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Risarcimento danni da fauna selvatica: ultime sentenze

23 Luglio 2019
Risarcimento danni da fauna selvatica: ultime sentenze

In questo articolo, puoi trovare le ultime sentenze su: danni da invasione fauna selvatica; omessa recinzione; domanda di risarcimento; danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole; provvedimento di rigetto per tardività della domanda; impugnazione davanti al giudice amministrativo; giurisdizione del giudice ordinario.

L’azione per il risarcimento danni provocato dalla fauna selvatica deve essere promossa nei confronti della Regione.

Danni ad un coltivatore aggredito da un cinghiale

Il danno cagionato dalla sauna selvatica non può essere risarcito in base alla presunzione stabilita dall’art. 2052 c.c., ma alla stregua dei principi generali sanciti dall’art. 2043 c.c. e dunque richiede l’individuazione di un concreto comportamento colposo ascrivibile alla pubblica amministrazione.

Tra l’altro, la gestione della fauna selvatica da parete della Regione non comporta che qualunque danno cagionato da essa sia ascrivibile all’ente stesso, occorrendo l’allegazione di una condotta omissiva efficiente che possa essere ricollegabile al danno cagionato (nella specie, la Corte ha escluso che l’assessorato all’agricoltura e foreste della Regione siciliana dovesse risarcisce il danno ad un agricoltore conseguente alle lesioni subite a causa dell’aggressione di un cinghiale proveniente dalla riserva naturale adiacente al terreno di sua proprietà).

Cassazione civile sez. III, 27/02/2019, n.5722

Risarcimento del danno per invasione del fondo da fauna selvatica

Non è configurabile in capo al proprietario di un fondo danneggiato per l’invasione di fauna selvatica la responsabilità o corresponsabilità per mancata recinzione dell’area di proprietà; la “chiusura del fondo” costituisce, infatti, una mera facoltà del proprietario, il cui mancato esercizio non può dunque ridondare in un giudizio di responsabilità per condotta omissiva o inottemperante ad un obbligo di diligenza.

Consiglio di Stato sez. III, 16/07/2018, n.4316

Azione per il risarcimento danni provocato dalla fauna selvatica

Nel caso di risarcimento del danno subito da un autoveicolo urtato da un cinghiale, la legittimazione passiva, non può in nessun caso essere individuata in capo all’Ente Nazionale Parco del Pollino, e ciò da un lato perché l’indennizzo previsto dall’art. 15 della L. n. 391 del 1991 disciplina i danni “non altrimenti risarcibili” arrecati dalla fauna selvatica e dalla attività venatoria alla produzione agricola e alle opere approntate sui terreni agricoli e a pascolo; dall’altro, perché l’art. 15 cit., significativamente intitolata “Acquisti, espropriazioni ed indennizzi”, disciplina una materia diversa da quella del risarcimento dei danni cagionati alla proprietà privata dalla fauna selvatica. Ne consegue che va proposta nei confronti della Regione la domanda di risarcimento del danno, il cui risarcimento non sia previsto da apposite norme, provocato alla proprietà privata dalla fauna selvatica.

Corte appello Potenza, 20/06/2018, n.400

Danni a terzi causati dalla fauna selvatica: quali sono gli enti responsabili?

E’ la Regione ad essere obbligata ad adottare tutte le misure idonee ad evitare che la fauna selvatica arrechi danni a terzi: essa, è pertanto responsabile dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose, il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme  a meno che non siano stati concretamente affidati i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata ad altro Ente.

Tribunale Roma sez. XII, 12/12/2017, n.23102

Dalla fauna selvatica a persone o a cose: responsabilità

Sebbene la fauna selvatica rientri nel patrimonio indisponibile dello Stato, la l. 11 febbraio 1992 n. 157 attribuisce alle Regioni a statuto ordinario il potere di emanare norme relative alla gestione ed alla tutela di tutte le specie della fauna selvatica (art. 1, comma 3) ed affida alle medesime i poteri di gestione, tutela e controllo, riservando invece alle Province le relative funzioni amministrative ad esse delegate ai sensi della l. 8 giugno 1990 n. 142 (art. 9, comma 1).

Ne consegue che la Regione, anche in caso di delega di funzioni alle Province, è responsabile, ai sensi dell’art. 2043 c.c., dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose, il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme, a meno che la delega non attribuisca alle Province un’autonomia decisionale ed operativa sufficiente a consentire loro di svolgere l’attività in modo da poter efficientemente amministrare i rischi di danni a terzi e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni.

