Diritto e Fisco | Articoli

Quali auto non pagano il bollo

3 Luglio 2019 | Autore:
Quali auto non pagano il bollo

Linee guida per l’esenzione dal pagamento del bollo auto. Quando non è più dovuto il versamento dell’imposta e il relativo condono.

Sei un disabile e vuoi sapere se devi pagare il bollo auto? Possiedi un veicolo storico. Puoi usufruire dell’esenzione dal pagamento del bollo auto? In cosa consiste il condono del bollo auto? Possedere un’auto può essere sinonimo di libertà e di indipendenza: che sia per partire per diletto o per lavoro, poco importa. Quello che interessa è che puoi farlo quando vuoi e per andare dove vuoi. Ma come ogni cosa, c’è il risvolto della medaglia perché i costi legati al possesso di un veicolo sono notevoli: c’è la manutenzione ordinaria e straordinaria a cui provvedere, l’assicurazione e ahimè anche il bollo da pagare, una delle tasse tra le più odiate dagli automobilisti italiani. Tuttavia, esistono delle esenzioni periodiche o definitive, che rendono meno gravoso il versamento di tale imposta.

Quali auto non pagano il bollo? La materia è di competenza delle Regioni alle quali, di recente, una sentenza della Corte Costituzionale [1] ha affidato la totale discrezionalità purché nei limiti del massimale imposto dalle norme statali. In parole più semplici: i giudici costituzionali hanno stabilito che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. Le Regioni, quindi, possono introdurre delle esenzioni o delle maggiorazioni anche se non sono previste dal legislatore statale senza oltrepassare le soglie minime fissate dalle leggi nazionali.

In particolare, per quanto riguarda le esenzioni, va detto che le stesse possono derivare da fattori diversi. Ad esempio, possono derivare da condizioni legate al veicolo o al proprietario, possono essere decise a livello locale o anche essere relative a politiche fiscali o ambientali stabilite a livello nazionale. Vediamo ora, più nel dettaglio, le varie ipotesi in cui è possibile usufruire dell’esenzione del bollo auto senza dimenticare prima di fornire alcune informazioni generali su tale tipo di imposta.

Che tipo di imposta è il bollo auto

Il bollo auto è un’imposta sulla possesso del veicolo e non sulla circolazione. Pertanto, sbagliano coloro che pensano che lo stesso sia dovuto solo se il veicolo è circolante vedi nel caso di un’auto vecchia, tenuta ferma sotto casa o in un garage. In realtà si tratta un’imposta che va versata indipendentemente dall’utilizzo o meno del mezzo. Se quindi, l’auto è iscritta nel Pubblico registro automobilistico (Pra) va comunque corrisposta dal proprietario del mezzo.

Inoltre, si tratta di una tassa gestita dalle Regioni ad eccezione di quelle a statuto speciale (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna), laddove è gestita dall’Agenzia delle Entrate.

Qual è la scadenza del bollo auto

In generale, la scadenza del bollo auto è fissata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione del veicolo.

Esistono, però, delle eccezioni: infatti, gli automobilisti del Piemonte e della Lombardia possono pagare in date prestabilite.

Più precisamente, entro il:

  • 31 maggio 2019, se il bollo scade ad aprile;
  • 30 settembre 2019, se il bollo scade ad agosto;
  • il 20 gennaio 2020, se il bollo scade a dicembre.

Come si calcola il bollo auto

Il bollo auto si calcola prendendo come parametro la potenza del veicolo, espressa in kilowattora (kW) e la classe ambientale di riferimento. In entrambi i casi è sufficiente verificare il libretto di circolazione del mezzo per trovarvi riportato il dato relativo alla potenza, nello specifico alla voce P.2 e quello dello classe ambientale, indicato alla voce V.9.

E’ possibile calcolare l’ammontare del bollo auto collegandosi al sito online dell’Agenzia delle Entrate oppure utilizzando l’analogo servizio presente sul sito dell’Aci.

Come si paga il bollo auto

Il pagamento del bollo può essere effettuato telematicamente:

  • sul sito dell’Aci;
  • sul sito della propria banca;
  • sul sito delle Poste Italiane presso cui si ha il conto corrente;
  • tramite Satispay, un’applicazione gratuita per i dispositivi Android e iOS (iPhone, iPad e Apple Watch).

Oppure, recandosi personalmente presso:

  • gli uffici postali;
  • le tabaccherie convenzionate;
  • gli sportelli Aci;
  • le agenzie per il disbrigo di pratiche auto.

Per un approfondimento dell’argomento è consigliata la lettura dell’articolo “Come pagare il bollo auto”.

