Business | Articoli

Scuola: aumenti di 96 euro e bonus di 600 euro


Scuola: aumenti di 96 euro e bonus di 600 euro

> Business Pubblicato il 10 febbraio 2018



Firmato il contratto scuola dopo 8 anni di blocco: aumento medio sullo stipendio pari a 96 euro, prevista inoltre la corresponsione di 600 euro a titolo di arretrati

Dopo quello degli statali, è arrivata anche la firma del contratto di lavoro per il nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Dunque, anche lo stipendio dei dipendenti della scuola è stato finalmente sbloccato. Dopo anni e anni di “congelamento contrattuale” e trattative lunghissime, è stato finalmente siglato l’accordo volto alla valorizzazione chi lavora nei settori della conoscenza e dell’investimento sul futuro e che, pertanto, ha previsto aumenti stipendiali per i dipendenti della Scuola e per chi dedica la propria vita alla conoscenza, all’Università  e alla ricerca. L’accordo riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori che per quasi 8 anni consecutivi hanno visto bloccato il proprio stipendio e letteralmente congelata la propria busta paga. Per molto tempo, infatti, i dipendenti della scuola, degli enti di ricerca, dell’Università e dell’Afam non hanno ricevuto alcun adeguamento stipendiale rispetto all’aumento del costo della vita. Con il nuovo accordo, tuttavia, le cose cambieranno: a regime sono previsti aumenti medi di 96 euro al mese. La notizia è stata accolta con ottimismo e fiducia, anche se è molto difficile cancellare le ingiustizie derivanti dal mancato rinnovo del contratto subito per anni da oltre un milione di lavoratori.

Rinnovo contratto scuola: quali lavoratori

Come anticipato, l’accordo per il rinnovo del contratto scuola, siglato dopo oltre 8 anni di attese, riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori e precisamente:

  • 1 milione e 100mila dipendenti delle scuole (docenti e personale Ata);
  • 53mila nelle Università;
  • 24mila negli Enti di ricerca;
  • 9500 nell’Afam (Alta formazione artistica e musicale).

Rinnovo contratto scuola: gli aumenti stipendiali

Il nuovo accordo prevede un aumento medio sullo stipendio pari a 96 euro. Ma vediamo, più nel dettaglio, tutti gli incrementi stipendiali.

Per i docenti della scuola gli aumenti salariali vanno da un minimo di 80,40 euro a un massimo di 110,70 euro. A tali aumenti non corrisponderanno incrementi di
carichi e orari di lavoro. Si introducono, al contrario, nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.

Il bonus per il merito, che ha creato tantissime divisioni all’interno delle scuole in passato, non verrà più distribuito dai dirigenti scolastici ma confluirà in parte (il 60 per cento) nelle tasche degli insegnanti attraverso gli aumenti di stipendio e la restante parte (il 40 per cento) verrà contrattata a livello di istituzione scolastica.
Resta fermo, invece, il bonus di 500 euro per la formazione degli insegnanti per l’acquisti di computer, tablet e corsi di formazione.

Per il personale tecnico amministrativo (Ata) l’incremento medio dello stipendio è pari, in media, a 84,50 euro al mese. Per i dipendenti dell’Università lo stipendio aumenterà di circa 82 euro al mese. I ricercatori e i tecnologi riceveranno un incremento stipendiale di 125 euro. Per l’area amministrativa della ricerca, in fine, sono previsti 92 euro in più al mese.

Bonus arretrati di 600 euro a partire da marzo

Per il biennio 2016-2017 saranno, inoltre, riconosciuti gli arretrati. Sullo stipendio dei dipendenti sopra elencati, dunque, è in arrivo anche un aumento a titolo di arretrati pari alla cifra di 600 euro in media. La somma andrà ad arricchire “una tantum” la busta paga relativa al mese di marzo 2018. Il cosiddetto bonus arretrati si spiega perché il rinnovo contrattuale del pubblico impiego è stato previsto su base triennale con decorrenza dal 2016. Quindi, oltre all’aumento stipendiale pari a 96 euro in media, ognuno dei dipendenti della scuola avrà diritto a tutti gli arretrati, che verranno corrisposti in un’unica soluzione e, dunque, “una tantum” (per l’appunto). In sostanza, il cosiddetto bonus arretrati “una tantum” altro non è che la somma derivante dagli scatti stipendiali dei dipendenti e spettante loro a titolo di arretrati relativi al biennio 2016/2017.

Bonus 80 euro: resta fermo per il futuro

È bene ricordare che la Legge di Bilancio 2018 ha salvato anche il bonus Irpef di 80 euro, conosciuto anche come Bonus Renzi, che resta fermo anche per il futuro. Il mantenimento del bonus di 80 euro si è reso necessario anche perché altrimenti per i dipendenti della scuola la manovra avrebbe rappresentato una vera e propria beffa: da una parte i dipendenti avrebbero ottenuto, in media, 96 euro di aumento; ma dall’altra ne avrebbero persi 80 di bonus.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI