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Diniego di condono: ultime sentenze

13 Luglio 2019
Diniego di condono: ultime sentenze

Provvedimento di diniego di condono edilizio; violazione di piani regolatori e di regolamenti edilizi comunali; caratteristiche, tipologia e volumetria delle opere realizzate; strumentazione urbanistica; difformità dell’immobile realizzato rispetto a quello oggetto della domanda di condono; avviso di accertamento; mancata sottoscrizione del capo dell’ufficio.

Se vengono realizzate opere in violazione del vincolo paesaggistico o storico culturale, è necessario il diniego del condono edilizio. Il diniego di condono edilizio è legittimo in caso di difformità dell’immobile realizzato rispetto a quello oggetto della domanda di condono, mentre è illegittimo se non prende in considerazione né le caratteristiche delle opere realizzate, volume e tipologia, né il contrasto con la strumentazione urbanistica.

Diniego del condono edilizio e violazione del vincolo paesaggistico

Qualora, in assenza del necessario nulla osta, siano state realizzate opere in violazione del vincolo paesaggistico o storico culturale, deve considerarsi atto dovuto il diniego del condono edilizio.

Consiglio di Stato sez. VI, 04/03/2019, n.1483

Atto plurimotivato

Nel caso di impugnativa di atti c.d. plurimotivati, l’interessato ha l’onere di contestare e demolire tutte le singole ragioni poste a sostegno dell’atto controverso, in quanto il consolidamento anche di una sola di tali ragioni determina la carenza di interesse sui motivi dedotti, se l’impugnativa si rivela inidonea ad annullare l’atto nella sua interezza. Pertanto, la sussistenza anche di una sola valida ragione ostativa a sostegno del diniego di condono edilizio rende praticamente irrilevante l’aggiunta di un ulteriore motivo rispetto a quelli prospettati nel preavviso di diniego.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 04/02/2019, n.609

Diniego di condono edilizio e difformità dell’immobile

E’ legittimo il diniego di condono, in caso di difformità dell’immobile rispetto a quello oggetto di condono, denotando siffatta situazione il compimento di attività abusiva dopo la presentazione della domanda, tale da stravolgere l’originaria fisionomia del bene e cambiandone la destinazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 06/11/2018, n.6445

Diniego di condono: è necessaria la comunicazione del preavviso di rigetto?

Il diniego dell’istanza di condono, essendo un atto vincolato e conclusivo del procedimento iniziato ad istanza di parte, non deve essere preceduto dalla comunicazione del preavviso di diniego.

Consiglio di Stato sez. VI, 02/11/2018, n.6219

Mancato integrale versamento delle somme dovute

Il diniego di condono per mancato integrale versamento delle somme dovute non deve essere comunicato dall’ufficio al contribuente, poiché tale obbligo non è previsto né dalla l. n. 289 del 2002, né dall’art. 6, comma 2, della l. n. 212 del 2000.

Cassazione civile sez. trib., 31/10/2018, n.27890

Nullità avviso di accertamento per mancanza di sottoscrizione

In tema d’imposte sui redditi, l’avviso di accertamento, a norma degli artt. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973, è nullo se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato e, nel caso in cui la sottoscrizione non sia quella del capo dell’ufficio titolare, in caso di contestazione, incombe sull’Amministrazione dimostrare il corretto esercizio del potere, mentre, in mancanza di una sanzione espressa, per la cartella esattoriale, il diniego di condono, l’avviso di mora e l’attribuzione di rendita, opera la generale presunzione di riferibilità dell’atto all’organo amministrativo titolare del potere nel cui esercizio esso è adottato.

Cassazione civile sez. trib., 31/10/2018, n.27871

Diniego di condono: motivazione

Il provvedimento di diniego di condono è un atto amministrativo che, come tale, deve essere fondato su una congrua motivazione, la cui funzione è, da un lato, delimitare l’ambito delle ragioni adducibili dall’Ufficio anche nell’eventuale successiva fase contenziosa e, da un altro, mettere il contribuente in condizione di conoscere i motivi posti a fondamento dello stesso, al fine di decidere se impugnarlo o meno e di approntare un’idonea difesa.

Cassazione civile sez. trib., 05/10/2018, n.24486

Preventiva comunicazione di avvio del procedimento

Non è necessaria la preventiva comunicazione dell’avvio del procedimento per i provvedimenti di diniego del condono edilizio, ciò in quanto tali procedimenti, finalizzati alla sanatoria degli abusi edilizi, sono avviati su istanza di parte.

Consiglio di Stato sez. VI, 19/09/2018, n.5465

Diniego di condono: quando è illegittimo?

E’ illegittimo, per violazione dell’art. 3 della l. n. 241/1990, il provvedimento di diniego di condono edilizio dal quale non si evincono né le caratteristiche delle opere realizzate né la tipologia e volumetria delle stesse, né tanto meno in cosa e se queste siano in contrasto con la vigente strumentazione urbanistica.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 06/09/2018, n.5407

Ricorso straordinario e ricorso giurisdizionale

Essendo volta ad impedire un possibile contrasto di decisioni inerenti al medesimo oggetto, la regola dell’alternatività tra il ricorso straordinario al Capo dello Stato e quello giurisdizionale opera anche nel caso in cui l’impugnazione giurisdizionale dell’atto conseguente sia successiva all’impugnazione in sede straordinaria dell’atto presupposto (fattispecie in tema di impugnazione di diniego di condono).

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. I, 30/08/2018, n.685

Violazione di piani regolatori e di regolamenti edilizi comunali

Il provvedimento di diniego della domanda di condono ha natura essenzialmente vincolata, per cui è da escludere un annullamento per meri vizi procedimentali, a meno che l’interessato non adempia all’onere di dimostrare che il contraddittorio procedimentale, qualora un preavviso di rigetto fosse stato comunicato, avrebbe condotto ad un esito conclusivo diverso. Sarebbe, infatti, contrario ai principi di economicità, speditezza ed efficienza proclamati dalla l. n. 241 del 1990, la valorizzazione di un’irregolarità meramente formale allorchè emerga che comunque il contenuto dispositivo della determinazione impugnata non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato, secondo quanto previsto dall’art. 21 octies della citata legge sul procedimento amministrativo.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 10/07/2018, n.4579

Motivazione ob relationem

La circostanza che il parere della Commissione edilizia integrata sia stato posto a fondamento del diniego di autorizzazione paesaggistica comunale non vizia tale provvedimento, in quanto non è affetto da difetto di motivazione il diniego di condono allorché il Comune, attraverso l’espresso recepimento del parere formulato dalla Commissione edilizia, esponga ragioni logico-giuridiche che diano sufficiente contezza del disvalore paesaggistico dei manufatti in questione, come tali pienamente giustificative del diniego.

Tale parere, in quanto espresso dall’autorità preposta alla tutela del vincolo, è vincolante per l’Amministrazione in quanto la specificità della funzione attribuita alla Commissione per i beni ambientali e l’appropriatezza della motivazione con la quale la stessa ha ritenuto un manufatto abusivamente realizzato escludono ogni autonoma valutazione discrezionale del Comune sulla possibilità di conservare il manufatto sanando l’abuso, rendendo legittimo il diniego di autorizzazione in sanatoria ancorché motivata ob relationem al parere della Commissione circa il grave degrado prodotto dalla presenza del manufatto.

Consiglio di Stato sez. VI, 09/07/2018, n.4163


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