Questo sito contribuisce alla audience di
L’esperto | Articoli

Sovraindebitamento: ultime sentenze

12 Agosto 2021
Sovraindebitamento: ultime sentenze

Procedura di sovraindebitamento; socio illimitatamente responsabile; dichiarazione di fallimento della società; accordo di composizione della crisi.

Composizione della crisi da sovraindebitamento

In tema di omologazione della proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento di cui alla l. n. 3 del 2012, ai creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, per i quali sia prevista la soddisfazione non integrale, va assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dall’organismo di composizione della crisi.

(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio il decreto che aveva respinto il reclamo avverso il diniego di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, assumendo che non era ammessa la falcidia parziale dei crediti muniti di privilegio generale).

Cassazione civile sez. VI, 18/02/2021, n.4270

Sovraindebitamento: il piano del consumatore

In tema di ‘piano del consumatore’ il requisito della meritevolezza va ravvisato quando il consumatore, confidando sull’entità disponibile di reddito e patrimonio, abbia ritenuto – in modo ragionevole – di poter sempre pagare ogni debito alla scadenza e quando il consumatore si trovi in una condizione di sproporzione tra patrimonio ed esposizione debitoria non causata da una condotta colposa.

Tribunale Verona, 05/02/2021

Sovraindebitamento: la liquidazione dei beni della società

In tema di sovraindebitamento, il nuovo comma 7 bis dell’art. 14 ter l. n. 3/2012, introdotto dalla l. n. 176/2020) dispone che il decreto di apertura della procedura di liquidazione dei beni proposta da una società di persone produce i suoi effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili. La nuova norma, insomma, appare del tutto analoga a quella prevista dall’art. 147 l.fall. quanto all’estensione del fallimento per la società ai soci illimitatamente responsabili.

L’apertura della liquidazione si estende non solo ai soci che ne hanno fatto espressa richiesta, ma anche a tutti gli altri soci, quale effetto automatico del decreto di apertura della liquidazione della società ricorrente.

Tribunale Forli’, 07/01/2021

Definizione di sovraindebitamento

Tra i requisiti di ammissibilità previsti dalla c.d. legge sul sovraindebitamento risulta lo stato, appunto, di sovraindebitamento, che va inteso come situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile che determina una rilevante difficoltà/impossibilità di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.

Tribunale Forli’, 07/01/2021

Procedura di sovraindebitamento

In tema di sovraindebitamento, appare meritevole la richiesta laddove emerga che il consumatore non abbia assunto i propri debiti senza la ragionevole prospettiva di poterli adempiere ovvero senza aver determinato colposamente il sovraindebitamento presentando un piano in linea con la normativa di riferimento.

Tribunale Napoli, 21/10/2020

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti

In tema di composizione della crisi da sovraindebitamento, gli accordi di ristrutturazione dei debiti come pure i piani del consumatore possono prevedere una dilazione del pagamento dei crediti prelatizi, oltre il termine annuale previsto dall’art. 8, comma 4, l. n. 3 del 2012, purché ai titolari di tali crediti sia attribuito il diritto di voto, tenuto conto che detta dilazione, anche se di lunga durata, non pone un problema di fattibilità giuridica, ma influisce soltanto sulla valutazione di convenienza per i creditori.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato il decreto del tribunale che, in sede di reclamo, aveva confermato il diniego di omologa di una proposta di accordo di ristrutturazione, ritenuto non fattibile a causa della dilazione in cinque anni del pagamento di un credito ipotecario).

Cassazione civile sez. VI, 20/08/2020, n.17391

Lo squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile

L’art. 6, co. 2, lett. a) l.n. 3/2012 definisce il sovraindebitamento come una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità d adempierle regolarmente. Occorre pertanto uno squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile, con esclusione quindi della parte di patrimonio – specie di natura immobiliare – non liquidabile facilmente e senza indugio, anche in considerazione della durata notoriamente lunga delle procedure esecutive.

Tale squilibrio può concretizzarsi in una rilevante difficoltà ad adempiere (cioè in quella situazione di crisi che legittima – mutatis mutandis – il ricorso al concordato preventivo e all’accordo di ristrutturazione) ovvero in una definitiva incapacità ad adempiere regolarmente (ovvero in quello stato di insolvenza che legittima il fallimento delle imprese ad esso soggette).

Tribunale Nola sez. II, 25/06/2020

Proposta di risoluzione di sovraindebitamento

Va ritenuto che non è causa di inammissibilità la proposta congiuntamente effettuata dai coniugi poiché va ritenuto che essi rientrano nello stesso nucleo famigliare ed in regime di comunione dei beni avendo messo a disposizione entrambi le proprie masse attive e le masse passive che, pure restando distinte, formano un progetto unitario di risoluzione della crisi da sovraindebitamento familiare che tra l’altro ha origine comune nella contrazione dei debiti essenzialmente familiari ed è riferibile ad entrambi i coniugi che assumono la qualifica di consumatori.

Tribunale Napoli, 02/04/2019, n.624

Sovraindebitamento e insolvenza

Il concetto di sovraindebitamento di cui alla legge n. 3 del 2012 coincide con il concetto di insolvenza di cui all’art. 5 legge fallimentare.

Tribunale Napoli Nord sez. III, 21/12/2018

Sovraindebitamento e proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti

Avverso il decreto del tribunale che abbia dichiarato inammissibile la proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti, presentata dal debitore che versi in stato di sovraindebitamento, non è proponibile ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., perché il provvedimento è privo dei caratteri della decisorietà e definitività, e pertanto non è suscettibile di passaggio in giudicato.

Tale conclusione non determina alcun vulnus al diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost., dal momento che il decreto, in relazione al quale non è prevista alcuna forma di impugnazione, non preclude la riproposizione della medesima domanda, anche prima del decorso dei cinque anni di cui all’art. 7, comma 2, lett. b), della legge n. 3 del 2012, operando tale termine preclusivo nella sola ipotesi che il debitore abbia concretamente beneficiato degli effetti riconducibili a una procedura della medesima natura.

Cassazione civile sez. I, 26/11/2018, n.30534

Accordo di composizione della crisi

La prescrizione secondo cui il precetto deve contenere l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un OCC, o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore, non va rispettata a pena di nullità del precetto non essendo, tale avvertimento, espressamente elencato nelle ipotesi tassative di nullità, la cui collocazione all’interno del capoverso, non determina pertanto la tacita inclusione nel detto elenco.

Tribunale Gela, 03/11/2018, n.585

Start-up innovativa e sovraindebitamento

Secondo il testo originario dell’articolo 31 del Decreto Legge n. 179/2012, convertito con modifiche nella legge n. 221/2012, “la start-up innovativa” non è soggetta a procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo Il della legge 27 gennaio 2012, n. 3”, ovvero le procedure da sovraindebitamento.

Tuttavia, con l’art. 57, 3 ter della legge 21 giugno 2017, n. 26 ha ampliato il periodo di esenzione dalle procedure concorsuali da 4 a 5 anni dalla data di costituzione di tali società, con esclusione dall’estensione temporale delle società già costituite alla data del 19.12.2012 (data di entrata in vigore della L. n. 221/2012 di conversione del D.L. n. 179/2012), che rimangono assoggettate ai limiti temporali più ristretti previsti dall’art. 25, comma 3 del D.L. 179/2012, in maniera variabile a seconda dell’anzianità dell’impresa.

Non può essere accolta l’eccezione di inapplicabilità dell’esenzione dalle procedure concorsuali in conseguenza dell’avvenuta cancellazione della società in data 27.12.2017 dal Registro delle Imprese e dalla specifica sezione speciale ai sensi dell’art. 25 comma 8 D.L. 179/2012, in quanto la perdita del beneficio, secondo quest’ultima norma, è collegata alla cancellazione dalla sezione speciale delle start up innovative con permanenza dell’iscrizione alla sezione ordinaria del registro delle imprese, e non alla cancellazione tout court, che coincide con l’estinzione della società.

Conseguentemente è società non assoggettata al fallimento e quindi non sussistendo il presupposto della fallibilità non può trovare applicazione l’art. 10 legge fallimentare.

Corte appello Bologna sez. III, 24/10/2018, n.2686

Assenza di limite temporale fisso nel piano del consumatore

In assenza di una previsione normativa del limite di durata delle procedure di sovraindebitamento, va esclusa l’individuazione di un parametro temporale fisso rispetto al quale vagliare l’ammissibilità del piano del consumatore, dovendosi preferire una ponderata valutazione della singola fattispecie.