Tribunale L’Aquila, 13/10/2017, n.618

Danni cagionati dalla fauna selvatica: giurisdizione

Alla stregua dei canoni di attribuzione delle diverse potestà giurisdizionali è logico assumere che, nei casi di danni cagionati dalla fauna selvatica, attengono alla cognizione di diritti soggettivi e ricadono nella giurisdizione del giudice ordinario le controversie tendenti ad ottenere alternativamente il risarcimento per responsabilità extracontrattuale sulla base del comportamento doloso o colposo della p.a. — ovvero l’indennizzo eventualmente stabilito con precisione dalla normativa applicabile — senza che sia consentito alcun margine di valutazione discrezionale sull’”an” e/o sul “quantum”, mentre ricadono nella giurisdizione del giudice amministrativo le controversie relative ad indennizzi rispetto al cui riconoscimento sia attribuito un potere discrezionale alla p.a., ancorché limitato al “quantum” .

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. I, 06/03/2017, n.444

Danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione

Il danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione non è risarcibile in base alla presunzione stabilita dall’art. 2052 c.c., inapplicabile per la natura stessa degli animali selvatici, ma solo alla stregua dei principi generali sanciti dall’art. 2043, anche in tema di onere della prova, e perciò richiede l’individuazione di un concreto comportamento colposo ascrivibile all’ente pubblico: resta pertanto immune da censure la decisione di rigetto della domanda proposta nei confronti della Regione per il risarcimento dei danni conseguenti alla collisione tra una vettura e un cinghiale, non essendo emerse prove dell’addebitabilità del sinistro a comportamenti imputabili alla Regione o all’Anas, non potendo costituire oggetto di obbligo giuridico per entrambe la recinzione di tutte le strade e la segnalazione generalizzata di tutti i perimetri boschivi.

Tribunale Arezzo, 04/03/2016, n.299

Come ottenere la riparazione dei danni provocati dalla fauna selvatica

Non è meritevole di accoglimento il ricorso proposto da una Provincia avverso una sentenza della Corte d’appello in ordine alla legittimazione passiva dell’ente in materia di risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica nei fondi compresi dall’Ambito Territoriale di Caccia (ATC).

Secondo quanto disposto dalla legislazione regionale, l’ amministrazione provinciale è l’unico soggetto legittimato passivamente a fronte di azioni proposte da terzi per ottenere la riparazione dei danni eventualmente provocati dalla fauna selvatica, a nulla rilevando la ripartizione di compiti interna alla Provincia stessa riguardo al peso economico derivante dall’obbligo risarcitorio. Né è ammissibile gravare il soggetto danneggiato dell’onere di provare la natura dell’area territoriale del fondo per poter accedere alla riparazione del danno subito.

Cassazione civile sez. III, 08/02/2016, n.2374

Danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole

Non sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine al ricorso proposto per l’annullamento del provvedimento con il quale la provincia ha respinto l’istanza di risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica, ritenendola tardiva rispetto a quanto previsto dal regolamento provinciale per il quale le domande devono pervenire entro sette giorni dal verificarsi dell’evento dannoso; invero, il regolamento relativo al riconoscimento ed alla liquidazione di siffatti danni è strutturato secondo puntuali previsioni che di per sé escludono l’esercizio di poteri connessi a pubbliche funzioni, per cui la controversia verte sul diritto del ricorrente al riconoscimento e alla liquidazione della somma spettante nella misura derivante dall’applicazione della puntuale disciplina regolamentare.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 05/11/2015, n.720

Accertamento dei danni e verifica di proporzionalità tra pregiudizio e stanziamento erogato

In tema di contributi risarcitori per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole, nel regime della legge reg. Umbria 20 agosto 1996, n. 23, il privato, mentre vanta un diritto soggettivo al rispetto della procedura di accertamento dei danni subiti e alla proporzione tra la loro entità e lo stanziamento erogato, è, invece, titolare di un semplice interesse legittimo all’integrale risarcimento dei danni, che è condizionato all’ammontare dei fondi regionali all’uopo assegnati.

Ne consegue che, per i danni previsti dall’art. 3, comma 1, della legge regionale citata, verificatisi nei parchi regionali, nelle zone di ripopolamento e cattura e nelle oasi di protezione e centri pubblici di riproduzione di fauna selvatica o inselvatichita, la risarcibilità completa del danno accertato non comporta il diritto alla liquidazione in via integrale ma solo nei limiti delle disponibilità e capienza del relativo fondo regionale.

Cassazione civile sez. III, 19/06/2015, n.12686


note

Autore immagine: 123rf com.


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2 Commenti

  1. il termine per risarcimento al veicolo per danni causati da animali selvatici è di 10 anni dal verificarsi dell’evento dannoso?

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