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Telefonate anonime: come scoprire gratis numero sconosciuto

24 Novembre 2017 | Autore:


> Tech Pubblicato il 24 Novembre 2017



Whooming consente di risalire gratuitamente al numero telefonico di una chiamata anonima, ma esistono altre forme di tutela.

Dietro una chiamata anonima si può nascondere un amico che vuol fare uno scherzo, il solito call center che propone offerte commerciali o, nel peggiore dei casi, uno stalker. Sapere in anticipo l’identità di chi chiama o, quanto meno, il numero telefonico, potrebbe evitare tante seccature.

Tra l’altro, com’è noto, effettuare una chiamata anonima è davvero semplice: da una linea fissa è sufficiente anteporre il prefisso *67# al numero telefonico del destinatario, mentre, per chiamate anonime da un cellulare, di solito è necessario anteporre il codice #31# al numero da telefonare.

Non molti sanno che ci sono diversi modi per smascherare una chiamata anonima: attraverso questi semplici strumenti, è possibile identificare il numero del chiamante anche se composto in modo anonimo. Un modo utilissimo per difendersi da chiamate indesiderate e, soprattutto, da possibili molestatori. Vediamo allora come scoprire gratuitamente chi chiama da numero sconosciuto.

Come scoprire telefonate anonime: Override

Un valido servizio per scoprire telefonate anonime è sicuramente Override, che è possibile richiedere al proprio operatore di telefonia ma che, purtroppo, è a pagamento e i costi da sostenere non sono proprio minimi. Inoltre, esso necessita dell’esistenza di una denuncia e di un’autorizzazione del giudice.

Trattasi di uno strumento messo a disposizione direttamene dai gestori telefonici che consente di svelare tutte le telefonate effettuate in modalità anonima mostrando sul display del telefono il vero numero di chi chiama. L’inconveniente del servizio riguarda i costi: circa trenta euro per quindici giorni.

Per l’attivazione del servizio si deve compilare un modulo (allegando una fotocopia della carta di identità) che può anche essere richiesto online, per e-mail oppure scaricato direttamente dal sito del gestore telefonico.

In ogni caso, Override consente sì di smascherare il numero molestatore, ma non è possibile ottenere, direttamente dal servizio clienti, il nome del titolare dell’utenza anonima. Per avere tale informazione è comunque necessaria un’apposita denuncia depositata alle autorità competenti (anche con dichiarazione orale), le uniche autorizzate ad accedere ai tabulati in chiaro.

Prima di effettuare la denuncia bisogna assicurarsi che la condotta posta in essere dal presunto molestatore integri un reato. Infatti, accusare un soggetto di un reato che in realtà non ha commesso comporta il rischio di esporsi a una controdenuncia per calunnia.

Fuori dalle ipotesi di stalking, il reato che si configura più spesso in questi casi, da parte dell’importuno telefonista, è quello della molestia (di cui si parlerà più diffusamente dopo). Lo schema tipico della molestia è caratterizzato dalla ripetizione di telefonate in orari diurni e notturni, spesso mute e talvolta con l’unica finalità di intaccare la tranquillità e il riposo della persona presa di mira.

È necessario, inoltre, che vi sia stata una pluralità di comportamenti di disturbo telefonico. Pertanto, non sono punibili le telefonate effettuate per errore, gli scherzi telefonici e le telefonate di propaganda commerciale nei limiti della normale tollerabilità. Secondo la giurisprudenza, non sono sufficienti a configurare la molestia solamente due telefonate, per di più mute.

Come scoprire telefonate anonime: Whooming

Per fortuna, per scoprire telefonate anonime esiste un servizio gratuito chiamato Whooming, in grado di funzionare con qualsiasi operatore, sia su cellulare che su rete fissa. Whooming agisce mediante la tecnica dell’inoltro di chiamata: in sostanza la telefonata viene dirottata verso il numero di Whooming, che ne identifica l’autore. La versione base di Whooming è gratuita ma, in questo caso, il numero di chi effettua le telefonate anonime viene mostrato solo ventiquattro ore dopo l’avvenuta chiamata. Se si vogliono risultati immediati bisogna attivare il servizio a pagamento, spendendo dieci euro.

