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Cassetta sicurezza: ultime sentenze

19 Luglio 2019
Cassetta sicurezza: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: cassette di sicurezza; contratti bancari; contratto di deposito beni in cassette di sicurezza; furto; responsabilità della banca; presunzioni semplici e prove testimoniali; caso fortuito; ammissibilità del giuramento estimatorio; violazione dell’obbligo di custodia; cointestazione di una cassetta di sicurezza; accertamento del diritto ad ottenere la liquidazione dell’intero massimale assicurativo.

Nell’ipotesi di sottrazione di beni custoditi nelle cassette di sicurezza, l’onere probatorio a carico della banca si estende fino al limite della dimostrazione dell’assenza di qualsiasi colpa e del caso fortuito.

Servizio di cassette di sicurezza: responsabilità della banca

In merito alla responsabilità della banca per il servizio di cassette di sicurezza, l’essere rimasta ignota la causa del furto costituisce circostanza che, in questa sede, la banca non può invocare a propria discolpa, concorrendo, invece, la stessa a rendere manifesto il mancato assolvimento dell’onere probatorio posto a carico dell’appellante.

Per altro verso, all’esito degli accertamenti svolti in sede penale, è emerso il dato, ritenuto certo, per cui chi aveva agito si era avvalso della collaborazione di soggetti intranei all’istituto bancario. Circostanza, questa, che configura l’ulteriore profilo di responsabilità a carico della banca, ai sensi dell’art. 1228 c.c., per il fatto colposo o, come nel caso di specie, addirittura doloso del dipendente o ausiliario.

Corte appello Reggio Calabria, 12/03/2018, n.147

Obbligo di custodia delle cassette di sicurezza

Nel servizio bancario delle cassette di sicurezza, il rapporto contrattuale ha ad oggetto la sicurezza dei locali nei quali si trovano le cassette ed è la cassetta – e non i beni in essa immessi – l’oggetto dell’obbligo di custodia in capo alla banca; in caso di violazione dell’obbligo di custodia, la banca è esente da responsabilità solo per il caso fortuito, dovendosi considerare l’alto grado di professionalità e la diligenza nell’adempimento ragguagliabile alla condotta del “bonus argentarius”.

Tribunale Lucca, 25/03/2016, n.678

Sottrazione di beni dalle cassette di sicurezza

In caso di sottrazione di beni dalle cassette di sicurezza, la banca ha l’obbligo di dimostrare l’adozione di adeguati sistemi di sicurezza in relazione all’intera struttura attraverso la quale è possibile accedere alle cassette e non soltanto limitatamente ai locali in cui sono ubicate le stesse e non può limitarsi ad una generica dimostrazione dell’ordinaria diligenza, essendo esteso l’onere probatorio sino al limite della dimostrazione dell’assenza di qualsiasi colpa, ciò in quanto la prestazione alla quale è tenuta la banca ricade unicamente nella sua sfera di controllo; più precisamente, secondo il modello di responsabilità delineato dall’art. 1839 c.c., la banca, che presta il servizio di cassette di sicurezza, risponde dell’obbligazione di custodia ed idoneità dei locali e di integrità delle cassette, assunta con la conclusione del contratto, nei soli limiti in cui l’inadempimento della predetta obbligazione non sia imputabile al caso fortuito.

Corte appello Reggio Calabria, 21/01/2019, n.40

Furto dei beni custoditi in cassette di sicurezza bancarie

In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, nell’ipotesi di sottrazione dei beni custoditi a seguito di furto, ricorrendo la responsabilità della banca, l’onere della prova del danno subito grava sull’utente, sebbene sia all’uopo ammissibile il ricorso a presunzioni semplici ed a prove testimoniali, risultando anzi esso doveroso, tanto da giustificare, in caso di omissione non adeguatamente motivata, la cassazione della relativa decisione, trattandosi di danni dei quali è estremamente difficile, se non impossibile, fornire la prova storica.

Cassazione civile sez. I, 27/07/2017, n.18637

Risarcimento del danno a seguito di furto

La sentenza passata in giudicato, relativa al riconoscimento del diritto del titolare della cassetta di sicurezza ad ottenere la liquidazione dell’intero massimale assicurativo, non costituisce giudicato sostanziale in ordine alla quantificazione del valore degli oggetti custoditi, nel successivo giudizio introdotto al fine di ottenere il risarcimento del maggior danno subito, mancando il nesso causale inscindibile tra l’accertamento compiuto nel giudizio chiusosi con sentenza passata in giudicato, avente ad oggetto esclusivamente l’integrità del massimale, e quello successivo, volto ad accertare il valore degli oggetti custoditi nella cassetta, né costituendo il primo giudizio la premessa logica ineludibile del secondo.

Cassazione civile sez. I, 09/10/2013, n.22922

Accertamento del valore della cosa

Nel giuramento estimatorio ciò che rileva è l’essenzialità dell’accertamento del valore della cosa in relazione al “petitum”, onde il giuramento può essere deferito anche per stabilire il valore di una cosa perduta o perita a causa dell’inadempimento di un’obbligazione strumentale alla sua conservazione e, dunque, per determinare il “tantundem” dovuto a fini risarcitori.

(In applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto ammissibile il giuramento suddetto deferito per accertare, oltre al numero ed alla qualità, anche il valore dei gioielli custoditi presso una banca in una cassetta di sicurezza e trafugati durante una rapina).

Cassazione civile sez. I, 15/03/2016, n.5090

Confisca obbligatoria del profitto in forma specifica

Qualora il profitto tratto da uno dei reati indicati nell’art. 322 ter c.p. sia costituito dal danaro, il giudice – attesa la fungibilità del bene – deve disporre la confisca obbligatoria del profitto in forma specifica, ai sensi della prima parte del comma primo del citato art. 322 ter, e non la confisca per equivalente ai sensi della seconda parte del predetto comma.

(Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto legittima la qualificazione come confisca “diretta” dell’ablazione disposta con sentenza di patteggiamento per i reati di concussione e peculato, di somma contante rinvenuta e sequestrata nella cassetta di sicurezza della figlia dell’imputato, ritenuta prestanome di quest’ultimo).

Cassazione penale sez. VII, 12/11/2014, n.50482

Accertamento notificato agli eredi e rinuncia all’eredità

Non costituisce accettazione tacita dell’eredità e quindi non inficia la rinuncia all’eredità compiuta dai chiamati all’eredità, subito dopo il ricevimento della notifica di avviso di accertamento, l’avere in precedenza aperto una cassetta di sicurezza bancaria prelevandone, da parte del cointestatario, la metà dell’importo contenuto e neppure l’avere risposto a questionario in qualità di “erede” del contribuente così come avere ricevuto notifica dell’avviso di accertamento, indirizzato agli “eredi” del contribuente.

Comm. trib. reg. Brescia, (Lombardia) sez. LXVII, 03/06/2013, n.201

Cointestazione delle cassette di sicurezza

La cointestazione delle cassette di sicurezza autorizza il cointestatario alla relativa apertura e prelievo, ma non attribuisce al cointestatario, che sia a conoscenza dell’appartenenza dei beni contenuti ad altri, il potere di disporre come proprietario dei beni ivi contenuti.

La cointestazione dei conti bancari autorizza il cointestatario ad eseguire tutte le operazioni consentite dalla cointestazione, ma non attribuisce al cointestatario, che sia consapevole dell’appartenenza ad altri delle somme affluite sui conti e dei relativi saldi, il potere di disporne come proprie.

Cassazione civile sez. II, 30/05/2013, n.13614

Cassetta di sicurezza e conto corrente bancario cointestati

La cointestazione di una cassetta di sicurezza o di un conto corrente bancario autorizza ciascuno degli intestatari, rispettivamente, all’apertura della cassetta e al relativo prelievo, ovvero al compimento di tutte le operazioni consentite sul conto, ma non attribuisce al medesimo cointestatario, che sia consapevole dell’appartenenza ad altri degli oggetti custoditi o delle somme risultanti a credito, il potere di disporne come proprietario.

Cassazione civile sez. II, 30/05/2013, n.13614

Prova del caso fortuito

In materia di locazione di cassette di sicurezza, la banca – in caso di furto – risponde verso l’utente per l’idoneità e la custodia dei locali nonché per l’integrità della cassetta, salvo il caso fortuito: la banca, quindi, può liberarsi solo dando prova positiva del caso fortuito non anche dimostrando la non imputabilità a titolo di dolo o colpa.

Tribunale Reggio Calabria sez. II, 03/05/2013


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