Quali auto non pagano il bollo

Le categorie di auto per le quali opera l’esenzione dal pagamento del bollo si possono così schematizzare:

  • auto possedute da soggetti beneficiari della legge 104;
  • auto storiche;
  • auto alimentate a gpl o metano;
  • auto elettriche/ibride;
  • auto appartenenti alle organizzazioni no-profit.

Esenzione per i titolari della Legge 104

Possono beneficiare dell’esenzione dal pagamento del bollo le auto possedute da soggetti disabili ai sensi della Legge n. 104/1995.

Nello specifico, si tratta delle persone affette da:

  • gravi limitazioni di deambulazione;
  • ridotte o assenti capacità motorie (permanenti);
  • capacità di deambulazione limitata, tale da avere diritto all’assegno di accompagnamento;
  • cecità totale;
  • pluriamputazioni;
  • residuo visivo inferiore ad un decimo in entrambi gli occhi;
  • residuo perimetrico inferiore al 30%;
  • sordità acquisita prima di iniziare a parlare;
  • sordomutismo dalla nascita;
  • handicap psichico, tale da avere diritto ad assegno di mantenimento.

Se, pertanto, il disabile rientra in una di queste categorie dopo essere stato sottoposto a visito medico-legale presso una delle apposite Commissioni mediche, potrà beneficiare dell’esenzione intestando il veicolo a se stesso. Analogamente, potranno usufruire dell’esenzione pure i soggetti che hanno fiscalmente a carico la persona disabile, purché questa abbia un reddito annuo lordo non superiore ai € 2.840,51.

L’esenzione spetta per un solo veicolo alla volta anche nel caso in cui sia intestata più di un’auto al disabile ovvero ad un suo parente, genitore, figlio o fratello. Peraltro, deve trattarsi di un veicolo alimentato a benzina con cilindrata non superiore a 2.000 centimetri cubici (cc) o di uno diesel con cilindrata non superiore a 2.800 cc.

Quali sono le modalità per richiedere l’esenzione bollo auto

Al fine di usufruire dell’esenzione dal pagamento del bollo auto è necessario presentare la documentazione apposita all’ufficio tributi della Regione di appartenenza. Tuttavia, qualora tale ufficio non fosse presente nella propria Regione, l’esenzione sarà riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate ovvero dall’Aci. L’istanza va presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine in cui deve essere effettuato il pagamento dell’imposta ed il relativo modulo può essere scaricato dal sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata.

Alla domanda, vanno allegati i seguenti documenti:

  • una copia della carta di circolazione;
  • la certificazione attestante lo stato di invalidità con sussistenza dei requisiti necessari per richiedere le agevolazioni fiscali sui veicoli;
  • i documenti che certificano che la persona diversamente abile è fiscalmente a carico del soggetto intestatario del mezzo di trasporto, nel caso in cui il veicolo non fosse intestato al disabile.

Il modulo di richiesta e i relativi documenti vanno consegnati a mano o con raccomandata A/R.

L’istanza va presentata un’unica volta, poiché il rinnovo è automatico. Nell’ipotesi in cui vengano meno i requisiti richiesti per l’esenzione, si pensi al caso della vendita del mezzo, allora sarà necessario avvisare l’ufficio competente.

Cos’è l’esenzione bollo auto storiche

Per le auto storiche bisogna distinguere tra due tipologie:

  • quelle ultraventennali, cioè con un’età compresa tra i 20 e i 29 anni;
  • quelle ultratrentennali.

Per le prime è prevista una riduzione del 50% del pagamento del bollo. Questi veicoli per potere beneficiare dell’agevolazione devono presentare un interesse storico/collezionistico e devono essere in possesso della certificazione di rilevanza storica, annotata sulla carta di circolazione.

Gli autoveicoli e i motoveicoli ultraventennali, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, senza certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione ma con attestazione di storicità Asi (Automobilclub storico italiano) o Fmi (Federazione motociclistica italiana) sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica regionale nella misura ridotta del 10%.

Le auto ultratrentennali non adibite ad uso professionale o utilizzate nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni sono invece, esentate del tutto dal pagamento dell’imposta. Tale beneficio è automatico e non occorre presentare alcuna domanda né iscrivere il proprio veicolo in un apposito registro storico.

I loro proprietari dovranno pagare solamente una tassa di circolazione forfetaria se l’auto viene messa in circolazione su strade e aree pubbliche pari ad € 31,24. Questa tassa di circolazione non va pagata se il veicolo rimane inutilizzato, senza mai circolare su aree pubbliche; se invece, circola, il conducente deve portare con sé la ricevuta di pagamento della tassa di circolazione perché è previsto il controllo su strada da parte degli organi di polizia.

