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Pedaggio autostradale: ultime sentenze

25 Luglio 2019
Pedaggio autostradale: ultime sentenze

In questo articolo, troverai le ultime sentenze su: pagamento del pedaggio; mancato pagamento del pedaggio autostradale; società concessionaria della rete autostradale; raggiri finalizzati ad evitare il pagamento del pedaggio; reato di truffa; reato di insolvenza fraudolenta. 

In che modo la società concessionaria della rete autostradale può recuperare le somme nell’ipotesi di omesso pagamento del pedaggio? Transitare con l’autovettura attraverso il varco autostradale riservato ai possessori di tessera Viacard integra il reato di truffa. Per saperne di più, leggi le ultime sentenze sul pedaggio autostradale.

Omesso pagamento del pedaggio

L’obbligo per l’utente del pagamento del pedaggio, corrisponde al corrispettivo del transito richiesto all’utilizzatore della rete autostradale, ai sensi del combinato disposto degli artt. 176,comma 1, e 14 C.d.S., pertanto, nel caso di mancato pagamento di pedaggio da parte dell’utenza, alla società concessionaria della rete autostradale viene conferito il potere di recuperare le somme dovute a titolo di pedaggio in forza dell’art. 373 Regol. Att. ed Esec. C.d.S., sulla base della normativa prevista per il recupero dei crediti dello Stato e della P.A. (r.d. 639/1910), ovvero il potere di emettere ingiunzioni fiscali in via diretta.

Tribunale Roma sez. II, 08/04/2019, n.7519

Varco autostradale riservato ai possessori di tessera Viacard

Integra il delitto di truffa, per la presenza di raggiri finalizzati ad evitare il pagamento del pedaggio, la condotta di chi transita con l’autovettura attraverso il varco autostradale riservato ai possessori di tessera Viacard pur essendo sprovvisto di detta tessera.

Cassazione penale sez. II, 31/10/2018, n.56933

Corsia Telepass: accodarsi ad altre vetture per evitare di pagare il pedaggio

Il comportamento del soggetto che si inserisca consapevolmente nelle piste riservate al servizio Telepass senza pagare il pedaggio autostradale e senza essere in possesso di tale mezzo di pagamento, accodandosi a distanza ravvicinata al veicolo precedente e approfittando dei pochi secondi in cui la barra rimane automaticamente alzata, integra il reato di truffa per la presenza di raggiri finalizzati ad evitare il pagamento del pedaggio e non del reato di insolvenza fraudolenta.

Tribunale Nola, 11/09/2018, n.1609

Insolvenza fraudolenta

Il reiterato passaggio nella corsia riservata si configura come univocamente indicativo della volontà di contrarre una obbligazione con il proposito di non adempierla. Con specifico riferimento al rappresentante legale della società, cui l’autocarro era intestato e, dunque, “beneficiaria” delle prestazioni non corrisposte, la particolare qualità rivestita, la natura non affatto occasionale dei passaggi e l’essersi reso inadempiente ai solleciti di pagamento rivolti alla società, configurano un quadro indiziario logicamente idoneo ad asseverare il suo personale e consapevole coinvolgimento, quantomeno a livello di concorrente morale. (Fattispecie in materia di mancato pagamento di pedaggio autostradale).

Cassazione penale sez. II, 15/06/2018, n.38467

Mettere in circolazione banconote falsificate

E’ integrato il reato di cui all’art.455 c.p. e non la fattispecie prevista dall’art. 453 c.p. se non vi sia un numero considerevole di banconote falsificate perché solo da queste è possibile ritenere il concerto con l’autore della falsificazione.