Va omologato il piano del consumatore qualora la dilazione proposta dal debitore risulti pienamente compatibile con la natura giuridica del rapporto negoziale sottostante (nel caso di specie: un mutuo fondiario), vale a dire un rapporto negoziale la cui intrinseca ed ontologica caratteristica è proprio la lunga durata (che, per i mutui, secondo la prassi bancaria, raggiunge tempistiche anche di molto superiori a quelle proposte).

Tribunale Como sez. I, 24/05/2018

Patrimonio del sovraindebitato

La normativa dettata per risolvere le crisi da sovraindebitamento non autorizza a ritenere che nel caso di accordo debba essere necessariamente devoluto ai creditori l’intero patrimonio del sovra indebitato: l’art. 7 della l. n. 3/2012, che disciplina la fattispecie dell’accordo, prevede infatti semplicemente che “il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che, assicurato il regolare pagamento dei titolari di crediti impignorabili ai sensi dell’articolo 545 del codice di procedura civile e delle altre disposizioni contenute in leggi speciali, preveda scadenze e modalità di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, indichi le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti e le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni…” e definisce limitate ipotesi di inammissibilità della proposta di accordo, al secondo comma, tra cui non figura la mancata devoluzione dell’intero patrimonio, bensì la mancata esposizione di tutti gli elementi che consentano ai creditori di valutare la consistenza del patrimonio, e quindi la convenienza dell’accordo rispetto alla alternativa liquidatoria.

Tribunale Bologna, 22/05/2018

Vendita competitiva: può liberare l’immobile dall’ipoteca?

Nell’ambito di una procedura di sovraindebitamento, qualora il creditore ipotecario non risulti soddisfatto interamente dalla proposta di piano, la cancellazione dell’ipoteca iscritta è possibile solo se si svolge una procedura competitiva con le regole ad essa propria, dato il riferimento al «valore di mercato» contenuto nell’art. 7 l. n. 3/2012.

Di conseguenza il Giudice non ha il potere di ordinare la cancellazione dell’ipoteca iscritta sull’immobile qualora nel piano del consumatore o nell’accordo con i creditori il ricorrente inserisca nel proprio piano di uscita dalla crisi una vendita privatistica.

Tribunale Torino sez. VI, 07/05/2018, n.105

Domanda congiunta di liquidazione del patrimonio in caso di sovraindebitamento

Nell’ipotesi in cui a versare in stato di sovraindebitamento siano due coniugi in regime di comunione legale, è ammissibile la presentazione di un ricorso congiunto per la liquidazione del patrimonio nonostante il dato letterale della legge n. 3/2012 preveda come legittimato attivo a far ricorso agli strumenti previsti dalla stessa solo la persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta, invocando da un lato il principio di ragionevolezza nell’affrontare congiuntamente e sistematicamente lo squilibrio finanziario correlato alla vita in comune e dall’altro la maggiore complessità e onerosità di una trattazione separata delle singole posizioni.

Tribunale Mantova, 08/04/2018

Socio illimitatamente responsabile: può accedere al sovraindebitamento?

La qualità di socio illimitatamente responsabile di società passibile di fallimento – e dunque di soggetto a cui il fallimento può essere esteso, ex art. 147 l.fall. – non esclude l’accessibilità alle procedure di sovraindebitamento, atteso che – non essendo imprenditore -, in sede di estensione del fallimento della società non viene valutata la sua insolvenza e non vi è ragione per sostenere che egli, per ottenere l’esdebitazione, sia tenuto ad attendere la dichiarazione di fallimento della società.

Tribunale Rimini sez. II, 12/03/2018

Accessibilità alla procedura di sovraindebitamento

La qualità di socio illimitatamente responsabile di società passibile di fallimento – e dunque di soggetto a cui il fallimento andrebbe esteso ex art 147 lf – non esclude la accessibilità alle procedure di sovraindebitamento, atteso che il socio illimitatamente responsabile non è imprenditore , in sede di estensione del fallimento della società non viene valutata la sua insolvenza e non vi è ragione per sostenere che egli, per ottenere l’esdebitazione , sia tenuto ad attendere la dichiarazione di fallimento della società.

Tribunale Rimini sez. II, 22/03/2018, n.189



Sostieni laleggepertutti.it

"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica indipendente che da oltre 10 anni informa gratuitamente milioni di persone ogni mese senza il supporto di finanziamenti pubblici. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube