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8 per mille: è obbligatorio?

2 Luglio 2019 | Autore:
8 per mille: è obbligatorio?

Cos’è e a cosa serve l’otto per mille? È obbligatorio devolverlo? Chi beneficia dell’otto per mille e per quali scopi? Cos’è il cinque per mille?

Ogni anno, al momento della dichiarazione dei redditi, bisogna versare una piccola parte del proprio Irpef allo Stato o ad un ente religioso: si tratta del famoso otto per mille. Probabilmente più volte ti sarai chiesto perché devi devolvere una quota dell’Irpef e se puoi farne a meno; in altre parole: l’8 per mille è obbligatorio? In cosa consiste e a chi può essere devoluto? È possibile rifiutarsi di pagarlo? Coloro che ne beneficiano per quali scopi possono utilizzarlo? C’è differenza tra otto per mille e cinque per mille? Se cerchi risposte a queste domande, sei nel posto giusto: vedremo insieme cos’è l’otto per mille e se è obbligatorio.

Otto per mille: cos’è?

L’otto per mille è una parte di Irpef che i contribuenti sono tenuti obbligatoriamente a devolvere ad un ente religioso o allo Stato. Detto in altre parole, l’otto per mille è una quota del gettito irpef che la legge obbliga a devolvere.

Otto per mille: a chi va?

Al termine della propria dichiarazione dei redditi il contribuente potrà scegliere a quale soggetto devolvere il proprio otto per mille, compilando la scheda con i propri dati anagrafici e apponendo una firma sotto l’ente prescelto.

Anche le persone esonerate dalla dichiarazione dei redditi possono effettuare la propria scelta compilando l’apposito modulo allegato al CU o al Modello Unico.

Chi beneficia dell’otto per mille? Come anticipato, l’otto per mille può andare solamente allo Stato oppure ad enti religiosi; nello specifico, i destinatari previsti sono dodici:

  • lo Stato;
  • la Chiesa Cattolica;
  • l’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo giorno;
  • le Assemblee di Dio;
  • la Chiesa Evangelica Luterana;
  • la Chiesa Evangelica Valdese;
  • la Sacra arcidiocesi Ortodossa;
  • l’Unione delle Comunità Ebraiche;
  • l’Unione Cristiana Evangelista Battista;
  • la Chiesa apostolica;
  • l’Unione Induista italiana;
  • l’Unione Buddhista italiana.

Il contribuente potrà scegliere di devolvere il proprio otto per mille solamente ad uno di questi beneficiari: non è possibile selezionarne due o più.

L’otto per mille è obbligatorio?

La devoluzione dell’otto per mille del proprio Irpef è obbligatoria; non lo è, però, la scelta: ciò significa che il contribuente può decidere di non compilare la parte ad esso relativa senza incorrere in alcuna sanzione o ammenda.

Ciò non significa, però, che l’otto per mille non verrà devoluto. L’unica cosa che accade se non viene effettuata alcuna scelta è che la quota verrà ripartita tra tutti i soggetti aventi diritto, in misura proporzionale alle scelte compiute dagli altri cittadini.

Questo vuol dire che se, ad esempio, un numero maggiore di contribuenti italiani devolve la propria quota alla Chiesa Cattolica, questa percepirà una parte maggiore dell’8 per mille dei contribuenti che non hanno scelto alcun destinatario.

In sintesi, dunque, se non si effettua alcuna scelta, l’otto per mille verrà devoluto in maniera proporzionale a tutti i dodici possibili destinatari, con preferenza però per l’ente maggiormente scelto dai contribuenti italiani (che, in genere, è la Chiesa cattolica).

A cosa serve l’otto per mille?

Cosa finanzia l’otto per mille? A cosa serve questo gettito d’irpef? La legge prevede che i soldi derivanti dall’otto per mille debbano essere riservati dallo Stato al perseguimento di scopi sociali o assistenziali. Lo stesso dicasi per gli enti religiosi, i quali sono tenuti ad investire l’otto per mille in scopi di carattere religioso, caritativo o culturale.

Da diverse analisi effettuate dalla Corte dei Conti, però, è emerso che molto spesso i soldi derivanti dall’otto per mille vengono investiti diversamente, ad esempio per finanziare interventi di ristrutturazione edilizia o addirittura per sovvenzionare missioni militari o di peacekeeping (in questi casi, ovviamente, parliamo dell’otto per mille devoluto allo Stato).

Cinque per mille: cos’è?

Come l’otto per mille, anche il cinque per mille è una quota dell’irpef che deve essere obbligatoriamente devoluta. Il 5 per mille, però, è destinato esclusivamente a:

  • organizzazioni di volontariato e non governative;
  • ricerca sanitaria;
  • le ASD (Società Sportive Dilettantistiche) riconosciute ai fini sportivi del Coni;
  • ricerca scientifica o universitaria;
  • comune di residenza;
  • attività di tutela, valorizzazione e promozioni dei beni culturali.

La differenza più rilevante tra 5 e 8 per mille riguarda l’ammontare del 5 per mille non devoluto, ovvero la quota che fa riferimento ai cittadini che non esprimono la propria scelta nella dichiarazione dei redditi: queste somme, infatti, non vengono ripartite tra gli aventi diritto, ma ritornano nelle casse dello Stato che decide come investirle.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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