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Morso cane: ultime sentenze

24 Luglio 2019
Morso cane: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: morso di un cane; lesioni colpose provocate da un animale; responsabilità del proprietario; richiesta di risarcimento del danno; obbligo di custodia; dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso; uccidere un animale per difendere il proprio cane dall’aggressione.

Il proprietario dell’animale è tenuto a garantire la sicurezza dei terzi presenti in luoghi pubblici. La domanda di risarcimento del danno per l’aggressione di un cane va accolta se accertata in sede penale e confermata dalla documentazione medica.

Detenzione di un animale e obbligo di custodia

L’obbligo di custodia di un animale sorge ogni qualvolta sussista una relazione di semplice detenzione, anche solo materiale e di fatto tra l’animale e una data persona, non essendo necessario un rapporto di proprietà in senso civilistico. (Fattispecie in tema di responsabilità per lesioni colpose cagionate dal morso di un cane).

Cassazione penale sez. IV, 17/10/2017, n.51448

Poteri di vigilanza sull’animale

In tema di lesioni colpose provocate da un animale e di responsabilità del proprietario, in caso di delega stabile e di assenza costante del proprietario l’indagine da compiere è se quest’ultimo abbia comunque mantenuto effettivi poteri di vigilanza sull’animale affidato in custodia a terzi (annullata, nella specie, la condanna del proprietario di un cane che aveva morso la mano di un passante, atteso che occorreva accertare se si fosse trattato di un affidamento transitorio dell’animale a terzi ovvero avente carattere di definitiva stabilità e se dunque, in tale ultimo caso, fosse residuato in capo al proprietario un potere effettivo di controllo in ordine alla concreta gestione degli animali).

Cassazione penale sez. IV, 07/06/2017, n.42307

Quando sorge l’obbligo di custodia?

L’obbligo di custodia dell’animale sorge ogni qualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, in quanto l’art. 672 c.p. collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico (nella specie, l’imputato aveva sfamato alcuni cani randagi che erano usciti dalla sua proprietà e avevano aggredito e morso la persona offesa).

Cassazione penale sez. IV, 17/01/2017, n.17145

Aggressione di un cane: domanda di risarcimento del danno

Va accolta la domanda di risarcimento del danno a seguito dell’aggressione di un cane di razza pitbull essendo la stessa stata accertata in sede penale come risulta dalla sentenza penale confermata in appello prodotta in giudizio, nonché dalla documentazione medica (nella specie un pitbull, lasciato incustodito e privo di museruola, ha morso una persona cagionandogli profonde ferite al braccio destro e alla mano).

Tribunale Savona, 09/12/2017

Responsabilità del proprietario o di chi si serve di un animale

La responsabilità del proprietario, o di chi si serve di un animale, di cui all’art. 2052 c.c., si fonda non su un comportamento o un’attività – commissiva od omissiva – ma su una relazione intercorrente tra i predetti e l’animale, il cui limite risiede nel caso fortuito, la prova del quale – a carico del convenuto – può anche avere ad oggetto il comportamento del danneggiato, purché avente carattere di imprevedibilità, inevitabilità e assoluta eccezionalità.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, di condanna del proprietario di un cane che aveva morso un’amica di famiglia, introdottasi in casa, e che gli aveva dato una carezza, nonostante l’invito della moglie del proprietario ad allontanarsi, dando rilievo al fatto che la danneggiata conosceva l’animale fin da cucciolo).

Cassazione civile sez. III, 20/05/2016, n.10402

Stato di necessità e uccisione del cane

È configurabile la scriminante dello stato di necessità nel caso in cui il proprietario di un cane di piccola taglia uccida un altro cane per difendere il proprio animale dall’aggressione. A stabilirlo è la Cassazione che ha accolto il ricorso di un uomo condannato dai giudici di merito per il reato di uccisione di animali delineato dall’art. 544 bis c.p. per aver aggredito e ucciso un alano, condotto senza guinzaglio né museruola, che aveva aggredito e morso il suo cane alla coda procurandogli due piccole ferite.

Per la Corte, nel concetto di necessità è ricompresa ogni “situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona o ai beni ritenuto altrimenti inevitabile”.

Cassazione penale sez. III, 29/10/2015, n.50329

Morso di un cane e lesioni

Nell’ipotesi di lesioni subite in seguito ad un morso di un cane, va esclusa l’ipotesi del caso fortuito nel fatto che la catena cui il cane era legato si sia rotta consentendo all’animale di avventarsi sulla persona offesa, in quanto la prova del caso fortuito incombeva sull’imputato, il quale, per contro, non aveva fornito elemento alcuno per ritenere che la corda fosse integra ed adeguata alla corpulenza del cane.

Cassazione penale sez. IV, 24/10/2014, n.49690

Cane randagio morde un passante

Dei danni causati da un cane randagio per avere morso un passante rispondono, in via solidale, il Comune e la ASL per aver omesso di controllare la presenza dei cani randagi nel centro abitato e, di conseguenza, di non aver adottato le misure di intervento necessarie a scongiurare pericoli per la incolumità pubblica.

Tribunale L’Aquila, 22/10/2014, n.851

Mostra canina: cane morde un bambino

Spetta al detentore dell’animale scegliere il mezzo più adeguato (museruola o guinzaglio) idoneo a garantire la sicurezza dei terzi presenti in luoghi pubblici (riconosciuta, nella specie, la responsabilità dell’imputata per il reato di lesioni, in quanto il cane da lei posseduto aveva morso un bambino nell’ambito di una mostra canina; il giudice di merito aveva rinvenuto nella omessa vigilanza del cane il profilo di colpa dell’imputata la quale, in presenza di più persone, avrebbe dovuto tenere una condotta di particolare attenzione ed idonea ad evitare l’evento poi verificatosi).

Cassazione penale sez. IV, 24/06/2014, n.44095

Cane in giardino morde passante

Poiché nel reato colposo omissivo improprio il rapporto di causalità tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, è necessario che si specifichi dettagliatamente quello che sarebbe dovuto essere l’ulteriore comportamento che l’imputato avrebbe dovuto tenere, oltre a quelli già esposti in atto, per impedire l’evento lesivo (fattispecie relativa alla condotta che avrebbe dovuto assumere la padrona di un cane che, sebbene chiuso in un giardino con una recinzione alta a sbarre di ferro, sporgendo la testa fuori dalla inferriata, aveva morso una persona che transitava di fronte alla proprietà dell’imputata).

Cassazione penale sez. III, 19/11/2013, n.2880

Morso cane: richiesta di risarcimento danni

L’art. 246 c.p.c. non prevede l’incapacità a testimoniare del coniuge in comunione dei beni, ma esprime un principio di carattere generale secondo cui non possono testimoniare persone aventi un interesse nella causa che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio: pertanto, non è la qualità di coniuge a rendere incapace di testimoniare, ma l’esistenza di un interesse nella causa.

(Nella specie, avente ad oggetto la richiesta danni in seguito ad un morso di cane, la Corte ha escluso la capacità di testimoniare della moglie in comunione dei beni del proprietario dell’animale, atteso che la donna aveva chiaramente un interesse giuridico all’esito della causa, essendo i coniugi in comunione dei beni ed avendo richiesto il danneggiato una somma che avrebbe depauperato entrambi i coniugi).

Cassazione civile sez. III, 06/12/2011, n.26205



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