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Dimissioni per giusta causa: ultime sentenze

24 Novembre 2022
Dimissioni per giusta causa: ultime sentenze

Onere della prova; inadempimento dell’obbligazione retributiva; recesso immediato del lavoratore; condanna al risarcimento del danno biologico.

Il reiterato mancato pagamento delle voci retributive legittima il lavoratore al recesso per giusta causa? Il lavoratore può rassegnare le dimissioni in tronco? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze sulle dimissioni per giusta causa.

Ritardo nel pagamento della retribuzione

In tema di dimissioni, anche il dirigente che voglia far valere la giusta causa ha l’onere di allegare e specificare quale incidenza pregiudizievole abbia avuto la condotta datoriale, dovendosi escludere che il ritardo del datore di lavoro nel pagamento della retribuzione possa giustificare la risoluzione immediata del rapporto, allorché il dipendente abbia tenuto un comportamento incompatibile con la volontà di risolverlo immediatamente e si sia invece avvalso di rimedi alternativi, non risolutori, per sollecitare il pagamento delle retribuzioni scadute, sempre che il ritardo suddetto non assuma un significato di gravità per avere il lavoratore dovuto provvedere con mezzi sostitutivi della retribuzione non corrisposta alla scadenza contrattuale o consuetudinaria.

Cassazione civile sez. lav., 08/08/2022, n.24432

Preavviso delle dimissioni

Le dimissioni per giusta causa possono sussistere anche quando il recesso del dipendente non segua immediatamente i fatti che lo giustificano e la giusta causa sia addotta solo dopo il recesso. Tuttavia la giusta causa di dimissioni va esclusa se il lavoratore, manifestando la volontà di dimettersi, abbia dichiarato di voler continuare l’attività per tutto o per parte del periodo del preavviso, posto che in tale ipotesi è lo stesso lavoratore che, con il suo comportamento, nega l’esistenza di circostanze tali da impedire la prosecuzione anche soltanto temporanea del rapporto.

Corte appello Roma sez. lav., 04/03/2022, n.701

Omesso versamento delle retribuzioni

Il reiterato mancato pagamento delle retribuzioni spettanti al lavoratore integra giusta causa di dimissioni senza preavviso. Di conseguenza il datore di lavoro non potrà avanzare alcuna richiesta di indennità di mancato preavviso, né dolersi di alcun danno ulteriore per effetto di tale recesso, difettando un elemento costitutivo della responsabilità del lavoratore, ovvero una sua condotta illecita/inadempiente.

Tribunale Cassino sez. lav., 18/09/2021, n.702

Lavoro subordinato e recesso per giusta causa

L’istituto del recesso per giusta causa, previsto in relazione al contratto di lavoro subordinato, è applicabile anche al contratto di agenzia, dovendosi tuttavia tener conto, per la valutazione della gravità della condotta, che in quest’ultimo ambito il rapporto di fiducia – in corrispondenza della maggiore autonomia di gestione dell’attività per luoghi, tempi, modalità e mezzi, in funzione del conseguimento degli obiettivi aziendali – assume maggiore intensità rispetto al rapporto di lavoro subordinato.

Tribunale Arezzo sez. lav., 15/09/2021, n.262

Recesso del lavoratore per giusta causa durante il periodo di prova

Le dimissioni del lavoratore rassegnate durante il periodo di prova per giusta causa non integrano un recesso legittimo e, pertanto, non trova applicazione il comma 3 dell’art. 2096 c.c.: parte datoriale ha impedito al dipendente di portare a termine l’esperimento e, pertanto, si è resa autrice di un inadempimento di un obbligo a suo carico, fonte di responsabilità contrattuale e di una specifica obbligazione di risarcire il danno, secondo i parametri che regolano il recesso dal contratto a termine.

Cassazione civile sez. lav., 17/06/2021, n.17423

Recesso immediato per giusta causa

Non assume connotati di gravità tale da giustificare un recesso immediato per giusta causa del dipendente il comportamento datoriale che, a fronte di un’improvvisa comunicazione del lavoratore di porre fine al suo impegno lavorativo, abbia alcune decisioni che non hanno consentito allo stesso dipendente di svolgere nel modo ordinario la sua attività lavorativa, per pochi giorni e comunque con avvertimento di garantire la sua reperibilità.

Corte appello Genova sez. lav., 06/04/2021, n.70

Comportamento del datore di lavoro

Non assume connotati di gravità tale da giustificare un recesso immediato per giusta causa del dipendente il comportamento datoriale che, a fronte di un’improvvisa comunicazione del lavoratore di porre fine al suo impegno lavorativo, abbia alcune decisioni che non hanno consentito allo stesso dipendente di svolgere nel modo ordinario la sua attività lavorativa, per pochi giorni e comunque con avvertimento di garantire la sua reperibilità.

Corte appello Genova sez. lav., 06/04/2021, n.70

Demansionamento del lavoratore e giusta causa di dimissioni

La valutazione della idoneità della condotta del datore di lavoro sotto il profilo del demansionamento a costituire giusta causa di dimissioni del lavoratore ex art. 2119 cod. civ. si risolve in un accertamento di fatto, rimesso al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità se congruamente motivato

Cassazione civile sez. lav., 19/01/2021, n.811

Giusta causa delle dimissioni: limiti del sindacato di legittimità

La questione delle dimissioni per giusta causa presuppone la soluzione delle verifica inerente alla sussistenza del requisito della immediatezza, che condiziona la validità e tempestività delle dimissioni del lavoratore per giusta causa, da intendere in senso relativo; e detta questione è oggetto di valutazione demandata al giudice di merito, che si sottrae al sindacato in sede di legittimità, se non nei ristretti limiti, di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

Cassazione civile sez. lav., 06/03/2020, n.6437

L’inadempimento dell’obbligazione retributiva

Se nel rapporto di lavoro l’inadempimento dell’obbligazione retributiva da parte del datore di lavoro può assumere di per sé, ove non del tutto accidentale o di breve durata, una gravità sufficiente a giustificare le dimissioni per giusta causa del lavoratore, nel rapporto di agenzia a giustificare un recesso senza preavviso dell’agente, è richiesto un inadempimento colpevole e di non scarsa importanza che leda in misura considerevole l’interesse dell’agente medesimo.

Tribunale Lecce sez. lav., 28/04/2019, n.953

Giusta causa delle dimissioni: quando è esclusa?

Sebbene la mancata corresponsione della retribuzione per un periodo significativo possa costituire giusta causa di dimissioni, tuttavia la stessa è da escludere nel caso in cui il lavoratore, manifestando la volontà di dimettersi, abbia consentito a continuare l’attività per tutto o per parte del periodo di preavviso. In tal caso, infatti, è lo stesso comportamento concludente del lavoratore ad escludere la ravvisabilità di circostanze tali da impedire la prosecuzione anche soltanto temporanea del rapporto.

Cassazione civile sez. VI, 20/03/2019, n.7711

Mancato pagamento retribuzioni

La produzione della busta paga di provenienza datoriale, della copia delle dimissioni per giusta causa per mancato pagamento di specifiche retribuzioni, e la mancata presentazione della convenuta all’interrogatorio formale, sono elementi che consentono di ritenere provata la debenza nell’an e nel quantum degli importi chiesti, trattandosi di voci di derivazione legale e/o contrattuale, direttamente ricavate dalle disposizioni del C.C.N.L. applicato dalle parti al rapporto, dimostrando l’esistenza del rapporto di lavoro, la data di assunzione, l’inquadramento contrattuale e la retribuzione lorda spettante al lavoratore, con data di cessazione del rapporto ricavabile dalle dimissioni debitamente comunicate.

Tribunale Novara sez. lav., 24/01/2019, n.12

Contratto di agenzia: dimissioni per giusta causa

Se nel rapporto di lavoro l’inadempimento dell’obbligazione retributiva da parte del datore di lavoro può assumere di per sé, ove non del tutto accidentale o di breve durata, una gravità sufficiente a giustificare le dimissioni per giusta causa del lavoratore, nel rapporto di agenzia a giustificare un recesso senza preavviso dell’agente, è richiesto un inadempimento colpevole e di non scarsa importanza che leda in misura considerevole l’interesse dell’agente medesimo.

Tribunale Lecce sez. lav., 28/04/2019, n.953

Reiterato mancato pagamento di voci retributive

Il lavoratore può rassegnare le dimissioni in tronco – e dunque senza preavviso – quando si sia verificata una causa che non consenta la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto. Nel caso in cui il recesso sia stato determinato da un fatto colpevole del datore di lavoro (come il mancato pagamento delle retribuzioni), il lavoratore che receda per giusta causa conserva comunque il diritto a percepire l’indennità sostitutiva del mancato preavviso. Tale indennità spetta al lavoratore a titolo di indennizzo per la mancata percezione delle retribuzioni per il periodo necessario al reperimento di una nuova occupazione, tenuto conto che l’interruzione immediata del rapporto è, in realtà, imputabile al datore di lavoro.

Il reiterato mancato pagamento di voci retributive legittima il lavoratore al recesso per giusta causa esonerandolo dall’obbligo di preavviso e la configurabilità delle dimissioni per giusta causa può sussistere anche quando il recesso non segua immediatamente i fatti che lo giustificano.

