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Morso cane: ultime sentenze

16 Settembre 2021
Morso cane: ultime sentenze

Lesioni colpose provocate da un animale; responsabilità del proprietario; obbligo di custodia; richiesta di risarcimento del danno.

Il proprietario dell’animale è tenuto a garantire la sicurezza dei terzi presenti in luoghi pubblici. La domanda di risarcimento del danno per l’aggressione di un cane va accolta se accertata in sede penale e confermata dalla documentazione medica.

Danni arrecati da un cane

In tema di lesioni personali dovute all’attacco di un cane, la proprietà del cane può razionalmente desumersi dalla circostanza riferita dai testi escussi che l’imputato era solito portare quotidianamente il cane al guinzaglio a dimostrazione della relazione di affezione e possesso dell’animale da cui deriva l’obbligo di non lasciare libero l’animale o comunque di custodirlo con le debite cautele per evitare aggressioni a terzi.

Cassazione penale sez. IV, 30/09/2020, n.27876

Riparto dell’onere probatorio

Del danno cagionato da animale risponde, ex articolo 2052 del codice civile, il proprietario o chi ne ha l’uso, per responsabilità oggettiva e non per condotta colposa, anche solo omissiva, sulla base del mero rapporto intercorrente con l’animale, nonché del nesso causale tra il comportamento di quest’ultimo e l’evento dannoso, che il caso fortuito, quale fattore esterno generatore del danno concretamente verificatosi, può interrompere. Perciò, mentre grava sull’attore l’onere di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra l’animale e l’evento lesivo, la prova del fortuito è a carico del convenuto.

Nella fattispecie, il Tribunale ha accolto la domanda di una donna per i danni subiti dal morso di un cane maremmano, che girava libero e privo di guinzaglio e museruola a pochi metri di distanza dal proprietario, non risultando provato alcun gesto avventato da parte dell’attrice.

Tribunale Crotone, 22/09/2020, n.793

Omessa custodia

In tema di omessa custodia di animali, al fine di escludere la colpa, consistente nella mancata adozione delle dovute cautele, non è sufficiente che l’animale sia tenuto in un luogo privato e recintato, ma è necessario che tale luogo sia idoneo a evitare che lo stesso possa sottrarsi alla custodia o al controllo.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità, per il reato di lesioni colpose, dell’imputato che, aprendo il cancello automatico dell’abitazione, non si era avveduto dell’uscita del cane di grossa taglia).

Cassazione penale sez. IV, 19/11/2019, n.13464

Cane morde bambino nell’area di sgambamento

Il proprietario di un cane è gravato da una posizione di garanzia in forza della quale deve adottare tutte le cautele necessarie per prevenire le reazioni del proprio animale. All’interno delle aree destinate al c.d. sgambamento dei cani il padrone dell’animale deve portare con sé la museruola e non deve interrompere il contatto visivo con il cane, in modo da potere intervenire tempestivamente ove quest’ultimo assumesse atteggiamenti pericolosi od aggressivi.

Cassazione penale sez. IV, 27/06/2019, n.31874

Accertamento responsabilità penale del padrone del cane

La responsabilità penale del padrone del cane va accertata in positivo e non è presunta, a differenza della responsabilità civile per i danni. Pertanto, non è possibile sanzionare penalmente il padrone del cane se il morso dato dall’animale alla persona offesa è avvenuto subito dopo che la bicicletta di quest’ultima gli ha schiacciato la coda. Trattasi di evenienza connotata da “assoluta abnormità ed eccentricità”, che va ben oltre il generale obbligo di garanzia di cui è gravato il padrone dell’animale, il quale – in via generale – risponde anche nel caso in cui vi siano stati comportamenti imprudenti della vittima.

Cassazione penale sez. IV, 10/09/2019, n.50562

Detenzione di un animale e obbligo di custodia

L’obbligo di custodia di un animale sorge ogni qualvolta sussista una relazione di semplice detenzione, anche solo materiale e di fatto tra l’animale e una data persona, non essendo necessario un rapporto di proprietà in senso civilistico. (Fattispecie in tema di responsabilità per lesioni colpose cagionate dal morso di un cane).

Cassazione penale sez. IV, 17/10/2017, n.51448

Poteri di vigilanza sull’animale

In tema di lesioni colpose provocate da un animale e di responsabilità del proprietario, in caso di delega stabile e di assenza costante del proprietario l’indagine da compiere è se quest’ultimo abbia comunque mantenuto effettivi poteri di vigilanza sull’animale affidato in custodia a terzi (annullata, nella specie, la condanna del proprietario di un cane che aveva morso la mano di un passante, atteso che occorreva accertare se si fosse trattato di un affidamento transitorio dell’animale a terzi ovvero avente carattere di definitiva stabilità e se dunque, in tale ultimo caso, fosse residuato in capo al proprietario un potere effettivo di controllo in ordine alla concreta gestione degli animali).

Cassazione penale sez. IV, 07/06/2017, n.42307

Quando sorge l’obbligo di custodia?

L’obbligo di custodia dell’animale sorge ogni qualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, in quanto l’art. 672 c.p. collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico (nella specie, l’imputato aveva sfamato alcuni cani randagi che erano usciti dalla sua proprietà e avevano aggredito e morso la persona offesa).

