/02/2019, n.903



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