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Bancomat: ultime sentenze

22 Luglio 2019
Bancomat: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: contratti bancari; autorizzazione all’uso della carta di debito (bancomat); installazione di apparecchiature per clonare le carte introdotte nello sportello durante le operazioni; qualificazione in termini di recesso dal rapporto contrattuale; obbligo di comunicazione al cliente; falsificazione dei mezzi elettronici di pagamento; furto aggravato di cose esposte alla pubblica fede.

L’installazione di scanner per la raccolta e la memorizzazione di dati nello sportello bancomat integra il reato di falsificazione dei mezzi elettronici di pagamento e di prelievo.

Bancomat: installazione scanner per la raccolta e la memorizzazione di dati

L’installazione, all’interno del sistema bancomat, di scanner per banche magnetiche per la raccolta e la memorizzazione di dati preordinate ad intercettare comunicazioni relative al sistema informatico integra il reato – di pericolo – di falsificazione dei mezzi elettronici di pagamento e di prelievo, reato che si pone, in termini prodromici e strumentali rispetto alla clonazione cui pure è finalizzato.

Cassazione penale sez. V, 11/03/2019, n.15665

Iscrizioni segnalanti apparecchi bancomat e postamat

Le iscrizioni “Bancomat” e “Postamat”, ove di superficie non superiore al mezzo metro quadrato, non sono assoggettate al pagamento dell’imposta sulla pubblicità in quanto non costituiscono messaggi di rilevanza pubblicitaria ma avvisi al pubblico volti a segnalare l’ubicazione di un terminale automatizzato.

Cassazione civile sez. trib., 17/01/2019, n.1169

Distributori automatici di sigarette e tessera bancomat

È legittima l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del titolare di una rivendita di generi di monopolio che, non avendo prestato la massima diligenza nel controllare il funzionamento del distributore automatico di tabacchi in dotazione all’esercizio, abbia consentito l’erogazione di sigarette con l’inserimento di una semplice tessera bancomat, senza alcuna verifica in ordine all’età dell’acquirente.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 03/01/2019, n.8

Furto e parcheggio nell’anticamera del bancomat

In tema di furto ricorre la circostanza aggravante di cui all’articolo 625 n.8 ter solo se la vittima era intenta a fruire dei servizi di un istituto di credito.( Nel caso di specie, la vittima aveva parcheggiato la bicicletta nell’anticamera del bancomat  perché lavorava presso l’istituto bancario e non stava usufruendo dei servizi bancari ).

Tribunale Torre Annunziata, 18/09/2018, n.2395

Tessera clonata e reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat

Integra il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui al d.lg. 21 novembre 2007, n. 231, art. 55, comma 9, e non quello di frode informatica di cui all’art. 640-ter c.p., il reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat di un istituto bancario mediante utilizzazione di un supporto magnetico clonato, perché il ripetuto ritiro di somme per mezzo di una carta bancomat illecitamente duplicata configura l’utilizzo indebito di uno strumento di prelievo sanzionato dal predetto art. 55.

Cassazione penale sez. II, 05/07/2018, n.213

Revoca dell’autorizzazione del bancomat

La revoca all’autorizzazione dell’uso del bancomat da parte della banca intermediaria integra un’ipotesi di recesso dal rapporto contrattuale intercorrente tra le parti e, pertanto, quale atto unilaterale recettizio, ex art. 1334 c.c., produce i suoi effetti solo se preventivamente comunicata al cliente.

Cassazione civile sez. I, 13/06/2018, n.15500

Furto di bancomat sottratto dalla borsa in un furgone aperto

In tema di furto aggravato di cose esposte alla pubblica fede, il requisito della esposizione per “necessità” richiede che sia puntualmente accertata in concreto la sussistenza di una situazione determinata da impellenti e non differibili esigenze che abbiano impedito alla persona offesa di portare con sé o custodire più adeguatamente la “res” furtiva. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza dell’aggravante relativamente al furto di una tessera bancomat sottratta da una borsa riposta dentro un furgone, poichè la persona offesa aveva parcheggiato e lasciato aperto il predetto furgone senza rappresentare esigenze particolari che le avessero impedito di approntare forme più adeguate di tutela dei propri beni).

Cassazione penale sez. V, 08/06/2018, n.33863

Uso di bancomat e pin contro la volontà della vittima

In tema di reati contro il patrimonio, integra il reato di furto aggravato dall’uso di mezzo fraudolento, e non quello di truffa, la condotta di chi dapprima ottenga in maniera fraudolenta il consenso del titolare della tessera bancomat e del relativo codice per effettuare un prelievo di denaro per conto di costui e, successivamente, si impossessi del contante contro la volontà della vittima.

Cassazione penale sez. V, 22/05/2018, n.36138

Reato di estorsione e forza intimidatoria

In tema di estorsione è integrato il reato anche se l’imputato agisce con l’intento di far valere un preteso diritto se la forza intimidatoria è tale da rendere la condotta ingiusta. (Nel caso di specie, si trattava del reato di estorsione in cui i due imputati, dietro minaccia accompagnavano la vittima al bancomat per il prelievo del denaro senza mai lasciarlo fino al giorno successivo quando gli consegnava l’intera somma di denaro richiesta).

Tribunale Chieti, 18/04/2018, n.321

Uso di una carta bancomat clonata: è indebita utilizzazione di carte di credito

La condotta criminosa dell’agente consistita nel ricaricare una carta di credito a sé intestata utilizzando l’altrui carta bancomat clonata, deve ritenersi del tutto assimilabile al mero prelievo di denaro presso uno sportello bancomat e, dunque, tale da integrare il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui all’articolo 55, comma 9, del Dlgs 231/2007, potendosi configurare, a tal riguardo, l’illecito utilizzo di una carta bancomat altrui, seppur in versione clonata, al fine di conseguire un indebito profitto.

Tale condotta non può essere, invece, ricondotta a una alterazione di sistema informatico o telematico, né all’abusivo intervento sui dati dello stesso, condotte incriminate dall’articolo 640-ter del Cp. Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la richiesta della difesa di riqualificare i fatti ai sensi della citata disposizione codicistica, in quanto per l’utilizzo in qualunque modo di una carta bancomat falsificata costituente clone è configurabile il diverso reato di indebita utilizzazione di carte di credito.

Tribunale Torino, 22/02/2018, n.260

Sportelli bancomat: installazione di skimmer 

Il delitto di “installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche”, di cui all’articolo 617-quinquies del Cp, si configura quando il soggetto agente installi, all’interno del sistema bancomat di un’agenzia di banca, uno scanner per bande magnetiche con batteria autonoma di alimentazione e microchip per la raccolta e la memorizzazione dei dati, al fine di intercettare comunicazioni relative al sistema informatico.

Si tratta di un reato di pericolo ed è pertanto irrilevante, ai fini della sua consumazione, che i dati in questione siano effettivamente raccolti e memorizzati. Nel caso di specie, la Corte d’appello ha ritenuto sussistente tale reato, avendo gli imputati installato sulla bocchetta di introduzione delle carte dello sportello bancomat di un istituto bancario apparecchiature, quali uno skimmer e una microcamera, atte a rilevare codici di accesso ai conti correnti dei fruitori del servizio e a clonare le carte introdotte nello sportello durante le varie operazioni.

Corte appello Roma sez. III, 24/01/2018, n.255



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