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Detrazioni genitore disabile a carico

2 Luglio 2019 | Autore:
Detrazioni genitore disabile a carico

I benefici fiscali per chi deve assistere il padre o la madre invalidi e sostenere delle spese per conto loro. Quando spetta la pensione anticipata.

Avere un familiare disabile a carico e doverlo sostenere in tutti i sensi, oltre che un atto di amore verso un parente, è comunque un onere. Inutile negarlo: la disabilità comporta un disagio personale e sociale ma comporta anche delle spese tra cure, assistenza, terapie e quant’altro. Se quel parente è un genitore, magari anziano, si aggiungono tanti altri aspetti a livello emozionale, da entrambe le parti. Ci si chiede, a questo punto, quali sono le detrazioni per un genitore disabile a carico.

I benefici fiscali per chi deve affrontare questo tipo di situazioni ci sono. Almeno per contrastare, seppur parzialmente, il fatto che non di rado che il cittadino debba sobbarcarsi delle spese evitabili, soprattutto quando deve rivolgersi al settore privato per la burocratica lentezza di quello pubblico. Avere l’opportunità di usufruire di alcune detrazioni per un genitore disabile a carico non risolve il problema ma, se non altro, aiuta.

La normativa stabilisce diversi tipi di agevolazioni fiscali a seconda del legame tra il contribuente ed il familiare a carico. Così, c’è un determinato importo per il coniuge, per i figli o per altri parenti, compreso il genitore disabile. Nel caso che interessa quest’ultimo, esistono dei benefici che interessano chi, ad esempio, deve acquistare per la persona disabile un mezzo di deambulazione (compresa l’auto), o chi deve pagare l’assistenza sanitaria in una casa di riposo o, ancora, chi si vede nella necessità di fare dei lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche in casa.

Vediamo quali sono le detrazioni per chi ha un genitore disabile a carico.

Familiari a carico: chi sono?

Ai fini fiscali, vengono considerati familiari a carico:

  • il coniuge che non è né legalmente né effettivamente separato;
  • i figli naturali riconosciti, adottivi, affidati o affiliati;
  • altri familiari che siano conviventi o che percepiscano un assegno alimentare non determinati dall’autorità giudiziaria.

Di quest’ultima categoria fa parte il genitore, come anche generi e nuore, suoceri e fratelli e sorelle.

Tutti questi parenti possono essere a carico di un contribuente a condizione che non abbiano un reddito proprio superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Cifra che sale fino a 4.000 euro per i figli di età fino a 24 anni.

Familiari a carico: il calcolo del reddito

Restano fuori dal calcolo del reddito le pensioni, le indennità e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai sordi ed ai ciechi.

Sono, invece, inclusi:

  • il reddito dei fabbricati prodotto dall’applicazione della cedolare secca sugli affitti;
  • le retribuzioni erogate da Enti, Chiese, consolati, organismi internazionali e simili;
  • le quote esenti dei redditi di lavoro dipendente svolto nelle zone di frontiera o nei Paesi limitrofi in modo continuativo o in rapporto esclusivo di chi risiede in Italia;
  • il reddito di impresa o di lavoro autonomo soggetto ad imposta sostitutiva.

Familiari a carico: a quanto ammonta la detrazione?

Le detrazioni teoriche per i familiari a carico sono:

  • dai 690 agli 800 euro per il coniuge;
  • 950 euro per ogni figlio a carico;
  • 750 euro per ogni familiare a carico (quindi anche per il genitore).

Dicevamo che queste detrazioni sono teoriche, perché vincolate al reddito del contribuente. L’agevolazione, infatti, aumenta:

  • di 10 euro per un reddito complessivo tra 29.000 e 29.200 euro;
  • di 20 euro per un reddito complessivo tra 29.201 e 34.700 euro;
  • di 30 euro per un reddito complessivo tra 34.701 e 35.000 euro;
  • di 40 euro per un reddito complessivo tra 35.001 e 35.100 euro.

Genitore disabile: detrazione casa di riposo

Di norma, è possibile portare in detrazione il 19% della spesa sanitaria sostenuta in una casa di riposo. Per contribuente che, però, ha un genitore disabile a carico ricoverato la detrazione è del 100% ma soltanto per la spesa sanitaria che eccede il 19% del costo sostenuto per l’assistenza alle attività quotidiane. In pratica, per la spesa della badante che lo assiste nel caso in cui l’istituto di cura fatturi questo costo a parte. Il tetto massimo di spesa detraibile è di 2.100 euro l’anno.

Attenzione, tra le altre cose a questo dettaglio tutt’altro che indifferente: la fattura della casa di riposo deve distinguere tra la spesa per la retta e la spesa per l’assistenza sanitaria. La prima non è detraibile, la seconda sì. Se non viene fatta questa distinzione e si fa una fattura con un importo unico, sarà difficile, per non dire impossibile, recuperare alcunché.

Seconda questione da non trascurare: l’intestazione della fattura. Quando l’istituto di cura emette la fattura a nome del genitore disabile ricoverato ma le spese vengono sostenute dal figlio (anche se solo in parte) quest’ultimo dovrà riportare sul documento fiscale la somma da lui pagata. C’è da ricordare infatti, che l’Agenzia delle Entrate pretende che venga dimostrato il pagamento della spesa relativa alla casa di riposo di cui si vuole la detrazione.

Genitore disabile: la detrazione sull’acquisto di un’auto

La Legge 104 consente di beneficiare di una detrazione per l’acquisto di un’auto quando si ha un familiare a carico portatore di handicap, quindi anche per un genitore disabile a carico. L’agevolazione consiste nella detrazione del 19% del costo del veicolo e va riportata nella dichiarazione dei redditi. La si può fare in una soluzione unica o in quattro quote per una spesa massima di 18.075,99 euro.

Oltre alla detrazione sul costo della macchina, si può usufruire anche dell’Iva agevolata al 4%. Tali benefici sono validi sia per l’acquisto sia per le riparazioni del veicolo. In più, si è esenti dal pagamento del bollo auto de dell’imposta di trascrizione sul passaggio di proprietà.

Ci sono, però, dei requisiti. In pratica, hanno diritto a queste agevolazioni:

  • i sordi ed i non vedenti;
  • i portatori di handicap grave così come disposto dalla Legge 104 nel caso in cui si tratti di disabili psichici o mentali che percepiscono l’indennità di accompagnamento oppure di persone con pluriamputazioni o con una notevole riduzione della capacità di deambulazione;
  • i disabili con capacità motorie ridotte o assenti.

Ad ogni modo, anche i familiari di queste persone possono usufruire delle agevolazioni, il che significa che ne ha diritto chi ha un genitore disabile a carico.

Genitore disabile: il contributo Inps Home Care Premium

Fino al 31 gennaio 2022 è possibile presentare le nuove domande per avere accesso al programma Inps Home Care Premium, avviato da diversi anni e prorogato di recente. Permette di ricevere oltre 1.000 euro al mese per assistere un genitore disabile o un altro familiare che si trovi nella stessa situazione.

C’è, però, un vincolo importante: il programma è destinato solo a chi è dipendente statale o a chi riceve una pensione come ex dipendente pubblico.

Nell’ultima versione dell’Home Care Premium, è stato aumentato fino ad un massimo di 1.250 euro mensili il contributo per il disabile che si trova in gravi condizioni, a seconda delle necessità di assistenza e dell’Isee presentato, che non deve superare gli 8.000 euro.

Genitore disabile: la detrazione delle spese sanitarie

Per quanto riguarda la detrazione per il genitore disabile a carico, il familiare può scontare il 19% da:

  • spese mediche specialistiche sostenute per il genitore disabile;
  • acquisto di mezzi di sostegno alla deambulazione;
  • acquisto di poltrone per inabili, di apparecchi correttivi e di altri opportuni ausili.

La detrazione sale al 36% per le spese destinate all’abbattimento delle barriere architettoniche. Tuttavia, conviene usufruirne solo se si supera il tetto di spesa entro il quale è possibile beneficiare della detrazione del 50% sui costi della ristrutturazione edilizia, visto che quest’ultima agevolazione è più alta.

Genitore disabile: la detrazione sui costi di assistenza

C’è anche una detrazione del 19% per le spese di assistenza di cui può usufruire chi ha un genitore disabile a carico fino ad un massimo di 2.100 euro l’anno. Tuttavia, occorre avere un reddito che non supera i 40mila euro.

Questo beneficio è cumulabile con la deduzione dei contributi che si versano ai lavoratori domestici (ad esempio ad una badante) entro il tetto dei 1.549,37 euro.

Genitore disabile: la deduzione delle spese mediche e di assistenza

Chi ha un genitore disabile a carico ha diritto all’integrale deduzione dal reddito:

  • delle spese mediche generiche;
  • delle spese di assistenza specifica, come quella riabilitativa ed infermieristica, di operatori socio-sanitari qualificati e dell’assistenza di base, di coordinatori assistenziali di nucleo, di educatori professionali, animatori o incaricati della terapia occupazionale.

Genitore disabile: diritto all’Ape sociale

Chi ha un genitore disabile o un altro familiare nelle stesse condizioni il diritto a chiedere l’Ape sociale, cioè l’anticipo pensionistico a determinate condizioni.

I requisiti per poter presentare la domanda sono:

  • assistere il parente disabile e convivente da almeno 6 mesi;
  • che si tratti di un familiare di primo grado portatore di handicap grave;
  • che il richiedente abbia almeno 63 anni di età e 30 di contributi versati.

Se la domanda sarà accettata, verrà erogato un assegno mensile fino a quando si raggiungerà il requisito di età per la pensione di vecchiaia. L’importo è pari alla futura pensione ma comunque non superiore ai 1.500 euro.

È possibile fare richiesta di Ape sociale anche nel caso in cui si assista un parente o un affine entro il secondo grado. Tuttavia, cambiano i requisiti. Il richiedente, in questo caso, deve:

  • avere compiuto i 70 anni;
  • abbia anch’egli una patologia invalidante documentata.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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