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Isee: ultime sentenze

22 Luglio 2019
Isee: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: Indicatore della situazione economica equivalente; presentazione del modello Isee; accesso alle prestazioni sociali agevolate; prestazioni agevolate di natura socio – sanitaria; assegnazione di buoni scuola per i nuclei familiari con reddito non superiore ad un certo limite.

Per accedere a prestazioni sociali agevolate basta l’Isee?

Non esistono principi ricavabili da norme di rango primario che consentano al Comune di introdurre, diverse modalità di accesso alle prestazioni sociali agevolate, con particolare riferimento alla previsione di specifiche e più gravose procedure poste a carico dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea.

Conseguentemente la delibera di Giunta che prevede che il cittadino extra UE non possa accedere a prestazioni sociali agevolate, mediante presentazione del modello ISEE al pari del cittadino italiano, ma debba integrarlo con “certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità dello Stato estero, legalizzati dalle autorità consolari italiane e corredati di traduzione in lingua italiana, di cui l’autorità consolare italiana attesta la conformità all’originale, fatte salve le diverse disposizioni contenute nelle convenzioni internazionali in vigore in Italia” costituisce una discriminazione diretta, essendo trattati diversamente soggetti nelle medesime condizioni di partenza e aspiranti alla stessa prestazione sociale agevolata.

Tribunale Milano sez. lav., 27/03/2019

Redditi desumibili dal modello Isee

Integra il reato previsto dall’art. 76, comma 4, del d.lgs. 159/2011 chi non ottempera all’ordine di deposito cauzionale ovvero omette di offrire garanzie sostitutive in presenza di redditi desumibili dal modello ISEE, anche se i redditi dichiarati non siano sufficienti al pieno soddisfacimento della somma imposta a titolo di cauzione.

Tribunale Napoli sez. I, 16/10/2018, n.11218

Misure restrittive della circolazione stradale

Il pagamento per la sosta del veicolo o per l’accesso alle zone a traffico limitato non si può accomunare ad un tributo o ad una prestazione patrimoniale imposta, quanto, piuttosto, ad una sorta di corrispettivo, commisurato ai tempi e ai luoghi di sosta, di una utilizzazione particolare della strada, rimessa ad una scelta dell’utente non priva di alternative, con la conseguenza che tale corrispettivo risulta privo di uno dei fondamentali requisiti che sono ritenuti indispensabili affinché possa individuarsi una prestazione patrimoniale imposta, e ciò esclude che si applichino i principi garantistici desumibili dagli artt. 23 e 53 Cost.

In tal senso, il fatto che si possa affermare la legittimità di un provvedimento che collega le tariffe per la sosta dei residenti nei parcheggi con strisce blu al loro rispettivo indice ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), non significa, per converso, che sia illegittimo un provvedimento che, come nel caso di specie, non lo prevede o che non prevede, in ogni caso, una differenziazione della tariffa in considerazione della diversità dei redditi.

T.A.R. Aosta, (Valle d’Aosta) sez. I, 25/06/2018, n.35

Collegamento tra tariffa di sosta e lsee

È possibile collegare le tariffe per la sosta dei residenti nei parcheggi con strisce blu al loro rispettivo indice Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Lo sostiene il Tar del Piemonte dando ragione al Comune del capoluogo piemontese.

Per i giudici amministrativi, infatti, all’interno dei centri abitati è possibile gestire parcheggi subordinandoli al pagamento di una somma, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità. E nella specie, il collegamento tra tariffa di sosta e lsee risponde a ragioni di equità sostanziale, perché consente di applicare un onere differenziato in relazione alla condizione economica del cittadino, facendo partecipare in modo corretto l’utente alla copertura del costo della manutenzione della strada e dei servizi pubblici.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 17/01/2018, n.90

Certificazione Isee nel processo penale

La certificazione Isee non rappresenta una prova rilevante per dimostrare le condizioni di assenza di reddito in quanto la stessa è fondata sulla autodichiarazione ed ha valore legale in contesti diversi dal processo penale (fattispecie relativa al mancato versamento della cauzione di cui all’art. 3 -bis legge n. 575 del 1965).

Cassazione penale sez. VI, 28/09/2017, n.50434

Extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia in possesso dei requisiti Isee

Anche i cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti nel nostro paese (titolari di permesso per lavoro subordinato o di permesso per motivi familiari che abilita al lavoro), hanno diritto ad ottenere l’assegno di natalità previsto dall’art. 1 comma 125 l. 190 del 2014, qualora abbiano i requisiti ISEE richiesti dalla legge. Un’eventuale condotta dell’INPS che neghi l’erogazione di tale assegno ha carattere discriminatorio.

