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Mancato pagamento parcheggio: ultime sentenze

2 Febbraio 2022
Mancato pagamento parcheggio: ultime sentenze

Mancato pagamento della tariffa; violazione amministrativa del Codice della strada e potere sanzionatorio della PA; omessa esposizione dello scontrino di pagamento del parcheggio in zona regolata da parchimetro.

Sosta oltre l’orario per cui è stata corrisposta la tariffa

La sosta a pagamento su suolo pubblico che si protragga oltre l’orario per il quale è stata corrisposta la tariffa non costituisce inadempimento contrattuale ma illecito amministrativo, sanzionato dall’art. 7, comma 15, c.d.s., trattandosi di evasione tariffaria in violazione delle prescrizioni della “sosta regolamentata”, introdotte per incentivare la rotazione e la razionalizzazione dell’offerta di sosta.

Cassazione civile sez. VI, 21/05/2021, n.14083

Parcheggio a pagamento

In relazione agli obblighi di cui all’art. 157, comma 6, c. strad., (“nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione”), è onere della Pubblica Amministrazione sia dare prova dell’adozione dei necessari provvedimenti amministrativi individuanti, nella zona interessata, una adeguata area destinata a parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta, sia, in mancanza, dare prova dell’adozione dei provvedimenti amministrativi, segnatamente della Giunta comunale, atti a rendere inoperante l’obbligo di cui all’art. 7, comma 8, prima parte, c. strad., (di riservare, cioè, un’area adeguata al parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta) in rapporto alle prefigurazioni di cui all’art. 7, comma 8, seconda parte, c. strad.

Cassazione civile sez. VI, 23/07/2020, n.15678

Richiesta di denaro con violenza o minaccia da parcheggiatore abusivo

Commette il reato di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni colui che, con violenza o minaccia, pretenda il pagamento di un compenso per l’attività di parcheggiatore abusivo. La fattispecie deve ritenersi integrata nell’ipotesi in cui l’agente richieda alla parte offesa una somma denaro per il parcheggio negli stalli adibiti alla sosta autorizzata, facendo intendere che la zona è sotto la sua influenza, ribadendo ulteriormente la natura estorsiva della propria richiesta affermandosi titolare di un potere di fatto sulla zona tale da assicurare che il veicolo non correrà rischi, ovvero che potrebbe correre il rischio di furto o danneggiamento nel caso in cui la sua richiesta non venga soddisfatta.

(Nel caso di specie, il tribunale ha condannato per tentata estorsione un parcheggiatore abusivo che, dinanzi a un supermercato, aveva chiesto del denaro per il parcheggio di un motorino a un uomo, il quale si era qualificato come appartenente alla Polizia di Stato e aveva invitato il parcheggiatore a fornirgli le generalità, bloccandolo con l’aiuto del personale di vigilanza dell’esercizio commerciale).

Tribunale Napoli sez. III, 26/09/2019, n.9478

Aree di sosta: i segnali

Ai sensi dell’art. 38 C.d.S., comma 2, vi è prevalenza delle prescrizioni dei segnali verticali rispetto a quelli orizzontali; i segnali orizzontali di delimitazione degli stalli di sosta, obbligatori soltanto quando gli stalli siano disposti a spina di pesce o a pettine, hanno funzione soltanto integrativa all’interno delle aree di sosta a pagamento.

Cassazione civile sez. VI, 05/03/2019, n.6398

Multa per mancato pagamento del parcheggio

Deve essere confermata la sanzione per mancato pagamento del parcheggio atteso che nell’ambito in cui è stata elevata la contravvenzione sono ubicati stalli con sosta libera pari al 52,5% dei posti disponibili.

Cassazione civile sez. VI, 03/01/2018, n.46

Strisce blu e obbligo di pagamento del parcheggio

La predisposizione di un parcheggio a pagamento, di fianco alla carreggiata e correttamente delimitato dalle strisce blu, il quale non ostruisca la circolazione stradale, non viola l’art. 7, comma 6, c.d.s. (Regolamentazione della circolazione nei centri abitati), e di conseguenza deve considerarsi area di sosta soggetta al pagamento della relativa tariffa.

Cassazione civile sez. VI, 14/02/2018, n.3624

Divieti di fermata e di sosta

L’art. 7, c. strad., tra le deleghe al sindaco di disciplinare il traffico e la sosta nella città di appartenenza, prevede la facoltà di destinare a parcheggio aree sulle quali la sosta è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo della durata della sosta stessa, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive ministeriali.