Un altro dei vantaggi offerto da Whooming è l’estrema compatibilità: il servizio, infatti, funziona non solo con gli smartphone, ma anche con i classici cellulari privi di connessione internet. Per usare Whooming, infatti, non è necessario installare alcuna applicazione sul telefono: basta configurare la deviazione di chiamata, possibilità offerta da qualunque operatore mobile.

Come scoprire telefonate anonime: installare Whooming

L’installazione di Whooming è molto semplice. Innanzitutto si deve andare sul sito ufficiale del servizio e cliccare sul tasto centrale registrati gratis. A questo punto, è possibile scegliere la registrazione mediante inserimento di indirizzo e-mail oppure tramite credenziali di facebook. Compiuta anche questa operazione, Whooming provvederà ad inviare un messaggio di conferma di avvenuta iscrizione contenente una password temporanea. Dopodiché, bisogna cliccare sulla voce Vai al sito, contenuta sempre nel messaggio.

Si aprirà una nuova pagina; qui occorre cliccare sul pulsante Accedi e compilare il modulo di login digitando l’indirizzo e-mail scelto inizialmente e la password che è stata inviata tramite messaggio di posta elettronica.

Avvenuta la regolare registrazione, si è pronti per il passo più importante: fornire a Whooming il proprio numero di telefono. Per fare ciò, è sufficiente selezionare il pulsante + Aggiungi numero e poi Prosegui.

Come scoprire telefonate anonime: il funzionamento di Whooming

Occorre ora impostare la deviazione delle chiamate. La procedura non deve impressionare: quanto illustrato fino ad ora non è nulla di più di una registrazione ordinaria a qualsiasi sito.

Completata tutta la procedura di registrazione, il servizio mostra come abilitare la deviazione delle chiamate sul numero di telefono indicato in modo che le chiamate effettuate con l’anonimo vengano rifiutate e indirizzate automaticamente sul numero di Whooming. Le opzioni a disposizione sono sostanzialmente due:

  • per abilitare la deviazione su occupato occorre spuntare la casella accanto alla voce deviazione su occupato e comporre un codice che varia di operatore in operatore. Ad esempio, per Tim, Vodafone e Wind il numero è **67*0694802015#;per Tre è **67*0694802015*11#. Scegliendo questa modalità, si potrà scoprire il numero anonimo solo rifiutando la chiamata;
  • per abilitare la deviazione su tutte le chiamate (praticamente il cellulare non squillerà più), bisogna spuntare la casella collocata accanto alla voce deviazione totale, comporre il numero **21*0694802015# ed avviare una chiamata. Successivamente, occorre fare clic sul pulsante prosegui.

Eseguita la procedura, Whooming chiede di controllare che il servizio sia effettivamente funzionante. In buona sostanza, se la scelta è caduta sulla deviazione delle chiamate solo in caso di telefono occupato,bisogna digitare il proprio numero (cioè, auto-chiamarsi), mentre, se è stata attivata la deviazione totale delle chiamate, bisogna chiamare sul proprio numero da altra utenza. Whooming provvederà a comunicare la corretta attivazione del servizio.

D’ora in avanti, ogni volta che si riceverà una chiamata da parte di un numero privato o sconosciuto non bisognerà fare altro che rifiutare la telefonata; dopo circa ventiquattro ore, Whooming invierà un messaggio all’indirizzo di posta elettronica indicato durante la fase di registrazione, segnalando il numero di chi ha chiamato in modalità anonima. La deviazione totale delle chiamate, invece, non comporta la necessità di rifiutare la chiamata, in quanto quest’ultima verrà bloccata automaticamente.

Il numero anonimo potrà essere scoperto anche consultando la cronologia delle telefonate ricevute collegandosi al sito ufficiale di Whooming e facendo clic sul pulsante Chiamate. I numeri completi di coloro che hanno provato a chiamare con il privato possono essere visualizzati solo trascorse ventiquattro ore dalla ricezione delle chiamate. Come già anticipato, la visualizzazione immediata dei numeri in maniera istantanea prevede un costo di dieci euro.

