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Anoressia alcolica: cos’è e come si cura?

2 Luglio 2019 | Autore:
Anoressia alcolica: cos’è e come si cura?

Anoressia alcolica: sintomi, cause, conseguenze e cure. Cosa succede al conducente che guida in stato di ebbrezza? Scoprilo nel mio articolo.

Chi è che non desidera avere un fisico tonico e asciutto? Quante ragazze sognano un corpo statuario come le modelle che calcano le passerelle delle fashion week o come gli “angeli” di Victoria’s Secret. Quante teenagers, al giorno d’oggi, vorrebbero somigliare alle influencer famose che spopolano su Instagram e sfoggiano curve da capogiro in selfie ammiccanti (spesso pieni di filtri e frutto delle magie di Photoshop). Quante donne vorrebbero avere un fisico mozzafiato come quello delle vip immortalate sulle riviste patinate.

Tra le voci più cliccate sui motori di ricerca, troviamo: come avere un fisico perfetto, come avere un corpo da modella, come avere un fisico asciutto, come avere un corpo da bikini, come avere un corpo da favola, come avere un corpo da invidia. Possibile? C’è qualcuna che, probabilmente, storcerà il naso; eppure, ahimè, l’ossessione per il proprio fisico e, di conseguenza, l’accettazione di sé sono temi che coinvolgono più persone di quante ne possiamo immaginare.

Come porre rimedio ai chili di troppo e ottenere i risultati desiderati? C’è chi vuole dimagrire correttamente e si rivolge ad un bravo nutrizionista per iniziare a seguire una dieta sana ed equilibrata. C’è chi associa ad una corretta alimentazione la pratica costante dell’attività fisica. C’è chi decide di abbandonare le proprie abitudini alimentari sbagliate per seguire un regime alimentare salutare. E’ importante essere consapevoli della propria fisicità e del proprio stile di vita, in quanto condizioni come il sovrappeso e l’obesità possono incidere negativamente sullo stato di salute e sullo svolgimento delle più semplici attività quotidiane.

Infine, c’è chi manifesta il proprio disagio psicologico ed emotivo, in disordini alimentari come l’anoressia e la bulimia nervosa. Da qualche tempo, si parla anche di anoressia alcolica: cos’è e come si cura?

L’anoressia alcolica, o drunkoressia, è un disturbo alimentare; l’altra faccia dell’anoressia in cui alcol e digiuno si sostituiscono al cibo. Parliamo di anoressia alcolica quando l’ossessione per un “fisico perfetto” porta le persone, soprattutto le donne, ad un dimagrimento dannoso per la salute caratterizzato dalle “abbuffate” da alcol a stomaco vuoto. Quali sono le conseguenze? Quali sono le terapie consigliate? Nell’intervista che segue, ne abbiamo parlato con il dr. Matteo Pacini, specialista in psichiatria e docente di medicina delle dipendenze.

Anoressia alcolica: cos’è?

Si tratta di un comportamento di tipo anoressico, quindi finalizzato alla prevenzione dell’aumento di peso e all’ottenimento di un peso minore se possibile, con prevalenza di una delle due componenti, a seconda del caso e della fase. In questa variante, lo strumento con cui la persona riesce a controllare l’appetito è l’alcol. La tossicità dell’alcol, e il danno di tipo gastrointestinale che ne consegue, possono essere vissuti come un vantaggio e, quindi, essere sottovalutati. Inoltre, il dimagrimento alcolico è in parte legato alla perdita di tessuto non grasso, per atrofia muscolare ad esempio.

Ne sono maggiormente colpiti gli uomini o le donne? Perché?

L’anoressia è una malattia prevalentemente femminile, così come questa variante. Esistono varianti maschili in cui la persona controlla il proprio peso mediante altri tipi di agenti, apparentemente compatibili con il mantenimento di vigori e prestazioni fisiche, ma si avvalgono di stimolanti piuttosto che di alcol.

Anoressia alcolica: quali sono i sintomi?

I sintomi comprendono quelli dell’anoressia e quelli dell’intossicazione alcolica. Il rapporto con l’alcol può assumere i caratteri di una dipendenza alcolica, ma è difficile operare questa distinzione superficialmente, poiché anche la spinta a bere come strumento per controllare il peso, e non come fine ultimo, è già di per sé una spinta forte, prioritaria e incoercibile, com’è caratteristica anche delle altre anoressie.

Anoressia alcolica: quali sono le cause ed i fattori di rischio?

Il contatto con l’alcol è comune, ma non per tutte le persone questo costituisce una fonte di appagamento intenso, basti pensare che di per sé il bevitore tende inizialmente ad ingrassare. C’è però da osservare che molti poveri o senza tetto, in assenza di cibo, si tengono su con bevande alcoliche e questo non necessariamente perché ne sono dipendenti, ma proprio perché lo stato indotto dall’alcol può aiutare a superare i morsi della fame.

