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Colf: ultime sentenze

24 Luglio 2019
Colf: ultime sentenze

Lavoro subordinato; colf; lavoratori domestici; attività di assistenza di persone non autosufficienti; rito Fornero; rapporti di lavoro irregolari; lavoratori extracomunitari; rapporto di lavoro subordinato cessato con il licenziamento impugnato; permessi del lavoratore.

Mansioni di colf

Nel rito cd. Fornero, la fase di opposizione, a seguito della fase sommaria, non è una “revisio prioris istantiae”, ma una prosecuzione del giudizio di primo grado, ricondotto in linea di massima al modello ordinario; pertanto, non costituisce domanda nuova, inammissibile per mutamento della “causa petendi”, la deduzione in fase di opposizione di una modulazione del rapporto subordinato diversa da quella prospettata nella fase sommaria.

(Nella specie, la S.C. ha affermato che la corte di appello, adita in sede di reclamo, erroneamente aveva ritenuto tardive ed inammissibili le domande proposte dal lavoratore solo in fase di opposizione inerenti lo svolgimento – nel medesimo arco temporale – oltre che delle mansioni di colf, come già prospettato in fase sommaria, anche di assistente di scena).

Cassazione civile sez. lav., 28/02/2019, n.5993

Colf: è addetta al servizio della casa

Il secondo comma dell’art. 175 c.p.p. prescrive che l’imputato condannato in contumacia sia restituito nel termine per proporre impugnazione, salvo il caso in cui abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunciato a comparire, ovvero a proporre impugnazione.

Non vale, pertanto, a privare di fondatezza l’istanza di restituzione il fatto che gli atti siano stati regolarmente notificati nel rispetto delle norme codicistiche, richiedendosi invece la prova che l’imputato abbia avuto “effettiva” conoscenza del procedimento e/o del provvedimento emesso a suo cari (nella specie, la Corte ha accolto il ricorso avverso l’ordinanza con cui la Corte d’Appello aveva respinto la richiesta della ricorrente di restituzione nel termine per impugnare la sentenza di condanna emessa a suo carico; in riferimento alla specifica vicenda, la Corte ha ritenuto che non fosse stata acquisita la prova dell’effettiva conoscenza della notificazione della vocatio in iudicium effettuata a mani della colf addetta al servizio della casa).

Cassazione penale sez. II, 07/07/2011, n.36369

Differenze retributive avanzate dalla colf

Nel procedimento avente ad oggetto la richiesta di differenze retributive avanzate da colf badante e convivente, legittimata passiva è l’assistita datrice di lavoro, non ai figli eredi di quest’ultima.

Tribunale Pistoia sez. lav., 04/01/2019, n.1

Assistenza del parente, permessi del lavoratore e colf

La presenza in famiglia di altra persona che sia tenuta o che possa provvedere all’assistenza del parente non escluda di per sé il diritto ai tre permessi mensili retribuiti, non potendo in tal modo frustrarsi lo scopo perseguito dalla legge ed essendo presumibile che, essendo il lavoratore impegnato con il lavoro, all’assistenza del parente provveda altra persona, mentre è senz’altro ragionevole che quest’ultima possa fruire di alcuni giorni di libertà, in coincidenza con la fruizione dei tre giorni di permessi del lavoratore (nella specie, la Corte ha riconosciuto il diritto ai tre giorni di permesso mensile ex art. 33 l. n. 104 pur in presenza di una colf).

Cassazione civile sez. lav., 22/12/2014, n.27232

Lavoratori addetti all’attività di assistenza di persone non autosufficienti

Il requisito del limite reddituale non inferiore a 20.000,00 euro annui previsto nell’art. 1 ter, d.l. 1 luglio 2009 n. 78, conv. in l. 3 agosto 2009 n. 102 riguarda essenzialmente le ipotesi di domande di emersione per lavoratori addetti al lavoro domestico (cd. colf) ma non anche coloro che sono addetti all’attività di assistenza di persone non autosufficienti.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 07/02/2014, n.108

Colf e badante: differenze

Nel pacchetto anticrisi di cui alla l. 3 agosto 2009 n. 102 è inserito un emendamento (art. 1 ter) disciplinante la procedura di emersione dei rapporti di lavoro irregolari, che consente la regolarizzazione della posizione dei cittadini extracomunitari privi di titolo di soggiorno, impiegati presso le famiglie come lavoratori domestici di sostegno al bisogno familiare (colf) o come assistenti di persone affette da patologie o handicap (badanti). I datori di lavoro possono essere i cittadini italiani, i cittadini di un Paese membro dell’Unione Europea residenti in Italia, i cittadini extracomunitari in possesso di titolo di titolo di soggiorno Ce di lungo periodo, oppure i familiari extracomunitari di cittadino comunitario che siano in possesso di carta di soggiorno.

La norma impone, ai fini della regolarizzazione — emersione, il requisito del possesso, in capo al datore di lavoro, dello specifico titolo di soggiorno di cui all’art. 9, d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, id est del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, cioè di un titolo di soggiorno rilasciato a tempo indeterminato, che presuppone il possesso “da almeno cinque anni” di un permesso di soggiorno in corso di validità, emesso all’esito di una valutazione complessiva, da parte della p.a., in ordine all’inserimento sociale del richiedente.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 04/07/2012, n.677

Regolarizzazione dei rapporti di lavoro domestico (colf) o di assistenza alla persona (badanti)

In base all’art. 1 ter d.l. 1 luglio 2009 n. 78, conv. con modificazioni nella l. 3 agosto 2009 n. 102, è possibile la regolarizzazione/emersione dei rapporti di lavoro domestico (colf) o di assistenza alla persona (badanti) irregolarmente instaurati con lavoratori extracomunitari, comunque presenti nel territorio dello Stato: tale istituto opera esclusivamente a favore dei rapporti di lavoro riguardanti colf e badanti in corso, al 30 giugno 2009, da almeno 3 mesi (il Tar aveva respinto il ricorso, avendo riscontrato l’impiego del lavoratore come operaio, senza alcuna idonea prova della sussistenza di un suo rapporto di lavoro come badante).

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 06/08/2010, n.7403

Lesioni invalidanti riportate da una casalinga

In caso di lesioni invalidanti riportate da una casalinga, il risarcimento del danno patrimoniale non può essere negato qualora la vittima non abbia avuto la possibilità, per insufficienza di risorse economiche, di ricorrere ad una colf.

Cassazione civile sez. III, 20/07/2010, n.16896

Sanatoria per badanti e colf

La c.d. “sanatoria per badanti e colf” prevista dall’art. 1 ter d.l. n. 78 del 2009 può trovare applicazione anche in favore di extracomunitari che siano stati destinatari di un decreto di espulsione laddove il suddetto provvedimento non sia stato emanato per motivi di ordine pubblico.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 16/09/2009, n.4976

Istanza di regolarizzazione avanzata in favore di tre colf da adibire a lavoro domestico

Nel caso di istanza di regolarizzazione avanzata in favore di tre colf da adibire a lavoro domestico presso lo stesso nucleo familiare richiesta, contrariamente all’art. 33 comma 1, l. 30 luglio 2002 n. 189, che espressamente limita ad una sola unità per nucleo familiare la denuncia del rapporto di lavoro instauratosi, la rinuncia a chiedere l’emersione del rapporto per i domestici eccedenti l’unità è condizione idonea per un parziale recupero di legittimità della domanda plurima.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. III, 29/05/2007, n.2199

Danno patrimoniale risarcibile

La perduta possibilità di provvedere da sè alle incombenze domestiche può costituire un danno patrimoniale risarcibile (e non soltanto per la casalinga, ma per gli individui di qualunque sesso o condizione), ma a condizione che: a) i lavori suddetti fossero svolti direttamente dalla vittima, e non demandati a terzi (come colf, lavandaie, e così via); b) il danno in questione sia debitamente allegato e provato.

Cassazione civile sez. III, 03/03/2005, n.4657



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