Tribunale Alessandria sez. lav., 22/09/2017

Regolamento comunale non applicativo della disciplina statale dell’Isee

Non può essere riconosciuta ai Comuni una potestà derogatoria alla legislazione statale e regionale in tema di prestazioni sociali e di livello di compartecipazione al costo delle medesime, in quanto nel sistema dell’art. 117 Cost., la ripartizione delle competenze legislative, con l’inerente figura della “competenza concorrente”, riguarda esclusivamente lo Stato e le Regioni, e non gli enti locali; conseguentemente, deve ritenersi illegittimo il regolamento comunale nella parte in cui non dà applicazione alla disciplina statale dell’Isee, così come prevista dal d.P.C.M. n. 159/2013.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 31/07/2017, n.1721

Accesso agevolato alla rete delle unità di offerte socio – sanitarie

Ai sensi dell’art. 8 l.reg. Lombardia n. 3 del 2008, l’accesso agevolato alla rete delle unità di offerta sociosanitarie è regolato dai Comuni in base all’Isee, che costituisce il parametro di determinazione del concorso alla spesa secondo un meccanismo di perequazione e proporzionalità. (Nel caso di specie, il giudice amministrativo ha ritenuto che il Comune abbia effettuato una applicazione dei criteri conforme ai canoni di ragionevolezza, congruità e giustizia sostanziale, prendendo a riferimento i parametri stabiliti dal proprio Psa senza osservare il vincolo del tetto massimo del 20% di contribuzione).

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 15/03/2017, n.373

Isee personale per l’accesso alle unità di offerte residenziali o semiresidenziali dei disabili gravi

Prima dell’adozione del d.P.C.M. 5 dicembre 2013 n. 159, nell’ambito della propria competenza legislativa, la Regione Lombardia ha stabilito il criterio della rilevanza dell’ISEE personale e non di quello familiare per l’accesso alle unità di offerte residenziali o semiresidenziali dei disabili gravi. Pertanto, non può essere riconosciuta ai Comuni una potestà di deroga alla legislazione statale e regionale in quanto nel sistema dell’art. 117 Cost., la ripartizione delle competenze legislative, con l’inerente figura della « competenza concorrente », riguarda esclusivamente lo Stato e le Regioni e non gli enti locali; pertanto, deve ritenersi illegittimo il regolamento comunale adottato in data 20 dicembre 2012 nella parte in cui, sostanzialmente, recupera per le prestazioni assistenziali la rilevanza dell’ISEE familiare ai fini della compartecipazione al costo della retta di degenza.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 20/02/2017, n.425

Prestazioni agevolate di natura socio – sanitaria rilevanti ai fini del calcolo dell’Isee

Ai fini del calcolo dell’Isee rientrano nell’ambito delle prestazioni agevolate di natura socio – sanitaria anche attività che, esulando dalla definizione di prestazioni sociali a rilevanza sanitaria di cui all’art. 3 comma 2, d.P.C.M. 14 febbraio 2001, potrebbero, secondo le definizioni di altri corpi normativi, anche essere inquadrate in un ambito socio – assistenziale.

Conseguentemente, l’impugnata delibera comunale n. 31 del 23 marzo 2015 deve essere annullata nella parte in cui adotta, ai fini del calcolo dell’Isee per le prestazioni erogate dai CSE a persone con disabilità e limitazioni dell’autonomia, i criteri di cui agli artt. da 3 a 5 (c.d. ISEE ordinario), d.P.C.M. 5 dicembre 2013 n. 159, anziché quelli di cui agli artt. 6 e 7, di tale d.P.C.M., ricadendo tali prestazioni (ivi compreso il trasporto da e per tali centri, trattandosi di prestazione strumentale ed accessoria) fra le attività previste dall’art. 1, comma 1, lett. f), nn. 2 e 3 di tale d.P.C.M.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 01/08/2016, n.1528

Assegnazione dei buoni scuola

L’art. 11, comma 9, del D.P.C.M. n. 159 del 2013 riconosce la possibilità di allegare alla domanda di accesso alla prestazione la ricevuta di presentazione della dichiarazione sostitutiva ISEE. Pertanto, il bando preordinato all’assegnazione di buoni scuola a favore dei nuclei familiari con reddito non superiore ad un certo limite, risultante dall’indicatore ISEE, è illegittimo laddove assegni agli interessati pochi giorni per la presentazione delle domande e della relativa attestazione relativa all’ISEE, senza consentire la presentazione di ricevuta della dichiarazione sostitutiva unica, sia pure condizionate alla acquisizione postuma dell’attestazione ISEE.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 27/06/2016, n.1104



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