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Quietanza di pagamento: ultime sentenze

18 Luglio 2019
Quietanza di pagamento: ultime sentenze

In questo articolo, troverai le ultime sentenze su: quietanza; pagamento mediante assegno bancario; dichiarazione di ricezione del pagamento; dichiarazione di quietanza; opposizione a decreto ingiuntivo; indicazione della causa del pagamento.

La quietanza è un atto unilaterale di riconoscimento del pagamento. L’atto di trascrizione della vendita di veicoli al Pra con attestazione del pagamento del prezzo costituisce quietanza del venditore.

L’efficacia della quietanza

La quietanza ha efficacia confessoria. La stessa – in particolare – fa piena prova dell’avvenuto pagamento sicché il quietanzante non è ammesso alla prova contraria, per testi, salvo dimostri – in applicazione analogica dell’articolo 2732 del codice civile – che il rilascio della quietanza è avvenuto per errore di fatto o per violenza.

Cassazione civile sez. II, 20/02/2018, n.4063

Rilascio della quietanza di pagamento di un assegno bancario non circolare

La dichiarazione che il creditore rilasci al debitore di avvenuta ricezione in pagamento di un assegno bancario non costituisce quietanza liberatoria in senso tecnico, a prescindere dal “nomen” che il dichiarante le abbia attribuito, trattandosi di una mera dichiarazione di scienza asseverativa del fatto della ricezione dell’assegno, ma non anche dell’effetto giuridico dell’adempimento dell’obbligazione, il quale consegue solo alla riscossione della somma portata dal titolo.

(Nella specie, la S.C. ha negato la valenza di quietanza liberatoria alla dichiarazione, contenuta nel rogito notarile, di avvenuta dazione di un assegno bancario in corrispettivo della compravendita immobiliare, la quale doveva intendersi avvenuta, in mancanza di diversa volontà delle parti, “pro solvendo” e non “pro soluto”).

Cassazione civile sez. III, 22/01/2019, n.1572

Trasferimento di beni immobili e dichiarazione di quietanza

Nei contratti aventi ad oggetto il trasferimento di beni immobili, ad integrare l’atto scritto, richiesto “ad substantiam”, non è sufficiente un qualsiasi documento, ma occorre che questo contenga la manifestazione di volontà di concludere il contratto e sia posto in essere dalle parti al fine specifico di esprimere tale volontà.

Ne consegue che non vale ad integrare la necessaria forma scritta una dichiarazione di quietanza, la quale dà la prova dell’avvenuto pagamento, ma non pone in essere il contratto, presupponendone, invece, l’esistenza.

Cassazione civile sez. II, 18/04/2019, n.10846

Opposizione a decreto ingiuntivo emesso per il pagamento del prezzo di cessione di veicoli

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per il pagamento del prezzo di cessione di veicoli, l’atto di trascrizione al PRA nel quale si dà atto della cessione dei mezzi e del pagamento del prezzo, costituisce prova idonea dell’avvenuto versamento del prezzo concordato da parte dell’acquirente, anche ove di importo rilevante (specificamente circa €66.000,00), valendo la relativa dichiarazione come vera e propria quietanza.

Non rileva in senso contrario la circostanza che il modulo di trascrizione al PRA sia un modello prestampato che non consente modifiche, giacché in mancanza dell’effettivo dichiarato pagamento è onere del venditore quello di redigere con il compratore apposita controdichiarazione nella quale dare atto che, contrariamente a quanto riportato nel modulo attestante la vendita ai fini della trascrizione al PRA, il prezzo non è stato ancora versato.

(In concreto, riconosciuto il valore di quietanza alla dichiarazione di quietanzato prezzo resa e sottoscritta – alla presenza dell’acquirente – dal legale rappresentante della società venditrice, sul certificato di trascrizione al PRA, legittimamente il primo giudice ha ritenuto fornita la prova del dedotto pagamento e, conseguentemente, revocato il provvedimento opposto.)

Corte appello Napoli sez. VI, 29/03/2019, n.1788

Divieto di prova testimoniale

Il divieto di prova testimoniale ex articolo 2722 del codice civile si riferisce al contratto e non a un atto unilaterale, come la quietanza, mentre il divieto contenuto nell’articolo 2726 del codice civile, riferito al pagamento, riguarda i patti aggiunti, contrari o posteriori, intesi a negare, in tutto o in parte, il debito estinto con il pagamento, ma non impedisce la prova di ulteriori debiti.

Inoltre, poiché la quietanza costituisce atto unilaterale di riconoscimento del pagamento e integra, tra le parti, confessione stragiudiziale – proveniente dal creditore e rivolta al debitore – che fa piena prova della corresponsione di una specifica somma di denaro per un determinato titolo, l’esistenza del fatto estintivo (pagamento) da essa attestato può essere contestata soltanto mediante la prova degli stessi fatti (errore di fatto o violenza) richiesti dall’articolo 2732 del codice civile per privare di efficacia la confessione.

Cassazione civile sez. II, 04/03/2019, n.6240

Pagamento a creditore apparente

In tema di obbligazioni, l’adempimento è idoneo ad estinguere il debito, anche se effettuato nei confronti del rappresentante apparente del creditore, ove tale erroneo convincimento sia stato determinato anche da un comportamento colposo del creditore, che ha fatto sorgere nel debitore in buona fede una ragionevole presunzione della rispondenza alla realtà dei poteri rappresentativi dell’accipiens.

Tale efficacia estintiva va, dunque, riconosciuta al pagamento effettuato a colui che appare legittimato od autorizzato a riceverlo, per conto del creditore effettivo, ai sensi dell’art. 1189 c.c., se tale apparenza risulti giustificata da circostanze univoche e concludenti, sì da far sorgere nel debitore un ragionevole affidamento, esente da colpa, sull’effettiva sussistenza della facoltà apparente dell’accipiens di ricevere detto pagamento.

Tra tali circostanze rivelatrici rientra la conoscenza di lunga data tra le parti, il rilascio regolare quietanza a saldo nell’ambito del rapporto stretto di lavoro e collaborazione tra le parti ed il pregresso comportamento tenuto dall’accipiens – sempre mostratosi rappresentante della creditrice.

Tribunale Potenza, 29/01/2019, n.102

Creditore rilascia quietanza al debitore

Il creditore, il quale rilascia quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento e rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria, ai sensi degli artt. 2733 e 2735 c.c.

Cassazione civile sez. trib., 14/12/2018, n.32458

Dichiarazione contenuta nel Cud del datore: è prova del pagamento del TFR?

Non costituisce prova del pagamento del TFR la dichiarazione unilaterale contenuta nel CUD proveniente dalla parte datoriale e non accompagnata da un atto di quietanza del lavoratore.

Cassazione civile sez. VI, 03/12/2018, n.31173

Mancato rilascio della quietanza di avvenuto pagamento dal creditore

Il mancato rilascio della quietanza da parte del creditore non può andare a danno del debitore, che ha diritto di provare l’avvenuto pagamento avvalendosi di altri mezzi di prova. La semplice fotocopia dell’assegno bancario riportante la dicitura “per ricevuta” con la sottoscrizione del creditore, senza la precisa indicazione della causa del pagamento, non può valere come quietanza ex art. 1199 e 2732 c.c.

(Nella fattispecie in esame, l’onere della prova gravante su parte attrice di aver effettuato due distinti versamenti di denaro, in favore della Società convenuta, uno mediante la corresponsione di banconote, l’altro mediante l’assegno bancario incassato dalla controparte, non è stato assolto. Pertanto, la domanda di risarcimento per il maggior danno ex art. 1224 c.c., di parte attrice, è respinta in quanto sfornita di prova).

Tribunale Bergamo sez. I, 16/10/2018, n.2300

Prova nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo

In sede di accertamento dell’obbligo del terzo, il creditore procedente è terzo rispetto ai rapporti intercorsi fra il debitore esecutato e il debitor debitoris. Consegue che la quietanza di pagamento rilasciata dal debitore al terzo pignorato può essergli opposta solamente a condizione che abbia, ai sensi dell’art. 2704 c.c., data certa anteriore alla notificazione dell’atto di pignoramento.

E comunque, quand’anche gli sia opponibile, trattandosi di res inter alios acta, la quietanza non gode del valore probatorio privilegiato di cui all’art. 2702 c.c. e, avendo il valore probatorio meramente indiziario di una prova atipica, può essere liberamente contestata dal creditore procedente e contribuisce a fondare il convincimento del giudice unitamente agli altri dati probatori acquisiti al processo.

Cassazione civile sez. VI, 09/10/2018, n.24867

Valore di documento probatorio dell’avvenuto pagamento

Nei confronti del curatore del fallimento la quietanza rilasciata dal creditore al debitore all’atto del pagamento non ha l’efficacia vincolante della confessione stragiudiziale, ex art. 2735 c.c., ma unicamente il valore di documento probatorio dell’avvenuto pagamento, apprezzabile dal giudice al pari di qualsiasi altra prova desumibile dal processo, atteso che il curatore, anche laddove si ponga nell’esercizio del diritto del fallito, nella stessa posizione di quest’ultimo, è una parte processuale diversa dal fallito medesimo.

Cassazione civile sez. VI, 14/06/2018, n.15591


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