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Risarcimento danno incidente stradale: ultime sentenze

22 Luglio 2019
Risarcimento danno incidente stradale: ultime sentenze

Risarcimento del danno da incidente stradale; assicurazione della responsabilità civile costituzione in giudizio dell’assicuratore del danneggiato; assegno d’invalidità erogato dall’Inps; risarcimento in favore dei congiunti; mancata adozione delle cinture di sicurezza.

Se la domanda di risarcimento del danno da sinistro stradale ha ad oggetto il costo di riparazione si considera richiesta di risarcimento in forma specifica. Il trasportato può agire direttamente verso l’assicurazione del veicolo su cui viaggiava? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Mancato uso di cinture di sicurezza da parte del passeggero

In materia di responsabilità civile, in caso di mancata adozione delle cinture di sicurezza da parte di un passeggero, poi deceduto, di un veicolo coinvolto in un incidente stradale, verificandosi un’ipotesi di cooperazione nel fatto colposo, cioè di cooperazione nell’azione produttiva dell’evento, è legittima la riduzione proporzionale del risarcimento del danno in favore dei congiunti della vittima.

Cassazione civile sez. III, 27/03/2019, n.8443

Danno patrimoniale da illecito

In tema di danno patrimoniale patito dalla vittima di un illecito, dall’ammontare del risarcimento deve essere detratto il valore capitale dell’assegno di invalidità erogato dall’INPS, attese la funzione indennitaria assolta da tale emolumento e la possibilità per l’ente previdenziale di agire in surrogazione nei confronti del terzo responsabile o del suo assicuratore. (Principio affermato in relazione all’assegno ordinario di invalidità corrisposto,ex art. 1 della l. n. 222 del 1984, dall’INPS alla vittima di un incidente stradale).

Cassazione civile sez. III, 19/02/2019, n.4734

Risarcimento del danno, rivalsa e azione di regresso

In tema di risarcimento del danno da incidente stradale, la persona trasportata può avvalersi dell’azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazioni del veicolo sul quale viaggiava al momento del sinistro anche se quest’ultimo sia stato determinato da uno scontro in cui sia rimasto coinvolto un veicolo assicurato con una compagnia che non abbia aderito alla convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto, c.d. CARD, atteso che l’art. 141 del d.lgs. n. 206 del 2005, di derivazione comunitaria, assegna una garanzia diretta alle vittime dei sinistri stradali in un’ottica di tutela sociale che fa traslare il “rischio di causa” dal terzo trasportato, vittima del sinistro, sulla compagnia assicuratrice del trasportante.

Cassazione civile sez. III, 18/01/2019, n.1279

Decesso della vittima di incidente stradale: danno alla salute e danno morale

Va confermata la sentenza di merito che, in caso di incidente stradale che abbia causato, dopo due ore di sopravvivenza, il decesso della vittima, abbia ritenuto non configurabile un danno alla salute suscettibile di accertamento medico-legale ed escluso il risarcimento del danno morale da formido mortis ove la vittima, nell’intervallo di tempo intercorso tra l’evento lesivo e l’exitus, non sia stata cosciente e, quindi, non abbia avuto consapevolezza della fine imminente.

Cassazione civile sez. VI, 13/12/2018, n.32372

Veicolo coinvolto nel sinistro: si applica la prescrizione biennale

Il tempo massimo per chiedere un risarcimento danni in seguito ad un incidente stradale è di due anni ogniqualvolta i danni sono conseguiti alla circolazione stradale di un veicolo, intesa nell’ampia accezione, e, quindi, in particolare, non soltanto nel caso di scontro tra due o più veicoli in movimento, ma anche nel caso di sinistro occorso ad un solo veicolo per qualsivoglia ragione.

Cassazione civile sez. III, 30/11/2018, n.31003

Superamento della presunzione di colpa concorrente

In tema di risarcimento del danno da sinistro stradale, l’accertamento in concreto di un profilo di responsabilità a carico di un conducente non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente sancito dall’art. 2054 c.c., essendo a tal fine necessario accertare che l’altro conducente si fosse pienamente uniformato alle norme sulla circolazione stradale ed a quelle di comune prudenza ed avesse fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.

Non è possibile applicare questo principio quando non è fornita tale prova liberatoria, ma anzi è stata accertata in concreto una concorrente responsabilità dell’attore determinazione del danno.