L’art. 7 citato, non prevede, però una sanzione al mancato pagamento imposto nella zona di competenza. A disciplinare i divieti di fermata e di sosta è chiamato il combinato disposto di cui agli art. 158, c. strad. e 353, Reg. c. strad.; tra i divieti ivi espressamente previsti vi è quello di parcheggiare senza il pagamento del “posteggio”, per cui, in assenza di una previsione espressa della relativa sanzione amministrativa, non può che concludersi per una volontà diversa del legislatore che, argomentando con le norme previste dal Codice civile, devesi ritenere che la fattispecie possa integrare la sussistenza di un contratto di diritto privato tra il Comune, o la società di esso concessionaria, e l’utente anche nel caso di parcheggi a pagamento senza custodia.

Trova infatti giustificazione un rapporto privatistico relativo alla prestazione assicurata dal Comune, attraverso la predisposizione di aree delimitate e di parchimetri, utili e necessari per regolamentare la circolazione nei centri urbani, a fronte della quale sorge una obbligazione per l’utente di versare un corrispettivo in ragione della durata della sosta.

Referente normativo deve individuarsi nell’art. 1327, c.c., in forza del quale il Comune può solo prevedere il pagamento di una penale a titolo di risarcimento del danno per inadempimento dell’automobilista contraente per non avere quest’ultimo pagato il parcheggio, ma non sicuramente una sanzione di carattere amministrativo atteso che le violazioni previste dal codice della Strada sono sanzionate proprio perché contrarie alle norme regolatrici della circolazione e non possono essere ritenute sussistenti laddove intervengano rapporti di carattere privatistico tra il Comune e l’utente quale appunto il pagamento del parcheggio mediante grattino e/o scontrino del parcometro, ritenuto dal Comune legittimo per l’area individuata.

Sta proprio infatti in tale aspetto l’inesistenza di una violazione, considerato che è il Comune stesso ad indicare all’utente della strada l’area destinata a parcheggio, pertanto legittima, anche se a pagamento.

Giudice di pace Bari, 11/12/2009, n.8952

Fermata, sosta, parcheggio: differenze

Il codice della strada definisce «sosta» la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente ex art. 157, comma 1, lett. c – e «parcheggio» l’area o l’infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli (art. 3, comma 1, n. 34). Il parcheggio o la sosta dei veicoli che il sindaco può «vietare o limitare o subordinare al pagamento» – ex art. 7, comma 1, lett. a, e 6, comma 4 lett. d – si distinguono conseguentemente tra loro solo per l’elemento topografico della sosta dei veicoli (nel primo caso, avviene in un’area esterna alla carreggiata, specificamente a ciò adibita, e nel secondo, in aree poste all’interno della carreggiata) e non anche per la durata della loro protrazione nel tempo.

Ne deriva che la sosta in parcheggio, al pari di quella all’esterno di essa, rientrano entrambe nella previsione dell’art. 157, comma 6 cod. strada. E qualora esse siano state subordinate al pagamento di una somma di denaro, non si sottraggono all’operatività della sanzione pecuniaria di cui al comma 15 dell’art. 7 cod. strada. (In applicazione del principio, la S.C. ha annullato la sentenza del G.d.P. che aveva affermato che nessuna norma prevede l’irrogazione di una sanzione amministrativa per effetto del mancato pagamento del parcheggio).

Cassazione civile sez. II, 02/09/2008, n.22036

Potere della società concessionaria del parcheggio a pagamento

In tema di accertamento delle violazioni alle norme del codice della strada, con riferimento al divieto di sosta, il potere dell’ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento, concesso dai comuni ai sensi dell’art. 17 comma 132 l. 15 maggio 1997 n. 127, non è limitato a rilevare le infrazioni strettamente collegate al parcheggio stesso (e cioè il mancato pagamento della tariffa o il pagamento inferiore, l’intralcio alla sosta degli altri veicoli negli appositi spazi, ecc.), ma è esteso anche alla “prevenzione” ed al rilievo di tutte le infrazioni ricollegabili alla sosta nella zona oggetto della concessione, in relazione al fatto che nella suddetta zona la sosta deve ritenersi consentita esclusivamente negli spazi concessi e previo pagamento della tariffa stabilita.

Ne consegue che ogni infrazione alle norme sulla sosta in dette zone può essere rilevata dagli ausiliari dipendenti della società concessionaria essendo quest’ultima direttamente interessata, nell’ambito territoriale suddetto, al rispetto dei limiti e dei divieti per il solo fatto che qualsiasi violazione incide sul suo diritto alla riscossione della tariffa stabilita.

(Sulla base dell’enunciato principio la S.C. ha accolto il ricorso del Comune e cassato con rinvio la sentenza impugnata con la quale il g.d.p. aveva accolto l’opposizione nei confronti del Comune avverso il verbale di accertamento del divieto di sosta rilevato da ausiliario al di fuori dell’area di competenza della società concessionaria della gestione del parcheggio a pagamento).

