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Busta paga: come scoprire quante ferie restano

3 Luglio 2019 | Autore:
Busta paga: come scoprire quante ferie restano

La busta paga prova il mancato godimento delle ferie e dei permessi: come leggere il cedolino per capire a quante assenze si ha diritto.

Vorresti pianificare una vacanza, ma non sai quante ferie hai maturato nel corso del rapporto di lavoro e quante ne hai goduto? In questo caso, il documento di riferimento è la busta paga: nel cedolino dello stipendio, difatti, sono riportati tutti i ratei delle ferie e dei permessi maturati nell’anno e negli anni precedenti, le ferie ed i permessi goduti nonché quelli residui.

Se il tuo datore di lavoro non riporta in busta paga il riepilogo dei ratei delle ferie e dei permessi, puoi comunque servirti di questo documento: grazie al dettaglio delle competenze liquidate ed al calendario presenze, puoi validamente provare lo svolgimento dell’attività lavorativa e verificare le assenze già fruite. Come chiarito dalla Cassazione [1], difatti, il cedolino paga ha pieno valore probatorio, e può essere utilizzato per confermare il servizio svolto e il mancato godimento dell’intero periodo di ferie annuali.

Ma attraverso la busta paga come scoprire quante ferie restano? Il procedimento è semplice, nell’ipotesi in cui il datore di lavoro riporti il riepilogo delle ferie e dei permessi maturati, goduti e ancora da fruire. Il calcolo delle ferie e dei permessi residui è invece più complesso se mancano i prospetti di riepilogo.

Non si tratta, ad ogni modo, di un calcolo impossibile: è sufficiente sapere, in base al contratto collettivo applicato ed al proprio rapporto di lavoro, quante ferie e quanti permessi spettano all’anno, per poi calcolare, sulla base dei periodi lavorati, quante assenze maturano mensilmente e quante sono state già fruite. In questo modo, puoi sapere quante giornate di ferie e quanti permessi ti spettano ancora.

Ma procediamo con ordine.

Che cosa sono le ferie?

Le ferie sono delle giornate libere che spettano a tutti i lavoratori subordinati, finalizzate al recupero psico-fisico, cioè al riposo e al recupero dei rapporti sociali, familiari e dei momenti di svago.

Le ferie sono un diritto fondamentale e irrinunciabile del lavoratore, previsto dalla legge [2] e dalla Costituzione [3], e spettano in una misura minima a tutti i dipendenti; il contratto collettivo applicato può inoltre prevedere delle assenze aggiuntive.

Le ferie minime, essendo irrinunciabili, non possono essere monetizzate, cioè convertite in un’indennità, salvo in caso di cessazione del rapporto di lavoro o di contratto di durata inferiore all’anno.

Quante ferie spettano?

Ogni anno, i lavoratori dipendenti hanno diritto a 4 settimane di ferie, purché abbiano lavorato dal 1° gennaio al 31 dicembre (tolte alcune assenze per le quali i ratei ferie maturano comunque).

Alcuni contratti collettivi prevedono, poi, un maggior numero di giornate di ferie spettanti: in questo caso, le giornate che eccedono le ferie minime possono essere monetizzate, cioè liquidate in busta paga al dipendente anziché godute.

Come maturano le ferie?

Nella generalità dei casi, ogni mese matura un rateo di ferie, che corrisponde a 1/12 delle assenze totali che spettano in un anno.

Ad esempio, se il contratto collettivo applicato prevede 26 giornate l’anno di ferie, ogni mese il dipendente matura un rateo di 2,166 giornate.

Se il mese è lavorato per intero, o per una frazione pari o superiore a 15 giorni, il rateo mensile di ferie matura integralmente.

Se, invece, il mese è lavorato per una frazione inferiore a 15 giorni (ad esempio dipendente assunto il 20 del mese), il rateo non matura, salvo che il contratto collettivo applicato non preveda una disposizione più favorevole. Il contratto potrebbe prevedere, ad esempio, la maturazione delle ferie in proporzione alle singole giornate lavorate, o addirittura alle singole ore di servizio.

Quanto esposto vale anche in relazione ai lavoratori con contratto di part time verticale, che prestano servizio soltanto in alcune giornate della settimana, del mese o dell’anno.

Se il dipendente ha un contratto di part time orizzontale (cioè lavora tutti i giorni, ma con orario ridotto), non sussistono particolari problemi di calcolo, dato che tutte le giornate risultano lavorate, anche se per un minor numero di ore. In parole semplici, le ferie maturano per intero in relazione alle giornate, ma ogni giornata di ferie spettante ha un orario ridotto.

Durante determinate assenze non tutelate, poi, come lo sciopero, le ferie non maturano (vedi: Quando non maturano le ferie?).

Vuoi saperne di più sulla maturazione delle ferie? Puoi leggere la nostra Guida al calcolo delle ferie.

Come maturano i permessi?

Per quanto riguarda i permessi, invece, manca una previsione di legge che stabilisca il diritto ai riposi in una misura minima uguale per tutti i dipendenti. Le tipologie di permessi spettanti, e il loro ammontare, dipende dunque dal contratto collettivo applicato. Se vuoi saperne di più, leggi la nostra Guida ai permessi.

Come sapere quante ferie restano?

Fatte queste necessarie premesse, possiamo cercare di calcolare quante ferie restano.

Come già osservato, l’operazione è molto semplice se in busta paga si dispone già del prospetto riepilogativo ferie: basta osservare le ferie residue, o, se il dato non è disponibile, sottrarre le ferie godute da quelle maturate. Lo stesso vale per i permessi.

Se il prospetto in busta paga non c’è, dobbiamo procurarci tutti i cedolini di stipendio a nostra disposizione, e determinare:

  • le ferie maturate ogni mese, sulla base delle disposizioni del contratto collettivo, del contratto individuale e delle giornate lavorate indicate nel documento; bisogna sottrarre eventuali assenze che non danno diritto alla maturazione del rateo ferie;
  • le ferie godute, sulla base delle assenze indicate nel documento;
  • la differenza tra le ferie maturate e le ferie godute, calcolate in base alle evidenze risultanti dalla busta paga, corrisponde alle ferie residue.

Lo stesso procedimento vale anche per i permessi.

note

[1] Cass. sent. n. 16656/2019.

[2] D.lgs. 66/2003.

[3] Art. 36 Cost.


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