Diritto e Fisco | Articoli

5 per mille a chi va?

7 Agosto 2019 | Autore:
5 per mille a chi va?

Con il 5 per mille possiamo sostenere enti o associazioni che consideriamo meritevoli per le attività che svolgono: ecco quali sono e come selezionarle.

Probabilmente in questo periodo in cui si avvicina la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi avrai già ricevuto vari inviti a destinare il tuo 5 per mille da qualcuna delle moltissime organizzazioni sociali, sportive o culturali che ti propongono questa possibilità attraverso e-mail, pubblicità sulla stampa ed in televisione, volantini ed inserzioni sui siti internet. A prescindere dalle eventuali simpatie per i soggetti che già conosci ed ai quali potresti essere affezionato o legato, prima di decidere e per scegliere al meglio conviene sapere esattamente a chi va il 5 x mille, nella numerosa platea dei candidati a riceverlo.

Devi sapere innanzitutto che la dichiarazione dei redditi non serve soltanto ad esporre i dati necessari per calcolare l’Irpef da pagare ogni anno: consente anche di fare delle scelte utili, tra cui la possibilità di devolvere una piccola parte delle tasse – il 5 per mille, appunto – in favore di enti, istituzioni o associazioni che svolgono attività socialmente rilevanti. Questa quota, se lo vuoi ed esprimi la tua scelta, sarà destinata ad una delle moltissime associazioni non profit iscritte negli appositi elenchi dell’Agenzia delle Entrate. Vediamo dunque chi sono questi soggetti, in quali categorie si suddividono, come vengono ammessi a ricevere il contributo e come fare per darglielo.

Cos’è il 5 per mille

E’ una quota dell’imposta Irpef che lo Stato italiano ripartisce tra enti che svolgono attività considerate socialmente meritevoli. La scelta del versamento spetta al contribuente, che la opera al momento di presentare la sua dichiarazione dei redditi. E’ un’opzione e non è obbligatoria: le imposte dovute verranno comunque pagate. Destinare il 5 per mille non costa nulla; se non lo si fa, quella parte di imposte sarà trattenuta dallo Stato, il contribuente non ottiene nessun risparmio.

La facoltà di versare il 5 per mille è stata introdotta nel 2006 [1]; in seguito è stata confermata e stabilizzata in via definitiva [2]. Nel corso del tempo è stata ampliata, introducendo nuove categorie di soggetti ammessi a ricevere il versamento dei contribuenti e semplificando le procedure di accesso.

A cosa serve il 5 per mille

La percentuale del 5 per mille della tua imposta Irpef viene destinata a sostenere molti enti senza finalità di profitto che operano in vari settori, che hanno in comune tra loro le finalità sociali in senso ampio (da quelle di ricerca scientifica a quelle sportive) ritenute meritevoli dallo Stato al punto da consentire ai cittadini di scegliere tra tutti il “favorito” in modo da garantire a tutti i prescelti un finanziamento, riversando in loro favore una parte della somma dovuta dai cittadini a titolo di imposte.

Questi soggetti operano in diversi ambiti: l’ampio mondo del volontariato ed assistenza, le Onlus, le associazioni sportive dilettantistiche, le organizzazioni ambientali, le strutture di promozione della cultura, tra cui le Università, e gli istituti di ricerca scientifica impegnati nella cura delle malattie. Si può scegliere anche di attribuire il 5 per mille al Comune di residenza, che lo devolverà ai propri servizi sociali.

Chi può beneficiare del 5 per mille

Tra tutti questi potenziali “candidati” a chi va, quindi, il 5 per mille? Andrà ad uno di questi enti, organizzazioni od associazioni, che sono legittimati a riceverlo e sarai proprio tu a scegliere precisamente a chi vorrai destinarlo. Come cittadino infatti puoi dare il tuo sostegno economico all’associazione che preferisci. La scelta non costa nulla (si tratta di una quota delle imposte che devi comunque pagare) ed è facile da compiere: basterà firmare il foglio apposito nella dichiarazione dei redditi scrivendo il codice fiscale e la denominazione dell’associazione che decidi di aiutare. Però non è obbligatorio farla; se non la effettui, lasciando il modulo bianco, il tuo 5 per mille andrà nel calderone e sarà ripartito automaticamente tra le associazioni che hanno ricevuto di più in base alla maggioranza delle scelte fatte dagli altri contribuenti.

La scelta del beneficiario spetta a te, ma è parzialmente vincolata: dovrai compierla nell’ambito della lista dei soggetti che sono stati “preselezionati” dallo Stato ed ai quali è stato concesso di ottenere questo contributo. Potrai quindi devolvere il tuo 5 per mille solo a quelle associazioni, organizzazioni, istituti ed enti che sono stati abilitati a riceverlo.

Precisamente, potranno ottenere il 5 per mille solo quei soggetti che hanno presentato domanda al ministero di competenza in base all’attività sociale o culturale esercitata e ciascun settore ha la propria disciplina. Sarà il Ministero del Lavoro per le associazioni di volontariato, il ministero della Salute per le organizzazioni di ricerca sanitaria, il ministero dell’Istruzione per Università ed enti di formazione, quello dell’Ambiente o dei Beni Culturali per le associazioni impegnate nella tutela della natura o del paesaggio ed infine il Coni per le associazioni sportive dilettantistiche.

Con la riforma del Terzo Settore [3] è stato introdotto un Registro unico in sostituzione dei vari registri tenuti dai singoli ministeri che, per la parte del 5 per mille che qui ci interessa, sarebbe dovuto entrare in vigore proprio a partire dall’anno 2019; ma la strada per questa operatività è ancora lunga, perché non sono ancora stati emanati tutti i decreti attuativi e di coordinamento necessari per il passaggio dalla precedente alla nuova disciplina.

Tutti gli enti già iscritti presso il rispettivo ministero da cui hanno ottenuto il riconoscimento delle finalità sociali o culturali, per avere diritto a ricevere il 5 per mille, devono formulare una specifica richiesta all’Agenzia delle Entrate compilando il modello per l’iscrizione nell’elenco riepilogativo (c’è un calendario annuale, per il 2019 questo adempimento andava fatto entro il 7 maggio). Questa domanda è la condizione indispensabile per poter ottenere l’attribuzione anno per anno. Se un determinato nominativo non ha richiesto all’Agenzia di essere ammesso, non potrà ricevere il 5 per mille. Il sistema viene gestito con procedure automatizzate, quindi è facilissimo “scartare” le scelte fatte dai contribuenti in favore di soggetti che non risultano nell’elenco.

Questa lista viene aggiornata ogni anno. L’elenco completo dei soggetti iscritti ammessi a ricevere il 5 per mille è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e c’è anche un motore di ricerca che ti consente di verificare se una determinata associazione risulta presente, in modo da toglierti ogni dubbio. In questo periodo, infatti, siamo tempestati di pubblicità, mail e richieste che ci invitano ad attribuire il 5 per mille a un determinato soggetto e dunque dobbiamo essere consapevoli di quello che facciamo.

Come si sceglie a chi dare il 5 per mille

Una volta che hai individuato l’associazione o l’ente al quale vuoi destinare il tuo contributo, dovrai prendere il modello dichiarazione redditi 2019 per le persone fisiche e andare alle ultime due pagine: qui troverai la scheda che ti consentirà di effettuare la scelta. Per prima cosa dovrai indicare i tuoi dati di contribuente: il codice fiscale ed i dati anagrafici (cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita).

A questo punto il modello ti propone un’opportuna avvertenza: ti segnala, a caratteri cubitali, che le scelte per la destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille non sono in alcun modo alternative fra loro. L’una non esclude le altre: potrai cioè scegliere di esprimerle tutte e tre, oppure due, una sola o anche nessuna, senza che la scelta di una penalizzi le altre opzioni disponibili; si tratta infatti di quote percentuali dell’Irpef diverse e separate, ciascuna con la sua destinazione.

Se non sei tenuto a fare la dichiarazione dei redditi, puoi ugualmente esercitare la scelta del 5 per mille utilizzando la certificazione unica (Cu) che contiene lo stesso modello ed inviandolo a parte, tramite il datore di lavoro o un Caf.

Ci sono 7 gruppi di destinatari tra cui scegliere

La pagina del modulo prosegue mettendo per prima la scelta per l’8 per mille (le varie opzioni sono precompilate e bisogna firmare nel riquadro di quella scelta). Nella pagina successiva troviamo i riquadri per operare la scelta del 5 per mille. Il modulo prevede ben sette sezioni: infatti le associazioni ed organizzazioni sono state raggruppate in maniera predeterminata, in base alle finalità che svolgono. Vediamole meglio una per una.

Esse sono:

  • sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nel settore dell’assistenza sociale e sociosanitaria [4];
  • finanziamento della ricerca scientifica e delle università;
  • finanziamento della ricerca sanitaria;
  • finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici [5];
  • sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza;
  • sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute a fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale;
  • sostegno degli enti gestori delle aree protette.

Si può scegliere un intero gruppo o un singolo soggetto

Si tratta di ben sette gruppi ed orientarsi tra queste diciture potrebbe creare dubbi e confusione. In realtà invece la scelta è abbastanza semplice. Dovrai operare una duplice selezione: per prima cosa individuare l’area di tua preferenza tra queste sette e poi indicare il codice fiscale dello specifico soggetto che opera in tale ambito ed al quale vuoi destinare il tuo 5 per mille.

Potresti anche limitarti a scegliere il settore senza indicare un beneficiario singolo: in tal caso la tua quota sarà ripartita, a cura dello Stato, tra tutti gli appartenenti a quel gruppo. Ad esempio, lo scorso anno il 68% dei contribuenti che hanno selezionato il settore della ricerca scientifica non hanno indicato uno specifico beneficiario ed il 5 per mille di questa sezione è stato suddiviso tra tutti i soggetti iscritti nella categoria.

Se invece indichi il beneficiario, scrivendo il suo codice fiscale, l’intero importo del tuo 5 per mille andrà esclusivamente a quell’associazione o organizzazione e non alle altre simili. Se decidi di destinare il 5 per mille al tuo Comune di residenza non sarà necessario – a differenza di tutti gli altri casi – indicare il suo codice fiscale, perché è univocamente individuabile (infatti in quel riquadro non c’è il campo per inserirlo).

Considera che se hai già individuato un’associazione o organizzazione di tuo gradimento saranno loro stessi a renderti disponibile il loro codice fiscale e l’area in cui posizionarlo, in modo da renderti più facile il compito. Del resto il codice fiscale è un’informazione che ogni associazione dotata di sito internet deve rendere visibile. L’importante è far corrispondere il codice fiscale dell’ente beneficiario all’area di appartenenza, ma anche qui è difficile sbagliare perché sarai guidato dalle diciture che ti abbiamo esposto oltre che dalle informazioni che il soggetto che aspira a ricevere il contributo non mancherà di fornirti, attraverso le sue comunicazioni e la sua pubblicità.

Occorre firmare per rendere valida la scelta

Non dimenticarti di firmare nel riquadro che avrai selezionato (ciascuno dei riquadri disponibili contiene la dicitura “firma” e a fianco c’è la riga disponibile per metterla): la firma è indispensabile per esprimere la tua scelta. Puoi firmare solo in uno solo dei sette riquadri disponibili, non in più di uno, altrimenti la scelta plurima sarebbe invalida: non si possono scegliere due o più aree o soggetti contemporaneamente. Quindi devi per prima cosa decidere a quale dei sette gruppi che abbiamo indicato prima sei intenzionato a dare il 5 per mille e poi, se vuoi, indicare lo specifico soggetto scrivendo il suo codice fiscale (ti ho già spiegato che, se non indichi un preciso soggetto, il tuo 5 per mille andrà a quell’intero gruppo). Non sono ammesse scelte multiple, insomma: ad esempio se deciderai di dedicarlo al finanziamento della ricerca sanitaria non potrai darlo anche e contemporaneamente alle associazioni di volontariato o a quelle sportive dilettantistiche, e viceversa. Hai una sola possibilità e devi sceglierla tra tutte le opzioni disponibili.

E’ possibile verificare come sono stati impiegati i soldi

Per sapere come viene impiegato il 5 per mille, devi sapere che c’è l’obbligo di rendiconto per tutti i beneficiari, che ogni anno devono rappresentare in un’apposita relazione illustrativa come hanno impiegato le somme ricevute, in quali progetti e con quali risultati. In questo modo potrai verificare se le attività promesse sono state effettivamente realizzate e come.

Se invece vuoi conoscere precisamente l’entità delle somme ricevute da ciascun ente ed avere anche il quadro di riferimento complessivo, puoi consultare i dati dell’Agenzia Entrate, che ogni anno pubblica sul proprio sito l’elenco completo dei beneficiari del 5 per mille. Nel momento in cui scriviamo questo articolo i dati sono aggiornati al 26 marzo 2019 ed espongono i dati relativi all’anno finanziario 2017, assegnati con le scelte operate dai cittadini nella relativa dichiarazione annuale.


note

[1] Art. 1 co. 337-340 L. n. 266 del 23.12.2005.

[2] Art. 1 co. 154 L. n.190/2014.

[3] Art. 10 co. 1 lett. a) del D. Lgs. n.460/1997 “Disciplina degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus)”.

[4] D. Lgs. n.117 del 3.07.2017 “Codice del Terzo settore”.

[5] Soggetti di cui all’art. 2 co. 2 del D.P.C.M. 28.07.2016.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube