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Sovraindebitamento: ultime sentenze

29 Luglio 2019
Sovraindebitamento: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: concetto di sovraindebitamento; crisi da sovraindebitamento familiare; procedura di sovraindebitamento; socio illimitatamente responsabile; dichiarazione di fallimento della società; accordo di composizione della crisi.

Accessibilità alla procedura di sovraindebitamento

La qualità di socio illimitatamente responsabile di società passibile di fallimento – e dunque di soggetto a cui il fallimento andrebbe esteso ex art 147 lf – non esclude la accessibilità alle procedure di sovraindebitamento, atteso che il socio illimitatamente responsabile non è imprenditore , in sede di estensione del fallimento della società non viene valutata la sua insolvenza e non vi è ragione per sostenere che egli, per ottenere l’esdebitazione , sia tenuto ad attendere la dichiarazione di fallimento della società.

Tribunale Rimini sez. II, 22/03/2018, n.189

Proposta di risoluzione di sovraindebitamento

Va ritenuto che non è causa di inammissibilità la proposta congiuntamente effettuata dai coniugi poiché va ritenuto che essi rientrano nello stesso nucleo famigliare ed in regime di comunione dei beni avendo messo a disposizione entrambi le proprie masse attive e le masse passive che, pure restando distinte, formano un progetto unitario di risoluzione della crisi da sovraindebitamento familiare che tra l’altro ha origine comune nella contrazione dei debiti essenzialmente familiari ed è riferibile ad entrambi i coniugi che assumono la qualifica di consumatori.

Tribunale Napoli, 02/04/2019, n.624

Sovraindebitamento e insolvenza

Il concetto di sovraindebitamento di cui alla legge n. 3 del 2012 coincide con il concetto di insolvenza di cui all’art. 5 legge fallimentare.

Tribunale Napoli Nord sez. III, 21/12/2018

Sovraindebitamento e proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti

Avverso il decreto del tribunale che abbia dichiarato inammissibile la proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti, presentata dal debitore che versi in stato di sovraindebitamento, non è proponibile ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., perché il provvedimento è privo dei caratteri della decisorietà e definitività, e pertanto non è suscettibile di passaggio in giudicato.

Tale conclusione non determina alcun vulnus al diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost., dal momento che il decreto, in relazione al quale non è prevista alcuna forma di impugnazione, non preclude la riproposizione della medesima domanda, anche prima del decorso dei cinque anni di cui all’art. 7, comma 2, lett. b), della legge n. 3 del 2012, operando tale termine preclusivo nella sola ipotesi che il debitore abbia concretamente beneficiato degli effetti riconducibili a una procedura della medesima natura.

Cassazione civile sez. I, 26/11/2018, n.30534

Accordo di composizione della crisi

La prescrizione secondo cui il precetto deve contenere l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un OCC, o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore, non va rispettata a pena di nullità del precetto non essendo, tale avvertimento, espressamente elencato nelle ipotesi tassative di nullità, la cui collocazione all’interno del capoverso, non determina pertanto la tacita inclusione nel detto elenco.

Tribunale Gela, 03/11/2018, n.585

Start-up innovativa e sovraindebitamento

Secondo il testo originario dell’articolo 31 del Decreto Legge n. 179/2012, convertito con modifiche nella legge n. 221/2012, “la start-up innovativa” non è soggetta a procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo Il della legge 27 gennaio 2012, n. 3”, ovvero le procedure da sovraindebitamento.

Tuttavia, con l’art. 57, 3 ter della legge 21 giugno 2017, n. 26 ha ampliato il periodo di esenzione dalle procedure concorsuali da 4 a 5 anni dalla data di costituzione di tali società, con esclusione dall’estensione temporale delle società già costituite alla data del 19.12.2012 (data di entrata in vigore della L. n. 221/2012 di conversione del D.L. n. 179/2012), che rimangono assoggettate ai limiti temporali più ristretti previsti dall’art. 25, comma 3 del D.L. 179/2012, in maniera variabile a seconda dell’anzianità dell’impresa.

Non può essere accolta l’eccezione di inapplicabilità dell’esenzione dalle procedure concorsuali in conseguenza dell’avvenuta cancellazione della società in data 27.12.2017 dal Registro delle Imprese e dalla specifica sezione speciale ai sensi dell’art. 25 comma 8 D.L. 179/2012, in quanto la perdita del beneficio, secondo quest’ultima norma, è collegata alla cancellazione dalla sezione speciale delle start up innovative con permanenza dell’iscrizione alla sezione ordinaria del registro delle imprese, e non alla cancellazione tout court, che coincide con l’estinzione della società.