Corte appello Milano sez. lav., 18/01/2019, n.1788

Dimissioni per mutamenti organizzativi

L’indennità di cui all’art. 22 del CCNL Dirigenti di imprese dei servizi di pubblica utilità (che prevede un trattamento pari all’indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento, incrementata di un ulteriore importo pari a un terzo dell’indennità supplementare massima di cui all’art. 29), spetta al dirigente dimissionario laddove ricorra una obiettiva modificazione sostanziale del rapporto di lavoro e ciò indipendentemente dal verificarsi di un demansionamento a norma dell’art. 2103 c.c. che fonderebbe una giusta causa di recesso per dimissioni.

Pertanto, la suddetta indennità spetta al dirigente che si dimette a seguito di mutamenti organizzativi che incidono sulla sua posizione anche se legittimamente assunti nell’ambito del potere di libertà imprenditoriale del datore di lavoro.

Tribunale Taranto sez. lav., 27/11/2018, n.4072

Giusta causa di dimissioni e diritto alla percezione del mancato preavviso

La società, gravata dal relativo onere, non ha affatto dimostrato di avere assegnato all’appellante mansioni confacenti al livello di inquadramento ed all’esperienza professionale maturata, nonostante le varie sollecitazioni del medesimo a vedersi assegnate mansioni adeguate.

Quanto esposto è sufficiente a ritenere, diversamente dalla gravata sentenza, la sussistenza della lamentata violazione dell’art. 2103 c.c. così come lamentato dall’appellante nella comunicazione delle proprie dimissioni per giusta causa. Un tale inadempimento innanzitutto supporta la giusta causa delle rassegnate dimissioni, trattandosi di un inadempimento che per intensità e durata è grave e tale da legittimare il recesso immediato del lavoratore.

Ne consegue, pertanto, che l’appellante non solo ha diritto a vedersi restituita l’indennità di mancato preavviso illegittimamente decurtata dalla società all’atto di erogazione delle competenze di fine rapporto, ma, in ossequio al disposto 2119 c.c., ha altresì diritto all’erogazione a suo favore di detta indennità.

Corte appello Roma sez. lav., 18/01/2018, n.5393

Differenze retributive, interessi e rivalutazione monetaria

In assenza della prova della sussistenza di un contratto di appalto tra le società convenute, e dunque della responsabilità solidale ai sensi dell’art. 29, d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, la sola società datrice di lavoro deve essere condannata al pagamento in favore del ricorrente delle differenze retributive richieste nel ricorso, oltre interessi e rivalutazione monetaria, oltre che del risarcimento del danno dovuto in ragione delle dimissioni per giusta causa, rese ante tempus, e parametrato alle retribuzioni che il ricorrente avrebbe percepito fino alla scadenza del contratto.

Tribunale Milano sez. lav., 12/05/2017, n.756

Dimissioni e danno esistenziale

Il danno esistenziale, liquidato in via equitativa, rientra nella categoria generale del danno non patrimoniale e non consente duplicazioni risarcitorie.

Esso può derivare anche da inadempimenti ad opera del datore di lavoro, non integrando necessariamente mobbing, ma costituendo giusta causa nelle dimissioni (nella specie, una lavoratrice presso un centro di riabilitazione sanitaria si vedeva riconosciuta la giusta causa delle dimissioni, a causa della molteplicità di inadempimenti della società datrice nell’organizzazione del lavoro, tra cui vari ritardi nel pagamento delle retribuzioni, nonché modifiche illegittime di orario e turni di lavoro).

Cassazione civile sez. lav., 19/04/2017, n.9873

Recesso unilaterale dal rapporto di lavoro e prova di giusta causa di dimissioni

In assenza di prova in concreto di una giusta causa di dimissioni, nessun diritto al trattamento di disoccupazione può pretendere il lavoratore che sia unilateralmente receduto dal rapporto di lavoro o vi abbia comunque posto negozialmente fine.

Cassazione civile sez. lav., 24/08/2016, n.17303

Molestie sessuali del titolare dell’azienda

Sussiste una discriminazione per ragioni di sesso con violazione dell’art. 2087 c.c. in caso di ripetute molestie sessuali, verbali e fisiche, accertate anche in sede penale, da parte del padre della legale rappresentante della società datrice di lavoro, che di fatto operava come titolare dell’azienda, con conseguente giusta causa di dimissioni e condanna al risarcimento del danno biologico e non patrimoniale da discriminazione ex art. 38, d.lg. n. 198/2006.

Tribunale Firenze, 20/04/2016



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