Cassazione civile sez. II, 28/09/2007, n.20558

Affidamento di un servizio di parcheggio a pagamento ad una Spa

È illegittimo per contrasto con le diposizioni del trattato istitutivo della Comunità europea che stabiliscono il divieto di discriminazione, la libertà di prestazione di servizi e la tutela della libera concorrenza, l’affidamento di un servizio di parcheggio a pagamento ad una S.p.A. a capitale interamente comunale senza espletamento delle procedure ad evidenza pubblica per la scelta del contraente, in favore di una società il cui statuto preveda: a) che il Comune conservi il 51per cento del capitale sociale e che il rimanente capitale sia ceduto a soggetti pubblici o privati; b) che non preveda alcun controllo dell’ente sui poteri del consiglio di amministrazione della società. Infatti il mancato verificarsi della duplice condizione della previsione statutaria di forme di controllo che garantiscano il permanere della totalità del capitale sociale in mano pubblica e la sussistenza di un controllo sulla gestione della società, non consente di ravvisare le condizioni richieste dalla giurisprudenza comunitaria in ordine alla sussistenza del requisito del “controllo analogo” a quello esercitato dal Comune sui propri servizi.

Consiglio di Stato sez. V, 13/07/2006, n.4440

Sosta a pagamento nelle aree di parcheggio affidate in gestione al concessionario

In tema di violazioni al codice della strada, l’irrogazione, da parte del Comune, di una sanzione amministrativa in caso di parcheggio dell’autovettura senza esposizione del tagliando comprovante il prescritto pagamento non è preclusa dal fatto che il parcheggio sia gestito in concessione da un privato e che per il mancato pagamento del “posteggio” sia prevista dal concessionario una specifica “penale”, la quale attiene esclusivamente al rapporto privatistico fra utente e concessionario e non costituisce una alternativa al potere sanzionatorio dell’ente pubblico.

Cassazione civile sez. II, 26/06/2006, n.14736

Divieto di sosta: accertamento della violazione

In tema di accertamento delle violazioni alle norme del codice della strada, con riferimento al divieto di sosta, il potere dell’ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento, concesso dai comuni ai sensi dell’art. 17, comma 132, l. 15 maggio 1997 n. 127, non è limitato a rilevare le infrazioni strettamente collegate al parcheggio stesso (e cioè il mancato pagamento della tariffa o il pagamento inferiore, l’intralcio alla sosta degli altri veicoli negli appositi spazi, ecc.), ma è esteso anche alla “prevenzione” ed al rilievo di tutte le infrazioni ricollegabili alla sosta nella zona ad oggetto della concessione, in relazione al fatto che nella suddetta zona la sosta deve ritenersi consentita esclusivamente negli spazi concessi e previo pagamento della tariffa stabilita.

Ne consegue che ogni infrazione alle norme sulla sosta in dette zone può essere rilevata dagli ausiliari dipendenti della società concessionaria essendo quest’ultima direttamente interessata, nell’ambito territoriale suddetto, al rispetto dei limiti e dei divieti per il solo fatto che qualsiasi violazione incide sul suo diritto alla riscossione della tariffa stabilita.

(Nella specie era stata proposta opposizione nei confronti del comune avverso i verbali di accertamento del divieto di sosta in area vietata; e il giudice di pace aveva accolto la opposizione perché, tra l’altro, i predetti verbali dovevano considerarsi nulli in quanto redatti dagli ausiliari dell’azienda concessionaria dei parcheggi a pagamento, il cui potere di accertamento doveva ritenersi limitato al controllo della sosta solo relativamente ai posti gestiti dall’ente da cui dipendono; sulla base dell’enunciato principio la S.C. ha accolto il ricorso del comune e cassato con rinvio la sentenza impugnata).

Cassazione civile sez. II, 20/04/2006, n.9287

Verbale di contestazione della violazione

È nullo il verbale di contestazione della violazione di cui all’art. 7, commi 1, lett. f) e 15 c.strad., per aver lasciato un’autovettura in sosta a pagamento mediante ticket (c.d. grattino) con titolo di pagamento insufficiente, qualora il conducente-opponente abbia provato il pagamento solo della prima ora di sosta ed il Comune, non costituitosi né comparso all’udienza di discussione, non abbia fornito prova contraria alle dichiarazioni rese dal conducente secondo cui il mancato pagamento del tempo supplementare era da imputare a ritardo per visita medica.

Giudice di pace Brindisi, 03/02/2006, n.92

Omessa esposizione dello scontrino di pagamento del parcheggio

La violazione di cui all’art. 157 comma 6 nuovo c. strad. (omessa esposizione dello scontrino di pagamento del parcheggio in zona regolata da parchimetro) è integrata non dal mancato pagamento del prezzo del parcheggio, bensì dalla omessa esposizione dello scontrino.

Pertanto il conducente deve aver cura di accertarsi che lo scontrino risulti regolarmente esposto, con la conseguenza che, se a tanto non provvede per sua negligenza, deve rispondere dell’infrazione sia che abbia pagato, sia che non abbia pagato il dovuto.

Tribunale Rovigo, 11/07/2000



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