Cassazione penale sez. IV, 17/01/2017, n.17145

Aggressione di un cane: domanda di risarcimento del danno

Va accolta la domanda di risarcimento del danno a seguito dell’aggressione di un cane di razza pitbull essendo la stessa stata accertata in sede penale come risulta dalla sentenza penale confermata in appello prodotta in giudizio, nonché dalla documentazione medica (nella specie un pitbull, lasciato incustodito e privo di museruola, ha morso una persona cagionandogli profonde ferite al braccio destro e alla mano).

Tribunale Savona, 09/12/2017

Responsabilità del proprietario

La responsabilità del proprietario, o di chi si serve di un animale, di cui all’art. 2052 c.c., si fonda non su un comportamento o un’attività – commissiva od omissiva – ma su una relazione intercorrente tra i predetti e l’animale, il cui limite risiede nel caso fortuito, la prova del quale – a carico del convenuto – può anche avere ad oggetto il comportamento del danneggiato, purché avente carattere di imprevedibilità, inevitabilità e assoluta eccezionalità.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, di condanna del proprietario di un cane che aveva morso un’amica di famiglia, introdottasi in casa, e che gli aveva dato una carezza, nonostante l’invito della moglie del proprietario ad allontanarsi, dando rilievo al fatto che la danneggiata conosceva l’animale fin da cucciolo).

Cassazione civile sez. III, 20/05/2016, n.10402

Morso di un cane e lesioni: prova del caso fortuito

Nell’ipotesi di lesioni subite in seguito ad un morso di un cane, va esclusa l’ipotesi del caso fortuito nel fatto che la catena cui il cane era legato si sia rotta consentendo all’animale di avventarsi sulla persona offesa, in quanto la prova del caso fortuito incombeva sull’imputato, il quale, per contro, non aveva fornito elemento alcuno per ritenere che la corda fosse integra ed adeguata alla corpulenza del cane.

Cassazione penale sez. IV, 24/10/2014, n.49690

Cane randagio morde un passante

Dei danni causati da un cane randagio per avere morso un passante rispondono, in via solidale, il Comune e la ASL per aver omesso di controllare la presenza dei cani randagi nel centro abitato e, di conseguenza, di non aver adottato le misure di intervento necessarie a scongiurare pericoli per la incolumità pubblica.

Tribunale L’Aquila, 22/10/2014, n.851

Mostra canina: cane morde un bambino

Spetta al detentore dell’animale scegliere il mezzo più adeguato (museruola o guinzaglio) idoneo a garantire la sicurezza dei terzi presenti in luoghi pubblici (riconosciuta, nella specie, la responsabilità dell’imputata per il reato di lesioni, in quanto il cane da lei posseduto aveva morso un bambino nell’ambito di una mostra canina; il giudice di merito aveva rinvenuto nella omessa vigilanza del cane il profilo di colpa dell’imputata la quale, in presenza di più persone, avrebbe dovuto tenere una condotta di particolare attenzione ed idonea ad evitare l’evento poi verificatosi).

Cassazione penale sez. IV, 24/06/2014, n.44095

Cane in giardino morde passante

Poiché nel reato colposo omissivo improprio il rapporto di causalità tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, è necessario che si specifichi dettagliatamente quello che sarebbe dovuto essere l’ulteriore comportamento che l’imputato avrebbe dovuto tenere, oltre a quelli già esposti in atto, per impedire l’evento lesivo (fattispecie relativa alla condotta che avrebbe dovuto assumere la padrona di un cane che, sebbene chiuso in un giardino con una recinzione alta a sbarre di ferro, sporgendo la testa fuori dalla inferriata, aveva morso una persona che transitava di fronte alla proprietà dell’imputata).

Cassazione penale sez. III, 19/11/2013, n.2880

Morso cane: richiesta di risarcimento danni

L’art. 246 c.p.c. non prevede l’incapacità a testimoniare del coniuge in comunione dei beni, ma esprime un principio di carattere generale secondo cui non possono testimoniare persone aventi un interesse nella causa che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio: pertanto, non è la qualità di coniuge a rendere incapace di testimoniare, ma l’esistenza di un interesse nella causa.

(Nella specie, avente ad oggetto la richiesta danni in seguito ad un morso di cane, la Corte ha escluso la capacità di testimoniare della moglie in comunione dei beni del proprietario dell’animale, atteso che la donna aveva chiaramente un interesse giuridico all’esito della causa, essendo i coniugi in comunione dei beni ed avendo richiesto il danneggiato una somma che avrebbe depauperato entrambi i coniugi).

Cassazione civile sez. III, 06/12/2011, n.26205



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2 Commenti

  1. I padroni, o chi per loro, sono responsabili dei danni provocati dai cani che hanno in custodia. Bisogna addestrare gli animali e, se occorre, tenere la museruola. Bisogna fare attenzione specialmente quando si passeggia per strada e magari ci sono i bimbi che si avvicinano per accarezzare il cane incuriositi e l’animale non risponde all’interazione con i piccoli come ci si aspetterebbe ma si scaglia contro di loro e li azzanna.

  2. Attenzione, dipende anche da come ci si comporta con il cane o come ci si comporta nei confronti del padrone. Certo, il padrone deve stare attento affinché non capitino situazioni spiacevoli e pericolose, però se una persona adotta certi atteggiamenti che allertano l’animale o aggredisce il padrone, allora il cane cerca di difenderlo e si scaraventa contro l’aggressore. Ovvio che l’animale non deve essere usato come se fosse un’arma. Bisogna sempre valutare i vari contesti e prevenire le forme di aggressione

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