Maggiori dettagli in materia si possono trovare nell’articolo “Esenzione bollo auto storiche”.

Cos’è l’esenzione bollo auto gpl/metano

In alcune Regioni l’esonero dal pagamento dell’imposta per i veicoli alimentati a gpl o metano è pari al 100%. E’ questo il caso della Lombardia mentre in Piemonte l’esenzione totale è prevista solo per quei veicoli con impianto a gpl di fabbrica. Ciò significa che se l’impianto è stato installato in un secondo momento, l’esenzione sarà comunque al 100%, ma solo per i primi 5 anni.

In molte altre Regioni, invece, l’esenzione ha una durata limitata nel tempo, comunque 5 anni, mentre in altre ancora è possibile usufruire di una importante riduzione dell’importo della tassa fino al 75%.

Cos’è l’esenzione bollo auto ecologiche (elettriche/ibride)

A seconda della Regione di appartenenza alcune auto ecologiche sono esentate dal pagamento del bollo auto. In generale gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori con motore elettrico non pagano l’imposta per i primi 5 anni dall’immatricolazione.

Per quanto riguarda le auto ibride, in alcune Regioni è possibile usufruire dell’esenzione dal pagamento del bollo per 3 o 5 anni.

Cos’è l’esenzione bollo auto no-profit

L’esenzione dal pagamento del bollo è prevista anche per i veicoli intestati alle organizzazioni senza scopo di lucro (organizzazioni no-profit).

Più precisamente, non sono tenute al versamento dell’imposta:

  • le ambulanze;
  • i veicoli per il trasporto di sangue e organi;
  • i veicoli per il trasporto di specifiche persone con particolari condizioni: disabili o anziani non autosufficienti.

Quando non è più dovuto il pagamento del bollo auto

Il contribuente che non ha pagato il bollo auto non è più tenuto al versamento dell’imposta se non ha ricevuto un sollecito di pagamento o una cartella esattoriale da Agenzia Entrate Riscossione nel termine di 3 anni dall’anno successivo a quello di scadenza del pagamento del bollo [2].

Facciamo un esempio: se il pagamento del bollo auto è scaduto nel 2015, il calcolo parte dal 1° gennaio 2016 e il termine dei 3 anni scade il 31 dicembre 2019. Se entro tale termine Tizio non riceve alcun atto interruttivo della prescrizione come, per esempio, un sollecito di pagamento o la cartella esattoriale, non sarà più obbligato al pagamento dell’imposta.

Un’altra ipotesi in cui il pagamento del bollo auto non più dovuto è quando Agenzia Entrate Riscossione non procede a notificare al contribuente la cartella esattoriale entro 2 anni da quando è stato notificato l’avviso di accertamento da parte della Regione [3].

Per comprendere meglio anche qui facciamo un esempio: se il pagamento del bollo auto scade nel 2015 e nello stesso anno la Regione invia all’Agenzia Entrate Riscossione il ruolo, quest’ultima deve notificare la relativa cartella esattoriale entro il 2017 altrimenti si avrà la decadenza. Pertanto, se la cartella viene inviata nel 2018 anche se il pagamento non si è ancora prescritto (la prescrizione infatti, avverrà nel 2019), il pagamento del bollo non è comunque dovuto per effetto della decadenza.

Su questo argomento è consigliata la lettura dell’articolo “In quanto tempo si prescrivono il bollo auto e il fermo amministrativo?”

In cosa consiste il condono bollo auto

La riforma della materia relativa al bollo auto intervenuta nel 2019, ha introdotto delle novità per quanto riguarda la possibilità di definire le controversie sussistenti con il fisco per il mancato pagamento del bollo.

Pertanto, tutti coloro che hanno ricevuto nei termini prescritti dalla legge (3 anni dall’anno successivo a quello di scadenza del pagamento del bollo e sempre che non si sia verificata la decadenza) una cartella esattoriale per il mancato versamento della tassa possono scegliere tra due soluzioni:

  • il condono;
  • la rottamazione.

In quest’ultimo caso, bisogna presentare una domanda di adesione alla rottamazione dei ruoli dell’Agenzia Entrate Riscossione al fine di ottenere l’eliminazione degli interessi e delle sanzioni dall’importo dovuto. Il versamento potrà avvenire massimo in 10 rate di pari importo nel termine di 5 anni e con un tasso di interesse del 2%.

Il condono è, invece, consentito per le cartelle esattoriali di importo fino a € 1.000, notificate tra il 2000 e il 2010.


note

[1] Cort. Cost. sent. n. 122 del 20 maggio .05.2019.

[2] Art. 5 co. 51 D.L. n. 953/1982.

[3] Cass. ord. n. 2014/18 del 24.01.2019.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube