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Pagamento multa: ultime sentenze

3 Maggio 2022
Pagamento multa: ultime sentenze

Violazioni al Codice della strada; sanzioni amministrative; autovelox; parcheggio sulle strisce blu; reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale; pagamento multa in misura ridotta.

Nullità multa per eccesso di velocità

È nulla la multa per eccesso di velocità se nel verbale il Comune non inserisce gli estremi del decreto con il quale il prefetto individua le strade in cui è consentito il rilevamento con l’autovelox senza contestazione immediata. A ribadirlo è la Cassazione accogliendo il ricorso di un uomo, sanzionato per aver violato l’articolo 142, comma 8, del Codice della strada, cioè per aver superato i limiti di velocità di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h rispetto al massimo consentito, senza però che i verbale riportasse gli estremi del decreto prefettizio.

Per la Suprema corte questa rappresenta una palese violazione dell’obbligo posto in capo alla pubblica amministrazione. Difatti, l’autovelox è correlato alla impossibilità di contestazione immediata ed è perciò limitato alle autostrade e alle ulteriori strade indicate dall’articolo 2 del Codice della strada. Per le strade non rientranti nell’elenco, invece, è sempre necessario il provvedimento del prefetto che autorizza l’uso di tali apparecchiature. Se così non fosse, ci sarebbe un illegittimo e arbitrario potere dell’amministrazione di installare ovunque e illimitatamente autovelox, senza la possibilità di difesa per colui che viene multato.

Cassazione civile sez. II, 19/01/2021, n.776

Scout speed e multa per eccesso di velocità

Lo scarso traffico può salvare l’automobilista dal ricevere una multa per eccesso di velocità rilevata dallo scout speed in modalità dinamica, cioè piazzando l’apparecchio su un’auto di servizio in movimento, inoltre questo non può giustificare a prescindere la non immediata contestazione della violazione compiuta alla regola fissata dal Codice della strada.

Tribunale Reggio Emilia sez. II, 04/06/2020

A chi spetta individuare le strade ad alto scorrimento su cui installare autovelox?

In tema di circolazione stradale, spetta al prefetto individuare le strade ad alto scorrimento, diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, ovvero singoli tratti di esse, sulle quali istallare sistemi automatici di rilevamento della velocità, tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, planimetriche e di traffico, per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza arrecare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico, all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati. Ricordando ciò, la Cassazione accolto il ricorso di un automobilista che si è visto notificare una multa per infrazione al codice della strada accertata mediante autovelox su una strada non avente tali caratteristiche.

Cassazione civile sez. II, 12/02/2019, n.4090

Violazione del Codice della strada: multa annullata

Se la multa per violazione del codice della strada è annullata, l’esattore è responsabile in solido al rimborso delle spese legali. L’ente impositore e l’agente della riscossione, infatti, devono considerarsi entrambi soccombenti nei confronti del conducente che ha ricevuto il verbale di contestazione illecito. Il principio di causalità, su cui si basa quello di soccombenza, impone infatti che risponda delle spese anche l’esattore per aver posto in essere l’atto che dà origine alla lite. Il contribuente opponente deve quindi rimanere estraneo alla circostanza, rilevante solo nei rapporti interni, per cui l’agente della riscossione pone in essere atti dovuti su richiesta dell’ente impositore.

Cassazione civile sez. II, 08/10/2018, n.24678

Autovelox: quando è nulla la multa?

In tema di violazioni del codice della strada, posto che l’art. 4 d.l. 20 giugno 2002, n. 121, (conv., con modificazioni, nella l. 1 agosto 2002, n. 168) conferisce al prefetto la competenza ad individuare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocità, qualora il decreto prefettizio ne abbia previsto la legittima installazione lungo un solo senso di marcia ed, invece, l’accertamento sia stato effettuato mediante la rilevazione di un autovelox posizionato sul contrapposto senso di marcia, difettando a monte l’adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo, il relativo verbale di contestazione differita della violazione di cui all’art. 142 c.d.s. deve ritenersi affetto da “illegittimità derivata”.

Cassazione civile sez. VI, 01/10/2018, n.23726

Opposizione a cartella esattoriale e mancata notifica della multa

Nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa al pagamento di sanzione amministrativa per violazione del codice della strada, ove il destinatario della stessa deduca la mancata notifica del verbale di accertamento dell’infrazione, la legittimazione passiva spetta non soltanto all’ente impositore, quale titolare della pretesa sostanziale contestata, ma anche, quale litisconsorte necessario, all’esattore che ha emesso l’atto opposto e ha perciò interesse a resistere, in ragione dell’incidenza che un’eventuale pronuncia di annullamento della cartella può avere sul rapporto esattoriale.

Cassazione civile sez. VI, 26/06/2017, n.15900

Opposizione di un avvocato a una multa

In tema di liquidazione delle spese processuali, la circostanza che l’avvocato si sia avvalso della facoltà di difesa personale non incide sulla natura professionale dell’attività svolta in proprio favore. Di conseguenza, il giudice deve liquidargli, secondo le regole della soccombenza, i diritti e gli onorari previsti per la sua prestazione. Ad affermarlo è la Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul tema in relazione a una vicenda sorta a seguito dell’opposizione di un avvocato a una multa inflittagli per violazione del codice della strada.