Tribunale Perugia sez. II, 15/11/2018, n.1499

Risarcibilità del danno da perdita parentale: intimità della relazione di parentela

In tema di risarcimento del danno derivante da sinistri stradali, il risarcimento chiesto dai nonni della vittima non può essere bocciato adducendo come circostanza impediente la semplice assenza di convivenza con il nipote deceduto.

Ad affermarlo è la Cassazione che ha accolto sul punto il ricorso della nonna di un ragazzo deceduto in un incidente stradale avverso la decisione di merito per la quale solo la convivenza consentiva di esteriorizzare l’intimità delle relazioni di parentela anche allargate e far assumere rilevanza al collegamento tra danneggiato primario è secondario.

Per la Cassazione, invece, il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile dimostrarne l’ampiezza e la profondità dei rapporti familiari, “non essendo condivisibile limitare la “società naturale”, cui fa riferimento l’articolo 29 Costituzione, all’ambito ristretto della sola cd. “famiglia nucleare””.

Cassazione civile sez. III, 04/10/2018, n.24162

Domanda di risarcimento danno da sinistro stradale e costo di riparazione

La domanda di risarcimento del danno subito da un veicolo a seguito di incidente stradale, quando abbia ad oggetto la somma necessaria per effettuare la riparazione dei danni, deve considerarsi come richiesta di risarcimento in forma specifica, con conseguente potere del giudice, ai sensi dell’art. 2058, comma 2, c.c. di non accoglierla e di condannare il danneggiante al risarcimento per equivalente, ossia alla corresponsione di un somma pari alla differenza di valore del bene prima e dopo la lesione, allorquando il costo delle riparazioni superi notevolmente il valore di mercato del veicolo.

Tribunale Roma sez. XII, 03/09/2018, n.16764

Infortunio in itinere: la rendita vitalizia Inail

In tema di compensatio lucri cum damno, la detrazione dell’attribuzione patrimoniale occasionata dall’illecito (o dall’inadempimento) dall’ammontare del risarcimento del danno ad esso conseguente presuppone, sul piano funzionale, che il beneficio sia causalmente giustificato in funzione di rimozione dell’effetto dannoso dell’illecito e, sul piano strutturale, che ad esso si accompagni un meccanismo di surroga o di rivalsa, capace di evitare che quanto erogato dal terzo al danneggiato si traduca in un vantaggio inaspettato per il responsabile.

Deve pertanto detrarsi dall’ammontare del risarcimento dovuto alla vittima di un incidente stradale, riconosciuto come infortunio in itinere, il valore capitale della rendita vitalizia erogata dall’INAIL, atteso, per un verso, che tale prestazione, a contenuto indennitario, è volta a soddisfare, neutralizzandola in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria civilistica; e considerato, per altro verso, che il sistema normativo in cui essa è inserita prevede (artt. 1916 c.c. e 142 cod. ass.) un meccanismo di riequilibrio idoneo a garantire che il terzo responsabile dell’infortunio sulle vie del lavoro, estraneo al rapporto assicurativo, sia collateralmente obbligato a restituire all’INAIL l’importo corrispondente al valore della rendita per inabilità permanente costituita in favore del lavoratore assicurato.

Cassazione civile sez. un., 22/05/2018, n.12566

Danno alla salute dopo un incidente stradale

Nel caso di danno alla salute a seguito di un incidente stradale, il risarcimento corrispondente a un determinato grado di invalidità riconosciuta, ricomprende già la menomazione degli aspetti “dinamico relazionali” che sono una conseguenza “normale” del danno alla salute. E non dunque un danno diverso. A meno che le peculiarità del caso concreto non abbiano acuito le conseguenze della menomazione per quel particolare soggetto, così giustificando un aumento del risarcimento di base del danno biologico, aprendo le porte al “danno morale”.

Cassazione civile sez. III, 27/03/2018, n.7513

Costituzione in giudizio dell’assicuratore del danneggiato

In tema di risarcimento del danno da incidente stradale, è ammissibile la costituzione in giudizio dell’assicuratore del danneggiato, in posizione antagonista con il medesimo, sulla base del mandato cd. “card” o “di rappresentanza”, in forza del quale l’assicuratore del danneggiato può operare come mandatario di quello del responsabile del sinistro.

Cassazione civile sez. III, 18/04/2019, n.10816


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