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Lavoro in nero fa curriculum?

3 Luglio 2019 | Autore:
Lavoro in nero fa curriculum?

È possibile inserire nel proprio curriculum vitae le precedenti esperienze lavorative in nero? Come si scrive e a cosa serve un curriculum? Colloquio: cosa dire?

Se intendi farti assumere devi quantomeno dimostrare di avere competenze tali da meritare un posto di lavoro. Certo, c’è da dire che alcune aziende sono davvero incontentabili ed hanno pretese a dir poco assurde, tipo quella di assumere giovani ventenni che abbiano già anni di esperienza alle spalle. Al di là delle oggettive difficoltà a farsi prendere in considerazione, uno dei dubbi più comuni che attanaglia chi si ritrova a preparare il proprio curriculum è quella che riguarda l’inserimento delle proprie attività svolte senza un regolare contratto. Detto in altre parole: il lavoro in nero fa curriculum?

Sicuramente anche tu ti sarai trovato davanti ad un dilemma del genere: da un lato, infatti, c’è il timore di inserire nel proprio curriculum una situazione di irregolarità, anzi di illegalità, che potrebbe non essere vista di buon occhio; dall’altro, c’è la preoccupazione di redigere una presentazione davvero troppo breve se non si mettesse in conto anche il lavoro prestato in nero. Se l’argomento ti interessa  e ne vuoi sapere di più, allora ti invito a proseguire nella lettura: vedremo insieme se il lavoro in nero fa curriculum.

A cosa serve il curriculum?

Ritengo che sia fondamentale, per rispondere alla domanda che dà il titolo a questo articolo («il lavoro nero fa curriculum?»), comprendere quale sia la funzione del curriculum. Il curriculum vitae è quel documento che riassume la vita (lavorativa e non) di una persona.

In un curriculum potranno, quindi, essere inseriti titoli di studio, formazione pregressa, precedenti esperienze lavorative, conoscenza delle lingue, abilitazioni, corsi di perfezionamento, master, tirocini, stage, pubblicazioni, passioni, attività ricreative e culturali.

Possiamo, quindi, dire che il curriculum è il biglietto da visita di un candidato, in quanto, attraverso le informazioni ivi contenute, il datore può rendersi conto se ha davanti a sé l’uomo (o la donna) che fa per lui.

Cosa scrivere nel curriculum vitae?

Il curriculum può essere determinante ai fini di una futura assunzione: è perciò importante che sia preparato con cura e dovizia di particolari. Oltre alle proprie generalità, è importante che nel curriculum vitae siano indicati:

  • i titoli di studio (diploma di scuola superiore; diploma di laurea; dottorato, scuole di specializzazione o master);
  • le precedenti esperienze lavorative (fondamentali tutte le volte in cui sia richiesta esperienza in un determinato settore);
  • le conoscenze linguistiche (meglio ancora se formalmente certificate);
  • le attività extra-lavorative (passioni, attitudini, ecc.);
  • eventuali pubblicazioni come autore;
  • il possesso della patente di guida;
  • il consenso al trattamento dei dati personali.

Ovviamente, ciascuno è libero di inserire quante più informazioni ritiene opportune; il consiglio, però, è quello di non appesantire troppo il curriculum: considera che le persone che lo valutano non hanno intenzione di spendere, per la sua lettura, più di qualche minuto. È inutile, quindi, scrivere un romanzo della propria vita.

Curriculum: si può mettere il lavoro in nero?

Veniamo al punto cruciale: è possibile inserire nel proprio curriculum le precedenti esperienze lavorative in nero? Mettiamo il caso che, fino a questo momento, quasi tutti i tuoi lavori siano stati retribuiti senza contratto. Cosa fare: scrivere solamente ciò che è regolarmente documentabile, oppure riportare anche i tanti anni di lavoro in nero?

Ebbene, se hai svolto, in passato, qualche lavoro in nero, ma si è trattato solamente di esperienze sporadiche che ritieni non siano state determinanti per la tua formazione, allora puoi anche tralasciare di inserirle. Al contrario, se la maggior parte della tua esperienza professionale si basa su precedenti lavori in nero, allora il consiglio è di inserire tali attività del tuo curriculum vitae: ricorda, infatti, che al tuo futuro datore di lavoro non interessano i tuoi precedenti contratti, ma le conoscenze che hai acquisito sul campo.

Pertanto, non precluderti la possibilità di essere assunto solamente perché ritieni che l’indicazione di un lavoro svolto in nero possa farti sfigurare: la colpa, infatti, è del tuo precedente datore che non ti ha messo in regola, non tua.

Lavoro in nero: come scriverlo nel curriculum?

Si pone ora un altro problema: come qualificare nel curriculum una precedente esperienza di lavoro in nero? Devi riportare il nome del datore di lavoro o solo la mansione svolta? Ebbene, se decidi di scrivere anche le tue esperienze lavorative in nero, devi indicare anche il luogo ove lavoravi, cioè il datore di lavoro, specificando la mansione che, di fatto, ricoprivi. Non occorre che tu faccia alcun riferimento al fatto che non ti trovassi in una posizione legale.

Lavoro in nero: cosa dire al colloquio?

Eventualmente, se nel corso del colloquio l’esaminatore mostrasse interesse per quest’esperienza e ti chiedesse qualche informazione ulteriore, potrai dire che si trattava di una collaborazione, parolina magica che fa immediatamente capire che non avevi un contratto.

Stai tranquillo, però: anche se nel corso del colloquio dovesse emergere che hai lavorato in nero, non accadrà nulla in quanto, come detto sopra, l’illegalità è stata commessa dal tuo precedente datore, non da te. Inoltre, è ben difficile che la persona che ora sta esaminando il tuo curriculum si prenda la briga di denunciare il tuo ex capo perché non ti ha messo in regola.


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