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Pensione: cumulo dei contributi figurativi

13 Luglio 2019
Pensione: cumulo dei contributi figurativi

Lavoro nella scuola statale da 13 anni, in qualità di insegnante scuola primaria a tempo determinato. Con riferimento alla mia posizione assicurativa, sono iscritto sia all’INPS Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP) sia all’INPS (lavoratori del settore privato).  Nella gestione privata sono presenti soltanto contributi figurativi, fino ad oggi 3 anni, accreditati d’ufficio, a seguito varie indennità di disoccupazione percepite (Disoccupazione DS, contribuzione figurativa per ASpI, contribuzione figurativa NASpI).

Vi chiedo, cortesemente, data la mia situazione lavorativa precaria e discontinua, se i contributi obbligatori effettivi versati nella Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP) sono “sommabili” con i contributi figurativi presenti nella Gestione INPS lavoratori del settore privato, al fine di poter beneficiare del cumulo gratuito dei contributi, al momento del pensionamento (pensione di vecchiaia, con almeno 20 anni di contributi), indicando, se possibile, la normativa di riferimento.

Ricevendo, in merito, risposte confuse e discordanti, da parte degli stessi funzionari INPS e di alcuni patronati, spero in un riscontro sicuro.

Come disposto dall’art.1, co. 239 e ss., L. 228/2012, il cumulo gratuito dei contributi previdenziali riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi, compresi, dunque, i contributi figurativi.

Il cumulo può essere esercitato per il diritto alle seguenti pensioni:

  • pensione di vecchiaia ordinaria, che attualmente può essere ottenuta:
    • per chi possiede contributi precedenti al 1996, con 20 anni di contributi e 67 anni di età (il requisito, dal 2021, e successivamente ogni biennio, potrebbe aumentare in base agli incrementi dell’aspettativa di vita media);
    • per chi non possiede contributi alla data del 31 dicembre 1995, con 20 anni di contributi e 67 anni di età (requisito soggetto, ugualmente, agli incrementi legati alla speranza di vita), più un assegno almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale (che nel 2019 ammonta a 457,99 euro al mese; la pensione deve dunque risultare almeno pari a 686,99 euro mensili).
  • pensione anticipata ordinaria (in base alle modifiche apportate alla L. 228/2012 da parte della L. 232/2016, legge di Bilancio 2017), che attualmente può essere ottenuta con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, o con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • è possibile anche ottenere, attraverso il cumulo, la pensione anticipata dei lavoratori precoci e la pensione anticipata con opzione Quota 100 (in quest’ultimo caso, non possono essere contati i contributi accreditati presso le casse dei liberi professionisti);
  • la pensione per permanente e assoluta inabilità a qualsiasi attività lavorativa (L. 222/1984 e L. 335/1995);
  • la pensione ai superstiti.

Ai fini del cumulo, i contributi figurativi sono computati alla pari degli altri versamenti; bisogna però sottolineare che, se la prestazione da ottenere è la pensione anticipata, e si è iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (nella quale è compreso il fondo pensioni lavoratori dipendenti, in pratica la gestione Inps dei lavoratori subordinati dipendenti da enti e aziende del settore privato), è necessario, oltre ai requisiti prescritti, possedere anche 35 anni di contribuzione, al netto dei periodi di disoccupazione e malattia.

Inoltre, se non si possiedono contributi alla data del 31 dicembre 1992, i contributi figurativi, di qualsiasi tipologia, da computare per la pensione anticipata, non possono eccedere i 5 anni (art.15 D.lgs. 503/1992).

Bisogna infine considerare che si considerano coperte da contribuzione le sole settimane il cui valore della retribuzione, sulla cui base sono versati i contributi figurativi, sia almeno pari al 30% (dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1988), ovvero al 40% (dal 1° gennaio 1989) del trattamento minimo vigente presso l’Assicurazione generale obbligatoria di ciascun anno interessato.

Ad ogni modo, nel caso del lettore, se la pensione alla quale è interessato è la pensione di vecchiaia ordinaria, con un minimo di 67 anni di età (requisito valido nel biennio 2019- 2020) e di 20 anni di contributi, da ottenere mediante il cumulo:

  • i contributi figurativi presenti in gestioni diverse possono essere sommati, e sono comunque pienamente utili sia ai fini del diritto che della misura, cioè dell’importo, della pensione; ad eccezione dell’ipotesi in cui la copertura settimanale sia inferiore al minimale, cioè che la contribuzione figurativa sia calcolata sulla base di un importo inferiore al 40% del trattamento minimo; in questo caso, le settimane accreditate sono ridotte in proporzione;
  • ai fini del diritto alla pensione, eventuali periodi coincidenti, accreditati presso gestioni diverse, vanno contati una sola volta.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del Lavoro.


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