(Nel caso di specie, l’imputato in servizio al casello autostradale per la riscossione del pedaggio metteva in circolazione n. 30 banconote da Euro 20,00 falsificate).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 24/05/2018, n.2911

Addetto alla riscossione del pedaggio autostradale e licenziamento disciplinare

In tema di licenziamento disciplinare, il fatto contestato ben può essere ricondotto ad una diversa ipotesi disciplinare (dato che, in tal caso, non si verifica una modifica della contestazione, ma solo un diverso apprezzamento dello stesso fatto), ma l’immutabilità della contestazione preclude al datore di lavoro di far poi valere, a sostegno della legittimità del licenziamento stesso, circostanze nuove rispetto a quelle contestate, tali da implicare una diversa valutazione dell’infrazione anche diversamente tipizzata dal codice disciplinare apprestato dalla contrattazione collettiva, dovendosi garantire l’effettivo diritto di difesa che la normativa sul procedimento disciplinare, di cui all’art. 7 st.lav., assicura al lavoratore incolpato.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto illegittimo il licenziamento disciplinare intimato ad un addetto alla riscossione del pedaggio autostradale, per una contestazione di impossessamento, mediante sottrazione, e indebito uso di una tessera prepagata a scalare – cd. VIACARD – ritirata dall’apparecchiatura automatica, mutata in sede contenziosa in impossessamento a seguito di smarrimento della tessera da parte del titolare, al momento della sua utilizzazione presso il casello autostradale).

Cassazione civile sez. lav., 10/11/2017, n.26678

Giudice amministrativo e adeguamento annuale della tariffa di pedaggio

Non è permesso al giudice amministrativo di poter valutare, in assenza del P.E.F. aggiornato, la fondatezza della pretesa della società concessionaria autostradale con riguardo alle attivate voci e, pertanto, procedere all’adeguamento annuale della tariffa di pedaggio, con condanna dell’Amministrazione a provvedere alla determinazione della percentuale di incremento tariffario dovuta al concessionario, venendo in rilievo una serie di valutazioni tecnico – economiche aventi ad oggetto la sussistenza e congruità dei parametri tecnici presenti nella formula tariffaria e così configurando un giudizio tecnico rimesso alla P.A., con attività non sostituibile dal giudice della fase cognitoria.

T.A.R. Aosta, (Valle d’Aosta) sez. I, 11/07/2017, n.42

Reato di truffa e reato di insolvenza fraudolenta: differenze

Il reato di truffa si distingue da quello di insolvenza fraudolenta perché nella truffa la frode è attuata mediante la simulazione di circostanze e di condizioni non vere, artificiosamente create per indurre altri in errore; nell’insolvenza fraudolenta, invece, la frode è attuata, con la dissimulazione del reale stato di insolvenza del soggetto agente.

Pertanto, nel caso di specie deve ravvisarsi il delitto di cui all’articolo 640 del c.p. in quanto l’imputato, tramite raggiri finalizzati a evitare il pagamento del pedaggio, era transitato con la propria autovettura attraverso il varco autostradale riservato ai possessori di tessera Viacard pur essendo sprovvisto di detta tessera.

Tribunale Genova sez. II, 09/06/2017, n.2286

Silenzio: basta per dissimulare lo stato di insolvenza?

L’art. 176 del codice della strada relativo al mancato pedaggio dell’autostrada si pone in rapporto di sussidiarietà e non di specialità rispetto al reato di insolvenza fraudolenta, che non è pertanto escluso dalla coesistenza dell’illecito amministrativo: infatti è onere del giudice di merito verificare di volta in volta la configurabilità della fattispecie penale citata sia sotto il profilo materiale che della sussistenza dell’elemento psicologico.

Cassazione penale sez. II, 16/11/2016, n.14711

Elusione del pagamento del pedaggio autostradale

L’art. 176 c. strad., che punisce chiunque eluda il pagamento del pedaggio autostradale, si pone in rapporto di sussidiarietà e non di specialità, rispetto al reato di insolvenza fraudolenta, che non è, pertanto, escluso dalla coesistenza dell’illecito amministrativo, ove ne sussistano in concreto gli elementi costitutivi.

Corte appello Roma sez. II, 07/11/2016, n.8237



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