Conseguentemente è società non assoggettata al fallimento e quindi non sussistendo il presupposto della fallibilità non può trovare applicazione l’art. 10 legge fallimentare.

Corte appello Bologna sez. III, 24/10/2018, n.2686

Assenza di limite temporale fisso nel piano del consumatore

In assenza di una previsione normativa del limite di durata delle procedure di sovraindebitamento, va esclusa l’individuazione di un parametro temporale fisso rispetto al quale vagliare l’ammissibilità del piano del consumatore, dovendosi preferire una ponderata valutazione della singola fattispecie.

Va omologato il piano del consumatore qualora la dilazione proposta dal debitore risulti pienamente compatibile con la natura giuridica del rapporto negoziale sottostante (nel caso di specie: un mutuo fondiario), vale a dire un rapporto negoziale la cui intrinseca ed ontologica caratteristica è proprio la lunga durata (che, per i mutui, secondo la prassi bancaria, raggiunge tempistiche anche di molto superiori a quelle proposte).

Tribunale Como sez. I, 24/05/2018

Patrimonio del sovraindebitato

La normativa dettata per risolvere le crisi da sovraindebitamento non autorizza a ritenere che nel caso di accordo debba essere necessariamente devoluto ai creditori l’intero patrimonio del sovra indebitato: l’art. 7 della l. n. 3/2012, che disciplina la fattispecie dell’accordo, prevede infatti semplicemente che “il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all’articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che, assicurato il regolare pagamento dei titolari di crediti impignorabili ai sensi dell’articolo 545 del codice di procedura civile e delle altre disposizioni contenute in leggi speciali, preveda scadenze e modalità di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, indichi le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti e le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni…” e definisce limitate ipotesi di inammissibilità della proposta di accordo, al secondo comma, tra cui non figura la mancata devoluzione dell’intero patrimonio, bensì la mancata esposizione di tutti gli elementi che consentano ai creditori di valutare la consistenza del patrimonio, e quindi la convenienza dell’accordo rispetto alla alternativa liquidatoria.

Tribunale Bologna, 22/05/2018

Vendita competitiva: può liberare l’immobile dall’ipoteca?

Nell’ambito di una procedura di sovraindebitamento, qualora il creditore ipotecario non risulti soddisfatto interamente dalla proposta di piano, la cancellazione dell’ipoteca iscritta è possibile solo se si svolge una procedura competitiva con le regole ad essa propria, dato il riferimento al «valore di mercato» contenuto nell’art. 7 l. n. 3/2012.

Di conseguenza il Giudice non ha il potere di ordinare la cancellazione dell’ipoteca iscritta sull’immobile qualora nel piano del consumatore o nell’accordo con i creditori il ricorrente inserisca nel proprio piano di uscita dalla crisi una vendita privatistica.

Tribunale Torino sez. VI, 07/05/2018, n.105

Domanda congiunta di liquidazione del patrimonio in caso di sovraindebitamento

Nell’ipotesi in cui a versare in stato di sovraindebitamento siano due coniugi in regime di comunione legale, è ammissibile la presentazione di un ricorso congiunto per la liquidazione del patrimonio nonostante il dato letterale della legge n. 3/2012 preveda come legittimato attivo a far ricorso agli strumenti previsti dalla stessa solo la persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta, invocando da un lato il principio di ragionevolezza nell’affrontare congiuntamente e sistematicamente lo squilibrio finanziario correlato alla vita in comune e dall’altro la maggiore complessità e onerosità di una trattazione separata delle singole posizioni.

Tribunale Mantova, 08/04/2018

Socio illimitatamente responsabile: può accedere al sovra indebitamento?

La qualità di socio illimitatamente responsabile di società passibile di fallimento – e dunque di soggetto a cui il fallimento può essere esteso, ex art. 147 l.fall. – non esclude l’accessibilità alle procedure di sovraindebitamento, atteso che – non essendo imprenditore -, in sede di estensione del fallimento della società non viene valutata la sua insolvenza e non vi è ragione per sostenere che egli, per ottenere l’esdebitazione, sia tenuto ad attendere la dichiarazione di fallimento della società.

Tribunale Rimini sez. II, 12/03/2018



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