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Entro quando fare le ferie

3 Luglio 2019 | Autore:
Entro quando fare le ferie

Esiste un termine massimo entro il quale le ferie devono essere godute dal lavoratore, e le assenze non fruite si perdono?

Negli anni, non hai mai fruito interamente di tutte le ferie spettanti: adesso, che ti ritrovi con mesi di ferie arretrate, vorresti godere di una lunga vacanza. Il datore di lavoro ti ha però detto che le ferie non godute non ti spettano più, dato che non le hai richieste entro un anno e mezzo dalla loro maturazione.

Ma questo è vero? Se il dipendente non richiede le ferie entro un determinato periodo le perde? Assolutamente no: le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore, sancite dalla legge [1], e dalla Costituzione [2].

Ad essere rinunciabili e monetizzabili, cioè convertibili in denaro, sono soltanto le ferie aggiuntive rispetto alle 4 settimane minime previste per legge: queste ferie aggiuntive possono essere eventualmente previste dal contratto collettivo applicato. In base alle disposizioni degli accordi collettivi, se le ferie extra non sono fruite dal dipendente entro un determinato arco di tempo, è possibile che il datore di lavoro le liquidi, cioè le converta in un’indennità. Pertanto, in nessun caso le ferie si perdono.

Ma entro quando fare le ferie previste dalla legge, ed entro quando bisogna fruire delle ulteriori assenze aggiuntive stabilite dal contratto collettivo?

Le ferie previste dalla legge, pari a 4 settimane l’anno per tutti i dipendenti, devono essere fruite entro l’anno di maturazione nella misura minima di 2 settimane, possibilmente continuative. Le ulteriori 2 settimane devono essere fruite entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione.

I contratti collettivi possono prevedere delle eccezioni, e, come osservato, delle ferie extra rispetto a quelle stabilite dalla legge. Bisogna poi considerare che le ferie maturano in misura piena soltanto se si è lavorato tutto l’anno. Ma procediamo con ordine.

Quante ferie spettano?

La durata minima delle ferie disposta dalla legge è di 4 settimane per un anno di servizio, equivalenti, in caso di fruizione di un periodo di vacanza continuativo, a 28 giorni di calendario [3].

I contratti collettivi (nazionali o di secondo livello, cioè territoriali ed aziendali) possono stabilire:

  • il diritto a più giornate di ferie rispetto alla quantità minima prevista dalla legge;
  • differenti criteri di calcolo dei giorni di ferie (di calendario o lavorativi);
  • differenti regole da seguire in caso di concomitanza dei giorni festivi.

Per alcune categorie, come i bambini, la durata minima delle ferie è disciplinata da specifiche leggi, mentre per altre è prevista dai contratti collettivi, come per i dirigenti e i marittimi.

Bisogna inoltre considerare che:

  • i lavoratori con contratto part-time verticale hanno diritto a un numero di giorni di ferie proporzionato al servizio ridotto;
  • normalmente, matura un intero rateo ferie mensile se durante il mese risultano lavorati almeno 15 giorni;
  • durante alcune assenze, come lo sciopero e il congedo parentale, le ferie non maturano.

Se vuoi saperne di più: Quante ferie mi spettano?

Entro quando smaltire le ferie obbligatorie?

Salvo quanto previsto dal contratto collettivo applicato o dalla disciplina riferita a specifiche categorie, il periodo minimo di ferie retribuite stabilito dalla legge deve essere goduto:

  • per almeno 2 settimane nel corso dell’anno di maturazione: le ferie devono essere fruite obbligatoriamente in modo consecutivo se il lavoratore lo richiede;
  • per le restanti 2 settimane, o per il diverso periodo residuo, entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

La contrattazione collettiva, per le ulteriori 2 settimane, può stabilire:

  • un periodo di fruizione più ampio;
  • un periodo di fruizione più ristretto: se il termine contrattuale entro il quale fruire delle ferie è superato, ma non si supera il termine dei 18 mesi, si determina un mero inadempimento contrattuale.

In ogni caso, il contratto collettivo non può rinviare il godimento delle ferie oltre un limite tale per cui la funzione delle assenze non assolva al suo scopo, ossia al recupero psicofisico del lavoratore.

Che cosa succede se il datore di lavoro non fa smaltire le ferie?

Il datore di lavoro può essere multato per la violazione delle disposizioni in merito ai termini per il godimento delle ferie. Inoltre, l’Ispettorato del lavoro può obbligare il datore a permettere che il dipendente usufruisca delle assenze non godute, mediante prescrizione ad adempiere.

Se il dipendente non gode delle ferie spettanti entro 18 mesi dall’anno di maturazione, il datore di lavoro, oltre ad essere passibile di sanzioni (salvo che il termine non sia stato allungato dal contratto collettivo), è comunque tenuto a versare all’Inps i contributi sulle ferie non godute. I contributi, in particolare, devono essere versati assieme ai contributi dovuti sulle retribuzioni per il mese di luglio del 2° anno successivo alla maturazione delle ferie, normalmente entro il 20 del mese di agosto.

Entro quando smaltire le ferie extra?

I giorni eccedenti le 4 settimane eventualmente previsti dal contratto collettivo (anche di secondo livello), o dal contratto individuale applicato, possono essere fruiti nel termine stabilito dagli accordi stessi o, in mancanza, dagli usi aziendali. Possono inoltre essere convertiti in un’indennità.

note

[1] D.lgs. 66/2003.

[2] Art. 36 Cost.

[3] Circ. Min. Lav. n. 8/2005.


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