I giudici di merito, pur dando ragione al ricorrente, avevano ritenuto le spese processuali non dovute in quanto irripetibili. Per la Corte, tuttavia, le spese di giudizio vanno liquidate anche all’avvocato che si è difeso da solo, in quanto l’unica eccezione prevista al principio di soccombenza si ha quando la parte vincitrice si è sottratta ai doveri di lealtà e onestà, oppure nei casi di soccombenza reciproca o, ancora, per gravi ed eccezionali ragioni. E nulla di tutto ciò si era verificato nel caso di specie.

Cassazione civile sez. II, 09/01/2017, n.189

La comunicazione dei dati del conducente

In tema di violazioni al codice della strada, con l’ipotesi di illecito amministrativo previsto dall’articolo 180, comma 8, del d.lg. n. 285 del 1992 non risultano sanzionate specifiche condotte previste dal detto codice, bensì l’omessa collaborazione che il cittadino deve prestare all’autorità amministrativa al fine di consentirle di effettuare i necessari e previsti accertamenti per l’espletamento dei servizi di polizia stradale. Sicché l’obbligo della comunicazione dei dati del conducente (da parte del proprietario del veicolo) nelle ipotesi di violazione del Codice della Strada, costituisce un distinto obbligo (sanzionato a sua volta autonomamente) che nasce dalla richiesta avanzata dalla Amministrazione ove sia contestata una violazione che determina la decurtazione dei punti patente.

Con l’ulteriore precisazione che essendo, l’obbligo di comunicare i dati del conducente richiesti dalla P.A., autonomo e destinato ad assolvere una sua funzione propria, non può essere sospeso o eliminato né dall’eventuale ricorso avverso la violazione principale né dall’eventuale pagamento della multa correlata alla violazione del CdS presupposta.

Cassazione civile sez. II, 29/11/2016, n.24233

Parcheggio sulle strisce blu: scatta la multa

L’autista che parcheggia sulle strisce blu senza corrispondere alcun importo incorrerà nella sanzione di 41 euro prevista dall’art. 157 del codice della strada mentre chi tarda a spostare il mezzo nonostante il regolare biglietto collezionerà una multa da 25 euro.

Cassazione civile sez. II, 03/08/2016, n.16258

Resistenza a pubblico ufficiale e violenza o minaccia: differenze

La differenza tra il reato di resistenza a pubblico ufficiale art. 337 c.p.) e quello di violenza o minaccia (art. 336c.p.) risiede nel momento in cui si realizzano le minacce e la violenza, che se si esplicano prima dell’esecuzione dell’atto costituiscono il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 c.p.), mentre se vengono esercitate durante il compimento dell’atto integrano il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

(Nel caso di specie era stato integrato il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale perché l’imputata prima che gli agenti di polizia giudiziaria procedessero ad elevare la multa al codice della strada profferiva in dialetto. “se vi permettete di mettere la mano sul foglio, vi faccio passare un guaio”).

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 04/05/2016, n.1132

Pagamento in misura ridotta

In tema di violazioni al codice della strada, il cd. pagamento in misura ridotta (o la mancata impugnazione nei termini dei verbali) comporta un’incompatibilità (oltre che un’implicita rinuncia) a far valere qualsiasi contestazione della sanzione pecuniaria irrogata e della violazione contestata (che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico), e ciò sia nella sede amministrativa che giurisdizionale, anche in virtù di quanto esplicitamente previsto dal codice della strada.

Non si tratta solo di una preclusione impugnatoria a carico della parte che, magari per eccesso di zelo, ha pagato la multa, accorgendosi solo in seguito della sua ingiustizia.

Il divieto in questione attiene invece al fatto che con il pagamento immediato si formalizza, secondo i noti principi generali della materia, una vera e propria estinzione della controversia, non più recuperabile da parte di tutte le parti in causa e quindi anche della parte pubblica; a fronte di detta intangibilità, è precluso ogni intervento d’ufficio sull’“an” e sul “quantum” della sanzione anche ad opera dell’autorità preposta a decidere ricorsi amministrativi, non fosse altro perché in tal modo il divieto da parte dell’interessato di proporre, dopo l’oblazione, tali ricorsi verrebbe facilmente aggirato tramite una sua semplice “segnalazione” all’Organo titolare del potere contenzioso (nella specie, il g.a. ha ravvisato l’illegittimità del “modus operandi” della Prefettura in ordine ai paventati poteri di autototutela ed alle connesse richieste di documentazione afferenti i verbali di contravvenzione non impugnati e/o con avvenuta oblazione).

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 03/12/2014, n.860

Accertamento della velocità e multa

La percezione dell’agente di polizia stradale che accerta una velocità non adeguata alle caratteristiche della strada senza l’impiego di strumenti tipo autovelox deve essere supportata da circostanze oggettive da indicare dettagliatamente nel verbale.

Diversamente, la multa per violazione dell’art. 141 del codice è facilmente annullabile dal giudice di merito.

Cassazione civile sez. VI, 11/06/2014, n.13264



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