A livello calorico, l’alcol è comunque fonte di energia. Il movente iniziale dell’anoressia alcolica è l’anoressia, ma non si tratta di un’auto-cura dell’anoressia, se mai di uno degli strumenti pro-anoressici, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o di stimolanti e acceleratori del metabolismo.

Come si entra in una psicosi anoressica?

Ci sono due stadi. Nel primo stadio, la persona punta alla riduzione del peso e, solitamente, vi riesce entro certi limiti. Il suo appetito è soppresso e rimandato, cosicché il cervello rende sempre più difficile il mantenimento della riduzione del peso o del mantenimento di un peso basso. A questo punto, la maggioranza delle persone sviluppano un appetito di tipo bulimico, cioè mangiano voracemente e in maniera incontrollata e non piacevole, spesso di nascosto o da soli, per poi rimediare con digiuno, vomito, attività fisica e altri metodi per eliminare l’apporto calorico. Una parte delle persone desistono, altre rientrano nel circolo dell’anoressia e della bulimia.

Nei casi apparentemente compensati, la persona riesce a dimagrire senza crisi di appetito e può mantenere un buon funzionamento generale, specie se si avvale di supporti vitaminici o altri espedienti per evitare i danni da malnutrizione. Il fatto che la persona riesca, senza sforzo, a rimanere sottopeso, non è un segnale positivo. In genere, rimane prigioniera di un apparente equilibrio in cui il peso non può comunque aumentare: pena il peggioramento dell’equilibrio mentale generale.

Inoltre, la sua percezione corporea e d’immagine può essere oggettivamente alterata, cosicché riesce a distinguere la realtà del peso sugli altri, ma non su di sé, e può mirare a pesi corporei non compatibili con la vita, specie nelle fasi di riesacerbazione dell’anoressia.

E’ per questo che talora è necessario il ricovero, anche coatto, della persona con anoressia, che altrimenti ritiene di potere e dovere raggiungere un peso di sicurezza improponibile.

Nelle fasi di perdita di contatto con la realtà, è caratteristica la presenza di un livello di energie basso, inevitabile ad un certo peso, con un’attività fisica e uno stato di agitazione che è invece apprezzabile, anche se inefficace.

A tutti sarà capitato di vedere persone magrissime che corrono in maniera lenta e surreale: stanno sforzando un fisico ormai debole per riuscire a consumare ancora, sul limite costante del rischio di avere complicazioni fatali.

Quali sono le sensazioni di chi soffre di anoressia alcolica?

Le complicazioni sono appunto combinate da anoressia e da intossicazione alcolica. La vera complicazione, intesa come malattia secondaria, che si sviluppa in conseguenza, è l’alcolismo. L’anoressia alcolica diventa dopo un po’ una doppia diagnosi (cioè anoressia e alcolismo), cosa che non era inizialmente.

Come viene percepito il peso?

Il peso è percepito come un presupposto di esistenza. Non essere in dimagrimento o non essere ad un peso accettabile significa non andar bene come persona in generale. E’ un misto tra una valenza di tipo “magico”, per cui se non si è magri non si avrà successo e non si avrà il controllo, e di tipo “affettivo”, per cui senza un certo peso non si è degni, belli, attraenti, gradevoli, socialmente presentabili, etc.

La dispercezione corporea sembra registri piuttosto la differenza di peso, che non il peso attuale, per cui chi ha appena mangiato si sente “negativo” immediatamente, riuscendo a percepire variazioni minime di idratazione, ripienezza viscerale o variazioni ormonali legate al processo digestivo. All’inverso, un rapido dimagrimento è percepito in maniera appagante, anche se non si tratta di vero dimagrimento, ma per esempio di una disidratazione da diuretici.

La propria distanza da una magrezza assoluta è un pericoloso limite tra fallimento e successo che si alternano tanto più bruscamente quanto maggiore è il coinvolgimento nella malattia, e quindi non dipendono dal peso effettivo.

In altre parole, una persona anoressica gravemente sottopeso può reagire con una crisi violenta all’aumento di un etto, molto più di una persona meno magra. Il meccanismo funziona come un elastico teso: più è teso, più scatta violentemente lasciandolo anche solo per un istante. Le persone che, in un certo senso, riescono a mangiare ma mantengono un peso basso, perché vomitano, sono emotivamente instabili; quindi, anche la stabilità emotiva peggiora con l’aumento dei comportamenti anoressici-bulimici e non con il peso.

Perché si usa l’alcol per sopprimere l’appetito?

Si ritiene che dipenda dalle proprietà oppiacee dell’alcol e, in generale, dalle proprietà appaganti. Non parliamo di modiche quantità che anzi possono fare da “antipasto”, ma di quantità rilevanti. Lo stesso effetto possono averlo altre sostanze, come gli oppiacei diretti e anche gli stimolanti: l’effetto in comune, quindi, è forse quello sul sistema della gratificazione.

E’ possibile prevenire l’anoressia alcolica?

L’assunzione di alcol si fa notare. Soprattutto, nel caso dell’anoressia alcolica, di superalcolici, che permettono di non sentirsi “gonfi” a parità di effetto alcolico.

Inoltre, non è raro che ci sia una combinazione alcol – tranquillanti, con un pericoloso effetto di potenziamento dell’effetto, spesso mal prevedibile e graduabile. Questa eventualità è favorita dal fatto che l’assunzione di tranquillanti è più diffusa nel sesso femminile e, quindi, l’effetto può essere scoperto casualmente e perseguito successivamente in maniera mirata.

Il vantaggio iniziale sarebbe di ottenere un effetto analogo con meno alcol, e quindi con meno calorie, ma l’effetto globale è meno controllabile con rischio comportamentale e neurologico maggiore.

Quali sono i trattamenti e le terapie consigliate per curare l’anoressia alcolica?

Al momento, non ci sono schemi standard. La questione è che in questo caso la persona non mira a interrompere il suo rapporto con l’alcol, vivendolo come utile se non salvifico rispetto al suo rapporto con il controllo del peso.

Alcuni argomenti sulla tossicità dell’alcol potrebbero spingere la persona anoressica a desistere dal consumo alcolico, eppure rimane il problema dell’anoressia. Se, invece, si è sviluppato un alcolismo, si può intervenire sull’alcolismo come obiettivo, ma anche in questo caso è opportuno prevenire lo spostamento dello strumento dell’alcol ad altro, per esempio i tranquillanti.

Anoressia alcolica: altre informazioni utili?

Durante il trattamento dell’alcolismo nelle donne, il fattore del controllo del peso non deve essere sottovalutato. Non è escluso che il rapporto con l’alcol si sia strutturato anche in rapporto a questa motivazione. Ciò non significa che poi, per tutta la vita, si mantenga questo legame effettivo, ma sicuramente quando si interverrà per curare un alcolismo femminile, se la cura è associata anche ad un peggioramento del controllo del peso, questo può costituire motivo di ostilità al trattamento.

Guida in stato di ebbrezza: sanzioni

Dopo aver analizzato il disturbo dell’anoressia alcolica nell’intervista al dr. Matteo Pacini, a seguire ti spiegherò cosa succede se, dopo aver bevuto alcol, ti metti alla guida di un veicolo.

Se affoghi il tuo malessere nell’alcol e, magari dopo una serata in compagnia di amici (ad una festa o in discoteca), decidi di metterti alla guida, nonostante tu non sia nelle condizioni di guidare, potresti incorrere in gravi conseguenze.

Cosa succede se ti ferma la polizia? Quali sono le sanzioni previste in caso di guida in stato di ebbrezza? Dipende dal tuo tasso alcolemico. In base alla quantità di alcol presente nel sangue (quantità rilevata attraverso l’etilometro), potresti andare incontro ad una sanzione pecuniaria o ad una sanzione penale.

Se il tuo tasso alcolemico oscilla tra 0,5 e 0,8g/l, siamo in presenza di un illecito amministrativo e, in tal caso, la tua fedina penale resterà immacolata. La sanzione pecuniaria andrà da 532 a 2.127 euro. In più, ne conseguirà la sospensione della patente di guida per un periodo che va dai 3 ai 6 mesi.

Sanzioni penali: quando scattano e in cosa consistono?

Se il tuo tasso alcolemico supera la soglia degli 0,8 g/l scatta il penale. In particolare, se è tra 0,8 g/l e 1,5 g/l le sanzioni saranno le seguenti:

  • un’ammenda da 800 a 3.200 euro, aumentata da un terzo alla metà qualora il reato sia commesso dopo le 22 e prima delle 7 del mattino;
  • la sospensione della patente di guida da 6 mesi a un anno;
  • l’arresto fino a 6 mesi.

E se il tasso alcolemico è superiore all’1,5 g/l? Ecco quali sono le sanzioni in questo caso:

  • un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le 22 e le 7 del mattino;
  • la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni e, se il veicolo appartiene ad una persona estranea al reato, la sospensione va da 2 a 4 anni;
  • l’arresto da 6 mesi a un anno.

La patente viene revocata nel caso in cui dovessi commettere più violazioni nel corso di due anni.

Per conoscere le più recenti pronunce giurisprudenziali sull’argomento, leggi l’articolo Guida in stato di ebbrezza: ultime sentenze.

note

Autore immagine: 123rf com.


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