Il servizio a pagamento consente di beneficiare anche di ulteriori vantaggi, quali: la possibilità di far sentire il suono della linea libera ai mittenti delle chiamate anonime quando in realtà Whooming ne avrà già rintracciato il numero; la registrazione delle conversazioni intercettate da Whooming con annessa possibilità poi di scaricarle sul computer; notifiche sms, per ricevere un messaggio con il numero di chi ha chiamato. Queste ultime funzioni possono tornare particolarmente utili nei casi in cui la condotta dell’anonimo possa integrare gli estremi di un reato.

Whooming è disponibile anche sotto forma di app per smartphone Android e per iPhone mediante cui è possibile controllare la cronologia delle chiamate ricevute e gestire il proprio account da cellulare.

Come scoprire telefonate anonime: disattivare Whooming

Whooming può essere disattivato in qualsiasi momento, digitando ##002# sul tastierino numerico del telefono ed avviando poi una telefonata. Dopo aver composto e chiamato il codice appena indicato apparirà un messaggio che avverte della disattivazione del servizio.

È bene ricordare che Whooming non è infallibile: una persona molto abile potrebbe comunque riuscire ad aggirare tale servizio utilizzando alcune tecniche più sofisticate del semplice oscuramento del numero di telefono del chiamante.

Come scoprire telefonate da numeri privati: TrueCaller

Un problema molto simile a quello delle chiamate anonime riguarda la chiamate da numero privato, cioè quelle degli operatori commerciali. Una valida soluzione è fornita da TrueCaller: si tratta di una app gratuita che permette di identificare (ed eventualmente bloccare) le chiamate provenienti da call center e operatori commerciali più o meno autorizzati. Il servizio consente anche di cercare i numeri di cellulare e i numeri di linea fissa e di risalire facilmente ai loro intestatari.

L’inconveniente di TrueCaller è l’obbligo di condivisione del proprio numero di cellulare con gli altri utenti: ciò significa che il numero diventa pubblico e facilmente rintracciabile. L’applicazione è disponibile sia per Android che per iOS e Windows Phone. L’installazione è semplice e intuitiva: dopo averla scaricata sullo smartphone, occorre avviarla e seguire la procedura guidata per la creazione dell’account. Bisogna poi digitare il proprio numero di cellulare nell’apposito campo, aspettare che il numero venga verificato con una chiamata automatica da parte di TrueCaller e compilare il modulo che viene proposto. TrueCaller può identificare le chiamate indesiderate ma non rifiutarle automaticamente.

Come scoprire telefonate da numeri privati: Should I answer?

Should I Answer (Dovrei Rispondere)? è un altro valido strumento (gratuito) per Android, molto simile a TrueCaller. Il dispositivo, infatti, blocca le chiamate che provengono dagli operatori commerciali presenti in un database che viene arricchito ogni giorno grazie alle segnalazioni degli utenti. Il vantaggio di Should I Answer? È che non necessita della condivisione del proprio numero di telefono: la privacy è quindi salva. Anche questa app è liberamente scaricabile.

Come scoprire telefonate anonime: quando Whooming non basta

Le telefonate anonime o da numero privato affliggono la quotidianità di tutti. Per tutelarsi abbiamo visto alcuni semplici strumenti che consentono di difendersi da veri e propri assalti telefonici. È stato anche detto, però, che non sempre i dispositivi in circolazione sono in grado di garantire i risultati promessi. Chi è particolarmente abile con la tecnologia potrebbe essere capace di aggirare anche questi preziosi servizi. In questi casi e, soprattutto, quando le telefonate diventano davvero insopportabili tanto da disturbare la vittima in maniera seria, il consiglio è sempre quello di sporgere denuncia alle autorità competenti. Rimandando alla lettura dell’articolo Chiamate continue da numero che attacca subito: che fare? per maggiori approfondimenti, vale la pena sottolineare alcuni strumenti per potersi tutelare in maniera ancora più incisiva nei confronti delle chiamate anonime. Vediamole.

Telefonate da numero privato: l’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni

Il primo strumento approntato dal nostro ordinamento per la protezione dal telemarketing selvaggio è l’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni [1]. I possessori di una linea telefonica fissa, la cui utenza risulti negli elenchi telefonici pubblici, possono chiedere l’iscrizione del proprio numero all’interno di questo registro con l’effetto di proibire agli operatori telefonici di essere contattati. In altre parole, questa operazione consente di rimanere visibili sugli elenchi ma, al contempo, di non prestare il consenso al ricevimento di chiamate pubblicitarie. L’iscrizione può avvenire: tramite registrazione al sito internet: www.registrodelleopposizioni.it; chiamando il numero verde 800.265.265; inviando la richiesta via fax (06.542.248.22) o tramite raccomandata (all’indirizzo: Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni – Abbonati, Ufficio Roma Nomentano, Casella Postale 7211, 00162 Roma). Una volta presentata la domanda, è necessario attendere quindici giorni perché il numero sia ufficialmente inserito nelle liste di chi rifiuta il telemarketing. L’iscrizione è gratuita ed è efficace a tempo indeterminato. Questo strumento di protezione della propria privacy presenta, però, degli inconvenienti. Innanzitutto, l’iscrizione è consentita solamente a coloro che sono titolari di utenza inserita negli elenchi pubblici telefonici. Si potrebbe obiettare sostenendo che, non apparendo in tali registri, l’utenza ha salva la sua privacy perché l’operatore non potrà rintracciarlo. In realtà non è così: le società commerciali reperiscono i numeri attraverso altre vie, come lo scambio di informazioni tra compagnie, siti internet, social network, ecc. Il vero problema del Registro pubblico delle opposizioni, però, è che in realtà funziona ben poco. Migliaia di iscritti lamentano il fatto di essere ancora disturbati dal telemarketing nonostante l’iscrizione al registro.

Come appena ricordato, quando il numero di telefono non è presente nei pubblici elenchi ed è quindi riservato (in genere accade per le utenze mobili), l’intestatario non può iscriverlo al Registro. Dunque, per interrompere ulteriori telefonate l’unico modo per tutelarsi è chiedere direttamente al promotore che ci ha contattato chi è il titolare del trattamento, come ha avuto i nostri riferimenti e chiederne l’immediata cancellazione mediante raccomandata a/r. Al ricevimento di un’ulteriore chiamata, si potrà ricorrere (come si vedrà di qui ad un istante) al Garante della privacy ovvero all’autorità giudiziaria se si ha intenzione di chiedere il risarcimento

Telefonate da numero privato: il Garante della privacy

Una via più efficace è sicuramente quella di rivolgersi al Garante della privacy. Sul sito istituzionale è possibile reperire i modelli destinati specificamente a chiedere protezione dalle invadenti chiamate commerciali. La segnalazione al Garante è gratuita e non necessita del patrocinio di un avvocato. È necessario indicare il numero della propria utenza telefonica sul quale sono state ricevute le chiamate promozionali, la data e l’ora della chiamata e la società i cui prodotti o servizi sono stati pubblicizzati nel corso della conversazione. Se conosciuto, deve essere indicato nella segnalazione al Garante anche il numero dal quale è stata effettuata la chiamata. A tal proposito si fa notare che gli operatori commerciali hanno l’obbligo (non sempre rispettato) di mostrare suddetto numero. L’indicazione di queste informazioni rende più agevole l’accertamento da parte dell’Autorità. Sia ben chiaro, però, che la tutela non è di tipo giurisdizionale: pertanto, non si potrà chiedere il risarcimento del danno ma solo l’inibizione delle chiamate indesiderate. Si ricordi, infine, di prestare attenzione a non aver acconsentito al trattamento dei propri dati per finalità di telemarketing allo specifico soggetto che ha effettuato la chiamata; in questo caso, infatti, l’opposizione sarebbe infondata.

Telefonate da numero privato: tutela giurisdizionale

Se si desidera una tutela piena, la persona assillata dalle chiamate commerciali può rivolgersi direttamente all’autorità giudiziaria, citando la compagnia responsabile. In questa sede sarà possibile chiedere il risarcimento dei danni, purché ovviamente se ne fornisca la prova. È difficile dimostrare il danno derivante dalla lesione della propria privacy, pertanto è auspicabile rimettersi alla valutazione equitativa del giudice. All’occorrenza, bisognerà dimostrare: l’avvenuta iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni (è possibile contattare il Registro stesso per chiedere una certificazione); il ricevimento della telefonata indesiderata, da allegare attraverso la richiesta dei tabulati telefonici alla propria compagnia o da provare mediante testimone che ha assistito alla chiamata. Per i procedimenti di valore inferiore ai millecento euro l’attore può anche comparire personalmente, senza il patrocinio di un difensore. Si faccia attenzione, anche in questo caso, al consenso eventualmente prestato al trattamento dei propri dati.

Dal punto di vista della tutela penale, in teoria sarebbe possibile denunciare l’operatore per molestia o disturbo alle persone. Il codice penale, infatti, punisce chiunque, col mezzo del telefono, per petulanza o altro motivo biasimevole, reca a taluno molestia o disturbo [2]. La Corte di Cassazione, con una recentissima sentenza, ha però stabilito che il reato appena descritto non sia applicabile al telemarketing, visto che la norma punisce la condotta molesta sorretta da motivo biasimevole, cioè dalla finalità colpevole di nuocere agli altri [3]. Questa finalità è estranea agli operatori commerciali, il cui intento è quello di promuovere i loro prodotti.

In pratica, il risarcimento dei danno da telemarketing selvaggio può essere ottenuto soltanto ricorrendo all’autorità giudiziaria e provando il danno patito. Altrimenti, per ottenere la cessazione della condotta molesta, è possibile iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni o fare segnalazione al Garante della privacy.

Telefonate anonime e reato molestie telefoniche

Diversa è la situazione delle telefonate anonime fatte solamente per arrecare fastidio. Come anticipato, il codice penale punisce con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo. Il bene giuridico tutelato è sia la tranquillità pubblica che quella del privato (reato cosiddetto plurioffensivo): nel primo caso, rileva che la condotta molesta avvenga in luogo pubblico o aperto al pubblico; nel secondo, invece, l’utilizzo del mezzo telefonico o di qualsiasi altro idoneo ad arrecare disturbo. Trattasi di una contravvenzione, cioè di un reato minore, non punito con la reclusione e suscettibile di prescrizione più breve di quella prevista per i delitti. Detto ciò, secondo la Corte di Cassazione integra il reato di molestie la condotta dell’agente, insistente e petulante, idonea a turbare in modo apprezzabile le normali condizioni nelle quali si svolge la vita della persona molestata [4].

Telefonate anonime e stalking

Secondo la Corte di Cassazione [5], quando le telefonate anonime diventano eccessive e suscitano nella vittima uno stato di apprensione tale da indurla a temere per la propria vita oppure a cambiare le abitudini quotidiane, è possibile che si integri il reato di stalking [6]. Questo può avvenire, però, solamente quando il numero delle telefonate anonime sia importante e ingeneri nella persona che le riceve un serio stato di ansia o paura, eventualmente anche accertabile clinicamente.

In questo caso, occorre sporgere denuncia/querela presso le forze dell’ordine, entro tre mesi dalla ricezione dell’ultima chiamata. È opportuno fornire quante più informazioni possibili al fine di rendere efficaci le indagini delle autorità. Le forze dell’ordine potranno addirittura mettere sotto controllo l’apparecchio telefonico, provvedendo alla consultazione dei tabulati.

note

[1] D.P.R. 178/2010.

[2] Art. 660 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 38224/2017 del 01.08.2017.

[4] Cass., sent. n. 2967 del 16.03.1978.

[5] Cass., sent. n. 45547/16 del 28.10.2016.

[6] Art. 612-bis cod. pen.


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