Cambiano i ricorsi contro le cartelle di pagamento

29 Giugno 2019
Cambiano i ricorsi contro le cartelle di pagamento

Con il processo tributario telematico cambia la modalità per opporsi alle cartelle esattoriali di Agenzia Entrate Riscossione.

Tra due giorni, ossia a partire da lunedì prossimo, cambia completamente il modo per presentare ricorso contro le cartelle esattoriali. Parte infatti il cosiddetto «processo tributario telematico», obbligatorio per tutti i professionisti. Chi dunque vorrà contestare una cartella di pagamento dovrà sapere come funziona il nuovo processo tributario telematico ed avvalersi dei relativi sistemi tecnici (pec, firma elettronica, connessione a internet e, in particolare, al portale Sigit.

A cambiare sono, di conseguenza, anche i fogli avvertenze, all’interno delle cartelle esattoriali, che devono informare il contribuente circa i termini e le modalità per presentare l’impugnazione. 

Naturalmente la novità non vale solo per le cartelle esattoriali di Agenzia Entrate Riscossione ma anche per quelle delle società di riscossione dei tributi locali (quelle cioè delegate a recuperare Imu, multe stradali, imposta rifiuti, ecc.).

La modalità telematica per il deposito e la notificazione degli atti processuali si applica con riferimento ai giudizi instaurati, in primo grado o in appello, con ricorso notificato a decorrere dal 1 luglio 2019. Restano esclusi solo i ricorsi fatti “in proprio” dal contribuente, ossia senza l’assistenza di un professionista  (liti di valore non superiore a 3mila euro); per questi ultimi non sussiste l’obbligo del processo tributario telematico . 

Notifiche e depositi dovranno avvenire tramite telematicamente, attraverso Pec 

L’atto introduttivo – ossia il ricorso – dovrà essere nativo in pdf (vietato quindi stamparlo, firmarlo e scansionarlo). Esso andrà poi notificato ad Agenzia Entrate Riscossione tramite Pec. Ad esso andrà allegata la procura che potrà essere anche cartacea e poi scansionata con firma digitale (formato P7m). 

In calce all’atto, è opportuno inserire sia una “relata di notifica”, sia l’attestazione di conformità. Il file verrà poi convertito in Pdf/A attraverso specifici programmi (https://sigit.finanze.it/NIRWeb/servizioConversioneValidazioneFile.do?pagina=load) e firmato digitalmente trasformandolo, così, nel formato P7m. 

Il ricorso contro la cartella di pagamento, così notificato alla controparte, con la prova di ricevimento andrà depositato presso la Commissione tributaria attraverso il portale Sigit. 



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